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Full text of "Amiga Magazine 80"

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E D I T O R I A L E 


UN POWER PC NEL FUTURO DI AMIGA 

Alla raffica di annunci dei mese scorso, ha fatto seguito, come prevedibile, un periodo di pausa e di riflessione, durante il quale 
si sono intensificati i contatti e le consultazioni fra tutte le parti in causa, in attesa che l’acquisizione ufficiale di AT da parte di 
Viscorp si concluda, come previsto, entro il 31 luglio. Potrete leggere tutti i particolari nel dossier di questo numero. 

In questo momento, sopiti i toni accesi delle prime prese di posizione, lo scenario più plausibile sul futuro di Amiga contempla 
ovviamente una Viscorp in posizione dominante, che oltre a occuparsi direttamente dello sviluppo dell Amiga set-top-box, coor- 
dina il porting su PowerPC. PIOS, con Haynie e Finkel, dovrebbe collaborare strettamente con Viscorp per gestire tale porting 
dell’OS Amiga e arrivare a produrre una macchina standard PowerPC a basso costo. Viscorp ha già formato un Architectural 
Design Group che si occupa dello sviluppo dell’intera architettura Amiga. 

Phase 5, da parte sua, sembra destinata a gestire le prime fasi di tale transizione con schede Power PC per gli Amiga esi- 
stenti e arrivare a proporre un Amiga Power PC high-end con hardware custom destinato principalmente al mercato europeo. 
Questo a patto che riesca a trovare un accordo con Viscorp, la quale ha tutte le intenzioni di difendere anche nelle sedi lega- 
li la proprietà intellettuale di Amiga che, come sappiamo, ha acquistato a caro prezzo, sebbene preveda la possibilità di licen- 
ziarla a terzi. 

P-os di ProDad sembra in una posizione maggiormente defilata: se ne può prevedere l’uso su una macchina come il Draco di 
MacroSystem, sul quale sono appunto apparse le prime versioni preliminari. 

È chiaro che Motorola giocherà in tutto questo un ruolo fondamentale, almeno per quanto riguarda la ricerca: la società ha 
estremo bisogno di un sistema operativo da offrire assieme ai suoi Power PC al mercato di massa. 

La differenza di visuale fra PIOS e Phase 5 riguarda soprattutto un punto; Phase 5 crede nella necessità di continuare sulla 
tipica strada di Amiga: hardware dedicato prodotto “in casa” per raggiungere la massima integrazione fra i vari sottosistemi 
hardware (I/O, audio, video). PIOS crede invece nell’uso di un computer standard definito da Motorola, IBM e Macintosh (il 
cosiddetto CHRP o PPCP) per far girare AmigaOS. Il primo è sicuramente più vicino alla filosofia Amiga, il secondo alle attua- 
li leggi del mercato. 

Dave Haynie, ultimamente, ha dimostrato in una serie di interventi pubblici e privati su Internet, di essere profondamente coin- 
volto nel progetto e di avere, fra l’altro, le idee molto chiare: è perfettamente consapevole, come Phase 5 d’altra parte, degli 
errori fatti in passato e non ha intenzione di ripeterli. La formula risultante è fin troppo ovvia: Amiga deve avere hardware poten- 
te senza costare più di un Pentium e deve essere in grado di soddisfare tutte te esigenze elementari di un utente di computer, 
senza escludere quelle ludiche. 

Per ottenere tutto questo, Haynie prevede la presenza di componenti dedicati all’l/O (ISDN, modem, audio) e al video ai mas- 
simi livelli (alte risoluzioni, motori 3D), usando esclu- 
sivamente componenti “standard”, non espressa- 
mente creati per Amiga, ma già immessi sul mercato 
da produttori specializzati di chip. Questi chip esisto- 
no, costano poco e per integrarli al sistema non è 
necessario investire grandi capitali nella ricerca; il 
sistema operativo di Amiga, con la sua architettura 
aperta, offre a sua volta grandi opportunità in questa 
direzione. 

Su tutto, prevale l’impressione che il prossimo Amiga 
girerà su Power PC e potrà essere il risultato dello 
sforzo non di un’unica società, ma di una sorta di 
“ consorzio ”, reale o virtuale, che comprenderà a tito- 
lo diverso Viscorp, PIOS e Motorola e forse anche 
Phase 5, ProDad e MacroSystem. 

Per finire, Cari Sassenrath (Viscorp) da Tolosa ha 
voluto consegnarci un messaggio autografo dedicato 
a tutti gli utenti italiani, che volentieri giriamo ai desti- 
natari: “A tutti i miei amici in Italia. Vi ringrazio di cre- 
dere ad Amiga. Il futuro è sereno: «Grandi cose stan- 
no per accadere». 

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Per quanto riguarda la rivista, non dimenticate di 
dare un’occhiata al demo dì AmiAtlas Pro 2.0 che 
compare sul dischetto: il programma, che serve a 
calcolare itinerari automobilistici, è stato tradotto in 
italiano da Amiga Magazine e pubblicato con la carti- 
na dell’Italia grazie a un accordo con l’autore. 

Nell’articolo dedicato a tale prodotto troverete anche 
un’interessante offerta di registrazione. 

Romano Tenca 
amigamag@lol.it 






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APOLLO TURBO 1 240 40 Mhz APOLLO TURBO 1260 50 Mhz 


25 volte piu veloce di un Al 200. CPU 68040 a 40 volte piu vele 
25 Mhz o 40 Mhz Fino a 32 Mb di FastRam 50 Mhz. Fino a 
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ANNO 9 • NUMERO 80 • LUGLIO/ AGOSTO 1996 


I lettori ci scrivono 


TRENDS 


Dalla stampa di tutto il mondo 9 


DOSSIER 


Verso il Power PC 


I software musicali 
della nuova generazione 


R i C I N S I © 

N I 

i HARDWARE | 

Amiga 4000 Tower 

27 

Amiga MI 438S 

30 

Genius PowerTab 

32 

Reno Portable CD-ROM Player 

51 

I SOFTWARE | 

AmiAtlas 2.0 

53 

WordWorth 5 

57 

Family Connections 

61 

| CD-ROM | 

Sounds from cyberspace 

63 

Turrican 

63 

Eric Schwartz Productions 

CD Archive 

63 

World-lnfo '95 

64 

Euroscene 2 

65 

Workbench Add-On volume 1 

66 


U 


17 

23 

B R I C H E 


FOGLI ELETTRONICI 

Mutui 

67 

IL TECNICO RISPONDE | 

Floppy, drive Al 200 

70 

GAMESHOW | 

1 giochi del mese 

75 

ON DISK | 

1 programmi su disco 

77 

COMPRO/VENDO ! 

Servizio inserzioni gratuite 

80 


Le pagine del 

PROGRAMMATORE 

TRANSACTION 


TCP/IP (parte II) 


35 


COPERTINA 

Realizzazione: Silvana Cocchi 


Texture mapping e Amiga 

(parte IV) 39 

Lo standard Amiga CD (parte III) 44 
Amiga E (parte XIII) 47 






IFIRST in future! 





DIRETTORE RESPONSABILE Pierantonio Paierma /g n \J | \ / | \\ | \ 
COORDINAMENTO EDITORIALE Claudio De Falco 
DIRETTORE TECNICO Romano Tenca 

REDAZIONE Marna Risani, Roberta Bottini, ( segreteria tei. 02/66034319) 

HANNO COLLABORATO per la redazione: Roberto Attias, Hinter Bringer, 

Georg Campana, Paolo Canali, Roberto Cappuccio, Antonio De Lorenzo, 

Fabrizio Farenga, Diego Gallarate, Vincenzo Gervasi, E.C. Klamm, Alberto 

Longo, Matteo Tenca, Roberto Rosselli Del Turco, Marco Ruocco, Sergio 

Ruocco, Vanni Torelli per la grafica: DTP Studio 

On-Disk Carlo Santagostino 

GRAFICI Marco Passoni ( coordinamento ) 


GROUP UHU BUSINESS INFORMATION EUROPE 

PRESIDENTE Peter P. Tordoir 
AMMINISTRATORE DELEGATO Pierantonio Paierma 
PERIODICI E PUBBLICITÀ Peter Goldstein 
PUBLISHER Italo Cattaneo 

COORDINAMENTO OPERATIVO Antonio Parmendola 
MARKETING Edoardo Belfanti 

DIREZIONE E REDAZIONE Via Gorki, 69 - 20092 Cinisello Balsamo (MI) 

Tel. 02/660341 Fax 02/66034238 

SEDE LEGALE Via Corneggia 10 - 20123 Milano 

PUBBLICITÀ Via Gorki, 69 - 20092 Cinisello Balsamo (MI) 

Tel. 02/66034246 Fax 02/66034448 

SALES PROMOTER Stefania Scroglieri - 02/66034229 

GRAFICA Renata Lavizzari 

PIEMONTE/VALLE D’AOSTA Rosario Romeo - Publikappa 
Via Sagra S.Michele, 37 - 10139 Torino - Tel./Fax 011/723406 - cell.0336/278344 
MARCHE, UMBRIA, LAZIO, ABRUZZO, CAMPANIA, MOLISE, BASILICATA, 
PUGLIA, CALABRIA, SICILIA, SARDEGNA: Union Media S.r.l. - Francesca 
Juvara - Via Castelfranco Veneto, 18 - 00191 Roma - Tel. 06/36301433 (r.a.) 

Fax 06/36301346 

INTERNATIONAL SALES AND MARKETING Cinzia Martelli - Tel. 02/66034205 

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SCANDINAVIA Andrew Karning & Associates - Pirjo Kallio 

Tel: +46/8/4427059 - Fax: +46/8/4427050 

SWTTZERLAND Agentur Iff - Bernard Kull - Tel: +41/53/245821 

Fax: +41/53/253495 

GERMANY and AUSTRIA: Mediaagentur - Adela Ploner 
Tel: +49/8131/86668 - Fax: +49/8131/80901 
NETHERLANDS and BELGIUM: Insight Media René de Wit 
Tel/ +31/2153/12042 - Fax: +31/2153/10572 
USA: Global Media Representati ve INC., Barbara L. Gough 
Tel. 001/415/3060880 - Fax 001/415/3060890 
TAIWAN: Prisco - Anita Chen - Tel: +886/2/7751756 
Fax: +886/2/7415110 

UFFICIO ABBONAMENTI 

Via Gorki, 69 - 20092 Cinisello Balsamo (MI) - Tel. 02/66034401 “r.a.” (per infor- 
mazioni, sottoscrizione o rinnovo dell’abbonamento). Fax 02/66034482 Una 
copia L. 14.000 (arretrati L. 28.000; non vengono evase richieste di numeri arre- 
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549/95 - Milano. Per sottoscrizione abbonamenti utilizzare il c/c postale numero 
18893206 intestato a Gruppo Editoriale Jackson - Casella Postale n° 68 - 20092 
Cinisello Balsamo. 

STAMPA Sate - Zingonia - Verdellino (Bg) 

FOTOLITO Fotolito 3C 

DISTRIBUZIONE Parrini & C. S.r.l Piazza Colonna, 361 - 00187 Roma. 

Il Gruppo Editoriale Jackson srl è iscritto nel Registro nazionale della stampa al n. 
4863 in data 22/04/’95 

Autorizzazione alla pubblicazione Tribunale di Milano n. 102 del 20/2/1988. 
©Tutti i diritti di riproduzione o di traduzione degli articoli pubblicati sono riser- 
vati. Manoscritti, disegni e fotografie non si restituiscono. 


A.N.E.S. 


La tiratura e la diffusione di questa pubblicazione sono certificate da Reconta 
Ernst e Young secondo Regolamento CSST 







POSTA 


ESPANDERE IL 3000 

Sul numero 79 rispondevamo a una let- 
tera di Stefano Solla che chiedeva come 
espandere la memoria del 3000. Fra le 
varie soluzioni indicate, abbiamo dimen- 
ticato di citare l'unica espansione di me- 
moria Zorro III che usa moduli SIMM di- 
sponibile in Italia. Si tratta della DKB 
3128. L'importatore italiano dei prodotti 
DKB è: 

Euro Digital Equipment, via Dogali 25,2601 3 Gema 
(CR), te 1.0373-86023, fax/BBS 0373-86966, Inter- 
net: ede@nlsc.oomWWW: www.nisc.confede 

SFIDUCIATO 

Salve a tutti, vi scrivo per esporre il mio 
stato d'animo, da "amighista"; dopo aver 
appreso gli ultimi sviluppi dall'editoriale 
di maggio. Purtroppo, nonostante l'ottimi- 
smo dell’editoriale, devo dire che ho per- 
so di colpo gran parte di quella fiducia 
che avevo riposto nella rinascita di Ami- 
ga. Un sacco di belle cose si erano dette 
anche a proposito di Escom e poi di col- 
po ecco la notizia della vendita. Finora ho 
sempre difeso Amiga, e sempre conti- 
nuerò a farlo, da quelle persone, "pcii- 
ste", che si spacciano per esperti del set- 
tore e sparano 'cavoiate" sull'OS di Ami- 
ga. Devo ammettere in effetti che niente 
mi fa andare in ebollizione come quelli 
che mi rispondono "i ma comprati un com- 
puter serio" quando gli dico che ho un A- 
miga; persone che hanno un PC e a ma- 
lapena sanno avviare quello strano pro- 
gramma (?) il cui nome inizia per Win., 
lo stesso recentemente sto lavorando su 
PC (termine ormai usato per riferirsi ai 
compatibili IBM e cose varie) usando 
Windows '95, Access, Visuale (non vi di- 
co l'esperienza di programmazione in Vi- 
sual C usando le funzioni di Windows..) 
e, scusate, ma quel sistema operativo 
spacciato per l'ennesima volta come mul- 
titasking è un offesa all'utente che non si 
limita a caricare l'ultimo videogame dalla 
grafica stupefacente; purtroppo devo u- 
sarlo per lavoro! 

Ma ora basta; scusate, ma volevo sfogar- 
mi un po' con gente che non trasudasse 
ignoranza informatica da tutti i pori. 

Come dicevo sono sfiduciato, ma non 
per questo abbandonerò Amiga, ciono- 
nostante sicuramente rinvierò l'acquisto 
di un nuovo Amy per, ahimè!, acquistare 
un Pentium. 

Proprio in questi giorni, per l'esattezza il 
31-5-96, all'Università di Salerno terremo 
un incontro con alcuni professori del no- 
stro polo scientifico per presentare le po- 
tenzialità e funzionalità di Amiga, l'incon- 
tro è stato organizzato da miei col leghi a- 
mighisti; all'Università di Salerno la comu- 
nità Amiga è molto nutrita e a volte penso 
che ci siano più am igh isti che pei isti; per 



la dimostrazione useremo macchine di 
nostra proprietà, per lo più Amiga 1200; 
la nostra macchina di punta sarà rappre- 
sentata molto probabilmente da un Ami- 
ga 1200 68030 40 Mhz 6 MB HD CDROM 
monitor 1084s (sic), ma non ne sono si- 
curo al 100%. Di cose come queste pen- 
so siano capaci solo gli utenti Amiga con 
la loro passione. 

Antonio Cervo * ac ervo@ cilento. mi. 
crosys.it 

Il suo stato d'animo è perfettamente 
comprensibile: la vendita di Amiga è 
stata per molti versi un fulmine a del se- 
reno. Ma non getteremmo la spugna. 
Amiga può ancora rinascere: l'interes- 
samento per il suo destino da parte di 
PIOS, ProDad, Phase 5, MacroSystem, 
Motorola e Viscorp è un segno estrema- 
mente positivo (veda il dossier su que- 
sto stesso numero). Sono tutte società 
con sezioni di ricerca e sviluppo ben 
più consolidate di quella (inesistente) di 
Escom che dalla sua aveva avuto le ri- 
sorse finanziarie e la volontà di soste- 
nere Amiga (finché non ha perduto an- 
che quelle, assieme al suo presidente, 
e per colpa del mercato dei cloni). 

Il destino di Amiga dovrebbe tornare in 
mano a uomini come Cari Sassenrath, 
Dave Haynie e Andy Finkel, per citare 
solo i più noti. Noi non siamo in grado di 
prevedere il futuro, ma crediamo ferma- 
mente in una cosa: se costoro non rie- 
scono a rilanciare Amiga, allora nessun 
altro potrà mai riuscirci. Nel 1 997 sapre- 
mo in via definitiva se dovremo rasse- 
gnarci o meno a subire il più " soffice " 
monopolio della storia dell'umanità, 
quello di Microsoft. Nel frattempo, con- 
viene armarsi di un po' di pazienza: per 
comprare un Pentium c 'è sempre tem- 
po, anzi, più tempo passa, meno lo si 
paga... 

INTERNET 

Colgo l'occasione per fare i complimenti 
a tutta la redazione, seguo ormai da an- 
ni la rivista, che trovo ottima; la possibi- 
lità di inviare la posta via Internet mi 
sembra ottima. 

Il dossier che avete iniziato su Internet 


l'ho letto volentieri e ho scoperto servizi 
di cui non conoscevo l'esistenza (FTP 
via e-mail) spero che tratterete l'argo- 
mento in modo approfondito, facendo 
durare il dossier per parecchi numeri, 
anche perché, a esclusione dell'aspetto 
grafico di Internet, argomento trattato da 
decine di riviste a livelli da far venire la 
nausea, tutte le altre possibilità della re- 
te non vengono trattate con la stessa at- 
tenzione. 

Ho scoperto per caso un newsgroup di 
file binari per Commodore 64 (comp.bi- 
naries.cbm) e i file disponibili erano per 
il GEOS (qualcuno ricorda ancora la sua 
esistenza?). Visto che ancora, nonostan- 
te la polvere accumulata sulla vecchia 
tastiera del mio glorioso C=64 (ogni tan- 
to lo rimetto in funzione), volevo chieder- 
vi se mi sapreste indicare come poter 
Uudecodare eventuali file che mi po- 
trebbero incuriosire; conoscete inoltre 
qualche sito dove trovare programmi 
per C=64? Esiste qualcosa magari in 
Germania dove continuano a sfornare 
hardware e software per "l'indimentica- 
bile C=64"? 

Un'ultima cosa: se continuerete a tratta- 
re i vari programmi di gestione di posta 
elettronica, elencate i programmi pro- 
dotti dagli autori italiani e magari inseri- 
teli nei dischi allegati alla rivista, lo co- 
nosco, per esempio, Amira, scritto da 
A.Durso@agora.stm.it, vi assicuro che è 
un ottimo programma. 
F.Ortolano@agora.stm.it 

Il dossier dedicato alla posta elettronica 
è terminato con la presentazione di 
Thor. Abbiamo in cantiere altri articoli 
dedicati a Internet e ai suoi vari aspetti: 
Internet costituisce effettivamente un 
Mare Magnum di possibilità, che solo 
lentamente si può arrivare a dominare 
anche solo parzialmente. Terremo conto 
dei suoi consigli a proposito. Per quanto 
riguarda il newsgroup che lei cita, esso 
fa parte della categoria "binaries": si 
tratta di newgroup in cui, oltre ai mes- 
saggi normali, circolano dati binari, ov- 
vero programmi sotto forma di messag- 
gi. D solito bisogna stare alla larga da 
tali newsgroup, per evitare che la pro- 



N* 8Q/LUGUO/ AGOSTO 1996 AMIGA M AGAZI HE 7 




POSTA 


pria casella elettronica venga invasa da 
megabyte e megabyte di dati. È preferi- 
bile usare programmi che permettono di 
visualizzare l’elenco dei messaggi prima 
di scaricarli. Thor lo permette quando si è 
Online (vedere figura), ne esiste almeno 
un altro che permette di effettuare l’ope- 
razione in due tempi: la prima volta ci si 
collega e si scaricano gli header dei 
messaggi; si scelgono i messaggi da 
scaricare offline e poi al collegamento 
successivo li si scarica. Il programma in 
questione si chiama NewsAgent1_3.lha e 
si trova in Aminet in comm/tcp. Con Ami- 
ga le aree binaries vengono usate poco, 
soprattutto perché Aminet è in grado di 
sopperire da solo a qualsiasi necessità 
ed è molto facile da usare. 

Per decifrare file uuencodati si può ricor- 
rere a uno dei tanti programmi apparsi su 
Aminet. Attualmente uno dei più usati è 
UUXT (Aminet util/arc/uuxt31 .Iha), la cui 
sintassi è simile a quella dei normali ar- 
chiviatori: x per decodificare e a per co- 
dificare, Per decodificare il contenuto di 
un file che si chiama per esempio “pro- 
va.uu”, basta impartire da Shell questo 
comando: 

UUXT x prova. uu 

I moderni programmi di posta elettronica, 
come Thor, sono in grado di stabilire au- 
tonomamente se un file contiene un file 
“uuencodato”. Thor, in questo caso, inve- 
ce del contenuto del messaggio visualiz- 
za un’icona la cui selezione permette di 
decodificare il file e di copiarlo in una di- 
rectory di propria scelta. Di solito i file 
uuencodati contengono a loro volta file 
compressi con LHA o altri programmi a- 
naloghi, per cui andranno poi decom- 
pressi con l’apposito archiviatore. Thor, 
fra l’altro è in grado di effettuare anche 
questa seconda eventuale decompres- 
sione, se riconosce il formato utilizzato. 
Per quanto riguarda le conferenze bina- 
ries dedicate ai computer Commodore, 
ne esiste più d’una: alt. binaries. 
warez.cbm, comp. binaries. geos, alt. bina- 
ries. emulators.cbm, alt. binaries. warez.a- 
miga, comp. binaries. amiga e la tedesca 
de. alt. binaries. amigaos. Le aree tede- 
sche sono di solito le più attive. 

Per il Commodore 64, conviene dare 
un’occhiata a www.cucug.org/c64128. 
html: è un ottimo punto di ingresso per un 
viaggio attraverso decine e decine di pa- 
gine Web, collezioni di file, newsgroup 
Commodore 64, riviste online e altro an- 
cora. 

MODEM E INTERNET 

II mio modem-FAX di Trust marcato 
AE1414 dà dei piccoli... anzi grossi pro- 


blemi. Quando compongo la stringa 
ATDT più il numero della BBS il modem 
non compone il numero: è come se si al- 
zasse la cornetta e non si componesse il 
numero lasciandola sollevata. Ho portato 
il modem dove l’ho comprato e mi hanno 
detto che tutto è a posto (lo hanno prova- 
to su un PC) ma, tornato a casa, restava 

10 stesso tragico problema. 

Ho telefonato al centro di assistenza e mi 
hanno detto che poteva essere un conflit- 
to modem-computer, ma spero vivamen- 
te che non sia così! Non ho avuto occa- 
sione di provare il modem con un altro 
computer, ma va notato che come FAX 
TABI 41 4 riceve e spedisce e come mo- 
dem ha problemi solo quando trasmette. 
Cosa devo fare per far sì che il mio mo- 
dem ritorni a funzionare? 

Gabriele Niccolini (Roma) 

Quando si fa un acquisto badando pre- 
valentemente al prezzo o alla vicinanza 
del negozio non si può poi pretendere di 
avere anche un servizio di assistenza ra- 
pido, competente e qualificato. Tipica- 
mente, si potrà al massimo ottenere qual- 
che rassicurazione sul fatto che il prodot- 
to è “compatibile con Windows” o “da noi 
funziona” (su un PC IBM, ovviamente). 
Per questo motivo, se non si è in grado di 
anticipare e risolvere da sè almeno i pic- 
coli problemi che possono capitare, con- 
sigliamo caldamente di usare altri criteri 
nella scelta di prodotti e rivenditori. 

11 modem AE1414 è un classico apparec- 
chio di produzione orientale non omolo- 
gato in Italia e, quindi, non esplicitamente 
previsto per il funzionamento con le linee 
telefoniche di Telecom che, per vari moti- 
vi (protezionismo, eredità del passato 
eco.) non seguono tutti gli standard inter- 
nazionali. 

Come tutti i modem basati su 
chip-set non programmabili è 
in grado dì riconoscere solo il 
tono di libero emesso dalle 
centrali telefoniche statuni- 
tensi ed esce dalla fabbrica 
configurato per impedire l’o- 
perazione di composizione 
del numero se “sollevando la 
cornetta” non rileva la pre- 
senza del tono di libero. Per 
superare il problema, basta 
impostare il modo di funzio- 
namento “blind diaì", cioè da- 
re il comando ATX3. Per me- 
morizzare permanentemente 
la nuova configurazione, su- 
bito dopo si dà il comando 
AT&W, sempre dall’interno 
del programma di emulazio- 
ne terminale (es: Term, N- 
comm e VLT disponibili da A- 
minet, o Termite che è com- 


merciale), utile anche per i collegamenti 
a servizi telematici. 

La composizione del numero con il co- 
mando ATDT non è accettata da tutte le 
centrali Telecom; ATDP è un comando 
più lento ma sicuramente funzionante in 
tutta Italia. 

Per il funzionamento del modem come 
FAX occorre un programma specifico 
(per esempio GPFAX o TrapFAX), mentre 
per il collegamento a Internet in modalità 
grafica WWW c’è bisogno di un insieme 
di programmi per implementare il proto- 
collo TCP/IP e il sistema di ricerca: ci so- 
no parecchie alternative, a partire dalla 
soluzione proposta direttamente da Ami- 
ga Technologies (A1200 Surfer Kit, non 
ancora disponibile in Italia) per arrivare a 
programmi PD da prelevare su Aminet, 
all’Internet Kit di Axxel, passando per i 
vari CD con soluzioni preinstallate recen- 
siti già diverse volte su Amiga Magazine. 
In ogni caso, per accedere ai servizi tele- 
matici bisogna conoscere il numero di te- 
lefono di un “Provider” del servizio e la 
password di accesso, che può essere ot- 
tenuta a pagamento (è il caso tipico dei 
Provider Internet, di Videotel e delle ban- 
che dati professionali) oppure gratuita- 
mente dopo il primo collegamento di pro- 
va e la compilazione di un dettagliato 
questionario personale (di solito così ac- 
cade per le reti telematiche amatoriali, 
come Fidonet). Salvo qualche rara ecce- 
zione i Provider utilizzano protocolli dì co- 
municazione standard e, quindi, anche 
se ufficialmente supportano solo le piat- 
taforme DOS e Windows, è possibile uti- 
lizzare tranquillamente i programmi di co- 
municazione per Amiga (ma senza l’aiuto 
del Provider potrebbe essere difficile 
configurarli). [P.C.] 


Loia 

* ' ^ sono spesso sintetizzate, o taglia- 

te, per motivi di spazio. Per le stesse ragioni, 
non possiamo rispondere a tutte le lettere che giun- 
gono in redazione. Sappiamo che è seccante per 
chiunque scrivere una lettera senza vederla pubbli- 
cata o ricevere una risposta, ma non è possibile fare 
altrimenti Siate certi, tuttavia, die le lettere ven- 
gono lette attentamente, una per una, e che si tiene 
sempre conta £ eventuali indicazioni, suggerimenti 
e cosi via. 

Invitiamo poi i nostri lettori a indicare sempre no- 
me, cognome, indirizzo e data, oltre alla rubrica cui 
va destinata la corrispondenza: "La posta", "Il tec- 
nico risponde", e così via. 

Infine, dispiace, ma non è assolutamente possibile 
inviare risposte personali m lettori: quindi NON IN- 
VIAI! FRANCOBOLLI per fa risposta# nao sperato 
in "octezioBi" a queste regol a, il tempo " 





8 Amiga Magazine n° 8o/luguo/ago$to 1996 




DALLA STAMPA ™ 
DI TUTTO IL MONDO 


Aminet: record 
mondiale! 

Secondo le statistiche del si- 
to “indipendente” www.sha- 
reware.com, Aminet, con i 
suoi 29.000 file, dalla scorsa 
metà di maggio e diventata 
la più grande raccolta orga- 
nizzata di software e materia- 
le liberamente distribuibile 
del mondo. 

Ha superato per numero di 
file quelle per PC (OS/2, MS- 
DOS e Windows), Macintosh 
e Unix. In dimensioni è se- 
conda -con oltre 5 Gb- solo a 
una raccolta per OS/2 da 5,7 
Gb (va considerato che il 
software per PC è media- 
mente più “ingombrante”). 
L’afflusso di nuovo software 
pare inarrestabile, 1.200 file 
al mese in marzo e aprile e 
430 file in una settimana so- 


no altri record recentissimi. 
Urban Muller, inventore e ge- 
store di Aminet, è convinto 
che la disponibilità e la facile 
accessibilità di tutto questo 
software sia una delle ragioni 
per cui Amiga mostra una in- 
credibile vitalità anche nei 
periodi di incertezza. 

I siti “mirror” sono ora 30, di 
cui 7 completi, tra cui quello 
italiano, ftp.unina.it. 

Tra i miglioramenti previsti: la 
riscrittura del software di ge- 
stione, che dovrebbe per- 
mettere a un sito alternativo 
di prendere il posto di quello 
principale in caso di guasti, 
una installazione più facile 
(per favorire la nascita di 
nuovi siti) e il porting su Ami- 
ga (per ora tutti i siti sono U- 
nix). Potremo così crearci il 
nostro “sito Aminet” persona- 


Hinfrer Bringer 


le. Migliorerà il sistema di 
browsing con l'aggiunta di 
“viste” personalizzate dell’ar- 
chivio, per esempio solo i 
moduli ordinati per autore e il 
software dei CD-ROM. 

Per celebrare l’evento è stato 
indetto un concorso: occorre 
indovinare il numero di file 
presenti su Aminet un anno 
prima della data del record, 
il 16 maggio 1995. 

Alle risposte migliori andran- 
no un drive CD-ROM con A- 
minet Set 1 , 2 e 3 (!) e un ab- 
bonamento annuale ad Ami- 
net, oltre a 10 abbonamenti 
annuali ad Aminet. Le rispo- 
ste vanno inviate entro la me- 
ta di agosto per email a ami- 
net-server@aminet.org o per 
posta a: 

Schatztruhe GmbH, Aminet- Wett- 
bewerb, Veronikastr. 33, D-45131 
Essen, Germany 

specificando il vostro nome e 
indirizzo. 

Nel frattempo è uscito il CD- 


CD-ROM 

Db-Line ha annunciato l’importazione di 
nuovi CD-ROM per Amiga: Aminet 12 
l (L. 33. 000); Movie Maker - Special Ef- 
fects Voi. 1 (L. 99.000); Sound FX (L. 
39.500); 1078 Weird Textures + free 
300 Phototextures by MediaTeam (L. 

47.000) ; Hottest 6 (L. 59.900); Sound 
Terrific II (2CD, L. 59.000); 3D Images 

f (L. 36.000); Spielkiste 2 Games (L. 

49.900) ; Workbench Designer (L. 

41.000) ; Amiga CD-Sensation voi. 1 (L. 

26.900) : Fun Clips (L. 41.000); Scene 
Storm Voi. 1 (L. 54.000). 

Db-Line, viale Rimembranze 26/c, 21024 Bian- 
dronno (VA), tei. 0332-768000, fax 0332 - 
| 767270, BBS 0332-767383, hotline: 0332 - 
767383, email: info@dbline.it 


Rom Aminet 12 che oltre a 
770 Mb di programmi appar- 
si su Aminet dopo Aminet 1 1 , 
contiene anche le versioni 
complete di Octamed 5 e 
Symphonie. 

Il CD di AT 

per gli sviluppatori 

Amiga Technologies ha ap- 
prontato il CD per gli svilup- 
patori Amiga; pubblicato da 
Schatztruhe è già disponibile 
sul mercato e dovrebbe co- 



Sintonizzatore TV 

cod. TUNOIL L. 176.000 

Trasforma il monitor CVBS 

fn uno splendidoTV ad alta definizione 

con 99 canali programmabili da 


Espansione Esterna 
da 2 MB per Amiga 

cod. ESP04F • L. 311.000 


AMIGA 1200/4000 


Drive Esterno Amiga 
Passante 

cod. DRI03GL. 132.500 


Telefonate anche per i prodotti non visibili. 


cod. MID 02D L. 47.000 


< 4 * 


Midi Kit Sound Blaster con 2 
cavi Midi di Collegamento e 
2 Game Port (é utilizzabile 
anche con schede 
compatìbili Sound Blaster) 




cod. INT 02 D L. 65.000 

Interfaccia per utilizzare 
tastiere XT/AT con 
AMIGA 2000-3000-4000 
CDTV CD 32 


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un rapido collegamento y' \ 

esterno tra un monitor CNOVITAD 
VGA o SVGA. X A 


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alle ore 12,30 




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a 8 Mb. 

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alle ore 19,00 


Sabato dalle ore 
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P spese postali di spedizione 

L. 8.000 

□ spese postali spedizione di invio urgente L. 13.000 

□ spese di spedizione con corriere espresso L. 18.000 


pagherò al postino 


allego ricevuta 


allego assegno non 
□ trasferibile intestato a: 
POSTAL DREAM srl 


garanzia di un anno su tutti i prodotti Amiga Magazine I 



ULTIME DA VISCORP 


Dopo la conferenza di Tolosa, di cui 
rendiamo conto nelle pagine dedicate 
all’attuale situazione Amiga, sono e- 
merse altre notizie di un certo interes- 
se. 

Sondaggio 

VisCorp ha promosso prima di Tolosa 
un sondaggio via Internet sulla confi- 
gurazione dei sistemi posseduti e su 
quelli desiderati dagli utenti: hanno ri- 
sposto più di 2.100 persone da tutto il 
mondo, addirittura da paesi come Li- 
tuania, Croazia e Uruguay. Il risultato 
era prevedibile: gli utenti Amiga di tut- 
to il mondo apprezzano il proprio 
computer, ne comprerebbero un altro 
se e solo se sarà ancora un Amiga (e 
non svilupperanno per il set-top-box 
se non ne verranno prodotti) e desi- 
derano più velocità, un chip set mi- 
gliore e prezzi più bassi. 

Assunzioni 

Il 16 maggio è stato giorno di assun- 
zioni presso Viscorp a tutti i livelli; tre 
nuovi soci ai vertici delle rispettive 
carriere entrano nel consiglio dì am- 
ministrazione e un famoso utente A- 
mìga comincia la propria. 

I! primo è Robert J. Wussler, già pre- 
sidente e CEO di “The Wussler 
Group” e di COMSAT, con un passa- 
to di aito dirigente alla Turner Broad- 
casting System, CBS Television 
Network e CBS Sports Dìvtsion. 

11 secondo è King R. Lee, già fondato- 
re e CEO di Wynd Communications 
Corporation, provider di un sistema di 
messaggistica bidirezionale senza fili 
(rete di collegamento dei cosiddetti 
pager, una sorte di teledrin con mes- 
saggi numerici e ora testuali, molto 
diffusi in USA), CEO di Quarterdeck e 
presidente e CEO di XTree Company 
(utility per MS-DOS). 

Il terzo top manager è Robert E. 
Reid, presidente e CEO di Engis Cor- 
poration, una società che produce 

stare circa DM 20 al pubblico. 
Conterrà: 

- CD32 developer kit (cinque 
dischi); 

- BuildCD (software di incisio- 
ne CD-ROM); 

- le classi BOOPSi gadget e i- 
mage; 

- codice di esempio Amiga 
OS 2.04 del 2.0 Native Deve- 
loper Kit; 

- sorgenti di esempio dei ROM 
Kernel Manual; 

- tutti i Form IFF registrati; 

- esempi di IFF e file di collau- 
do per applicazioni; 

- tutti ì DevKit IFF rilasciati dal 
1986 al 1992; 

- DevKit della Camd v. 37.1 (li- 
breria MIDI); 

- SANA-II (pacchetto standard 
e DevKit); 

- Installer v. 43.1. 

Conterrà ulteriore documenta- 
zione relativa ai futuri sviluppi 


macchinari di precisione per la lavora- 
zione dei diamanti, specializzato nella 
apertura di sedi e filiali estere. 

Last but non least, Jason Compton, il 
direttore della rivista elettronica Ami- 
ga Report, curerà la comunicazione e 
i rapporti tra Viscorp e gli utenti Ami- 
ga. 

Conferenza IRC 

In una (tormentata) conferenza su 
IRC (il protocollo per le conferenze dì 
Internet) tenutasi il 31 maggio, Sas- 
senrath, Gilbraith e Finkel (che ora 
collabora anche con Viscorp), oltre a 
ribadire quanto è stato affermato a 
Tolosa, hanno annunciato due novità: 
come soluzione intermedia, prima del 
Power Amiga, potrebbe comparire un 
Amiga con 68060: la scheda madre 
sarebbe già pronta per la produzione. 
Sassenrath collaborerà con Finkel al 
design del nuovo sistema operativo, 
che sarà sviluppato sotto l’egida di Vi- 
scorp da un comitato ristretto di inge- 
gneri, sviluppatori e utenti. 

Il Meeting di Neu Ulm 

Dopo Tolosa si è tenuto a Neu Ulm, 
in Germania, uno dei famosi Meeting 
organizzati da Angela Schmidt. Ospi- 
te d’onore era Cari Sassenrath, che si 
è detto impressionato dall’organizza- 
zione e dalla dedizione mostrata dagli 
utenti Amiga europei. Ha confermato 
che verrà attivato un servizio svilup- 
patori presso il sito Viscorp con con- 
ferenze pubbliche e private (per ridur- 
re il “rumore”). Il chipset esistente 
sarà migliorato in molte direzioni (utili 
per il set-top), ma non in quelle utili a- 
gli utenti high-end, come la risoluzio- 
ne: dopotutto, per il Power Amiga 
Haynie assicura da tempo che c’è 
molto di meglio sul mercato... Il p-OS 
di Pro-DAD pare abbia interessato 
Sassenrath e le trattative di Viscorp 
con questa, come tutte le altre so- 
cietà, proseguono. 

del sistema operativo, mate- 
riale per l'internazionalizzazio- 
ne del software (set di caratte- 
ri ISO-8859-1 e linee guida 
per la traduzione dei pacchet- 
ti), oltre ai seguenti pacchetti 
di terze parti: DevKit Envoy 
2.0 (da IAM Ine.); DevKit I- 
Net225 v2 (Interworks Ine.); 
Enforcer 37.64 (Mike Sinz); 
KiskoMeter (Angela Schmidt); 
WBPath e ActionFSSM (Ralph 
Babel). 

È ovviamente presente il Nati- 
ve Developer Kit 3.1 (con pic- 
coli aggiornamenti rispetto a 
quello distribuito su disco da 
Amiga Magazine e trattato 
nella serie di articoli di Tran- 
saction) con header file C e 
assembler, librerie link e run 
time, tutorial e documentazio- 
ne, codice dì esempio, 
NEWIFF v39, AmigaGuide e 
DataType. 


Per quanto riguarda la manuali- 
stica, sono presenti gli Amiga- 
Mail volume 1 (1987-1989) in 
ASCII e volume 2 (1990-1993) 
in AmigaGuide, PostScript e 
PageStream, articoli sull’hard- 
ware e gli Include e Autodoc in 
formato AmigaGuide. Il CD non 
contiene invece compilatori o 
assemblatori. [S. R.] 

Internet: IRC in Italia 

Un nostro lettore ci segnala 
che da gennaio un gruppo ita- 
liano sta gestendo un canale 
IRC (il protocollo per le confe- 
renze Internet accessibile tra- 
mite programmi come AmIRC) 
dedicato ad Amiga. Il canale, 
chiamato #AmigalTA, si può 
raggiungere attraverso qual- 
siasi server IRC, come irc.fu- 
net.fi o irc.ccii.unipi.it, specie 
la sera. 

Internet: Amiga e IOL 

Anche per gli utenti Amiga è 
ora possibile accedere a In- 
ternet tramite Italia On Line, il 
provider Internet nazionale cui 
è possibile abbonarsi per tre 
mesi semplicemente com- 

AWEB II 

AWeb è un browser WWW che, no- 
nostante l’aspetto un po’ spartano, 
appena è apparso su Aminet, ha 
subito riscosso il favore del pubblico 
per vari motivi: usa poche risorse, è 
capace di scaricare più pagine 
HTML contemporaneamente, conti- 
nua a scaricare le pagine anche se 
si passa a un nuovo link e, soprat- 
tutto, è stabile come la roccia (altro 
che Netscape!). Ora è stata annun- 
ciata una versione commerciale da 
AmiTrix Development, che suppor- 
terà immagini di sfondo, bordi, cen- 
tratura, localizzazione, hotlist gerar- 
chica, menu ARexx e altri tag HTML 
3.2. Le funzioni di Mail e Ftp verran- 
no gestite attraverso script ARexx 
forniti. Su Aminet è apparsa intanto 
la versione demo 1.2 che include 
solo una parte minima delle caratte- 
ristiche citate. 

Verrà venduto assieme a HTML- 
Heaven v 2.0, un programma per la 
creazione di pagine HTML che va a 
integrarsi con AWeb per la visualiz- 
zazione delle pagine. 

La data di rilascio presunta è il 1 lu- 
glio 1996, il costo 45 dollari. 

AmiTrix Deveiopment, 5312 - 47 Street, 
Beaumont, Alberta, T4X 1H9 Canada, 
tel/fax 1-403-9298459, email: saies@a- 
mitrixeom , support@amitrix.com, http: 
//www. networkx. com/amitrix/index. 
htmi 


prando la relativa rivista in e- 
dicola. Al vecchio sistema del 
Client custom disponibile solo 
per MS-DOS e MacOS, si af- 
fianca ora un metodo più co- 
modo e standard che sfrutta 
PAP, il sistema di autentica- 
zione del protocollo PPP. Qua- 
si tutti i nodi aperti da IOL of- 
frono già la possibilità di utiliz- 
zare l’accesso PAP; fanno ec- 
cezione due nodi su tre a Mi- 
lano e uno su tre a Roma, per 
ora. Per sapere quali siano, 
basta collegarsi alla Home Pa- 
ge di lol. Dopo che il modem 
si sarà connesso mediante il 
protocollo PPP/PAP, apparirà 
la richiesta di inserire il nome 
e la parola chiave, le stesse 
normalmente usate con il 
Client, che dovranno essere 
inserite a mano collegandosi 
con un programma di comuni- 
cazione come Term o NComm 
oppure, più comodamente, 
tramite lo stesso script di con- 
nessione da PPP. Eccone un 
esempio: 

REDIAL "NO CARRIER" 

["BUSY" 

SEND "atdt <numero 

[telefono nodo IOL>" 
WAIT "CONNECT" 

WAIT "ogin:" 

SEND <nome utente> 

WAIT "as sword:" 

SEND <parola chiave> 

Mancano le iniziali di “Login” 
e “Password”, per evitare pro- 
blemi con maiuscole e minu- 
scole. Per il momento non 
sappiamo se per la registra- 
zione iniziale sia o meno indi- 
spensabile l’utilizzo del Client 
custom per PC o Macintosh. 
In questo caso, sarebbe suffi- 
ciente rivolgersi a un utente 
PC o Mac per effettuare il pri- 
mo collegamento. Ricordiamo 
che la versione liberamente 
distribuibile del ppp. device è 
limitata nell’uso con PAP a 15 
minuti; esiste comunque an- 
che il nuovo AmiPPP che, pur 
essendo meno sofisticato e 
veloce, non pone limiti di tem- 
po e nella versione demo ha 
una comoda interfaccia grafi- 
ca di configurazione. [M. T.] 

Squirrel e Blizzard 060 

Contemporaneamente alla 
nuova versione dello Squirrel 


1 0 Amiga Magazine n° 80/luglio/ago$to 1996 



con porta seriale incor- 
porata, HiSoft ha reso 
disponibile una nuova 
versione dello squirrel- 
scsi. device compatibile 
con 68060 e Blizzard. 
Stando a HiSoft, Phase 
5 ha risolto i problemi 
presenti nella 68060. li- 
brary che impedivano il 
funzionamento dello 
Squirrel. I due file sono 
disponibili gratuitamen- 
te al sito Web: www.hi- 
soft. co.uk/support/. 

IAM: DiskSalv 4 
e Connett Your 
Amiga! 

Intangible Assets Manufactu- 
ring ha annunciato la versio- 
ne 4 di DiskSalv, il program- 
ma di recupero e riparazione 
per hard disk e removibili. 
Dovrebbe essere presente il 
supporto per il file System 
AFS. Intanto su Aminet sono 
apparsi due programmi che 
dovrebbero permettere l’un- 
delete con partizioni AFS 
(Undelete.lha e AFSUndele- 
te1.2.lha). 

IAM ha annunciato la pubbli- 
cazione di una nuova edizio- 
ne del libro Connect Your A- 
miga! già recensito sul nu- 
mero 65, che tratta di molte 
tematiche relative alla con- 
nessione in rete di Amiga. 0- 
ra esamina più diffusamente 
di Internet e WWW. 

I prodotti IAM sono importati 
in Italia da: 

Db-Line, viale Rimembranze 26/c, 
21024 Biandronno (VA), tei. 0332- 
768000, fax 0332-767270, BBS 
0332-767383, hotline: 0332-767383, 
email: info@dbline.it 

Clone Amiga 
per l'oriente 

La statunitense Newstar/Ri- 
ghtiming Electronics Corpo- 
ration ha annunciato la co- 
struzione di un clone di Ami- 
ga per i mercati dell’Asia o- 
rientale, in particolare la Cina. 
La macchina avrà 68000, 
Kickstart 3.1 e un CD-ROM 
interno e verrà venduta come 
computer domestico con 
particolare predisposizione 
per l’accesso a Internet. 
Rightiming Electronics Corporation, 
20 Lexington Avenue, Trenton, NJ 
07104 newstar1@ix.netcom.com, tei 


ANCHE II CD32 
PRENDE II VOIO 

Db-Line ha annunciato la distribu- 
zione di SX 32 PRO, una scheda 
acceleratrice per CD32 che, oltre al- 
le porte seriali, parallela, floppy e 
RGB, contiene due connettori per 
moduli di memoria SIMM standard, 
per un massimo di 64 Mb, un 68030 
a 50 MHz, un 68882 sempre a 50 
MHz opzionale e un’interfaccia IDE 
con buffer. 

Db-Line, viale Rimembranze 26/c, 21024 
Biandronno (VA), tei. 0332-768000, fax 
0332-767270, BBS 0332-767383, hotline : 
0332-767383, email: info@dbline.it 


+ 1-609-8820306 , tei. + 1-609- 
8827050. 


OctaMED Sound studio VI 

In agosto dovrebbe essere 
rilasciata la prima versione di 
questo nuovo e potente pro- 
gramma musicale derivato 
da OctaMed 6 e capace di 
gestire fino a 64 canali indi- 
pendentemente, scale musi- 
cali con tre ottave in più di e- 
stensione, uso della Fast 
RAM per i campioni senza li- 
miti di lunghezza, posizioni 
pan distinte per ogni traccia 
in modo stereo, salvataggio 
del modulo anche come 
campione su disco (da usar- 
si poi come strumento per 
moltiplicare ulteriormente il 
numero di tracce), compati- 
bilità con il 68060, Echo e 
Cross Echo in tempo reale, 
notazione musicale standard, 
porta ARexx, ricerca e sosti- 
tuzione, controllo MIDI mi- 
gliorato. È richiesto almeno 
un 68020 a 14 MHz. Il titolo 
verrà pubblicato su CD-ROM 
con il manuale in formato A- 
migaGuide su disco anche in 
lingua italiana. Oltre che 
presso gli eventuali importa- 
tori italiani, il CD-ROM può 
essere ordinato dall’Italia al 
costo di 44,99 sterline com- 
prensive delle spese di spe- 
dizione. Si potrà anche ordi- 
nare sempre presso la casa 
produttrice la versione su 
floppy con manuali stampati 
per 85 sterline. Per gli utenti 
già registrati presso il Med 
User Group, i prezzi diventa- 
no rispettivamente di 39,99 e 
40,00 sterline. Gli utenti già 


AMIGA 


AMIGA 1200 + software in bundle I . I 00.000 

AMIGA I 200 HD I 70 + software in bundle I .350.000 

AMIGA I 200 HD420 + software in bundle I .450.000 

AMIGA 4000 TOWER 6.500.000 

68040 25 Mz con HD 1,2 GB SCSI II - SCALA MM 300 

AMIGA MONITOR M 1438 S 950.000 


Espansioni di memoria 


OMEGA ESP MEM.X A 1 200 0K Ram 1 80.000 

APOLLO 1200 con FPU 68881 200.000 


Schede acceleratrici 

APOLLO 520 X AMIGA 500 CPU68020 25Mhz 285.000 

APOLLO 620 X AMIGA 600 CPU68020 28Mhz 300.000 

APOLLO 1240 X AMIGA 1200 CPU68040 40Mhz 990.000 

BLfZARD 1260 X AMIGA 1200 CPU68060 50Mhz 1.400.000 

CYBERSTORM II X/^IIGA4000 CPU68060 50Mhz 1.450.000 

Schede Video 

CYBERVISION 64bit (2Mb Ram) 750.000 

CYBERVISION 64bit (4Mb Ram) 950.000 


Programmi Amiga 


PC-TASK 3.1 (Emulatore MS-DOS X AMIGA) 200.000 

C I -TEXT (VIDEOSCRITTURA man. Italiano) 50.000 

MAXXON CINEMA 4D prò 490.000 

TURBO PRINT4. 1 italiano 1 50.000 

IDE-FIX (Programma per gestire CD-ROM) I 1 0.000 

CYBERGRAPHX 60.000 


Altro hardware 

EMPLANT 1 200 emulatore Macintosh per Amiga 1 200 1 50.000 

VIDEON 4.1 GOLD Digitalizzatore video 350.000 

VIDEO MASTER Digitalizzatore audio-video 390.000 

MICROGEN PLUS Genlock semiprofessionale 350.000 

MAXIGEN PRO I Genlock professionale 700.000 

VIDEON 4.0 Digitalizzatore video 300.000 

BOX esterno per CD-ROM con cavi 125.000 

MIDI INTERFACCIA + 2 CAVI 70.000 

CAVO PER HD interno da 3” e 1/2 25.000 

Utility CD 32 Games CD 32 

Il corpo umano (ita) 79.000 Sensible soccer 60.000 

Firenze (ita) 79.000 D/Generation 60.000 


i PREZZI SONO IVA INCLUSA E POSSONO VARIARE SENZA PREAVVISO 



DISTRIBUTORE AMIGA UNICO PER LA SICILIA 


AMIGA GROUP ITALIA, OVVERO LA RETE 
DEI GRUPPI AMIGA ITALIANI 


Negli anni passati sono nati numerosi club che raggrup- 
pavano utenti Amiga desiderosi di scambiarsi esperien- 
ze di ogni genere. Pochi finora però sono stati i tentativi 
di collegare questi gruppi per puntare a progetti più am- 
biziosi. 

Ora alcuni gruppi hanno deciso di unire i loro sforzi per 
dare il via a una iniziativa che ha come scopo principale 
il supporto per l’utenza Amiga italiana che intende usare 
con soddisfazione questa piattaforma. Dal lancio di que- 
sta iniziativa si sono aggiunti molti nuovi nuclei localiz- 
zati in altrettante città italiane e altri ancora si stanno ag- 
giungendo. Chi volesse informazioni più dettagliate con- 
tatti pure: 

Rocco Coluccelli, via F.Orsoni 8, 40135 Bologna, e-mail: rocco@m- 
box.inmedia.it, WWW: http://www1.inmeida .it/Amiga/, Fidonet: 
2:332/403.61, tei: 051-6142479 (dopo le 22) 

Per la lista aggiornata dei gruppi presenti in tutta Italia si 
consulti la pagina Internet: 

http://www1 .inmedia.it/Amiga/ 

Ecco invece la lista dei referenti accessibili telefonica- 
mente in varie città italiane, così come ci è stata comu- 
nicata dallo stesso Rocco Coluccelli. Tutte le persone 
presenti nella lista possono definirsi “buoni conoscitori” 
di Amiga e delle problematiche collegate. Sono in pre- 
parazione, sul sito Internet del progetto AG Italia, nuove 
pagine contenenti materiale documentativo per tutti i 
settori applicativi di Amiga. 

Bari 

Antonello Troccola 080-5560882 (pasti ìu-ve) 

Vincenzo Corona 080-5016448 (pasti lu-ve) 

Bologna 


Giuseppe Giorlando 051-550302 (ufficio), Asimware 
051-520305 (fax) ger, un C 

tare le fo 

Brescia vertirle in 

Andrea Girelli 030-2304463 (sera) tutto sulla 

Firenze elusa. 

Fabio Barzagli 055-602214 

Euro Digita 

Genova 0373-8602 

Francesco Ratto 01 0-8355645 www.ntsc.c 

Gabriele Greco 01 85-91 068 (sera) L___ 

Grosseto 

Oreste Mannelli 0564-25930 (pasti) 

L Aquila 

Maurizio Fabiani 0862-311038 (sera), 0862-311040 (fax) 
Milano 

Massimiliano Origgi 02-95736754 (sera) 

Napoli 

Francesco Capaccioni 0360-274400 (21-22) 

Palermo 

Roberto Giuffrè 091-6211512 

Enrico Altavilla 091-346820 

Filippo Vela 091-6514088 (sera), 0338-404230 

Piacenza 

Alessandro Gerelli 0523-458830 
Pordenone 

Matteo Forniz 040-569937 (lu-ve) 

Udine 

Luca Danelon 0432-571270 (15-21) 

Verona 

Massimiliano Farnea 045-528632 


PHOTOCD MANAGER 

Asimware Innovations ha rilasciato PhotoCD Mana- 
ger, un CD per Amiga AGA che permette di consul- 
tare le foto presenti su un disco PhotoCD e di con- 
vertirle in immagini IFF. Il programma punta soprat- 
tutto sulla semplicità d’uso. Costa L. 85.000, IVA in- 
clusa. 


registrati con il Weird Scien- 
ce V6 CD potranno avere il 
CD-ROM per 29,99 sterline. 
RBF Software, 169 Date Vatley Rd , 
HollyBrook, Southampton SOI 6 6QX, 
England 

SyQuest alla riscossa 

La lotta fra Iomega e SyQue- 
st sul fronte dei removibili 
non accenna a placarsi. Se 
la partita fra EZ135 e Iomega 
Zip finora ha nettamente fa- 
vorito il secondo (1 milione di 
esemplari venduti), SyQuest 
non intende certo rinunciare 
alla lotta, nonostante le per- 
dite accumulate negli ultimi 
sei mesi. Prima di tutto ha 
annunciato riduzioni di prez- 
zo per l’EZDrive, in secondo 
luogo ha imitato in parte la 
strategia di Iomega, se non 
altro per quanto riguarda il 
look dei prodotti e i mercati 

Il SyQuest EZFlyer 230 Mb. 



di destinazione. In questa li- 
nea si inquadra il rilascio pre- 
visto per giugno di EZFlyer 
230 Mb, un prodotto evoluti- 
vo rispetto all’EZI 35 che vie- 
ne fornito in versione esterna 
parallela e fra poco anche 
SCSI. Il drive è contenuto in 
un grazioso case, simile a 
quello dello Zip, con tanto di 
pulsante di espulsione auto- 
matica delia cartuccia e pul- 
sante di accensione poste- 
riore, tempo di accesso me- 
dio di 13,5 ms, transfer rate 
di picco di 4 Mb/s e sostenu- 
to di 2,4 Mb/s. Il prezzo del 
lettore esterno è di 299 dolla- 
ri, mentre la singola cartuc- 
cia dovrebbe costare 29,95 
dollari. 

Rimane ancora aperta, inol- 
tre, la partita fra Iomega Jaz 
e SyJet e, sulla carta, SyQue- 
st appare in netto vantaggio. 
Il SyJet, previsto per questo 
autunno, è un removibile da 
3,5", IDE interno o SCSI e- 
sterno (con terminatori attivi 
e selettore di ID), usa cartuc- 
ce da 650 Mb o da 1,3 Gb, 
ha transfer rate sostenuto di 
4-7 Mb/s e 10/s Mb di picco, 
tempo di accesso medio in- 
feriore all ms. Dispone an- 
che di un modo di funziona- 


mento chiamato “mach mo- 
de” che aumenta il transfer 
rate minimo e permette un af- 
flusso costante di dati, come 
è richiesto dalle applicazioni 
video. Viene fornito in un gra- 
zioso case esterno che può 
essere disposto anche verti- 
calmente, dotato di pulsante 
di espulsione frontale e di 
accensione posteriore, con 
una garanzia di due 
anni per il lettore e di . 

cinque anni per il 1 

supporto. Il prezzo La I 

del lettore dovrebbe acce 

ripql 

aggirarsi attorno ai ^ 

499 dollari (800.000 ^ 

lire) mentre quello mon 

della cartuccia da cicls 

650 Mb dovrebbe su- 
perare di poco le 
100.000 lire (64,95 ™ 

dollari) e quello della st0 < 

cartuccia da 1 ,3 Gb esse 

le 150.000 lire (94,95 dovi 

dollari). Il prodotto, se La i 

manterrà tutte le prò- 
messe, grazie alle ted€ 

sue caratteristiche e d e£ 

all’incredibile rappor- Anc 

to prezzo/prestazioni mer 

potrebbe addirittura 
mettere in discussio- 
ne I attuale primato po tr 

degli hard disk. 680' 


Euro Digitai Equipment, via Dogali 25, 26013 Crema (CR), tei. 
0373-86023, fax/BBS 0373-86966, Internet: ede@ntsc.com 
www.ntsc.com/ede 


Supporto XFA 

ClassX offre supporto tecni- 
co gratuito via email a tutti gli 
sviluppatori che vogliano uti- 
lizzare il formato di animazio- 
ne XFA nelle proprie produ- 
zioni software PD e Sharewa- 
re. L’archivio completo dell’X- 
FA developer’s kit si trova su 
Aminet nella directory 
util/libs. Contattare Michele 
Puccini aH’indirizzo: classx® 
pisoft.it 

FotoFUN 

Dopo Primera 
e PrimeraPro, , 
due stam- 
panti a dop- 
pia tecnoio- 

già (sublimazione e wax ther- 
mal transfer), che assicurano 
stampe a colori di qualità fo- 
tografica a prezzi contenuti 
(si veda AM 58), Fargo ha 
annunciato il rilascio di Foto- 
FUN, una stampante che uti- 
lizza la stessa tecnologia per 
produrre fotocolor di 10x15 
cm (o cartoline o adesivi o 
tazzine!). Stampa a 203 dpi, 


NUOVI PRODOTTI PHASE 5 


La Blizzard 1240-T/ERC è una nuova scheda 
acceleratrice di Phase 5, disponibile da luglio, e 
destinata ai 1200 montati in un case Tower. 
Questa soluzione è necessaria a causa della 
forte dissipazione di calore del 68040 a 40 MHz 
montato sulla scheda. La CPU fornita è stata ri- 
ciclata dopo opportuni test (ERC sta per Eco- 
ReCyciing) e comprende MMU e FPU. Questo 
permette di tenere basso il prezzo di vendita: 
549 marchi tedeschi. La scheda può montare fi- 
no a 128 Mb di RAM con moduli SIMM: per ti re- 
sto è simile alla Blizzard 1260, come quella può 
essere espansa con il Kit SCSI IV e, in futuro, 
dovrebbe essere possibile un upgrade a! 68060. 
La Blizzard 2040 ERC è invece analoga alla 
Blizzard 2060 e monta un 68040 riciclato a 40 
MHz con FPU e MMU. Il costo è di 699 marchi 
tedeschi. Anche di questa può avvenire l’upgra- 
de al 68060. 

Anche la CyberStorm ha subito analogo tratta- 
mento: in settembre uscirà la CyberStorm MKII 
040/40 ERC che usa sempre il 68040 riciclato a 
40 MHz, può montare fino a 128 Mb di RAM, è 
compatibile con 3000, 4000, 3000T e 4000T e 
potrà anche questa essere aggiornata con un 
68060. li prezzo previsto è di 749 marchi. 


12 Amiga Magazine n° so/luglio/agosto 1990 


Db-line, Viale Rimembranze 26/C , 21024 Biandronno 
(VAI tei. 0322-768000 , fax 0332-767270 ; tìotlinè 0322- 
767383 ermil:info@dbline.it 



PAGESTREAM 3.01 


Diego Gallarate 


Non ci si può certo lamentare: 
Soft-Logik sta mantenendo la 
promessa fatta a suo tempo di 
portare a termine l'eccellente pro- 
gramma DTP PageStream 3; 
questo dovrebbe essere, il condi- 
zionale è d’obbligo, il decimo e 
ultimo aggiornamento intermedio 
prima della versione 3.1, che 
sarà fornita gratuitamente agli u- 
tenti registrati. Quando sarà com- 
pletato, PageStream risulterà il 
miglior programma DTP per qua- 
lunque piattaforma, con la capa- 
cità di importare ed esportare im- 
paginati dai più diffusi QuarkX- 
Press e Adobe PageMaker. 

È impossibile elencare nello spa- 
zio disponibile tutti i miglioramenti 
rispetto alla versione 3.0h2, elen- 
cheremo quindi solo i più impor- 
tanti. 

- È ora completamente funzio- 
nante lo strumento Penna e quel- 
lo per la manipolazione dei per- 
corsi di tracciatura e del ridimen- 
sionamento delle immagini. Sono 
invece parzialmente funzionanti 
gli strumenti di manipolazione per 
il ridimensionamento dei disegni, 
degli oggetti EPS e della griglia. 
Fissati i problemi di taglia/copia 
dei riquadri dì testo e del ridimen- 
sionamento delle immagini effet- 
tuati dai requester Palette o Edit; 
inoltre ora i cambiamenti di valore 
dei colore vengono aggiornati an- 
che nell'Immagine. 

- Implementate le funzioni di ca- 
ratterizzazione dello stile di testo, 
con correzione relativa ai diversi 
problemi connessi. Ora anche la 
gestione per l’allocazione della 
memoria dei font utilizzati è stata 
ottimizzata. Sia il posizionamento 
del cursore, sia lo scorrimento del 
testo nelle pagine sono ora gestiti 


Ora è possibile completare 
il Tutorial 3 per creare 
facilmente una tabella... 


Fargo FotoFUN: 

la prima stampante digitale 

di fotocolor. 



efficacemente. Inoltre, sono stati 
risolti vari problemi di allineamen- 
to dei paragrafi e della divisione 
delle parole (hyphenat-ion) per 
vari linguaggi usati, tra cui l’ingle- 
se americano; quest’ultima fun- 
zione è contenuta in file ASCII e- 
ditabili per ogni lingua e può es- 
sere quindi modificata e comple- 
tata anche manualmente. Anche t 
colori del testo possono modifi- 
carsi conformemente ai valori im- 
messi nella palette, ma non è an- 
cora possibile cambiare il colore 
del testo selezionando un altro 
colore nell’apposita finestra. L’u- 
nione del testo a più riquadri vie- 
ne ora mantenuta anche nel se- 
condo riquadro e il documento è 
aggiornato alla nuova impagina- 
zione. 

- Sebbene non si possa ancora 
modificare il documento durante 
la stampa, molti sono i migliora- 
menti apportati in questo campo: 
sono stati fissati alcuni errori di 
interpretazione PostScript relativi 
alle virgolette e alle frecce; com- 
pare una nuova messe di driver 
per le più recenti stampanti delle 
migliori marche: Epson, inclusa la 
Stylus Color e il linguaggio E- 
SC/P2, Fargo Primera Pro, Hew- 
lett-Packard, incluse la 320, 600C 
e 850C con supporto di RET (In- 
cremento Risoluzione). Anche il 
metodo di controllo della stam- 
pante è stato modificato. 

- La funzione più “appariscente” è 
il supporto della scheda grafica 
CyberVision o, comunque di 
quelle schede che supportano il 
software di gestione Cyber- 
GraphX, come per esempio la 
Retina Z3: ora è possibile aprire il 
programma su uno schermo a 24 
bit. 

Altre aggiunte e miglioramenti 
riguardano la gestione delle ma- 
cro e delle funzioni relative al B- 
ME, il potente editor di immagini 
incluso nel pacchetto, che per- 
mette anche la tracciatura auto- 
matica partendo da file bitmap 
sino a 256 colori. 

Diverse e importanti, tuttavia, 
sono le funzioni non ancora 
complete, tra cui la possibilità di 
ricerca e sostituzione, la possi- 
bilità di ancoraggio del testo a 
un oggetto grafico, o la gestione 
di palette multiple per diverse 
immagini presenti nel documen- 
to. Speriamo che la versione 
3.1 ora non si faccia più atten- 
dere. 


a 16 milioni di colori e richiede 
due minuti e mezzo per ogni 
foto. 

Si collega ad Amiga mediante 
la porta parallela e viene pilo- 
tata dal driver per Amiga 
downlodabile al sito Internet di 
Fargo (www.fargo.com), op- 
pure mediante la nuova ver- 
sione di ImageFX (2.6). Il co- 
sto della stampante è di 499 
dollari, quello di tutto il neces- 
sario per la stampa di 36 foto- 
color è di 34,95 dollari. a 



l | [1] IBro-.vse C.A.T.M U, ULiHIF 


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0 

-iimnipiesenceH Amine* |j Aita, r sta || -rr.iga j| QIC Ij StonnC | 

Hi soli |j Digita | 

Location: http://ftp.unina.it/aminet/docs/hyper/ZCD.lha 

' ; ijAdd| 



CDROM Aminet 13 da Agosto! ! 


Amiga CD v.3 

22000 

Gateway! 2 

20800 

AGA Experience 2 

34000 

Gateway! 1 

10900 

3D Images 

32000 

Everybody's girlfriend 

32000 

Terra Sound Library 

22000 

Demos Are Forever 

21700 

Super Autos 94/95 

7000 

C=64 Sensation v. 1 

33000 

RHS DTP Collection 

21780 

Animationen 

21800 

Raytracing (2cd) 

31900 

Animai ic 

13200 

Meeting Pearls 3 

20000 

Aminet Set 2 

65000 

GIGA PD v.3.0 (3cd) 

26400 

Aminet Set 1 

65000 


(300-Photo) Texiures, 1078 Weird Testures, 17 bit 5rh Dimension, 17 bit conti nuation, 3D GFX. 
Amiga Desktop Video CD, Amiga Toois 3. Amiga Tools 4. Amiga Utilities v.2. Aminet 6 7 8 9 10 1 1 
12 Amos CDPD rei.2. Ammaina, Ànimatkms (2cd). Anime Babes (v.rn.18), Arktìs Edition v.l , 
Artworx, Audio Resources Library, Beauty of Chaos, Blanker Collection. Brotlcasten CD, CDx File 
System. Cinema Studio, Clip Art ( Weird Science), Colour Library v.l, Communicator III, Da Capo. 
Demomania, Desktop Video Dreams, Do it!. EM Compugraphic Phase 1 2 3 4, Emulatori unlimited, 
Encounters, Epic Collection, Eric Schwartz CD. Everybody's girlfriend, FI Lìcenceware, FantaSeas 
t Photo CD2CD), Fonts CD (Weird Science). Fresh Fish 10, Fresh Fonts 2. Frozen Fish 1995. Fun 
clips. Giga Graphics Set (4cd), Global Amiga Experience. Gold Fish 12 3, Graphics Sensation, 
Horror Sensation, Hottest 6 Professional. Kara Colleetion, Ulusions in 3D, Imagine 3.0 enhancer CD, 
Insight Dinosauri. Leehner Colleetion, Light Rom 12 3 Light Works, Lightwave Enhancer CD. LSD 
17hit Comp. v.l, LSD17bit Comp. v.3, Magic Illusion, Magic Publisher. Magic Workbench 
Enhancer. Maxon Cinema 4D Classic, Maxon Ruytrace Pro CD, Meeting Pearls 4'.\ MegaHits 6 7, 
MultiMedia Toolkit 2, NetNevvs Oftline v.l. Network CD2, Nexus Pro \ .l. NordPool CD, Nothing 
but GlFS AGA, Oetamed 6, Online Library v.l. Personal Suite 6.4, Photolite, Pro Video Club 1, 
Professional Backdrops v.2. Professional 1FF & PCX Clipart, RHS Color Collection, RHS Erotte 
Colleetion. Scene Storni v.l. Sci-Fi Sensation, Software 2000 (2cd), Sound & Vision, Sound FX. 
Sound Library ^Graphics. Sound Terrific (2cdì, Special Effeets voi.!, Spectrum 1996, Stare Optx, 
Terra Sound Library , Textikon, Testure Gallery, Testure Portfolio, Uitimedia 3&4, UPD Gold i4cdh 
Workbench ÀddOn v.l, Workbench Designer. World Alias. World Info '95, World of A 1200, World 
of Clipart plus, World of GIF. World of Sound, Xi-Paìnt 4.0. Assassini l 2. Gamers Delight 1 2. Saar 
Àmok il CD32 Gamef. 


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1 Page loaded 

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Location |fiÌe.//ìocalhost/Software off eri e litui I 


JAdd] 


Software 


StormC disponibile! 


SlormC/C+ + fino al 31 Luglio 499000 

StonnC/0+ dal 1 Agosto" 614000 

DICE Professional 3.2 249000 

Blizt Basic 2.1 109900 

GameSmith 249000 

TurbciCalc 3 5 (italiano) 149000 

TurhoPrint 4. 1 (italiano) 149000 

DIGITA WordWorth 5.0 205000 

DIGITA Oreaniser 2.0 1 02000 


Digital Universe LO 249000 

CrossDos 6 Professional 99000 

CD Write 74900 

Diavolo Backup 3.x 109900 

Diavolo Backup Prof. 155000 

Multimedia Experience 90000 

TemiiteTCP 130000 

CyberGraphX 79900 

I-Browse 



Dice 3.2 

http./'wvvw.ob violisi y c o m 
Storni C 

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HAAGE PARTNER 


j! 




Page lasciaci 


C.A.T.M.U. sne - casella postale 63 - 1 0023 Chieri (TO) 
fax: 01 1-941.52.37 (7/7gg, 24/24h) 
tei: 011-941.52.37 (lun-ven 9:30-12:00, 14:30-17:00) 
email: <solotre@mbox.vol.it> 



AMIGA 3D 


Antonio De Lorenzo (an.delorenzo@agora.stm.it) 


UghtWave 3D Revisione 
5, prime indiscrezioni 

LightWave 3D, lo ricordiamo, 
è un programma nato e svi- 
luppato fino alla revisione 3 
solo su Amiga; ora sta dive- 
nendo uno dei più avanzati e 
diffusi pacchetti di modellazio- 
ne e animazione professionale 
3D sulla faccia del pianeta. 
Oltre al record di vendite, si 


tratta deirunico pacchetto di 
questo genere (tralasciando il 
prodotto PD privo di editor 
grafico POV-Ray) a essere di- 
sponibile, oltre che per Amiga 
anche per Silicon Graphics, 
Windows, MIPS, Digitai Dee 
Alpha e, da poco, persino per 
PowerMac, con un’interfaccia 


grafica praticamente identica 
e con una totale e trasparente 
interscambiabilità dati tra le 
varie piattaforme. 

Finito l’impatto della presenta- 
zione allo scorso NAB, inizia- 
no a circolare le prime revisio- 
ni beta dimostrative del pro- 
gramma in versione Amiga. 
Già disponibile per PC Intel, 
una delle maggiori migliorie 


per questa piattaforma è il ri- 
corso all’architettura OpenGL. 
Grazie al supporto di tali libre- 
rie grafiche (specialmente se 
coadiuvate da hardware dedi- 
cato) è ora possibile lavorare 
in smooth shaded o “in om- 
breggiato” (vale a dire senza 
necessariamente ricorrere a 


modelli 3D visualizzati per 
strutture in fil di ferro o wiref ra- 
me) sia nel Layout che nel 
Modeler. Sebbene non sia 
stata implementata la visualiz- 
zazione delle texture e dei 
brush, il posizionamento per 
esempio delle sorgenti lumi- 
nose si ripercuote in un cam- 
biamento in tempo reale 
dell’illuminazione del modello 

0 dell’intera scena! 

Questa caratteristica non è 
presente nella versione Ami- 
ga, ma le funzioni e le partico- 
larità non legate direttamente 
allo sfruttamento delle librerie 
grafiche OpenGL sono state 
implementate in maniera tota- 
le. Il Modeler si avvale ora del- 
le NURB (Non-Uniform Ratio- 
nal B-spline) in forma di tool 
denominato “meta NURB”, no- 
nostante le dichiarazioni fatte 
dal programmatore (Stuart 
Ferguson) secondo cui non 
sarebbero stati implementati a 
breve tali strumenti nel Mode- 
ler! Caduta anche la limitazio- 
ne di un solo nome per super- 
ficie, ora è possibile definire 
stratificazioni complesse di 
materiali (layering). Molto nu- 
merose anche le Plug-in forni- 
te in dotazione base; si va dal- 
le Metaball a una Piug-in che 
consente di applicare un’im- 
magine (mapping) dal Mode- 
ler o di “piastrellizzarla” e 
deformarla direttamente e in 
tempo reale su di una qualsia- 
si superficie; è presente inol- 
tre la possibilità di “cartooniz- 
zare” ì vari trame, di trasfor- 
mare cioè la resa 3D fotoreali- 
stica nel tipico aspetto bidi- 
mensionale dei cartoni ani- 
mati. 

LightWave è importato in Ita- 
lia da: 

Db- Line, viale Rimembranze 26/c, 
21024 Biandronno (VA), tei. 0332- 
768000, fax 0332-767270 . BBS 
0332-767383, hotline: 0332-767383, 
email: info@dbline.it 

Nova Design: ovvero 

1 destini di Aladdin 4D 
5.0 e imagefX 2.6 

Abbiamo già annunciato 
l’acquisizione di Aladdin 4D 
di Adspec Programming da 
parte di Nova Design Ine. “È 
un accoppiamento perfetto - 
ha annunciato Bob Fisher, 
VP Marketing di Nova Desi- 


In basso : la nuova 
grafica della release 
5 disponibile tra 
qualche mese anche 
per Amiga. 


Sopra , 
immagine 
eseguita 
tramite 
LightWave 4.0 
su AMIGA 1200 
(6803050 MHz) 
da Dominique 
Favotti 

(rac @cybera. an 
et.fr). Notare 
come la 

superficie degli 
asteroidi sia 
stata realizzata 
tramite texture 
matematiche 
(dette anche 
procedurali) e 
non per mezzo 
di brush 
mapping. 




1 4 Amiga Magazine n° so/luglio/agosto 1990 


gn - alla stregua di ImageFX, 
Aladdin è un prodotto incredi- 
bilmente potente con caratte- 
ristiche uniche nel mercato 
della grafica 3D Amiga. Alcu- 
ne delle caratteristiche più a- 
vanzate di Aladdin 4D com- 
prendono texture procedurali, 
simulazioni gassose reali sia 
nella resa che nel comporta- 
mento, sistemi particellari e a- 
nimazioni basate su percorsi 
definiti. Greg Gorby, proprie- 
tario di Adspec Programming 
e artefice di Aladdin 4D, così 
spiega la sua scelta per Nova 
Design: “Avevamo ricevuto 
molte altre offerte, ma Nova 
lavora su Amiga e la preroga- 
tiva di offrire prodotti di alta 
qualità a costi accessibili pro- 
pria di ImageFX mi ha persua- 
so che essa sarebbe stata la 
compagnia giusta per Alad- 
din”. Prima di rilasciare la nuo- 
va revisione, Nova Design mo- 
dernizzerà ed estenderà l’in- 
terfaccia, riscriverà la manua- 
listica e aggiungerà nuove 
funzionalità onde insufflare 
nuova vita a questo già super- 
bo prodotto. La nuova revisio- 
ne del programma è attesa tra 
luglio e settembre e sarà di- 
sponibile per gli utenti regi- 
strati a prezzo speciale di up- 
grade. 

Annunciato inoltre il rilascio 
della revisione 2.6 di Ima- 
geFX, uno dei migliori pro- 
grammi di interpretazione/ 
conversione di formati grafici 
bitmap e di image processing 
avanzato, che ha preso defini- 
tivamente il posto di ADPro. 


REPLICA 

Sul numero 78 presentavamo The 
Interior Design Collection di Replica: 
una collezione di oggetti 3D per Li- 
ghtWave. Segnaliamo che il prodotto 
viene importato in Italia da Db-Line 
al prezzo di L. 349.000 IVA inclusa. 
Le singole raccolte che compongono 
la collezione (Interior Design I, Il e Ili 
e Interior Construction) non vengono 
più vendute separatamente e sono 
disponibili solo come raccolta com- 
pleta. 

A breve saranno disponibili nuovi 
CD con oggetti 3D sempre di Repli- 
ca Technology: The Camelot Collec- 
tion a L. 349.000 e The Wright Col- 
lection L. 349.000. 

Per altre informazioni: http://www.d- 
bline.it/shtm/bcbc01 .htm. [H.B.] 

Db-Line, viale Rimembranze 26/c, 21024 
Biandronno (VA), tei. 0332-768000, fax 
0332-767270, BBS 0332-767383, hotline: 
0332-767383, e-maii: info@dbline.it 



MAXON CINEMA 

La società romana di importazione di software e hardware per Amiga ha 
annunciato l'imminente disponibilità della versione 3.1 di Maxon Cinema 
4D, oltre a tre plug-in (Maxon Cinema Font, Maxon Cinema World, Maxon 
Cinema Tree) per tale programma, tutti localizzati in italiano. 

Entro settembre dovrebbe essere disponibile il libro “Effetti Speciali 3D con 
Maxon Cinema 4D” di Frank Flermann, tradotto in italiano. Utile anche 
all’utente inesperto, è composto da 280 pagine con un floppy e costerà L. 
65.000 oppure L. 45.000 in bundle con Maxon Cinema. 

Sempre per settembre dovrebbe apparire il CD-ROM “Cinema Studio”, un 
tutorial interattivo sempre relativo a Maxon Cinema 4D, che contiene circa 
650 Mb di materiali, texture, animazioni, ecc. li prezzo dovrebbe aggirarsi 
sulle 50.000 lire, che diventano L. 40.000 se comprato assieme al pro- 
gramma. [ H. B] 


Fractal Minds di Marco Kohler, 
via Principe Eugenio 23, 

00185 Roma, tei. 0330-999842 
(lu-ve 18-21), fax 06-4464562 


Una serie di nuovi accor- 
gimenti tecnici e avanza- 
menti consentono di 
creare effetti speciali di 
gran levatura sia su sin- 
gole immagini che su se- 
quenze, per mezzo del 
modulo IMP migliorato e 
di AutoFX compreso nella 
dotazione standard. Ora l’in- 
tegrazione con la dotazione 
software/hardware del Video 
Toaster/Flyer revisione 4.1 di 
Newtek è pressoché comple- 
to. Aggiornata anche la pre- 
view sotto CyberGraphX: gli 
utilizzatori di schede grafiche 
con sistema software Cyber- 
GraphX potranno avvantag- 
giarsi di preview in modalità 
grafiche spinte con modifica 
in tempo reale delle opera- 
zioni legate all’utilizzo di rita- 
gli (brush). Il pieno supporto 
del sistema CyberGraphX è 
stato aggiunto anche a Cine- 
morph, uno dei più popolari 
programmi di morphing 2D 
disponibile per Amiga e a 
ViewTek, il diffuso visualizza- 
tore PD di immagini e anima- 
zioni. 

La stampante Fargo FotoFun 
ora può essere guidata diret- 
tamente da ImageFX onde 
produrre un accurato output 
a colori in qualità fotografica. 
Vengono supportati gli scan- 
ner piani Hewlett-Packard 
Scanjet l!c/3c/4c tramite por- 
ta SCSI. È stato implementa- 
to un nuovo modulo definito 
‘‘Wireless Program” per prov- 
vedere alla rimozione o sosti- 
tuzioni di parti anche sofisti- 
cate di una foto. Funzioni 
grafiche già molto avanzate 
quali Lightning, Shear, Straw 
e Composite sono state este- 
se e ancora migliorate in nu- 


IMAGINE 5 
E CYBERGRAPHX 

Grazie alle pressioni di Phase 5, Im- 
pulse ha deciso di rendere la versione 
5 di Imagine compatibile con lo stan- 
dard grafico CyberGraphX che funzio- 
na con molte schede grafiche a 24 bit. 
La nuova versione includerà anche 
un completo supporto ARexx. 

Per maggiori informazioni consultare 
la pagina Web http://www.cool- 
fun.com. [H. B.] 


mero di opzioni, semplicità e 
velocità di calcolo, inoltre ef- 
fetti interamente nuovi sono 
stati aggiunti come: bolle a- 
nimate, fuoco e anelli infuo- 
cati, produzione di scintille, 
deformazione liquida delle 
immagini, sgranatura della 
pellicola e molte altre ancora. 
Nova Design ha infine rinno- 
vato il proprio sito Web su In- 
ternet, per avere maggiori 
informazioni puntate i vostri 
browser al seguente indiriz- 
zo: http://www.novadesign. 
com. 

Il costo dell’upgrade per i 
possessori della revisione 2.0 
o superiore di ImageFX è di 
soli 34,95 dollari più spese di 
spedizione e packing (pari a 
5 dollari per gli USA e 7 dol- 
lari per ogni altra destinazio- 
ne). Contattare la casa allo 
+ 1-804-2821157 o per fax al- 
lo +1-804-2823768. L’indiriz- 
zo postale è il seguente: 

Nova Design Ine., 1910 Byrd Ave, Sui- 
te 214, Richmond, VA 23230, USA. 
ImageFX è importato in Italia 
da: 

Euro Digital Equipment via Dogali 25, 
26013 Crema (CR), tei. 0373-86023, 
fax/BBS 0373-86966, Internet: e- 
de@ntsc.com www.ntsc.com/ede 

World Construition 
Set V2 

Questar ha annunciato il rila- 
scio della prerelease alla ver- 
sione 2.0 di WCS per Amiga, 
ritenuto da più parti uno dei 


Euro Digital 
Equipment 


Vendita per corrispondenza 
di accessori per Amiga 



VILLA6E 

TRONIC 


PICASSO 11+ 


L’evoluzione dello standard! 


Tutta la compatibilità, la versatilità e 
l’affidabilità della scheda grafica 
Picasso-ll, con molti ’+’ e un solo 

+ 50% più veloce nell’accesso al bus, 
per animazioni più veloci e fluide; 

+ raddoppio del clock del blitter, per un 
sensibile incremento della velocità; 

+ ottimizzazione della gestione 
dell’encoder video; 

+ ImageFX 1 .5 compreso nel prezzo; 

+ garanzia soddisfatto o rimborsato; 

- nuovo prezzo, solo 699.000 per la 
versione con 2MB. 

Cosa stai aspettando?? 

La Picasso è la scheda grafica che 
vanta la più vasta compatibilità con il 
software disponibile: LightWave, ADPro, 
ImageFX, CyberGraphX, solo per 
citarne alcuni. Nella versione ’11+’ è la 
più veloce scheda grafica Zorro-ll per 
Amiga! 



AsimCDFS: "il" filesystem per CD 
MasterISO: nuovo prezzo 379.000 
Pinnacie CDR5040 est.: 2.495.000 


Vuoi i listini completi ed aggiornati, novità e 
schede tecniche sui nostri prodotti? Collegati al 
nostro sito internet: "www.ntsc.com/ede", 
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Euro Digital Equipment 

Tel. 0373/86023 
Fax/bbs: 0373/86966 



V 


Tutti* prezzi sono IVA inclusa. 

Tutti I marchi citati sono dei legittimi proprietari 





s 


migliori programmi dedicati al- 
la generazione di scorci e ani- 
mazioni 3D di tipo ambientale 
e territoriale. La casa intende 
sostenere Amiga e, grazie al 
successo di vendite, il costo 
del pacchetto è molto più bas- 
so rispetto a quello delle ver- 
sioni approntate per altre piat- 
taforme. Gli acquirenti della 
prerelease riceveranno in se- 
guito la versione finale e la 
manualistica interamente ri- 
scritta. Intanto sono state co- 
municate altre caratteristiche 
del pacchetto rispetto a quan- 
to da noi anticipato sul nume- 
ro 75 (febbraio ‘96). 
Animazione basata su keyfra- 
me e controllo via spline con 
oltre 100 parametri animabili, 
compreso movimento, il colo- 
re e i parametri legati alla defi- 
nizione degli ecosistemi. 
Creazione di ambienti in gra- 
do di mutare il loro corso in 
qualche minuto, un giorno, u- 
na settimana, centinaia di anni 
e persino milioni in una singo- 


la sequenza! Editing interatti- 
vo e display di parametri con 
un’interfaccia grafica che mo- 
stra la visuale di camera, una 
veduta d’insieme e un editor 
timeline basato su spline. In- 
terfaccia grafica basata su 
MUI, onde avvantaggiarsi di 
display grafici estesi con fine- 
stre liberamente riscalabili e 
posizionabili nella maniera de- 
siderata. I programmatori di- 
chiarano di aver trovato la 
MUI veloce quanto stabile e 
ciò ha aiutato non poco a ri- 
solvere i problemi d’interfac- 
ciamento grafico in maniera 
tale da concentrare l’attenzio- 
ne sulle nuove funzioni. 
Presenza di texture a elevato 
dettaglio con stratificazione e 
folding. Nuvole 3D di tipo evo- 
lutivo, onde, flutti e riflessioni 
sull’acqua, generazione auto- 
matica delle spiagge e piante, 
generazione di vegetazione 
realistica, diverse varietà di fo- 
gliame disponibile per la crea- 
zione dì alberi custom e dall’a- 


spetto realistico anche per po- 
sizioni ravvicinate. Prerogativa 
nel renderizzare un qualsiasi 
numero di griglie a sezioni di 
tipo DEM (persino l’intera Ter- 
ra) in un unico progetto. Con- 
siderazione in fase di calcolo 
della curvatura terrestre, reali- 
smo all’orizzonte della visuale 
delle montagne, gestione au- 
tomatica delle orbite, scene e 
oggetti esportabili in LightWa- 
ve per la combinazione 3D col 
programma Newtek. WCS V2 
fornisce anche l'inserimento di 
sole e luna come corpi celesti. 
La versione del pacchetto è 
disponibile presso Db-Line. 
Per maggiori informazioni o 
anche solo per scaricare otti- 
me immagini consultare il sito 
WEB aH’indirizzo: http://www. 
dimensionacom/~questar. 
Db-Line, viale Rimembranze 26/ c, 
21024 Biandronno (VA), tei. 0332- 
768000, fax 0332-767270, BBS 0332- 
767383, hotline: 0332-767383, email: 
info@dbline.it 

Archivi di materiali 
per Imagine 

Su Aminet (directory gfx/3d) è 
possibile reperire sotto forma 
di file grafici l’indice, a opera 
di Steve Langguth, dei mate- 
riali contenuti nella pregevole 
collezione Freeware Alien 
Workshop di Anders Lund- 
holm (lund@hoa.ping. dk). 
Collezione, lo ricordiamo, di 
materiali di superficie preset- 
tati a uso degli utenti Imagine 
e importabili direttamente sui 
modelli tramite Detail Editor, 
anche questi liberamente ac- 
cessibili via Aminet. Sempre 
su tali siti potrete reperire il set 



Imagine. Alcuni 
esempi 
di collezioni 
di materiali 
di superficie 
predefiniti 
e acquisibili 
via Aminet. 



I di SL Attributes. Il primo di 
una serie di file di attributi 
preimpostati da utilizzare in I- 
magine e definiti tramite Ima- 
gine 4 su Amiga (sebbene ri- 
sultino funzionanti anche su 
PC). Il set predefinito di attri- 
buti utilizza solamente le tex- 
ture procedurali incluse con I- 
magine e si avvale di una 
schermata grafica che ne illu- 
stra i risultati. 

IMGauge 1.1 

È una semplice utility grafica, 
disponibile su Aminet (gfx/3d), 
in grado di monitorare in ma- 
niera grafica lo stato di rende- 
ring di Imagine e di restituire 
in un requester scalabile MUI 
su schermo pubblico. Viene 
mostrato tanto il numero di tra- 
me in calcolo che la percen- 
tuale completata del singolo 
trame, inoltre è possibile an- 
che cambiare la priorità di e- 
secuzione di Imagine. 

I0P Editor 

IOP (Imagine Object Path Edi- 
tor), su Aminet (gfx/3d), con- 
sente di cambiare i percorsi fi- 
le (path) di Brush e Texture 
assegnati a un qualsiasi mo- 
dello di Imagine senza la ne- 
cessità di recarsi nel reque- 
ster Attribute del programma 
onde cambiare ogni singolo 
percorso. È possibile cambia- 
re percorsi singoli o alterare 
globalmente una serie di path. 

II programma funziona per le 
versioni 2, 3.X e 4 di Imagine. 

Corsi di grafica 3D 

A Roma si terranno dei corsi 
completi di grafica 3D basati 
su LightWave 3D 5.0. Il corso 
parte da zero ed è rivolto tan- 
to a chi risulta a digiuno di 
grafica tridimensionale, tanto 
a chi abbia conoscenze gene- 
rali sull’argomento e voglia 
approfondire in maniera pro- 
fessionale l’utilizzo tecnico 
pratico di questo particolare 
tipo di grafica. A ogni sezione 
teorica seguirà una sessione 
tecnico-pratica tenuta diretta- 
mente al calcolatore. 

Arcos Graphics, via Pontina 424, 
00128 Roma, tei. 06/5074395 - 
50795151 - fax 06/5074104, celi. 
0336/762984, email: arcos@fnc.net, 
WEB: http://www.fnc.net/arcos a 


1 6 Amiga Magazine n° so/luguo/agosto 1990 




DOSSIER 


pil/s 

VERSO IL POWER PC 


II punto su Amiga , 
Phase 5 e PIOS, 
dopo i recenti 
comunicati e la 
conferenza di Tolosa 
in cui Viscorp 
si è presentata 
ufficialmente 
al mondo Amiga 


Sergio Ruocco 


A l WOA di Colonia Pro-Dad ci a- 
veva parlato delle difficoltà di in- 
terazione del loro software di 
desktop video (su Amiga) con periferi- 
che controllate da altre piattaforme. 
Dopo tentativi vani con patch ai SO e- 
sistenti, la soluzione è stata radicale: 
la riscrittura di un clone Amiga OS! Il 
p-os di Pro-DAD è appunto un sistema 
operativo che ricalca nell’architettura 
AmigaOS, con il quale è parzialmente 
compatibile, con molte estensioni co- 
me l’output 24 bit su multimonitor (an- 
che via rete, come l’X-Windows Sy- 
stem) e la facile portabilità. 

Quello che all’epoca sembrava solo u- 
na fuga in avanti di Pro-Dad si è poi ri- 
velata solo la punta di un iceberg! In- 
fatti, dopo un breve periodo di incer- 
tezza, seguito all’annuncio delle tratta- 
tive per la cessione di Amiga Techno- 
logies a Viscorp, abbiamo assistito a 
un vero e proprio fiorire di movimenti e 
annunci elettrizzanti per iniziativa di 
società e persone nate, cresciute e 
tuttora vicine ad Amiga, alle quali si è 
affiancata Motorola in qualità di part- 
ner tecnologico. 


l'annuncio di Phase 5 

A metà maggio, prima della conferen- 
za di Tolosa, di cui vi riferiamo a parte, 
la casa tedesca Phase 5 ha diramato 


un lungo comunicato dai toni secchi e 
risoluti: entro i primi sei mesi del 1997, 
come naturale estensione del Powe- 
rUp Project, presenterà un intero com- 


VISCORP ALLO CONFERENZA 
DI TOLOSA 



Raramente, in oltre dieci anni di storia, si è 
visto un tale fermento di iniziative intorno 
ad Amiga. In appena un anno, Escom è riu- 
scita a trasformare le macerie (finanziarie, 
legali e... materiali) della vecchia Commo- 
dore nella nuova Amiga Technologies, so- 
cietà che ha ripreso a pieno ritmo la produ- 
zione e la distribuzione degli ultimi modelli. 
Oggi, airinterno di un più ampio piano di 
ristrutturazione aziendale, a seguito delle 
perdite subite nell'anno appena trascorso, 
Escom ha deciso di cedere Amiga Techno- 
logies. La differenza fra il prezzo con cui E- 
scom si è aggiudicata l'asta fallimentare di 
Commodore (10 milioni di dollari) e quello 
a cui si appresta a cedere Amiga Technolo- 
gies (40 milioni di dollari, comunque su ta- 
le prezzo stanno ancora trattando) può da- 
re la misura della qualità e della quantità di 
lavoro svolto da AT in questo anno. Il nuo- 
vo acquirente, a meno di soprese dell'ulti- 
ma ora, è Visual Information Systems Cor- 
poration (Viscorp), società con base a Chi- 
cago, nome dietro il quale si celano alcuni 
fra i nomi più noti dei mondo Amiga: pri- 
mo fra tutti, Cari Sassenrath, autore di Exec 
e autentico "padre" di AmigaOS, ma anche 
Don Gilbreath, progettista hardware, e altri 
insider meno noti al grande pubblico. Per 
presentarsi agli aficionados, tastare il polso 
della situazione Amiga in Europa e soprat- 
tutto per sollecitare proposte, idee, richie- 
ste e suggerimenti, Viscorp ha invitato a un 
incontro pubblico utenti, sviluppatori, ri- 
venditori e stampa del mondo Amiga; in- 
contro che si è tenuto nella piacevole citta- 
dina di Tolosa, in Francia, il 19 maggio. 
All'incontro hanno partecipato circa 200 
"amighisti" provenienti da tutta Europa e 
non mancava una piccola, ma agguerrita 
rappresentanza degli altri continenti. 

Nel suo intervento iniziale. Bill Buck, presi- 
dente di Viscorp, ha presentato i piani della 
società, che intende agire su due linee. La 



Cari Sassenrath 

alla conferenza di Tolosa. 

prima e più importante (la "missione" di Vi- 
scorp), prevede la realizzazione dei cosid- 
detti set-top-box, piccoli apparecchi di in- 
terfaccia che trasformano le comuni TV di 
casa in altrettanti terminali intelligenti, 
pronti per l'accesso a Internet e alle reti via 
cavo, su cui già è diffuso il segnale televisi- 
vo in molti paesi. Proprio per realizzare 
questo obiettivo, Viscorp aveva già ottenu- 
to in licenza, all'inizio del 1996, la tecnolo- 
gia Amiga (chipset e sistema operativo), e 
ora, con l'acquisizione di AT, la sua deter- 
minazione a usare un "cuore" Amiga per 
uesti sistemi risulta rafforzata: nelle parole 
i Mr. Buck, AmigaOS è "l'unico sistema o- 
perativo multimediale e multitasking". Vi- 
scorp non prevede di vendere direttamente 
al pubblico i suoi apparecchi (lo sforzo di 
marketing e di distribuzione dovrebbe esse- 
re enorme); piuttosto, verrà adottata una 
politica di licenze: Viscorp darà in licenza la 
tecnologia ai produttori di TV e agli oper^ 


N° 80/LUGUO/AGOSTO 1996 AMIGA MAGAZINE 1 7 





puter basato su CPU RISC PowerPC 
con caratteristiche assolutamente in- 
novative e, last but not ieast, compati- 
bile con AmigaOS. 

Il nuovo sistema è basato su un chi- 
pset custom altamente integrato dalle 
prestazioni e caratteristiche sinora i- 
naudite, senza compromessi con il 
passato e che segna il netto rifiuto di 
Phase 5 per il desolante appiattimento 
e la generale omologazione allo “stan- 
dard” Wintel (Window+lntel), che sem- 
bra dominare tutti i progetti dell’indu- 
stria dei computer degli anni ‘90. 


Oltre a un PowerPC (a partire da 150 
MHz), il sistema sarà dotato, sin dai 
modelli base, di grafica senza com- 
promessi: 1.600x1.200 pixel a 24 bit 
pieni a 72 Hz di refresh, con supporto 
hardware per MPEG, grafica 3D ed ef- 
fetti su video e immagini, ingressi e u- 
scite audio stereo a 16 bit e 44 kHz 
(qualità CD), ingresso videocomposito 
e S-VHS, uscita grafica compatibile 
video e genlockabile a 24 bit, control- 
ler Fast SCSI-II, porte per rete locale 
e ISDN (già molto diffusa in Germania 
e in via di introduzione anche in Italia). 


VISCORP ffLI.fi CONFERENZA DI TOLOSA 


tori via cavo, che la integreranno con i rispet- 
tivi prodotti. La società prevede di vendere 
almeno un milione di Amiga in questa forma, 
nel solo 1997, e ha preannunciato un accor- 
do con un importante produttore di apparec- 
chi televisivi. Ai partecipanti è stato mostrato 
un prototipo della prima incarnazione di que- 
sto concetto, l'ED (Electronic Device), solo in 
NTSC e con un sistema operativo proprieta- 
rio, scritto, guarda caso, proprio da Cari Sas- 
senrath. Si trattava di un prototipo abbastan- 
za datato, accanto al quale è stata mostrata 
la piastra madre del nuovo ED: un rapido e- 
same della scheda ha rivelato la presenza di 
un 68EC20 accompagnato da Alice, Cayle, 
Budgie e un paio di CIA. In sostanza, un Ami- 
ga 1200 leggermente customizzato e privato 
delle parti "inutili", come tastiera e floppy; ri- 
mangono però disponibili i relativi connetto- 
ri. Nei piani di Viscorp, l'ED dovrebbe avere 6 
Mb di RAM (2 Chip + 4 Fast) e 4 Mb di ROM, 
questi ultimi contenenti, oltre ad AmigaOS, 
anche uno stack TCP/IP e un browser per il 
World Wide Web, nonché software specifico 
per le diverse incarnazioni: fra le altre cose, 
ED dovrebbe fornire la guida completa dei 
programmi TV della settimana, aggiornata via 

Don Gilbraith di Viscorp. 



rete, la visualizzazione su TV del nominativo 
del chiamante per le telefonate in arrivo (ove 
sia disponibile il servizio di caller-ID, leggasi 
USA) e la possibilità di fare acquisti via TV at- 
traverso il lettore di carte di credito integrato. 
Uno slot di espansione, inoltre, permetterà di 
connettere una daughter board su cui possono 
trovare posto dispositivi di vario tipo: Buck ha 
citato modem, CD-ROM, schede Ethernet, I- 
SDN, MPEG, DVD e altro ancora. 

Quando, soprattutto nel pomeriggio, la di- 
scussione si è spostata sulla seconda linea, 
cioè sul destino dei computer Amiga, il clima 
si è fatto sensibilmente più acceso. I piani di 
Viscorp a riguardo sono piuttosto semplici: 
pur continuando la produzione dei vecchi 
modelli, la società non intende occuparsi di- 
rettamente dello sviluppo di computer Ami- 
ga, ma è ampiamente disposta a collaborare 
con chiunque voglia farlo, con il solito siste- 
ma delle licenze e dei contratti che è già sta- 
to impiegato da AT. Dei precedenti progetti 
di sviluppo di Amiga Technologies, ovvero il 
Walker e il Power Amiga, il primo è stato 
provvisoriamente cancellato (ma sembra che 
siano in corso trattative con un'altra società 
intenzionata a rilevarlo in foto); per quanto ri- 
guarda il secondo, Viscorp ha manifestato 
scarso interesse a progettare e produrre mac- 
chine di fascia alta, ma al tempo stesso ha di- 
chiarato di essere intenzionata ad appoggiare 
chi intende farlo (PIOS, Phase 5, MacroSy- 
stems/ProDad) mantenendo nel contempo 
un controllo sul suo sviluppo, in modo da e- 
vitare pericolose proliferazioni di versioni solo 
parzialmente compatibili di AmigaOS. Tratta- 
tive sono in corso con le società interessate. 
Anche il chipset, in prospettiva, verrà aggior- 
nato, ma non è stato possibile sapere nulla di 
preciso a questo proposito. Ha destato un 
certo sconcerto l'affermazione che, oltre al 
PowerPC, sarebbe stato preso in considera- 
zione anche il DEC Alpha come processore 
per i modelli futuri, ma in seguito tale affer- 
mazioni ha assunto i contorni di una sempli- 
ce boutade . 

Per quanto riguarda il sistema operativo, Vi- 
scorp ha annunciato una nuova versione di 


1 8 Amiga Magatine n° 8 o/luguo/agosto 1990 


Secondo una speculazione raccolta su 
Internet, le specifiche del chipset an- 
nunciate da Phase 5 corrispondono a 
quelle de!l’S3ViRGE. 


Configurazioni e prezzi 

Sulla base delle disponibilità e dei 
prezzi attuali di mercato, un sistema 



Petro Tyscbtschenko di Amiga 
Technologies e Bill Buck di Viscorp. 


AmigaOS entro la fine del 1 996: l'obiettivo fi- 
nale è quello di integrare nel sistema una se- 
rie di funzionalità ormai indispensabili per 
stabilire una connessione con Internet 
(TCP/IP, SLIP, PPP, SMTP, FTP ecc.). Gli svi- 
luppatori presenti hanno richiesto a gran vo- 
ce caratteristiche avanzate quali grafica RTG, 
memoria virtuale, un deciso lifting per Intui- 
tion e altro ancora: Sassenrath ha dichiarato 
che le specifiche non sono ancora state fissa- 
te in via definitiva, che il nuovo sistema terrà 
conto dei suggerimenti degli sviluppatori e 
che questi ultimi potranno, entro breve tem- 
po, avvalersi di documentazione e program- 
mi disponibili direttamente sul sito Viscorp 
(http://www.vistv.com/). Come nel caso de- 
gli sviluppi hardware (futuro chipset, proces- 
sore), anche questo aspetto è parso a tratti 
poco definito, quasi confuso; bisogna co- 
munque tenere conto del fatto che l'accordo 
con Escom non è stato ancora firmato e che, 
dunque, Viscorp aspetta di avere il pieno 
controllo della situazione prima di stabilire a 
chiare linee il futuro di Amiga. 

In generale, è apparso evidente che la società 
è pronta ad ascoltare i suggerimenti di utenti 
e sviluppatori e che è ben intenzionata ad 
appoggiare lo sviluppo di Amiga anche in 
versione desk top. Le richieste in questo sen- 
so sono state tanto insistenti che Bill Buck, 
nella conferenza stampa a fine giornata, è 
stato costretto ad abbandonare il leggio, spo- 
starsi al centro del palco e giurare solenne- 
mente: "Viscorp will support thè develop- 
ment of a new Amiga!" ("Viscorp supporterà 
lo sviluppo di un nuovo Amiga!"). 


base con PowerPC 603e a 120 MHz, 
16 Mb di RAM, hard disk SCSI da 1 
Gb e CD-ROM 4x costerebbe 3.000 
marchi tedeschi al pubblico; a parità 
di prezzo tra un anno potrebbe adotta- 
re un PowerPC 603e a 150 o 166 MHz, 
mentre una versione high-end con il 
PowerPC 604e a 150 MHz dovrebbe 
costare 4.000 marchi. 

Secondo Phase 5, mentre in termini di 
potenza di calcolo il PowerPC non ha 
difficoltà a competere con Pentium a 
parità di clock, non vi è il minimo se- 
gno di caratteristiche e prestazioni 
grafiche minimamente comparabili tra 
i PC-compatibili, al punto che Phase 5 
sta valutando l'opportunità di brevetta- 
re alcuni concetti e soluzioni all’avan- 
guardia. 

Il sistema operativo 

Il software è una naturale evoluzione di 
quanto sviluppato da Phase 5 per il 
progetto Power Up, cioè il porting del- 
le librerie Exec, Expansion e Cyber- 
GraphX in codice nativo PowerPC e 
l’emulatore 68K per PowerPC. 
L’intenzione di Phase 5 è di sviluppare 
un sistema operativo completamente 
nuovo , ma compatibile a livello binario 
con Amiga OS 3.x, allo scopo di e- 
stenderne e migliorarne radicalmente 
e liberamente l’architettura. Tra i nuovi 
moduli si menzionano il CyberGraphX 
3D e una libreria multimediale, oltre a 
un aggiornamento dell’interfaccia u- 
tente allo stato dell’arte visivo e funzio- 
nale. 

Sul sistema Phase 5 potranno girare 
anche altri sistemi operativi, come 
MacOS, o un Client X-Window, ma 
questo più per “propaganda dì marke- 
ting” che come alternative realistiche. 
L’investimento in questo progetto non 
è solo tecnologico e di ricerca e svi- 
luppo, ma anche economico: quando 
il sistema sarà sul mercato Phase 5 vi 
avrà investito già somme “a sette cifre” 
(di marchi tedeschi). 

Dietrich ha affermato: “Vogliamo dare 
il nostro pieno supporto all’idea di A- 
miga per gli stessi motivi per cui siamo 
stati tra i primi utenti: crediamo nei 
vantaggi intrinseci e nei concetti supe- 
riori su cui è basato” e ha aggiunto: 
“abbiamo il know-how, il team e gli 
strumenti di sviluppo, il supporto dalle 
terze parti (in particolare Motorola) e la 
base finanziaria. Quello che manca è 
solo registrare un massiccio e positivo 




*« & i&frfcft&iifi'fcft ~ ii&i&fc 


supporto dalla base di u- 
tenti Amiga, che chiedia- 
mo e ci attendiamo con la 
pubblica diffusione dei 
nostri progetti”. Se, come 
noi, siete interessati a un 
sistema simile, fatelo sa- 
pere a Phase 5. 

Intanto, il progetto di Pha- 
se 5 ha già avuto un im- 
primatur fondamentale: la 
filiale europea di Motoro- 
la, per bocca di John 
Letham, Technical Marke- 
ting Manager della divi- 
sione Motorola RISC Mi- 
croprocessors: “Apprez- 
za il potere di innovazio- 
ne espresso da Phase 5 
e collaborerà in pieno agli 
sforzi di questa società, 
come partner nella nostra 
strategia globale sul 
PowerPC [...] siamo im- 
pressionati dalla compe- 
tenza e dalla visione alla 
base della forza che gui- 
da Phase 5". 

Critiche 

Phase 5 ha anche mosso molte criti- 
che ad Amiga Technologies, che a- 
vrebbe commesso gli stessi errori di 
Commodore e parzialmente dalle stes- 
se persone, in Germania come all’e- 
stero, e ritardato troppo l’avvio del pro- 
getto Power Amiga. Visti i risultati, pro- 
seguirà per la sua strada senza più 
curarsi di cosa VISCorp, o chi per es- 
sa, abbia o non abbia intenzione dì fa- 
re: “abbiamo perso già troppo tempo 
con ESCOM, non vogliamo ripetere 
l’errore”. Così almeno ha affermato ini- 
zialmente: ultimamente l’impressione è 
che la posizione si sia ammorbidita e 
che Phase 5 stia trattando con le altre 
società interessate al pro- 
getto Power Amiga. 

Un profilo di Phase 5 

Fondata nel 1992 da un 
gruppo di esperti utenti A- 
miga, Phase 5 è tuttora inte- 
ramente controllata e guida- 
ta dai suoi fondatori: Gerald 
Carda e Wolf Dietrich. Nel 
giro di pochi anni si è rapi- 
damente distinta e quindi 
imposta come il costruttore 
leader del mercato: dalla 


Il nuovo PowerPC603e scelto 
da Phase 5 per la versione “low end ” 
del suo nuovo computer. 

Fastlane Z3, alla Cybervisìon 64, alle 
CyberStorm, alle Biizzard, i suoi pro- 
dotti si collocano sistematicamente ai 
vertici qualitativi e prestazionali delle 
rispettive categorie. Nel 1995 ha fattu- 
rato 12 milioni di marchi, e dalla sta- 
gione natalizia scorsa ha distribuito 
più di 30.000 prodotti hardware. 

Le attività hardware di Phase 5, oltre a 

La sede di Phase 5. 



N° 80/LUGLIO/AGOSTO 1 996 AMIGA MAGAZINE 1 9 



quelle di sviluppatore beta di Motorola 
per le CPU 68060 e PowerPC, com- 
prendono attività di ricerca pura nel 
campo dei DSP multimediali ad alte 
prestazioni e di design di chip VLSI 
nel nuovo reparto di Advanced Silicon 
Engineering. Il team composto di 20 
ingegneri è in via di espansione e ope- 
ra in una sede di quasi 1.000 mq, 
presso la quale sarà presto aperto un 
moderno impianto di produzione. 





I0S 

Fin qui quan- 
^k^jjj^to annuncia- 
to da Phase 
5; come se 
non bastasse, il 
mondo Amiga, già in ter- 


INTERVISTA A STEFAN 
DOMEYER DI PIOS 


- Quando sarà disponibile il primo computer ? 
Presenteremo un nuovo sistema ("new generic design") 
al Cebit '97: sarà un macchina multimediale per utenti 
finali e dovrebbe costare 700 dollari (intorno a L. 
1 .1 00.000, quindi la fascia di mercato dei 1 200 espansi). 

- Che sistema operativo adotterà? 

Amiga OS portato [in codice RISC] e modificato, con u- 
na nuova GUI, kit di connessione Internet e altre caratte- 
ristiche per concorrere con Wintel. 

- Con quali società prevedete di cooperare ? 

Motorola è il nostro partner nello sviluppo e nella produ- 
zione. Vorremmo unire gli sforzi di sviluppo e di marke- 
ting con Phase 5, Village Tronic e chiaramente Viscorp, 
con i quali stiamo trattando, ma sono tutti colloqui an- 
cora posti sotto segreto. Il video Toaster è molto impor- 
tante per il mercato americano, ma non ho ancora parla- 
to con Tim Jennison (lo farò presto). 

- Cosa pensa dei progetti di Phase 5? 

Dimostrano la loro competenza in progetti di sistemi A- 
miga. Hanno un certo vantaggio di know-how sul 
PowerPC. Penso che il mercato cui è destinata la loro 
macchina sia quello degli utenti avanzati e degli svilup- 
patori. Non dimentichiamo che Amiga ha avuto i mag- 
giori successi commerciali nelle versioni home. 

- Dove si terrà la ricerca e lo sviluppo? 

In Germania risiede il direttore Ronnie Coates, alcuni svi- 
luppatori del SO e il fantastico team di sviluppo hardwa- 
re assieme al quale ho sviluppato il Walker. Chiaramente 
le persone più importanti sono Andy Finkel e Dave Hay- 
nie, che lavorano in USA presso PIOS Ine. Grazie a con- 
nessioni via Internet faremo sviluppo anche in paesi co- 
me Israele e Russia. Sarà un lavoro impegnativo. 

- E la compatibilità? 

Avremo l'emulazione 68000, che farà girare la maggior 
parte del software esistente, ma senza una garanzia del 
100% (come al solito, gli hardware-banger sono avverti- 
ti...). Il nuovo sistema operativo sarà nativo, quindi il 
software nativo sarà quello che funzionerà meglio. Offri- 
remo dei tool per il porting agli sviluppatori. Non voglia- 
mo che il vecchio software crei limitazioni per la nuova 
generazione. 


Ancora la sede di Phase 5. 


mento dopo questo annuncio, è stato 
attraversato da un’altra scossa quan- 
do è stata annunciata 
la costituzione in Ger- 
f C/S N mania della nuova so- 
cietà PIOS Computer 
I# «p AG (niente a che fare 

t con P-os di Pro- 

DAD). 


Il team 

Il fondatore, Stefan 
Domeyer, ci pare fos- 
se entrato nello staff 
di AT subito dopo la 
stagione natalizia, 
quando circolavano 
voci su presunte di- 
missioni offerte da 
Petro Tyschtschenko. 
Dimissioni evidente- 
mente respinte, rien- 
trate o inesistenti, co- 
sì per alcuni mesi AT 
si è ritrovata con due 
“presidenti” in carica. 
Domeyer ha curato la 
ricerca e lo sviluppo 
e diretto lo sviluppo 
del Walker, attività 
trascurate se non a- 
pertamente osteggia- 
te dal management in 
carica, fino alla fine di 
aprile, quando cessa- 
va il suo rapporto dì 
lavoro con AT. 

Solo quindici giorni 
dopo, con il motto 
“...no RISC, no Funi”, 
nasceva la PIOS 
Computer AG:. Presi- 
dente è lo stesso Do- 


meyer, l’avvocato Dr. 
Klaus F. Broker è 
l’amministratore dele- 
gato. 

Tra gli azionisti figura 
John Smith, che fu il 
braccio destro di 
Pleasance come di- 
rettore vendite di 
Commodore UK per 
sette anni e nell’ulti- 
mo anno ha curato gli 
interessi di AT in In- 
ghilterra. Smith, che 
abbiamo conosciuto personalmente al 
CeBit, si occuperà della vendita e del 
marketing di PIOS Computer per In- 
ghilterra, India, Australia, Nuova Ze- 
landa e Sud Africa (e forse anche Ita- 
lia, come abbiamo saputo in via confi- 
denziale), oltre che dei rapporti con la 
stampa e gli sviluppatori locali. 

I grossi calibri messi in campo da 
PIOS sono però Dave Haynie e Andy 
Finkel, rispettivamente ex-ingegneri 
hardware e software di Commodore U- 
SA, che fino al quel momento erano i 
consulenti esterni dì AT sul progetto 
Power Amiga. Finkel fonderà e sarà 
presidente di una società gemella in 
USA, PIOS Computer U.S. Ine., che si 
occuperà delle attività e della ricerca 
in quel paese. 

Direttore dello sviluppo con terze parti 
sarà Ronald Coates, ingegnere elettro- 
nico con vent’anni di esperienza in più 
di sei società leader nell’industria dei 
computer: il suo ultimo incarico era in 
una posizione analoga presso AT. Un 
altro fuoriuscito da AT, dove ricopriva 
lo stesso incarico di Direttore Finanzia- 
rio, è Geerd-Ulrich Ebeling. 

Dal 1 luglio farà parte del team un mi- 
sterioso Mister-X, già addetto alla do- 
cumentazione e supporto per la Com- 
modore tedesca (è il ritratto di Peter 
Kittei): curerà per PIOS le comunica- 
zioni Internet, parteciperà ai progetti e 
terrà i contatti con sviluppatori e terze 
parti. 

Piani, obbiettivi e prodotti 

L’obbiettivo di PIOS Computer è di riu- 
scire proprio dove ESCOM ha fallito: 
rivitalizzare Amiga ripartendo da zero, 
senza fardelli del passato, e intende 
farlo soddisfando e superando le a- 
spettative dei suoi clienti per presta- 
zioni, qualità e prezzo. Per riuscire, 
PIOS stringerà alleanze strategiche 


20 Amiga Magazine n° 80/luglio/agostoi99ó 




con società che hanno dimo- 
strato le loro capacità nel pro- 
getto di nuovi sistemi. Gli ob- 
biettivi in termini di quote di 
mercato sono ambiziosi: il 10 
per cento prima del 2000. 

PIOS produrrà sistemi Power- 
PC in forte e diretta competizio- 
ne con i sistemi Windows-lntel. 

Le sue attività prevedono lo svi- 
luppo di un sistema operativo 
nativo multitasking preemptive 
e quasi-realtime, successore di Ami- 
gaOS 3.1, che costituirà il vantaggio 
strategico di PIOS. 

Abbiamo anche saputo che il primissi- 
mo prodotto di PIOS Computer potreb- 
be essere un sistema basato su una 
motherboard PowerPC “standard” 
CHRP prodotta da Motorola con ag- 
giunta di hardware specifico Amiga 
(l’AGA?), emulatore 68K (fornito da 
Motorola), Amiga OS 3.1 standard (in 
un primissimo periodo Amiga OS e 
programmi funzionerebbero in emula- 
zione) e Mac OS; il case potrebbe es- 
sere quello del Walker. 


no anni, anche a persone con espe- 
rienza di sistemi operativi (una rarità, 
in questo periodo dominato da Micro- 
soft): ne conosco tre, MMOS di Scala, 
quello del 3DO e il BeOs. Scala e 3DO 
hanno impiegato tre anni ognuno e 
nessuno dei due era inteso come un 
SO generai purpouse per personal 
computer. Alla Be hanno cominciato 
cinque anni fa e, oggi, sono tuttora 
nella fase di beta testing (alcuni moduli 


non hanno ancora ter- 
minato la fase alfa). 0 
Phase 5 vuol adottare 
un altro sistema ope- 
rativo, rubando e for- 
zandovi AmigaOS con 
un ugly hack (terribile 
accrocchio), o non a- 
vranno alcun nuovo si- 
stema operativo da of- 
frire nel 1997.” 

Le risposte di Haynie, 
chiaramente intese come informali e 
private per Brian, sono state poi da 
questi diffuse ai quattro venti su Inter- 
net, e le valutazioni piuttosto disinvolte 
sui progetti di Phase 5 hanno suscitato 
immediatamente la reazione della ca- 
sa tedesca. 

In un lungo comunicato (10 kb) scritto 
di proprio pugno, il presidente e fon- 
datore Wolf Dietrich ribatte punto per 
punto, giustifica la propria visione per 


INTERVISTA A DAVE HAYNIE 


Sdntille tra Haynie e Phase- 5 

Il 23 maggio Dave Haynie ha risposto 
ad alcune domande di Brian Sorli (del 
Gainesville Amiga Networking Group) 
sul suo ruolo alCinterno di PIOS e sulle 
intenzioni di Phase 5. 

Secondo Haynie le dichiarazioni ag- 
gressive di Phase 5 erano dettate sia 
dal ritardo con cui AT ha avviato il pro- 
getto Power Amiga, sia da una certa 
animosità che avrebbero verso AT, 
colpevole di non aver accolto a brac- 
cia aperte i loro progetti. 

Il loro approccio dal lato software sa- 
rebbe, secondo Haynie: “a kind of a 
hack” (un accrocchio!), già sconsiglia- 
to ad AT da Haynie e Finkel stessi in 
qualità di consulenti (“perché le cose 
andavano fatte per bene”). 

La decisione di realizzare oggi un nuo- 
vo sistema intorno a chipset custom si- 
gnificherebbe progetti molto comples- 
si e costi altissimi. Una filosofia troppo 
simile a quella della vecchia Commo- 
dore: “Per bene che gli possa andare, 
finirebbero con una macchina interes- 
sante, non-standard e costosa, che 
non può sostenere il rapidissimo cam- 
biamento nell'Industria”. 

Il progetto di sviluppare un nuovo si- 
stema operativo per la macchina, poi 
sarebbe del tutto irrealistico: “Occorro- 


- Perchè è nata PIOS? 

Ad AT abbiamo avuto alcune idee eccel- 
lenti per sistemi PowerPC per il mercato 
consumer e vorremo vederle in azione: 
è un segmento mal servito dall'indu- 
stria, specialmente sul fronte PowerPC, 
ora che Apple ha annunciato l'intenzio- 
ne di spostarsi verso l'high-end. 

È la flessibilità ottenuta con un certo 
controllo sia dell'hardware sia del siste- 
ma operativo che ci permetterà di co- 
struire sistemi a basso costo. Il PowerPC 
è l'unica CPU, oltre alla famiglia Intel, 
con la giusta miscela di prestazioni e vo- 
lumi di produzione per i sistemi desk- 
top. 

Posto che Viscorp acquisisca Amiga e, 
quindi, i diritti a estendere e migliorare 
il SO, è ipotizzabile la formazione di un 
consorzio di società Amiga che si accor- 
dino su un Power Amiga OS comune 
per piattaforme Power PC (PPCP), licen- 
ziabile da Viscorp. 

PIOS offrirà la più ampia collaborazione 
per portare alla luce un tale Power Ami- 
ga OS, mentre versioni specifiche per si- 
stemi non standard PPCP, o con modifi- 
che particolari per un costruttore, po- 
trebbero essere autorizzate e realizzate 
dietro licenza. Per esempio, le schede 
PowerUp di Phase 5 non saranno PPCP 
e occorrerebbe un layer di adattamento 
dell'hardware. 

- Con quali società collaborerete ? 

PIOS è interessata alla cooperazione con 
tutta l'industria Amiga. E, in generale, 
negli standard aperti, come la piattafor- 
ma PPCP, che permette di progettare si- 


stemi partendo da moduli standard pro- 
dotti da più costruttori. Ciò rafforzerà 
l'industria Amiga in modi irraggiungibili 
se ciascuno va per la propria strada o se 
solo un costruttore può produrre sistemi 
(come ai tempi di Commodore). 
Motorola è il nostro partner principale, 
e collabora allo sviluppo hardware e 
software e alla produzione. È nel loro in- 
teresse primario: vogliamo tutti che la 
piattaforma PowerPC sia una valida al- 
ternativa ai cloni PC con Intel. 

Presumo che gli autori dello Storm C 
siano piuttosto interessati a produrre 
compilatori per la nuova piattaforma. 
Anche se PIOS userà compilatori Moto- 
rola PPC per lo sviluppo; siamo interessa- 
ti in strumenti nativi, come chiunque al- 
tro voglia costruire i Power Amiga desk- 
top 

Phase 5 potrebbe avere una buona in- 
fluenza sull'industria Amiga, ma sembra- 
no determinati a rifare tutto da soli: 
nuovi sistemi interamente custom, nuo- 
vo sistema operativo per PowerPC, ecc. 
Francamente, quando alla Commodore 
siamo entrati negli anni '90, era eviden- 
te che questa particolare strategia per 
noi non avrebbe funzionato ancora per 
molto: la gente è in qualche modo inibi- 
ta dal mercato a comprare sistemi di un 
singolo produttore. Apple ha avuto gli 
stessi problemi recentemente. 

Mi pare anche che si stiano accollando 
molto lavoro: al CeBit avevano una par- 
te di emulatore 68K e un Exec in C che 
giravano su un A4000, ma ancora nes- 
sun prototipo hardware PowerPC. ^ 


N° 80/LUGLIO/ AGOSTO 1996 AMIGA MAGAZINE 21 




il successore di Amiga, confuta le ven- 
tilate difficoltà tecniche, difende la fat- 
tibilità e la necessità di distinguersi 
dalla massa con un sistema custom e 
caratteristiche di punta a un prezzo 
accettabile, e respinge nettamente 
quelle che a questo punto sono state 
intese come insinuazioni interessate 
del dipendente di una società concor- 
rente, del tutto all’oscuro delle reali at- 
tività di ricerca di Phase 5. 

Dopotutto, senza l’ostinazione al limite 
della cocciutaggine con cui in piena 
autonomia (verrebbe da dire solitudi- 
ne) Phase 5 ha proseguito innumere- 
voli progetti ad altissimo livello, anche 
nel periodo più buio di Amiga, oggi 
non avremmo ancora la tecnologia 
68060 (68060. library: 110 kb in as- 
sembler), né una scheda a grafica a 
64 bit o un controller SCSI-II Fast, né 
un sistema RTG a 24 bit standard e 
compatibile come il CyberGraphX, di- 


Phase 5 è troppo, troppo piccola, anche 
solo per considerare razionalmente que- 
sto approccio e temo che se andranno 
veramente in questa direzione, si auto- 
distruggeranno. 

Per queste ragioni, PIOS non avrà 
hardware interamente custom o un si- 
stema operativo totalmente nuovo: ab- 
biamo persone con anni di esperienza in 
questi campi per evitarlo. 

[È anche vero che Commodore brillava per 
i tagli al marketing e alla ricerca , che negli 
ultimi anni ha lavorato con poco più che 
carta e matita e che AT non è stata da 
meno. Phase 5 ci sembra seguire un mo- 
dello diverso e negli ultimi anni non è sta- 
ta con le mani in mano - NdA] 

- I computer PIOS saranno compatibili 
AmigaOS ? 

Sì, con un emulatore 68000; PIOS avrà 
solo sistemi con CPU PowerPC, e saran- 
no orientati ai mercato consumer. I si- 
stemi nella fascia da 1 .000 a 2.000 dol- 
lari potrebbero far girare MacOS e, for- 
se, anche WindowsNT. Al livello dei 500 
dollari, comunque, AmigaOS è fonda- 
mentale: le macchine low-end non han- 
no le risorse di memoria sufficienti e le 
reali prestazioni multimediali sono di 
gran lunga più importanti in un sistema 
home a basso costo, che non solo deve 
competere con i cloni PC dall'alto, ma 
anche con le console e i network com- 
puter (il mercato di A500 e Al 200, che 
ebbero entrambi successo ai loro tem- 
pi). L'AmigaOS è il miglior sistema ope- 
rativo per questi sistemi. 

- Specifiche hardware? 

Non abbiamo ancora discusso di tutto... 


sponibile per quasi tutte le schede 
grafiche Amiga. 

Se dopo sei anni di chiacchere, ma 
di sostanziale immobilità da parte di 
chi era ufficialmente preposto allo 
sviluppo (dopotutto Haynie era impe- 
gnato al porting di SCALA su PC...), 
Amiga oggi non è al limite dell’obso- 
lescenza tecnologica, è anche grazie 
allo straordinario lavoro svolto da 
Phase 5. 

Conclusioni 

I progetti PIOS e Phase 5 a noi non 
paiono in contrapposizione, ma piutto- 
sto appaiono come il risultato finale 
del raffinamento delle due anime che 
finora hanno convissuto in Amiga sin 
dal momento della sua concezione: un 
home computer dalle caratteristiche 
straordinarie e al contempo un compu- 
ter per intenditori, “la Ferrari dei perso- 
nal computer”. 


se e quando faremo sistemi mid-range e 
high-end, saranno conformi allo stan- 
dard PPCP. I sistemi ìow-end saranno a- 
dattati a requisiti specifici: daremo enfasi 
a multimedia, giochi compresi, e alla 
connettività, ma non vi aspettate una 
sfilza di slot di espansione. 

Saranno i "1200" dell'anno 1997, anche 
se non con tastiera integrata, ma più si- 
mili a pizza-box (sottili e squadrati) o ai 
lettori CD, con porte per tastiera e mou- 
se PC, o device all'infrarosso. Buona par- 
te di ciò sta per finire ora sui tavoli dei 
progettisti. 

- Vuole aggiungere qualcos'altro per i 
nostri lettori? 

Beh, tutto quello che posso dire è che ci 
sto ancora provando. Come in Commo- 
dore, il ritorno di Amiga è stato rara- 
mente un problema tecnico, ma piutto- 
sto di marketing e vendite e, ora, politi- 
co. 

Penso che ci sia ancora un'eccellente fi- 
nestra di opportunità per il tipo di siste- 
mi che voglio fare per PIOS. Uno dei ca- 
noni che seguo è: "Rendere Amiga di 
nuovo interessante, anche per chi non 
ne ha mai usato uno prima". Un altro 
principio guida è: "Ricreare la fiducia in 
Amiga". Chiaramente, un sistema più in- 
teressante, più rispondente alle aspetta- 
tive di prezzo/prestazioni del pubblico, 
non può che aiutare. Anche il PPCP aiu- 
ta, dal momento che potrai comprare 
un sistema PIOS senza temere la man- 
canza di supporto. È la stessa cosa che 
rende forte il mercato dei cloni PC: nes- 
suna società ha un ruolo fondamentale 
nel mercato dell'hardware PC. 


Il primo progetto, quello di Phase 5, è 
indirizzato a un pubblico tecnicamente 
maturo, dai gusti esigenti e sofisticati, 
come quello degli utenti Amiga di lun- 
go corso e dei mercati verticali del vi- 
deo e del multimedia di alto livello, con 
caratteristiche, prestazioni (e prezzi) 
high-end. Per rimanere in tema, lo 
stesso progetto Draco di MacroSy- 
stem, nato solo come potente sistema 
di editing non lineare costruito “addos- 
so” alla fortunata VLab Motion (ma ba- 
sato su AmigaOS 3.1 e 68060), regi- 
stra un “attivo” e un discreto successo 
commerciale. 

Il secondo progetto, quello di PIOS, è 
più focalizzato sul mercato di massa, 
in una fascia di prezzo, ma soprattutto 
di clienti, preclusa ai cloni PC con 
Windows perchè giudicati troppo in- 
gombranti, costosi, complicati e biso- 
gnosi di continua e difficile assistenza. 
È quindi primario interesse di Viscorp 
che questi sforzi siano assecondati, 
coordinati e armonizzati; 68000 e AGA 
possono forse bastare per invadere 
con i set-top-box il mercato del 1996, 
ma ben presto concorrenti del calibro 
di IBM, SUN e Oracle presenteranno 
sistemi da 10 a 100 volte più potenti e, 
senz’altro, più integrati ed economici 
da produrre. 

È proprio in questa direzione che, 
sempre su Internet, in modo del tutto 
indipendente, gli utenti francesi e te- 
deschi hanno realizzato, a tempo di 
record, rispettivamente una lettera a- 
perta (in Usenet) e una petizione (sot- 
toscrivibile presso un sito WWW) per- 
chè le parti in causa cooperino a un 
progetto comune. 

Entrambe le iniziative sono state rapi- 
damente sottoscritte da centinaia e 
centinaia di persone. 

Se si trovasse un accordo, nella mi- 
gliore delle ipotesi avremmo una fami- 
glia di sistemi prodotti da più costrut- 
tori: dal set-top-box di Viscorp, all’ho- 
me e al computer desktop “standard 
PPCP” di PIOS, a salire fino all’high- 
end semi-custom di Phase 5. Tutti ac- 
comunati dal PowerPC Motorola e dal 
Power Amiga OS e, naturalmente, 
compatibili tra loro, oltre che con i 
“vecchi” Amiga. 

Un simile schieramento potrebbe dare 
più di un grattacapo anche agli attuali 
dominatori del mercato informatico, or- 
mai invisi non più solamente alla mag- 
gior parte degli utenti Amiga. A 


INTERVISTA A DAVE HAYNIE 


22 Amiga Magazine n° so/luguo/agostowó 



I SOFTWARE MUSICALI 
DELIA NUOVA GENERAZIONE 


Indagine 

sugli ultimi sviluppi 
dei generatori 
di moduli musicali 


Vanni Torelli 


D ai primi fermenti del panorama 
del software PD a oggi, Amiga è 
sempre stata in grado di fornire 
un quadro molto ben caratterizzato 
delle proprie potenzialità in campo so- 
noro, attraverso uno standard di ge- 
stione delle risorse audio originale ed 
efficace. Stiamo parlando del formato 
"mod" (figura 1) e, con esso, di una fi- 
losofia di composizione e fruizione mu- 
sicale atipica e lontana dai protocolli 
consacrati della computer music, spe- 
cie quando si pensa alla completa au- 
tonomia da hardware esterno da un la- 
to, e alla stessa, geniale e particolaris- 
sima, implementazione del suono 
campionato su Amiga dall'altro. 
Programmi come lo storico Sound- 
Tracker di Karsten Obarski, fino al più 
evoluto ProTracker o la serie dei MED, 
sfruttano l'hardware sonoro, il chip 

Fig. 1 - Struttura del file 
standard "mod". 


Paula, con un approccio strettamente 
legato alle capacità dichiarate: fino a 
quattro diversi file sonori, con risolu- 
zione di 8 bit e grandezza massima di 
64 kb, possono essere indirizzati sui 
quattro canali audio disponibili, mentre 
opportune routine ne modificano in 
tempo reale velocità di lettura (fre- 
quenza di riproduzione) e volume. 

Lo sviluppo dei programmi che imple- 
mentano tradizionalmente tale soluzio- 
ne, primo fra tutti ProTracker, è da 
tempo praticamente fermo, limitato alla 
sola ottimizzazione del codice e all'in- 
serimento di funzionalità accessorie 
più o meno utili, mentre la sperimenta- 
zione di tecniche alternative volte a 
forzare l'hardware o a eluderne le prin- 
cipali limitazioni hanno portato a risul- 
tati molto interessanti, che è compito 
di questo articolo esaminare. 

A partire dagli ultimi tre anni, in parti- 
colar modo con l'emergere su piat- 
taforma PC di software musicale simi- 
le, anche se molto più potente, gli sfor- 
zi dei programmatori si sono notevol- 
mente acuiti verso alcune direzioni 
precise: 

- l'adozione di soluzioni che favorisca- 
no l'uso di CPU veloci (come 68020 
accelerati e 68030, in possesso di un 
numero crescente di utenti), Fast RAM 
e altro hardware ha-cking, allo scopo 
di migliorare drasticamente e a ogni 
costo le prestazioni dell'output sonoro 
interno; 

- l'ottimizzazione generale del 


schede Toccata/ Maestro (16 bit) o 
Aura (12 bit); 

- particolare attenzione alla compatibi- 
lità, sia in importazione che in esporta- 
zione, con formati di file sonori e di ti- 
po "modulo" (partitura più strumenti) 
provenienti da altri programmi o da al- 
tre piattaforme; 

- una sempre maggiore integrazione 
con le nuove versioni di AmigaOS e un 
maggior ordine nella scrittura del pro- 
gramma (modularità del codice, possi- 
bile spazio per aggiornamenti, ecc.); 

- l'abbandono definitivo della formula 
del PD per la distribuzione delle ver- 
sioni complete, nella convinzione che 
un maggiore impegno nella realizza- 
zione di software più professionali 
possa giustificare la loro identità di 
prodotti Shareware o commerciali. 

Le nuove caratteristiche 

Analizziamo ora alcune delle caratteri- 
stiche verso cui tende lo sviluppo della 
maggioranza dei tracker della nuova 
generazione. 

Processing a 16 bit. Quasi tutti gli 
interventi più critici sul campione, co- 
me filtraggio digitale, applicazione di 
effetti, mixing di due forme d'onda, ri- 
campionamento a frequenze più bas- 
se possono essere effettuati memoriz- 
zando il risultato delle operazioni sui 
singoli punti-campione, di un byte o- 
gnuno, ancora in un byte, generando 
così il campione risultante. Per via del- 
la bassa risoluzione, tuttavia, anche la 



formato del file "mod" che, più piccola delle approssimazioni sui 

pur permettendo una compa- 256 valori consentiti dagli 8 bit si tra- 

tibilità con la versione stan- duce sul piano uditivo in rumore, quin- 

dard, viene sempre più spes- di in perdita di qualità e di pulizia del 

so esteso con nuove funzioni campione processato. A questo si può 

di manipolazione del suono e sopperire elaborando internamente il 

della partitura (player com- campione a 16 bit anziché 8, aumen- 
mands) e con la compressio- tando così la precisione nei calcoli, 
ne dei dati; generalmente in virgola mobile, e poi 

- la possibilità di reindirizzare riducendo la risoluzione nuovamente a 
o miscelare l'uscita del suono 8 bit, dopo aver effettuato semplici a- 
verso dispositivi esterni di nalisi statistiche sui punti-campione 
qualità, come le diffusissime contenuti in un intorno centrato sul 


N° 80/LUGUO/AGOSTO 1996 AMIGA M AG AZI NE 23 





campione da convertire. 

Output sonoro a 9/12/14 bit. No- 
nostante gli editor come ProTracker 
sfruttino file sonori a 8 bit, i convertitori 
D/A montati su Amiga sono effettiva- 
mente a 14 bit, anche se di scarsa 
qualità, il che aveva suggerito a suo 
tempo ai progettisti di utilizzare soltan- 
to i primi 8 bit per il campione, lascian- 
do che i rimanenti meno significativi i- 
dentificassero il parametro di volume 
del canale (con valori da 0 a 63, codi- 
ficati in appunto 6 bit). Mediante una 
programmazione abile è possibile, tut- 
tavia, sfruttare parte o tutti i 6 bit dedi- 
cati al volume come bit aggiuntivi, al fi- 
ne di simulare non tanto una risoluzio- 
ne maggiore, quanto la dinamica so- 
nora propria di tale risoluzione: in que- 
sto modo potranno essere caricati e 
letti file sonori con risoluzione di 9, 12 

0 14 bit e riprodotti anche neH'ambito 
di un editor "mod",con volume quan- 
tizzato in 32, 4 o nessun valore (volu- 
me fisso al massimo o a un livello op- 
portuno). 

Riproduzione oltre i 28 kHz. Per 

una scelta progettuale dell'hardware 
Amiga, la CPU può iniziare a trasferire 

1 dati audio in DMA soltanto all'inizio di 
un quadro video e a una velocità in 
stretta correlazione con la frequenza 
di scansione orizzontale (linee al se- 
condo) dell'Immagine. Di qui la corri- 
spondenza tra i modi video a frequen- 
za fissa di 15,75 kHz, tipici dell'archi- 
tettura grafica OCS/ECS, e la frequen- 
za di riproduzione del suono campio- 
nato di 28 kHz. 

Con il chipset AGA, capace di genera- 
re modi video a frequenze fino a 31,5 
kHz, l'aumento della banda DMA ha 
incrementato anche la velocità di lettu- 
ra, che si attesta ora sui 50 kHz. An- 
che se nei primi anni, per la mancanza 
di documentazione ufficiale, nessuno 
aveva pensato di adeguare le routine 
di playback dell'audio a tale caratteri- 
stica, la maggior parte dei nuovi music 
player e dei nuovi tracker permette di 
gestire frequenze fino a 50 kHz come 
velocità effettive di riproduzione del 
suono di un canale audio, o come fre- 
quenze di mixup. Naturalmente i 50 
kHz saranno accessibili soltanto in 
combinazione con monitor che aggan- 
cino i 31,5 kHz e una corrispondente 
modalità video (Multiscan, DbIPAL, D- 
blNTSC, Euro72). 

Composizione a più di quattro 
tracce. Caratteristica peculiare del- 


l'hardware sonoro di Amiga è quella di 
poter usare una differente velocità di 
lettura dei dati campionati per ognuno 
dei quattro canali audio, fissando in 
modo apparentemente imprescindibile 
la corrispondenza con le quattro trac- 
ce tipiche degli editor "rnod" conven- 
zionali. 

Volendo rendere possibile la composi- 
zione su 5, 6, 8 o più tracce, il proble- 
ma da affrontare dovrà essere quello 
di simulare il nuovo output sonoro ef- 
fettuando un missaggio in tempo reale 
delle tracce definibili "virtuali" all'inter- 
no di quelle realmente assegnate ai 
canali. Nel contesto dell'esecuzione di 
un generico brano "mod" a più di quat- 
tro tracce, tale operazione è di fatto 
complicata dalle differenti velocità di 
lettura dei file sonori corrispondenti al- 
le tracce da missare, sia in quanto 
"suonati" a diverse altezze (e/o con 
l'applicazione di effetti agenti sull'into- 
nazione), sia eventualmente in quanto 
aventi diverse frequenze di campiona- 
mento originarie. 

Introducendo una terza frequenza, 
detta di "mixup", è possibile però ge- 
nerare il numero richiesto di punti- 
campione al secondo partendo da 
quelli di due o più forme d'ondada mi- 
scelare; largamente usato in questo 
senso è il metodo detto "interpolazione 
lineare". Se, per esempio, due forme 
d'onda A e B hanno frequenze di cam- 
pionamento pari a 24 kHz e 15 kHz e 
la frequenza di mixup è uguale a 20 
kHz, dovendo ottenere sia da A che 
da B 20.000 punti-campione nell'inter- 
vallo di un secondo, potremo operare 
nel primo caso eliminando un punto- 
campione ogni 6: 

20 = 24 - 4 = 24 - (1/6 * 24) 

e nel secondo "interpolando" (inseren- 
do) un punto-campione ogni 3: 

20 = 15 + 5 = 15 + (1/3 * 15) 

I punti-campione coinvolti nell'interpo- 
lazione vengono chiaramente selezio- 
nati in base a criteri predefiniti a parti- 
re dai valori di quelli contigui. In segui- 
to sarà facile operare il missaggio fina- 
le delle due forme d'onda secondo u- 
na delle due tecniche: 

- calcolare la media aritmetica dei va- 
lori corrispondenti di A e B, punto per 
punto, introducendo eventualmente un 
fattore moltiplicativo percentuale, detto 


"boost", allo scopo di enfatizzare la 
gamma dinamica del campione; 

- phase oversampling, consistente nel 
costruire un unico campione formato 
dall'alternarsi dei punti-campione di A 
e Bper poi riprodurlo a una frequenza 
che è però doppia di quella di mixup 
impostata; anche se preferibile in ter- 
mini di qualità sonora, il fatto di opera- 
re a frequenze reali raddoppiate limita 
l'implementazione e l'uso pratico a 
macchine dotate di CPU veloci e in 
abbinamento con frequenze video ele- 
vate (vedi sopra). 

Data Packing. I file sonori campio- 
nati, per la loro particolare struttura, 
sono una delle classi di dati più com- 
plesse da compattare. Gli editor "rnod" 
più nuovi hanno esplorato anche la 
possibilità di salvare "moduli" con ban- 
co di campioni compressi secondo 
particolari algoritmi (delta packing o 
codifiche adattive, tra le più diffuse), 
che permettono di avere guadagni in 
termini di spazio anche vicini al 50%. 
Unico svantaggio è che la compatta- 
zione comporta una grossa perdita in 
termini di armoniche (frequenze che 
compongono il suono) e il campione 
risultante nella fase di decompattazio- 
ne sarà una semplice approssimazio- 
ne della timbrica originale, in molti casi 
sufficientemente somigliante da per- 
metterne l'uso (per esempio con suoni 
sintetici, accordi, ecc.), in altri di qua- 
lità e pulizia inaccettabili (caso tipico: 
suoni acustici). 

Quando il rumore è arte 
Art of Noise,di Bastian Spiegel 
(meglio conosciuto sulla "scena" come 
"Twice") è una risposta davvero di 
buon livello alle esigenze di quei musi- 
cisti Amiga che, anche a fronte della 
maggiore potenza elaborativa degli 
Al 200 o A4000 posseduti, non vede- 
vano ancora un editor realizzato e- 
spressamente per sfruttarla, invece 
del solito adattamento del codice Pro- 
Tracker. 

Al programma va senz'altro il merito di 
aver introdotto, già nella prima sales 
version, datata febbraio 1995, un'ope- 
ratività chiara e ben lontana dai bug e 
dalle stravaganze di ProTracker e clo- 
ni, la possibilità di leggere i campioni 
a velocità variabili da 4 e 50 kHz e una 
modalità di composizione a otto tracce 
perfettamente funzionante e produtti- 
va, con frequenza di mixup anch'essa 
fino a 50 kHz (anche se l'autore vanta 


24 Amiga Magazine n° so/luguo/agostoi99ó 




12 3 1 5 5 7 8 




L \ editor di "Art of Noise " 
nel modo a otto tracce. 



Una vista panoramica del completissimo 
sample editor di "Art of Noise". 



Il generatore di suoni FM di "Art of Noise" 
può rivelarsi utile per ricreare le sonorità 
sintetiche prodotte dalle schede Soundblaster. 


un limite, del tutto teorico, di 64 kHz). 
Un'organizzazione più stabile e razio- 
nale del materiale campionato permet- 
te ora di distinguere tra samples e wa- 
vetable a un gradino più basso, Instru- 
ments a un gradino più alto. I samples 
sono normali file IFF a 8 bit, di numero 
e lunghezza indefinite (!) caricati in 
Chip RAM; per wavetable , l'autore in- 
tende una serie di gruppi di forme 
d'onda (fino a 64 per gruppo) della 
grandezza massima di 128 byte, che 
possono venire riprodotte secondo u- 
na sequenza liberamente definibile. 0- 
gnuno degli Instruments , fino a 61, 
rappresenta invece un'assegnazione 


logica a un campione (o una sezio- 
ne di esso), o identifica un gruppo 
di suoni wavetable e la loro sequen- 
za di riproduzione, dotata tra l'altro 
di tre tipi di loop (avanti, indietro e 
ping-pong). 

Ne! caso dì file di campioni avremo 
la possibilità di leggerne in riprodu- 
zione un segmento esteso fino a 
256 kb (contro i 64 kb dei tracker 
standard) e quindi ricreare, quando 
necessario, suoni dalla straordinaria 
evoluzione timbrica, mentre i suoni 
wavetable ritorneranno utili nell'esi- 
genza di sonorità sintetiche e bril- 
lanti, a scapito della quantità mini- 
ma di memoria spesa per costruirli. 
La struttura instrument è inoltre do- 
tata, oltre che di parametri classici 
quali volume, accordatura fine, lun- 
ghezza e punti di loop, anche di un 
versatile inviluppo a quattro stadi, 
che rende quindi possibile modella- 
re mediante un grafico a quattro 
segmenti l'andamento del volume 
nel tempo; inoltre, è possibile acce- 
dere a uno stesso campione o co- 
munque a un suo segmento fino a 
256 kb, da parte di più instrument 
con diversi settaggi e inviluppi. 
Come nella tradizione di ogni 
tracker, non può mancare l'editor di 
campioni "in linea", con un ventaglio 
di effetti sufficientemente adatto a 
coprire tutte le esigenze di "ritocco" 
del campione già inserito, come eco 
e riverbero, flanger, chorus e una 
phase distortion utile per conferire 
mordente a suoni sintetici o percos- 
sivi. Rimanendo a livello di gestione 
campioni, sono almeno altre due le 
caratteristiche degne di nota: un al- 
goritmo di sintesi FM (Modulazione 
di Frequenza) passiva e un'insolita 
opzione drum sequencer. 

Con il primo sarà possibile generare in 
memoria un campione, di lunghezza e 
frequenza centrale impostabili, me- 
diante sintesi FM a due operatori, con 
la seconda missare una sequenza di 
singoli campioni (tipicamente suoni 
percussivi o ritmici) distribuiti su un 
massimo di 16 tracce in un unico cam- 
pione della durata della sequenza 
stessa; un’opzione non certo indispen- 
sabile, ma comodissima nel caso si 
vogliano creare groove o suoni evoluti- 
vi particolari. Il risultato di tutte le ope- 
razioni di processing è di qualità molto 
buona, in parte per merito dell'elabo- 



razione interna a 16 bit anziché a 8. Le 
migliorie al formato del file e della par- 
titura sono poche, ma significative: i 
pattern passano da 64 a 128, le song 
possono essere formate da un massi- 
mo di 256 locazioni e, in accordo con 
l'aumento della velocità di lettura, il 
range di note "suonabili" è stato porta- 
to da 3 a 5 ottave (fino al B-5, corri- 
spondente a un'improbabile frequenza 
di 120 kHz!). 

La struttura del player commands è 
stata invece notevolmente ampliata 
dai circa 35 di ProTracker a un massi- 
mo di 64, di cui 46 già implementati, 
inclusi una serie di nuovi comandi per 
il controllo in tempo reale di arpeggio, 
punti di lettura del campione, suoni 
wavetable , scorrimento del pattern e 
sincronizzazioni programmabili da/ver- 
so l'esterno (utili nel caso della cosid- 
detta "musica interattiva" di videogio- 
chi e produzioni multimediali, demo 
ecc.). 

Art of Noise è disponibile direttamente 
dall'autore, al costo di registrazione di 
79 marchi tedeschi: 

Bastian Spiegel 

Truppermoorer Landstrasse 17a 
28865 Lilienthal - Germany 
Phone 04928/30.731 - 04928/48.73 

La pietra miliare 

L'idea che affiora nell'analizzare Sto- 
neTracker, nell'attuale versione 1.26, è 
quella di trovarsi di fronte all'editor 
"mod" definitivo, non certo perché ulti- 
mo in ordine di tempo, ma per l'uso 
completamente ottimizzato di qualsiasi 
risorsa, CPU o memoria, per l'enorme 
numero di caratteristiche, (alcune non 
nuove ma meglio implementate che al- 
trove, altre decisamente innovative), 
per la garanzia di costante aggiorna- 
mento da parte degli autori (Emma- 
nuel Marty e Michael Lavaire), per la 
ricca documentazione e, non ultimo, 
per un costo di registrazione Sharewa- 
re assolutamente accessibile. Tutto 
quindi sembra volgere a favore di que- 
sta ipotesi. 

I 1.320 kb di sorgente e l'anno e mez- 
zo di lavoro speso per metterlo a pun- 
to non traspaiono troppo dall'aspetto 
estetico, un'interfaccia utente del tipo 
"a finestra singola", con grappoli di 
gadget che spuntano da piccole por- 
zioni di schermo e una logica operati- 
va volutamente impostata sulla velo- 
cità e praticità nella composizione e 


N° 80/ LUGLIO/ AGOSTO 1996 AMIGA MAGAZINE 25 





"StoneTracker": estetica da "ProTracker" 
imbellito e un'infinità di miglioramenti... 



Da notare in alto a destra l' editor 
di posizioni separato per ognuna 
delle otto tracce. 



Molte delle caratteristiche 

di "StoneTracker" 

sono completamente configurabili. 


nell'editing. Nella gestione dei campio- 
ni ritroviamo lo schema classico di 
ProTracker, una forma d'onda a 8 bit 
per strumento (dotato di volume, fine- 
tune, lunghezza e loop), nessun tipo di 
generazione o costruzione sonora al- 
ternativa, ma tre novità fondamentali: 
fino a 255 campioni, di lunghezza 
qualsiasi e, grazie a particolari routine 


di bufferizzazione, la possibilità di allo- 
carli anche in Fast RAM (!); si tratta di 
caratteristiche probabilmente sovradi- 
mensionate nell'ottica di comporre 
semplici brani di qualche decina di 
kb, ma davvero rivoluzionarie e total- 
mente da esplorare in campi di appli- 
cazione che spaziano dalla sonorizza- 
zione/post-produzione amatoriale al 
"live" in discoteca. 

È interessante, inoltre, il fatto di poter 
caricare file sonori anche in formato 
RIFF/WAVE a 8 o 16 bit (conversione 
automatica a 8) e di salvare il gruppo 
di forme d'onda usate nel brano come 
file separato (detto "bank", con prefis- 
so "SPS"). 

Sono presenti naturalmente le moda- 
lità di composizione a 5, 6, 7 o 8 trac- 
ce, con frequenza di mixup variabili da 
4 a 50 kHz (anche se non è possibile 
"suonare" il singolo campione a velo- 
cità superiori a 28 kHz) e un'intelligen- 
te soluzione per il missaggio: le prime 
due tracce rimangono comunque as- 
segnate a due separati canali audio, 
mentre quelle oltre la quarta vengono 
missate negli altri due (secondo un al- 
goritmo simile al phase oversampling 
descritto in precedenza). La perdita di 
qualità delle tracce missate è general- 
mente minima per mixup a partire da 
18-20 kHz e in questo senso si può di- 
re che le routine di StoneTracker si 
comportano egregiamente, permetten- 
do un layout di 6 tracce con mixup a 
28 kHz o 8 tracce con mixup a 20 kHz 
già su un A1200 inespanso, sino ad 
arrivare a una piena funzionalità delle 
8 tracce con mixup di 28 kHz o supe- 
riori per i possessori di sistemi con 
68030/40/60. 

Dal punto di vista della partitura abbia- 
mo, paradossalmente, la più vasta 
compatibilità (ben 13 formati di 
tracker, inclusi ProTracker, OctaMED, 
lo stesso Art of Noise e l'intelliano Fa- 
stTracker) insieme al migliore formato 
proprietario: file separato per la parti- 
tura (con compressione nei formati 
permessi dalla libreria XFD), fino a 
65.536 pattern in memoria condivisibili 
da un massimo di 65.536 song, pat- 
tern separati per ciascuna traccia (al 
fine di riciclare sequenze ripetute co- 
me linee di batteria o di basso), rico- 
noscimento e reindirizzamento auto- 
matici di pattern e tracce lasciate "i- 
navvertitamente" duplicate, controllo di 
volume separato per ognuna delle 


tracce. Numerose anche le operazioni 
di editing macroscopico sulle song e 
sulla partitura, tra cui spiccano quelle 
per unire più song residenti in file se- 
parati concatenando anche i relativi 
banchi di campioni e, similmente ad 
Art of Noise, una funzione di remix del 
contenuto di un intero pattern in un u- 
nico campione, che nel contesto di 
campioni in Fast RAM di qualsiasi lun- 
ghezza offre una possibilità di creazio- 
ne timbrica enormemente utile e po- 
tente. 

Anche la stessa organizzazione della 
partitura, in apparenza strutturata "so- 
lo" sul set di circa 50 commands rical- 
cati abbastanza fedelmente da quello 
di ProTracker, non lesina sorprese. In 
primo luogo ecco finalmente la possi- 
bilità di combinare più comandi (fino a 
7!) all'interno dello stesso elemento 
{entry), il che risolve definitivamente i 
problemi di dover utilizzare per esi- 
genze compositive effetti sul suono e 
sulla partitura nello stesso step, di si- 
mulare tempi terzinati, shuttle o altri la- 
sciando una traccia completamente 
priva di controllo sul suono. Rimarrà o- 
ra solo da sperimentare l'effetto simul- 
taneo di portamento, vibrato, tremolo e 
fade, cioè una capacità di manipola- 
zione real-time del campione parago- 
nabile a quella di un sintetizzatore! 

Se questo non bastasse, esiste anche 
una speciale traccia aggiuntiva, deno- 
minata "FX Track", capace di contene- 
re ancora sino a otto comandi per ele- 
mento, finalizzati alla gestione di para- 
metri globali come volume delle trac- 
ce, loop dì pattern o regioni di partitu- 
ra ben definite, ecc., in totale indipen- 
denza dal pattern o dalle tracce in cui 
essa viene fatta intervenire. 
"StoneTracker" è distribuito per corri- 
spondenza da: 

Quartz Informatique 
2 Bis Avenue De Brugny 
74000 Annecy - F rance 
Phone/Fax (+33) 50.53.82.62 

al costo di registrazione di 190 FF. Gli 
autori sono contattabili per informazio- 
ni e suggerimenti: 

Emmanuel Marty, 10 Impasse du Romarin 34920 
Le Cres France 

Internet e-mail: marty@crit2.univ-montp2.fr 
Michael Lavaire, 99 Rue Francois Villon 34130 
Mauguio France 

Si ringrazia Gianluca Paolone per la 
gentile collaborazione. A 


26 Amiga Magazine n° 80/luglio/agostoi99ó 




AMIGA 4000 TOWER 


F inalmente anche in Italia è 
possibile trovare sul mer- 
cato il nuovo modello di 
4000, l’A4000 Tower di Amiga 
Technologies. Grazie all’inizia- 
tiva del nuovo distributore 
New Video è infatti immediata- 
mente disponibile il modello di 
punta della linea Amiga. Non si 
tratta di un prodotto del tutto nuo- 
vo: le specifiche tecniche sono 
conosciute da tempo e ricalcano 
quelle di Commodore, ma l’attua- 
le realizzazione e commercializ- 
zazione è dovuta ad Amiga Te- 
chnologies, lo dimostrano se 
non altro i marchi AT disseminati 
qua e là sui vari pezzi che com- 
pongono il prodotto (non sulla 
scheda madre, comunque). 

La dotazione standard prevede 
68040 a 25 MHz, 4 Mb di me- 
moria Fast, chipset AGA con 2 
Mb di Chip, controller SCSI2 
Fast e hard disk SCSI da 1 Gb. 

Il 4000 Tower permette il mon- 
taggio di sei periferiche inter- 
ne da 5,25” (o da 3,5”): cinque 
con accesso frontale e una in- 
terna a doppia altezza. 


Confezione 
e installazione 

Il 4000 Tower giunge in due 
scatole: la più grossa e pe- 
sante contiene il case Tower 
e la seconda tutto il resto, ovvero 22 
floppy, 9 manuali (tutti in inglese), la ta- 
stiera italiana, il mouse (a due tasti asim- 
mettrici e con un cavo piuttosto corto, per 
un Tower), il solito adattatore VGA, un ca- 
vo adattatore per la tastiera, il piedistallo 
per il case, ferramenteria varia in abbon- 
danza (viti e adattatori da 5,25 a 3,5”). 

Nei floppy, oltre al sistema operativo 3.1, 
compaiono i programmi WordWorth 4SE 
con PrintManager, Organiser 1.1, Data- 
Store 1.1, Turbocalc 3.5, Photogenics 
1.2aSE, Personal Paint 6.4, nonché i gio- 
chi Whizz e Pinball Mania, tutti preinstal- 
lati su hard disk, tranne Whizz. Scala MM 
300 è fornito solo su hard disk e non ne- 
cessita della chiave hardware, richiesta 
invece dalla versione commerciale. Tutti i 
programmi sono in inglese, tranne Perso- 


E.C. Klamm 


Il modello di punta 
della linea Amiga 


uhm 



nal Paint 6.4 

che è utilizzabile anche in italiano, mentre 
Photogenics mostra la maggior parte del- 
le stringhe in inglese, ma quelle di molti 
requester sono in tedesco. 

Cinque manuali riguardano il sistema o- 
perativo 3.1 (Workbench, DOS, ARexx, 
Harddisk, supplemento AGA - l’unico in i- 
taliano perché multilingue) e appaiono i- 
dentici a quelli già forniti con il 3.1, se si 
eccettuano le copertine. Ricordiamo che 
costituiscono la miglior documentazione 
mai prodotta per il sistema operativo di A- 
miga (si veda a proposito la recensione 
sul numero 59 di AM). Un manuale riguar- 
da invece il 4000 Tower: è preciso, tranne 
in qualche punto secondario, ben illustra- 
to, ed elenca tutti i segnali delle porte e i 
moltissimi jumper disponibili internamente 


ed esternamente. Mancano in- 
vece gli schemi elettrici. Gli al- 
tri tre manuali riguardano i vari 
programmi forniti, tranne Sca- 
la. Sono presenti varie cartoli- 
ne di registrazione per i pro- 
grammi inclusi (da cui vanno 
tratti i numeri seriali per la loro 
installazione) e un buono d’or- 
dine del manuale di Scala 
MM300 al costo di 29 dollari 
oltre a un’offerta d’acquisto 
per Scala MM400. Il case, in 
metallo e di colore bianco 
panna, è derivato da un mo- 
dello standard per PC. Il fron- 
tale, in plastica, è incassato 
nel case mediante sei fermi a 
incastro e può essere rimosso 
per l’intera altezza, senza a- 
prire il case, esercitando una 
discreta trazione. È dotato di 
sportellino nero trasparente 
che permette l’accesso ai cin- 
que vani frontali da 5,25": tre 
sono orizzontali (uno è occupa- 
to dal floppy a bassa densità) e 
due verticali (uno nasconde 
l’hard disk SCSI fornito di serie). 
In alto si nota la serratura per la 
chiave che blocca l’input da ta- 
stiera e mouse, tre pulsanti che 
servono per il reset, l’accensione 
e l’abilitazione dell’altoparlantino 
interno (la cui scritta in rilievo re- 
cita “Turbo"), e tre led (SCSI, 
Power, altoparlante). 

Sul retro compaiono tutti i connettori di- 
sponbili: video a 23 pin, seriale, parallela, 
due connettori RCA audio e uno minijack 
per la cuffia (non descritto nel manuale), 
tastiera (DIN), mouse, joystick, ingresso 
di rete e uscita per il monitor (che si ac- 
cenderà assieme al 4000T), nonché porta 
SCSI2 ad alta densità con relativi jumper 
di configurazione. Non compare invece il 
connettore esterno per i floppy. I jumper 
esterni della SCSI permettono di sceglie- 
re ID del controller, terminazione, modo 
Fast, quello sincrono/asincrono, abilita- 
zione dei LUN (per unità SCSI multiple 
come certi lettori di CD-ROM o il magne- 
to-ottico/CD-ROM di Panasonic), reset 
veloce o lento (per device lenti). 

Il montaggio è molto semplice: basta col- 


N° 80/LUGUO/ AGOSTO 1 996 AMIGA MAGAZINE 2 7 




HARDWARE 



marchiata Rev. 4; vi è saldato da 1, 2, 4 o 8, variamente combinati, sia a 

I il Super Buster 390537-11, 32 che a 36 bit. Appositi jumper permet- 

| cioè revisione K, l’ultima prò- tono di configurare il taglio delle SIMM, 

j;- dotta. Il manuale, stranamen- La macchina viene venduta con un mo- 

| te, non fa menzione della posi- dulo a 4 Mb a 70 ns. La Chip RAM, 2 Mb, 

| zione delle ROM del Kickstart è invece saldata direttamente su scheda. 

| 3.1: si trovano, zoccolate, sot- Gli slot Zorro III (compatibili Zorro II) so- 

| to la scheda CPU in una posi- no cinque e montati direttamente sulla 

I zione tale che, per sostituirle, scheda madre: due sono in linea con i 

? è necessario smontare quasi due slot video (A4000T è l’unico modello 

completamente il 4000T. a montare due di questi slot) e tre con gli 

Sulla scheda madre compaio- slot PC/AT. Compare infine uno slot 
| no, inoltre, quattro connettori PC/AT isolato. Nei pressi si nota la batte- 

SIMM 72 pin facilmente ac- ria tampone al litio per l’orologio interno. 

I cessibili e con fermi in metallo: Sulla scheda madre compare anche il 

possono contenere un massi- connettore IDE per hard disk o CD-ROM. 

; mo di 16 Mb di RAM in moduli Di default non è utilizzato (non vi è nem- 

Test della porta SCSI 

OiskSpeed 4.1 


L’interno del 40001 : in basso la scheda 
madre e a destra ventola e altoparlante. 
Al centro il castello di sostegno 
delle periferiche verticali anteriori 
e posteriori; in alto l’alimentatore 
e il castello di sostegno 
delle periferiche orizzontali. 

legare tastiera, mouse, monitor e rete per 
poter accendere la macchina che, all’av- 
vio, chiederà alcuni parametri di configu- 
razione, una volta per tutte. Tutti i pro- 
grammi sono pronti all’uso, tranne Scala 
MM 300 che andrà installato mediante lo 
script fornito. 

La tastiera è dotata di connettore DIN, ma 
viene fornito un cavo adattatore minidin, 
per usare eventualmente una tastiera del 
4000, L’adattore VGA serve nel caso si 
voglia collegare un monitor con connetto- 
re a nove poli VGA. Se si usa il monitor A- 
miga Technologies M1438S non sarà ne- 
cessario. 

L'interno 

Per aprire il case, è necessario posarlo su 
un fianco e intervenire sulle cinque viti a 
croce: è indubbiamente molto scomodo; 
va notato che non esiste un sigillo di ga- 
ranzia che ne impedisca l’apertura: AT ha 
invece versato mastice sui punti “caldi” 
della scheda madre per inibire le mano- 
missioni. Si tratta di una decisione molto 
saggia: nessuno compra un Tower per te- 
nerlo sigillato per l’intero anno di garan- 
zia. Oltre alla ventola inscatolata nell’ali- 
mentatore da 250 W, compare frontal- 
mente una seconda ventola posta in vici- 
nanza dell’altoparlate interno. Entrambe 
sono relativamente silenziose. 


CPU: 68040 - OS Version: 40.70 - Device: hdl: - Buffers: 30 


Creazione file/sec: 
Apertura file/sec: 
Esame directory/sec: 

55 

96 

345 


Cancellazione file/sec: 
Seek-Read/sec: 

181 

110 

Test 

Memoria 

512 

4096 

32768 

262144 

Creazione byte/sec 
Scrittura byte/sec 
Lettura byte/sec 

CHIP BYTE 
CHIP BYTE 
CHIP BYTE 

129.918 

36.374 

153.030 

155.589 

39.641 

184.135 

136.952 

38.467 

189.783 

156.410 

39.152 

177.164 

Creazione byte/sec 
Scrittura byte/sec 
Lettura byte/sec 

CHIP WORD 
CHIP WORD 
CHIP WORD 

160.939 

171.477 

189.328 

713.216 

897.949 

1.127.424 

1.086.818 

1.574.991 

2.585.440 

2.024.025 

2.650.894 

3.199.266 

Creazione byte/sec 
Scrittura byte/sec 
Lettura byte/sec 

CHIP LONG 
CHIP LONG 
CHIP LONG 

161.856 

171.008 

192.207 

714.265 

895.488 

1.131.008 

1.094.990 

1.583.173 

2.565.873 

1.979.057 

2.657.083 

3.313.344 

Creazione byte/sec 
Scrittura byte/sec 
Lettura b^rte/sec 

CHIP BYTE 
CHIP BYTE 
CHIP BYTE 

149.165 

38.847 

172.948 

177.953 

40.098 

214.367 

156.076 

39.238 

220.330 

181.644 

39.948 

204.914 

Creazione byte/sec 
Scrittura byte/sec 
Lettura byte/sec 

CHIP WORD 
CHIP WORD 
CHIP WORD 

163.638 

173.524 

179.840 

807.936 

1.055.232 

1.220.096 

1.081.384 

1.554.536 

3.338.240 

1.996.352 

2.682.854 

3.313.344 

Creazione byte/sec 
Scrittura byte/sec 
Lettura byte/sec 

CHIP LONG 
CHIP LONG 
CHIP LONG 

160.256 

171.413 

179.840 

813.609 

1.006.496 

1.222.144 

1.076.024 

1.570.900 

3.338.086 

1.928.490 

2.650.894 

3.321.576 

ScsiSpeed 4.2 

CPU Speed Rating: 3554 

Test 

Memoria 


262144 



Lettura byte/sec 
Lettura byte/sec 

CHIP LONG 
FAST LONG 


4.521.984 (89%) 

4.731.699 (94%) 



Le voci CHIP e FAST indicano il tipo di memoria utilinata perii test, mentre LONG, WORD 
e BYTE indicano il tipo di allineamento. I valori numerici indicano la lunghezza del blocco 
trasferito. I risultati migliori si ottengono normalmente con blocchi da 262144 byte, memoria 
FAST e allineamento LONG. Tra parentesi appare la percentuale di tempo in cui la CPU 
rimane libera durante il trasferimento da o verso il drive: più è elevata, meglio è per il multitasking. 

I test della porta SCSI del 4000T e deWbard fornito di serie, un Seagate Medalist da 
1 Gb che non è fra i più veloci del mercato. Particolarmente impressionanti il test 


La scheda madre appare ben realizzata e ^ SCSISpeed ; Valla velocità di trasferimento è accompagnata da un'occupazione 

della CPU particolarmente bassa (tra 6% e 11%). 


2 8 Amiga Magazine n° so/luguo/agosto i 996 



quello floppy uno con due connettori per i 
due eventuali floppy interni. La terza ha la 
stessa funzione, ma per le porte audio e 
video e, su di essa, compare un ingresso 
audio stereo per un eventuale CD-ROM, 
la quarta serve invece per seriale, paral- 
lela, mouse e joystick. 


Le prestazioni 

Le nostre prove con Aibb non hanno atte- 
stato particolari differenze rispetto al 
4000 standard, per cui a questo proposi- 
to c’è ben poco da dire. 

Più interessanti le prestazioni del control- 
ler SCSI e dell’hard disk Seagate Medali- 
st da 1 Gb che, insieme, hanno offerto 
velocità superiori a 4,5 Mb/s con SCSI- 
Speed e a 3 Mb/s con DiskSpeed: fra 
l’altro l’occupazione di 
tempo CPU, grazie ai tra- 
sferimenti in DMA, è risul- 
tata estremamente bassa. 
Queste caratteristiche 
rendono il controller SCSI 
del 4000T l’ideale per ap- 
plicazioni video. Con hard 
disk più veloci, dovrebbe 
essere possibile raggiun- 
gere velocità attorno ai 7 
Mb/s. 


Conflusioni 

Il 4000 Tower costituisce il 
prodotto di punta della li- 
nea Amiga: fra i suoi pregi 
maggiori stanno il control- 
ler SCSI DMA e il relativo 
hard disk, lo spazio inter- 
no per le periferiche, i 
connettori SIMM per la 
memoria e i due slot vi- 
deo. Fra gli aspetti negati- 
vi va annoverata la man- 
canza, particolarmente 
grave, di un floppy interno 
ad alta densità, inoltre 
l’assenza della porta 
floppy esterna, l’incompa- 
tibilità con alcune schede 
CPU per il 4000 (per ra- 
gioni di spazio) oltre, ov- 
viamente, alla CPU, che 
appare ormai un po' lenta. 
Il 4000 Tower, grazie 
all’interfaccia SCSI e alla 
presenza di Scala MM300 preinstallato e 
praticamente pronto all’uso, appare in 
definitiva un sistema dedicato soprattutto 
ai professionisti e agli amatori video: co- 
me tale andrebbe immediatamente dota- 
to di una scheda acceleratrice con con- 
nettori per Fast RAM aggiuntiva che do- 
vrebbe esaltarne le doti. ▲ 


meno collegato il cavo) perché Amiga 
4000T viene fornito con un hard disk SC- 
SI. Il cavo IDE si può comprare in qual- 
siasi negozio di computer per pochi spic- 
cioli. 

Sulla scheda madre si innestano quattro 
moduli: il primo è la scheda CPU, che è 

Lo sportello frontale permette l'accesso 
alle cinque periferiche frontali, 
alla chiave e ai tre pulsanti 
con i rispettivi led. 


esattamente la stessa presente sul 
4000/040 ed è infatti ancora marchiata 
Commodore. Monta un 68040 a 25 MHz, 
con MMU e FPU, dotato di un grosso dis- 
sipatore di calore. Per sostituirla, occorre 
rimuovere il castello che serve a sostene- 
re eventuali periferiche aggiuntive interne 
poste nei due vani verticali anteriori e in 
quello ad altezza piena posteriore. Si noti 
che lo spazio disponibile per la scheda 
non è lo stesso del 4000 desktop, per cui 
andrà verificata caso per caso la compa- 


§CHEDA PRODOTTO 

ISfome; 

A4 000 Tower 

Produttore; 

Amiga Technologies 

Distribuito da: 

New Video 

Prezzo: 

L. 4.480.000, IVA compresa 

Giudizio; 
quasi ottimo 

Pro: 

SCSI veloce, jumper di configurazione, hard disk ad 
alta velocità, 6 vani da 5.25", altoparlante interno 
escludibile, due slot video, buona dotazione software, 
ottimi manuali 

Contro: 

floppy a bassa densità, manca connettore floppy 
esterno, cavo mouse corto, manuali e programmi 
in inglese, manca la documentazione di Scala 




tibilità con le schede acceieratri- 
ci progettate per il 4000. 

La seconda scheda porta all’e- 
sterno i segnali de! floppy e del- 
la SCSI e contiene anche i con- 
nettori interni: da quello SCSI in- 
fatti si diparte un lungo cavo con 
quattro connettori standard, da 


Nella parte posteriore 
si accede a tutti 
i connettori : 
si notino i jumper 
della SCSI. 


N° 80/LUGUO/ AGOSTO 1996 AMIGA MAGAZINE 29 


AMIGA MI 438S 


I modi video consentiti dal 
chipset grafico di Amiga so- 
no fra i più vari offerti dal 
mercato dei computer: variano 
fra i 15 kHz del segnale PAL e i 
31 kHz del modo cosiddetto V- 
GA. I monitor per PC in com- 
mercio visualizzano solo le fre- 
quenze superiori ai 30 kHz 
(qualche volta anche 29): per- 
tanto non sono in grado di vi- 
sualizzare i modi standard A- 
miga (che poi corrispondono a 
quelli televisivi) come il PAL e 
l’NTSC. Sebbene i modi Dbl- 
PAL e DbINTSC, introdotti con 
1200, CD32 e 4000, risolvano 
in parte tale problema, rad- 
doppiando le frequenze PAL 
e NTSC, il monitor ideale per 
un utente Amiga rimane un 
monitor multiscan capace di 
agganciare tutte le frequen- 
ze possibili, a partire dai 15 
kHz. Una volta il mercato of- 
friva diverse soluzioni alter- 
native, tutte ugualmente costose, a que- 
sta esigenza; ora, se si eccettuano mo- 
delli professionali dal costo molto elevato, 
le possibilità sono ridotte ai pochi modelli 
prodotti espressamente per Amiga. Fra di 
questi il primo da considerare è ovvia- 
mente quello prodotto da Amiga Techno- 
logies. 

Caratteristiche 

Il monitor 1438S è derivato dal monitor 
Microvitec 1438, già recensito sulle pagi- 
ne di Amiga Magazine (numero 57): è in- 
fatti prodotto per AT dalla casa inglese. 
Viene fornito con un manuale in italiano 
che, sebbene riporti la piedinatura del 
connettore video e gli standard rispettati, 
è per il resto assolutamente privo di spe- 
cifiche tecniche: non vengono neanche 
indicate le frequenze orizzontali aggan- 
ciate o i limiti della banda video. 

L’aspetto esterno è piacevole, anche se 
non particolarmente accattivante: come 
colore è stato adottato il bianco panna ti- 
pico del 1200 e del 4000 Tower. La base 
basculante funziona egregiamente e lo 
schermo da 14” non è piatto, ma bomba- 
to, anche se non in maniera esagerata. 
Anche gli angoli dell’area visibile dello 


E.C. Klamm 


Il monitor stereo da 14” di AT 



schermo appaiono piuttosto arrotondati. 
Per le radiazioni è conforme alle specifi- 
che MPR 2 e per quanto riguarda le fre- 
quenze agganciabili, è in grado di 
variare fra i 14 e i 38 kHz (lo si de- 
duce dal nome, se non altro): ciò 
è sufficiente per agganciare con- 
venientemente tutti i modi grafici 
Amiga. I limiti del 1438 emerge- 
rebbero solo di fronte a una sche- 
da grafica a 24 bit, per esempio la 
CyberVision che è capace di rag- 
giungere frequenze orizzontali 
praticamente doppie rispetto a 
quelle consentite dal 1438S. Si 
tenga presente comunque che 
monitor capaci di agganciare tutte 
le frequenze di una scheda come 
quelle sono relativamente costosi 
anche se prodotti dai peggiori 
produttori di Taiwan. 

In più il monitor comprende un 
amplificatore stereo integrato e 
due altoparlanti laterali. 


miga alla porta video di 1200 
o 4000 e il connettore audio ai 
connettori RCA di Amiga. Si 
noti che il monitor non richiede 
l’adattatore VGA perché di- 
spone appunto di connettore a 
23 poli. Se si volesse collega- 
re tale monitor a un compu- 
ter o a una scheda grafica 
con connettore VGA a 9 poli, 
si dovrebbe ricorrere a un 
apposito adattatore che co- 
munque non è presente nella 
confezione. L’alimentazione 
può essere prelevata dal 
4000 (o altro computer), che 
sia dotato di presa passante, 
oppure direttamente dalla rete 
elettrica mediante la prolunga 
inclusa. 


Controlli 

controlli del monitor sono 
piuttosto limitati: interruttore di 
accensione con led, ampiezza 
verticale, fase orizzontale, lumi- 
nosità, contrasto e volume. 
Manca la fase verticale, l’am- 
piezza orizzontale e la saturazione del co- 
lore. Se volessimo alzare il livello delle no- 



Limbiate (MI), 


Nome: 

Amiga M1438S 

Produttore: 

Amiga Technologies 

Distribuito da: 

New Video, via Turati 1 8, 
tei. 02-99056649 

Prezzo: 

L. 650.000, IVA compresa 


Giudizio: 
molto buono 

Pro: 

aggancia tutte le frequenze Amiga, non richiede 
adattatore VGA 


Installazione 

È semplicissima, basta collegare 
il connettore a 23 poli standard A- 


Contro: 

controlli limitati, assenza memorie digitali 

Configurazione della prova: 

A4000 Tower, 1 200 base 


3 O Amiga Magazine n° so/luguo/agosto i 996 






stre esigenze, potremmo citare l’assenza 
di controlli sulla distorsione deH’immagi- 
ne, di memorie digitali capaci di “ricorda- 
re” la configurazione associata a un de- 
terminato segnale e magari anche qual- 
che controllo ulteriore suH’uscita audio o 
preziosismi come una presa cuffia fronta- 
le. 

Il funzionamento con Amiga è comunque 
più che accettabile: il monitor aggancia 
perfettamente tutti i modi video prodotti 
dai driver standard compreso il Super72 
Super Hires Lace che consente sul 4000T 
in overscan uno schermo da 912x628 a 
72 Hz interlacciati. Esistono poi, nel mon- 
do Shareware, monitor particolari, ottenuti 
con il programma Moned (apparso anche 
a suo tempo su un disco di Amiga Maga- 
zine), che consentono di ottenere schermi 
a frequenze leggermente più alte. L’im- 
portatore italiano ci ha mostrato alcuni 
monitor ottimizzati per Scala e per il 
1438S cui sta lavorando. 


Conclusioni 

Nell’uso il 1438S ha dimostrato di funzio- 
nare secondo le aspettative. All’inizio bi- 
sognerà regolare la posizione dei vari 
schermi mediante il programma Preferen- 
ces Overscan, agendo eventualmente an- 
che sui nuovi gadget che permettono di 
spostare lo schermo nelle quattro direzio- 
ni (disponibili solo con alcuni modi video), 
ma una volta salvate le preferenze si do- 
vrà eventualmente intervenire solo sui 
controlli manuali del monitor per centrare 
l’immagine. Anche i modi DbIPAL e D- 
blNTSC, che su molti monitor lasciano 
ampie bande nere laterali, riescono a co- 
prire in buona misura lo schermo. La cita- 
ta assenza di certi controlli, quindi, non si 
avverte più di tanto, almeno finché si usa 
il monitor con il 1200 o con il 4000, con i 
quali si integra perfettamente. 

La mancanza di memorie digitali costrin- 
ge tuttavia a piccoli interventi di correzio- 


ne della centratura dell'Immagine o 
dell’ampiezza verticale ogni volta che si 
passa da uno schermo di un certo tipo a 
uno schermo di un altro tipo (da PAL a 
Productivity, per esempio). Il monitor si è 
dimostrato particolarmente veloce nell 'ag- 
ganciare le varie frequenze e anche silen- 
zioso al momento della sincronizzazione. 
In conclusione, se non avete in previsione 
l’imminente passaggio a schede grafiche 
da 1.200x1.076 a 24 bit e volete una 
compatibilità assoluta con i modi grafici 
Amiga (con lo schermo di boot, con quel- 
lo del Guru, con i giochi e il video, con il 
monitor Super72), il 1438S è un prodotto 
in grado di soddisfare le vostre esigenze 
che sostituisce adeguatamente il vecchio 
Commodore 1942. Nel caso vogliate u- 
sarlo con un genlock o qualche altro pro- 
dotto video che generi un segnale PAL 
da inviare al monitor, è bene verificarne la 
piena compatibilità prima di procedere 
all’acquisto. ▲ 



:on ri prodotti 





£T 



Munchen - Germania 


SIRIUS GENLOCK 


’ 2 ingressi : Y-C e composito 
» 2 ingressiggudio gj 
» Chroma-tfjv 
> Alpha chaftnel 

1 Dissolvenza manuale e automatica (0-20 sec.) 

' Controllo manuale e software (Scala MM400) 

' Generatore di barre integrato 
' Controlli digitali (colore, contrasto, luminosità) 

* Banda passante: composito 4 MHz, Y-C 5,5 MHz 



I MACHINE 
RISI 


3/ 


> reaie a 24 bit 


Ingressi e u^ite Y-C e composito 

Digitalo .e visualizza in tempo i 

Registrazione d* $eqwenz§ xkto sa hard disk 
E d i ti ng dette sSCfòenze 
duìo EX péri 


1 Modu 


rfà MM4GQ 


NEPTUN GENLOCK 

ingressi Y-C e composito 
«^Alpha channel 

• Dissolvenza manuale e automatica (0-20 sec.) 

• Controllo manuale e software (Scala MM400) 

• Controlli colore, contrasto, luminosità 




u 


TBC-ENHANCER 

Ingressi Y-C e composito, Blackburst 
Uscite Y-G, composito, RGB, Y-U/V, Bjackburst 
Controlli colóre, contrasto, luminosità, M§t: . \\ 

Regolazione H-Phase, subcarrier 
Funzioni: fermo immagine, filtro di rumore, TBC 
Banda passante, composito 4 MHz, Y-C 5,5 MHz 


CAVIN 

CentifoSté*** 
di montaggio video 
(CTRL-L, Panasonic, 
RS 232, RS 422} 







Cla*sV De^dopment 


I PRODOTTI ELENCATI SONO DISPONIBILI 
CON SOFTWARE E MANUALE IN ITALIANO 


Chiamateci per le eccezionali offerte bundle 
cea X-DVE 2.0, Power Titler, Scala Multimedia 




Gti&GOlsCrtj&C&CtQC 

D/strièutore egcbsiu-o per i'/tafra 



N° 80/LUGUO/AGOSTO 1 996 AMIGA MAGAZINE 3 1 


GENIUS POWERTAB 


D iciamoci la verità: chi di 
noi non si è sentito quan- 
to meno a disagio la pri- 
ma volta che ha utilizzato un 
mouse con un computer, spe- 
cialmente dovendolo usare 
per disegnare? Sono ormai di- 
versi secoli che la mano 
dell’uomo si è abituata a usa- 
re sottili forme cilindriche per 
tracciare segni e forme, a 
partire dagli scriba egiziani. 

Ciò non di meno, nella no- 
stra era tecnologica e com- 
puterizzata, abbiamo dovuto 
adattarci a usare un’impro- 
babile forma che servisse al- 
lo stesso scopo. 

D’altra parte, contemporanea- 
mente all’affermazione di un’in- 
terfaccia grafica gestita con il 
mouse, molti produttori hanno 
risposto al desiderio naturale 
degli utenti di poter usufruire di 
uno strumento alternativo più 
conforme alla tradizione, pro- 
ducendo tavolette elettromagnetiche cor- 
redate da penne e mouse particolari che, 
posizionati sulla superficie, inviano se- 
gnali al computer solitamente tramite la 
porta seriale. Questi segnali possono es- 
sere semplici valori riferiti alle coordinate 
per lo spostamento del puntatore (emula- 
zione mouse), ma in alcuni modelli pres- 
sure sensitive , unitamente a programmi 
che sappiano interpretare correttamente 



Diego Gallarate 


Una 



“geniale” alternativa al mouse 
e alla tastiera 


questo segnale, anche la pressione più o 
meno accentuata della penna può modifi- 
care l’ampiezza del segnale, simulando 
molto efficacemente l’effetto di un pennel- 
lo o di un pastello morbido. 

Inoltre, la griglia elettromagnetica conte- 
nuta nella tavoletta può raggiungere ele- 
vati valori di densità, calcolati in LPI (linee 
per pollice) come per la stampa e, usan- 
do uno speciale mouse con un mirino tra- 
sparente, il sistema si trasforma 
in un eccellente digitalizzatore 
manuale: basterà, infatti, porre 
un disegno sulla tavoletta, sotto 
l’apposito foglio trasparente e 
ripercorrere i suoi contorni per 
copiarlo sullo schermo. Nel ca- 
so della Genius PowerTab si 
raggiungono 2.540 LPI, una ri- 
soluzione molto elevata che ga- 
rantisce un’alta precisione di 
lettura del movimento e di con- 
seguenza copie molto accura- 

Le maschere per i programmi 
PPaint 6.4 e DPaint V sono 
complete e funzionali ; tutti i colori 
e i caratteri utilizzati sono 
modificabili a piacere. 


te; questa caratteristica per- 
mette inoltre l’individuazione 
molto precisa di piccole zo- 
ne che permettono di creare 
pulsanti e gadget che posso- 
no corrispondere a pulsanti e 
gadget presenti in un pro- 
gramma Amiga: ciò consente 
di pilotare un programma sen- 
za “muoversi” dalla tavoletta 
grafica. 

La tavoletta, dunque, non è 
soltanto uno strumento da ag- 
giungere al mouse per il con- 
trollo del computer, ma riesce 
a sostituirlo completamente, 
ampiandone le funzioni e può 
costituire una scelta necessa- 
ria per chi ha difficoltà di coor- 
dinazione del movimento. 

Da anni ormai le tavolette gra- 
fiche sono piuttosto diffuse su 
altre piattaforme, meno su A- 
miga, nonostante le particolari 
doti grafiche. Power Compu- 
ting, con questo prodotto 
hardware di Genius (nato per computer 
MS-DOS) e il software per Amiga di cor- 
redo si ripropone di colmare questa lacu- 
na. 

Installazione 

Sulla grande confezione troviamo la dici- 
tura Genius NewSketch 1212HR con illu- 
strazioni di programmi CAD per PC; in 
realtà dentro la confezione il software di 



32 Amiga Magazine n° so/luguo/agosto i 990 






gestione per i PC non è presente e si tro- 
vano invece i programmi di Power Com- 
puting per la gestione della tavoletta 
(PowerTab) e la creazione interattiva delle 
maschere di gadget (template) che per- 
mettono di pilotare con la tavoletta pro- 
grammi Amiga (PowerTemplate). Tramite 
l’Installer standard questi verranno copiati 
su disco rigido in una directory di nostra 
scelta, assieme alla powertab. library, alla 
iff. library 22.2 e a tre maschere preconfi- 
gurate per Personal Paint 6.4, DPaint IV e 
V, con le relative immagini da stampare 
per la creazione delle maschere da inse- 
rire sulla tavoletta. 

La tavoletta, con una superficie utilizzabi- 
le di 12”x12” (30x30 cm), è ben costruita: 
nella parte posteriore troviamo il pulsante 
di accensione e di reset, il cavo seriale 
con uscita a nove poli e l’adattatore per la 
seriale di Amiga, la presa mini-din a otto 
poli per collegare alternativamente o il 
mouse a quattro tasti con mirino traspa- 
rente, per operazioni di precisione, o la 
penna a due tasti, per il disegno a mano 
libera, entrambi forniti. La parte superiore 
è coperta da un foglio di plastica traspa- 
rente incollato lungo il lato superiore, e il 
cui lato inferiore è fermato da due rettan- 
goli di velcro posizionati in appositi inca- 
vi: in questo modo sarà possibile disporre 
le maschere dei template o i disegni in 
modo preciso, mantenendo piana la su- 
perficie su cui scorrono il mouse o la pen- 
na. 

Alla presa andrà infine collegato il trasfor- 
matore, per fornire l’alimentazione alla ta- 
voletta, che andrà sempre accesa prima 
di attivare il programma di gestione. Due 
manuali in lingua inglese di circa venti 
pagine ciascuno, descrivono in dettaglio 
e con illustrazioni l’uso dei due program- 
mi. 

Configurazione 

Attivando gli appositi tooltype dell’icona, 
PowerTab può essere inserito nel casset- 
to WBStartup; in alternativa si potrà atti- 
varlo anche dopo l'avviamento del com- 
puter: PowerTemplate va invece aperto 
quando PowerTab non è attivo. L’inizializ- 
zazione della Genius è sempre in moda- 
lità di emulazione del mouse e si sosti- 
tuirà perciò del tutto a esso; per poter 
riattivare il mouse standard basterà pre- 
mere i tasti Ctrl-m; per modificare la com- 
binazione dei tasti, si deve accedere alla 
finestra di configurazione, premendo la 
combinazione di tasti Ctrl-w, anch’essa 
modificabile. 

Nella finestra di PowerTab potremo sele- 
zionare tutte le opzioni necessarie alla 
gestione della tavoletta; potremo creare 


differenti configurazioni, salvarle e cari- 
carle a piacimento. In questo modo si ha 
la possibilità di richiamare le maschere e i 
dispositivi necessari a un particolare pro- 
gramma, così come gli scritti macro a es- 
so dedicati. Una particolarità unica e mol- 
to interessante di questo sistema, infatti, 
sta nell’uso che PowerTab fa della porta 
ARexx: consente di registrare qualunque 
movimento e funzione del mouse come u- 
na macro, richiamabile e attivabile a pia- 
cere. 

Nel campo per la seriale potremo immet- 
tere dispositivi alternativi al serial. device 
di sistema, liberandoci da noiosi condi- 
zionamenti hardware. Un gadget di sele- 
zione permette di scegliere la velocità di 
comunicazione con la porta seriale. 
L’attivazione del mouse può essere ope- 
rata tramite l’apposito gadget ciclico; un 
secondo gadget permette di usare la 
penna o il mouse speciale. Accanto a 
questi due gadget per il controllo dell’e- 
mulazione, troviamo quattro gadget per la 
configurazione dei tasti del mouse o della 
penna; in quest’ultimo caso le funzio- 
ni sia del tasto sinistro che del destro 
potranno essere attivate dal puntale o 
dal tasto longitudinale. 

Più in basso si potrà selezionare il 
Template da usare. Per quanto ri- 
guarda le Macro l’utente potrà defini- 
re il numero massimo di azioni da re- 
gistrare e il percorso dove registrare i 
file. 

Compaiono ancora gadget per na- 
scondere la finestra principale e per 
aprire o chiudere le finestre LookUp e 
Macro: la prima è molto utile per veri- 
ficare l’esattezza del posizionamento 
dei pulsanti sulla tavoletta. Spostando 
infatti la penna o il mouse sopra un’area 
specifica nella maschera previamente 
stampata e inserita sulla tavoletta, in 
un campo apposito della finestra 
LookUp apparirà il nome del bottone 
corrispondente, permettendo così di 
verificare se la dimensione e la risolu- 
zione usata in stampa sono appro- 
priate rispetto alla risoluzione dello 
schermo e della tavoletta. Questo 
rapporto può essere modificato trami- 
te la procedura di calibrazione, che 
aprirà un’apposita finestra. I file delle 
diverse maschere contengono due 
valori: uno è generato in modo prede- 
finito conformemente alla dimensione 
della maschera e il secondo è creato 
usando questa finestra. Raramente 
questa calibratura sarà necessaria e solo 
nel caso la maschera sia stata stampata 
con dimensioni diverse da quelle proget- 
tate: generalmente sarà sufficiente attiva- 


re il pulsante Default per ottenere l’alli- 
neamento corretto. 

Uso 

Inizialmente si prova una sensazione par- 
ticolare usando la Genius al posto del 
mouse: essa infatti adotta un sistema “as- 
soluto” di coordinate, per cui una deter- 
minata posizione sulla sua superficie, cor- 
risponde a un punto sullo schermo: non 
basterà allontanare la penna e riposizio- 
narla per riprendere il movimento dall’ulti- 
mo punto “registrato”, come invece avvie- 
ne alzando il mouse o con altre tavolette, 
quali la Calcomp o la Wacom, le quali 
hanno la possibilità di usare anche coor- 
dinate “relative”. 

Un altro limite di questa tavoletta è l’im- 
possibilità di interpretare la quantità di 
pressione esercitata con il puntale per e- 
mulare pennelli e pastelli “reali”. Anche il 
collegamento della stilo tramite un cavo 
non ci sembra la scelta ideale: il movi- 
mento risulterebbe meno impacciato con 
una penna a batteria. 




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La finestra principale di configurazione 
di PowerTab permette di attivare la 
finestra di gestione degli scritti Macro... 



...così come le finestre LookUp e di 
calibratura per verificare Vesatto 
allineamento della maschera sulla 
tavoletta. 


N° 80/LUGUO/AGOSTO 1996 AMIGA MAGAZINE 33 





Il potente programma PowerTemplate 
consente di editare o di creare exnovo le 
maschere utilizzabili con qualsiasi 
programma, anche con il Workbench, 
definendo aree e bottoni. 


Dopo aver caricato una maschera, sarà 
necessario stamparla, assegnando a ogni 
elemento un colore appropriato , per 
poterla poi utilizzare con la tavoletta 
grafica Genius. 


Detto questo, va rilevato che il fun- 
zionamento della tavoletta è eccel- 
lente sia per la velocità che la flui- 
dità di tracciatura, anche su schermi 
ad alta risoluzione. Ma il vero punto 
di forza è la possibilità di creare e u- 
tilizzare le maschere: con queste ci 
potremo scordare gadget e menu, 
concentrando unicamente tutta la 
nostra attenzione sulla tavoletta e u- 
sando il monitor per controllare il ri- 
sultato. 

Se si vuole utilizzare la Power Tab 
con DPaint o Personal Paint, la prima 
cosa da fare sarà quella di stampare su 
carta la maschera che andrà poi collo- 
cata sotto al foglio trasparente. Per farlo 
dovremo usare necessariamente il pro- 
gramma Power Tempiate avendo 
collegato il mouse speciale alla ta- 
voletta. Attivato il programma e pre- 
mendo il tasto 2 del mouse si potrà 
caricare una delle maschere fornite; 
fatto ciò, tramite il menu Template/E- 
dit si dovrà definire il percorso della 
directory che contiene le immagini 
incluse nella maschera e associate 
ai sìngoli pulsanti. Attivando poi la fi- 
nestra di stampa avremo modo di 
definire importanti opzioni, tra le quali 
la dimensione del foglio o la risoluzio- 
ne: potremo per esempio stampare la 
maschera di 30x30 cm su quattro fogli 
A4 che andranno poi tagliati e incolla- 
ti, oppure su un singolo foglio A3; sarà 
anche opportuno creare una palette di 
colori caricabile tramite l’apposito reque- 
ster, con cui potremo differenziare per 
contrasto e colore i diversi elementi: 
pulsanti, aree, titoli e diciture; potremo 
anche personalizzare, oltre alle imma- 
gini, anche i caratteri e lo spessore 
delle lìnee che racchiudono ì pulsanti 
e le aree specifiche, così come le 
spaziature. Fattore critico è la risolu- 
zione di stampa, che è strettamente 
legata alla quantità di memoria chip 
disponibile, a causa del sistema di 
conversione scelto dal programmato- 
re; abbiamo ottenuto ottimi risultati an- 
che con una risoluzione di 90 DPI. 
Power Tempiate è un programma di 
grande interesse che supera i confini 
della grafica: con esso potremo defi- 
nire aree e pulsanti, identificabili da 
immagini o testo, assegnando loro 
funzioni di ogni tipo, quali comandi 
DOS o scritti ARexx. Così potremo 
creare una sorta di alternativa a pro- 
grammi come ToolManager, gestita com- 
pletamente dalla tavoletta: il vantaggio 
sarà anche la possibilità di visualizzare 
sulla maschera della tavoletta tutte le op- 


§CH£DA PRODOTTO 

Nome: 

Power Tab 

Produttore: 

Power Computing Ltd 

Distribuito da: 

DB-Line Srl, via Rimembranze 26/c, 

Biandronno (VA), tei. 0332/768000 

Prezzo* 

L 499.000, IVA inclusa 

Giudizio: 

ottimo 

Configurazione richiesta: 

qualsiasi modello di Amiga 

Pro: 

ergonomia d'uso, velocità e precisione di tracciatura, 
grande possibilità dì configurazione e creazione 
di maschere, integrazione con i programmi, 
possibilità di registrazione delle operazioni come 
Macro riutilizzabili, prezzo competitivo 

Contro: 

la tavoletta non è pressure sensitive, la penna ottica è 
dotata di cavo, manuali in inglese 

Configurazione della prova: 

Amiga 4000/40, 38 Mb RAM, scheda grafica 
Retina 23 

zioni, lasciando lo schermo compieta- 
mente libero; nel caso poi di programmi 
3D dove si hanno innumerevoli livelli ge- 
rarchici, la possibilità di sviscerarli com- 
pletamente, rendendoli accessibili diretta- 
mente, va valutata molto positivamente. 

Presto sarà disponibile agli utenti regi- 
strati un nuovo tempiate per LightWave e 
altri sono in lavorazione. 

Infine, la possibilità di registrare i movi- 
menti e le operazioni del mouse trova infi- 
nite applicazioni con i più diversi pro- 
grammi. 

Condusioni 

L’uso della tavoletta grafica non è molto 
diffuso tra gli utenti di computer, ormai 
condizionati dal mouse: a nostro parere la 
Power Tab Genius, sebbene sia un pro- 
dotto destinato principalmente ai grafici, 
potrebbe divenire un accessorio molto u- 
tile anche a chi usa Amiga in altri campi, 
grazie alle vaste possibilità di configura- 
zione. 

I programmi PowerTab e PowerTemplate, 
sebbene pecchino forse un po’ di gio- 
ventù, sono infatti alla versione 1.0 e sono 
comunque molto curati, sia graficamente 
che nel funzionamento. La dimensione e il 
corredo della Genius Power Tab, infine, 
giustificano più che ampiamente il prez- 
zo, che risulta molto competitivo qualun- 
que sia la piattaforma hardware conside- 
rata. A 



Ogni bottone può attivare funzioni 
e menu di un programma, così come 
comandi DOS o scritti ARexx, 



34 Amiga Magazine n'- somiglio/ agosto i 990 



TCP/IP 


Un esempio di programmazione (parte II) 


Georg Campana 


Come già anticipato nella prima parte, per la programma- 
zione di un client TCP/IP possiamo scegliere principal- 
mente tra due vie: la programmazione mediante ARexx 
usando il device logico TCP:, oppure quella in C, utiliz- 
zando la libreria shared bsdsocket. library (ma nessuno 
vieta di usare il linguaggio E o qualsiasi altro linguaggio 
in grado di gestire le librerie shared Amiga). 

Gli strumenti 

Per prima cosa, è ovvio che bisogna avere AmiTCP instal- 
lato e possedere un accesso a Internet (o due macchine 
in rete) per poter testare quanto si programma. 

In secondo luogo, va sottolineato che costruire un client 
usando ARexx è molto facile, dato che basta un semplice 
text editor, mentre in C è necessario anche un compilato- 
re, senza dimenticare che bisogna installare i vari file 
header e librerie. 

Per chi ha intenzione di programmare in C è indispensa- 
bile installare il developer kit “AmiTCPsdk_xx.lha” dove 
xx indica il numero di versione. Quest’ultimo è reperibile 
generalmente nella stessa directoy di AmiTCP. Anche chi 
ha intenzione di programmare in Arexx dovrebbe co- 
munque dare un’occhiata a questo archivio perché con- 
tiene numerosi suggerimenti. 

Il kit in questione non contiene nessuno script di installa- 
zione, ma per un’installazione completa basta dare come 
destinazione di decompressione la directory AmiTCP:. A 
questo scopo sono necessari almeno 1,8 Mb liberi su di- 
sco. 

Tutti gli include si troveranno nella directory AmiTCP :ne- 
tinclude/, è necessario quindi, al momento della compila- 
zione, avvertire il compilatore di cercare i file include an- 
che in questa directory. Per fare questo, se si usa il SAS 
C, basta aggiungere alla linea di comando di “se” la voce 


“IDIR=AmiTCP:netinclude” oppure, per chi usa SCOp- 
tions, andare nelle “Compiler Options” e aggiungere con 
Add la nuova directory. 

I protocolli 

Ora che abbiamo tutto il necessario per programmare e 
ci troviamo con il nostro editor davanti, dobbiamo deci- 
dere cosa programmare, ossia il protocollo da implemen- 
tare. I protocolli client-server esistenti per Internet sono 
ormai una miriade e vanno dal più semplice “finger” al 
più complesso client per videoconferenza. Abbiamo già 
detto che questi protocolli sono descritti nei famosi RFC. 
Come anticipato nella scorsa puntata useremo come 
esempio i protocolli di gestione della posta elettronica. 

Vediamo, molto semplicemente, in che cosa consiste lo 
scambio di posta elettronica, per capire come mai, spes- 
so, servono due protocolli diversi per la trasmissione 
(SMTP) e per la ricezione (POP3). 

Assumiamo che un utente di un certo calcolatore “A” col- 
legato alla rete (Internet) voglia mandare un e-mail a un 
altro utente su di un altro computer “B” collegato anche 
questo a Internet. “A” possiede un programma client 
SMTP che cerca di collegarsi al server SMTP del compu- 
ter B. Una volta connesso, il client indica che ha un mes- 
saggio per il destinatario specificato e il server, se il desti- 
natario esiste, dice che è pronto ad accogliere il messag- 
gio per metterlo nella mailbox (un normale file) appro- 
priata. A quel punto il client spedisce il messaggio, rin- 
grazia e chiude il collegamento. 

Fin qui sembra molto semplice, ma ci dimentichiamo che 
la maggior parte di noi ha un collegamento a Internet di 
tipo dialup. Questo significa che si è collegati a Internet 
occasionalmente, visto che si utilizza la rete telefonica 
commutata. Torniamo allora all’esempio precedente, ma 
assumiamo questa volta che il computer B abbia un ac- 
cesso saltuario e che proprio nel momento in cui A cerca 
di collegarsi B non sia collegato. “A” non riuscirebbe a 
collegarsi con B e non potrebbe spedire il messaggio. 


l<> A 


35 



□n 


trans 


La soluzione sta nel fatto che l’indirizzo di posta elettro- 
nica di B non è affatto quello della macchina del destina- 
tario, bensì quello del suo provider, ossia di una macchi- 
na che ha un collegamento costante con Internet. Il client 
di A si collega quindi con il server che gira sul provider 
di B e spedisce lì il suo messaggio. 

Ma come fa B a leggere la propria posta? Ecco che arri- 
viamo al secondo protocollo: POP3, che sta per Post Of- 
fice Protocol, mentre il 3 indica la versione. 

Mediante il protocollo POP il nostro computer, o 
nell’esempio B, quando si collega al proprio provider è 
in grado di richiedere la posta che è arrivata in sua as- 
senza. In pratica viene attivato un client POP che apre 
una connessione con la porta 110 (che è appunto quella 
assegnata al POP) del server-POP sul provider. 

Dei due protocolli esamineremo e useremo a scopo di- 
dattico proprio il POP3, sia per la sua semplicità, sia per 
la possibilità di sperimentarlo direttamente con il proprio 
provider. Per quanto riguarda il citato SMTP, vi invitiamo 
a leggere il relativo RFC. Infatti, una volta che si è appre- 
so il meccanismo per implementare un client AmiTCP, 
l’unica cosa necessaria per implementarne un altro è do- 
cumentarsi sul protocollo. 

Request For Comments 

I vari RFC sono reperibili sia sui già citati CD-ROM Inter- 
net-Info della Walnut Creek sia, ovviamente, direttamente 
su Internet all’indirizzo http://ds.internet.net/ds/ (oltre 
che su altri numerosi mirror). 

Quando un protocollo viene rivisto o ulteriormente svi- 
luppato riceve un nuovo numero di RFC. L’ultima revisio- 
ne esistente di RFC relativa al POP3 è PRFC1725 (che tro- 
verete sul disco che accompagna la rivista), ma per i no- 
stri scopi si può fare benissimo riferimento ai più datati 
RFC 1460, 1225 e 1081. 

Consigliamo comunque di dare un’occhiata alFindice de- 
gli RFC, che si trova nel file “rfc-index”. Vi si possono 
trovare tutti i documenti standard che regolano il funzio- 
namento di Internet, compresi i nameserver, il TCP e l’IP. 
Un documento di particolare rilievo è l’RFC 1117 (va be- 
ne anche l’RFC 1062) che contiene tutti i numeri assegna- 
ti di Internet. In questo file si trovano per esempio tutti i 
numeri di porta assegnati ai vari servizi di Internet (vi ri- 
cordate dei socket?). 

Post Office Protocol 3 

Passiamo dunque a una trattazione sommaria del proto- 
collo POP3, per cercare di implementare un client mini- 
mo di esempio, in grado di controllare se nella nostra ca- 
sella è presente della posta oppure meno. Assumiamo 


quindi di avere già operativa la connessione tra il nostro 
client e il server remoto POP3. Più avanti spiegheremo 
come attivare tale connessione. 

Appena connessi, il server ci saluta con una riga di nor- 
mali caratteri ASCII del tipo: 

+OK POP3 server ready on Sun Sparcstation . . . . [CRLF ] 

dove CR sta per Carriage Return e LF per Line Feed. 
Questi due caratteri indicano, in questo protocollo, la 
funzione di “fine riga-a capo” che, come molti sapranno 
su Amiga è rappresentato da un solo carattere. 

La prima parola “+OK” indica al nostro client che il ser- 
ver ci offre la sua disponibilità, ci avrebbe anche potuto 
rispondere con una riga come questa: 

-ERR POP3 server not available for maintenance [CRLF] 

anche in questo caso la risposta negativa è rilevabile dal- 
la prima parola “-ERR”. Queste due parole sono le uniche 
due che il server POP3 usa per rispondere alle nostre ri- 
chieste. Sarà sufficiente quindi controllare, dopo l’invio di 
una richiesta, questa risposta per capire se è stata accolta 
o meno. In un’implementazione minima basterà addirittu- 
ra controllare solo il primo carattere che sarà sempre solo 
“+” o 

Se il server ci saluta alla connessione con un +OK, il no- 
stro client può procedere. In questo momento il nostro 
client si trova in uno stato di autenticazione. Questo vuol 
dire che il server, prima di farci accedere alla nostra ca- 
sella postale ha bisogno di capire chi siamo ed essere si- 
curo della nostra autenticità (ossia che non ci spacciamo 
per qualcun’altro). A questo scopo il nostro client invia la 
riga di comando: 

USER nomelogin [CRLF] 

dove nomelogin rappresenta chiaramente il nome che ci 
è stato assegnato per accedere al server POP. Anche le 
righe inviate dal client devono terminare con la sequenza 
di caratteri CRLF (attenzione quindi in fase di program- 
mazione). Il server ci risponderà sempre con una risposta 
positiva se la login inviata è accettata oppure negativa se 
non lo è. Una risposta tipica può essere: 

+OK Hello nomelogin. There's mail for you [CRLF] 

Chiaramente il client dovrà far caso solo alla prima paro- 
la per capire se la richiesta è stata accettata; il resto della 
riga può essere ritenuto interessante solo se letto da una 
persona in carne e ossa, visto che può cambiare da siste- 
ma a sistema. 

Una volta ottenuta una risposta negativa, il client può 
procedere con l’autenticazione inviando la password con 


< > 


] 


36 



□ 


□ 


trans 


Acrmi 


S: (è in attesa di una comunicazione sulla porta 110) 
C: (si collega alla porta 110 del server e stabilisce il 
canale) 

S: +OK POP3 server ready on Sun Sparcstation 
C: USER pippo 
S: +OK 

C: PASS sfd343n23 

S: +OK user accepted, hello pippo welcome in your 
maibox 
C: STAT 
S: +OK 1 450 
C: RETR 1 

S: +OK dot will mark thè end 
S: (seguono le righe del messaggio) 

S: . 

C: DELE 1 

S: +OK message mark ed as deleted 
C: QUIT 

S: +OK updating, your mailbox is empty 
C: (chiude la connessione) 

S: (si rimette in attesa sulla porta 110) 

Fig. 1 - Una tipica sessione POP3- 


il comando: 

PASS miapassword [ CRLF ] 

Non c’è bisogno a questo punto di descrivere come si fa 
a capire se la password è stata accettata. Il meccanismo è 
sempre lo stesso. 

Una volta superata con successo la fase di autenticazio- 
ne, il nostro client ha finalmente a disposizione una serie 
di comandi da usare per manipolare la posta presente 
nella sua casella postale. Vediamo brevemente quelli 
principali: 

STAT restituisce una statistica sulla mailbox. Per esem- 
pio: 

+OK 3 650 

dove il primo numero indica quanti messaggi sono pre- 
senti e il secondo la dimensione totale espressa in byte. 

LIST [nrmsg] mostra una lista delle dimensioni dei mes- 
saggi in casella. Per esempio: 

+OK 3 messages (650 octects) 

1 230 

2 120 
3 300 

Il primo numero indica il numero del messaggio, il se- 
condo la dimensione; la fine della lista è identificata da 
un punto come primo carattere di una riga. Indicando un 


numero si ottengono delle informazioni solo su quel 
messaggio. 

RETR nrmsg (Retrieve) restituisce il messaggio specifica- 
to. Anche in questo caso la prima riga indica l’esito della 
richiesta, se questo è positivo seguono le righe del mes- 
saggio. La fine del messaggio è raggiunta quando si in- 
contra un punto nella prima colonna. 

DELE nrmsg (Delete) indica di cancellare il messaggio 
specificato. Se il numero è valido il server risponderà con 
un messaggio del tipo: 

+OK message 2 deleted 

In realtà il messaggio viene solo marcato come cancella- 
to, la cancellazione vera e propria avverrà solamente 
quando il client chiuderà il collegamento. 

RSET: (Reset) grazie a questo comando tutti messaggi 
che sono stati marcati come cancellati con DELE verran- 
no riportati nello stato di “non cancellati”. 

NOOP (No Operation) il server risponde solamente con 
un messaggio positivo “+OK 

In qualsiasi stato ci si trovi, si può dare il comando 
QUIT, che chiude la sessione client-server. Quando que- 
sto viene dato dopo aver superato l’autenticazione si ha 
l’aggiornamento della mailbox; tutti i messaggi marcati 
come cancellati verranno effettivamente cancellati, men- 
tre gli altri eventualmente rimasti verranno rinumerati. 

Una tipica sessione client-server POP3 può essere quella 
indicata in figura 1, dove con “S:” si indica un trasferi- 
mento di dati dal server al client e con “C:” il contrario. È 
sottointeso che le righe finiscono con la sequenza CRLF. 

Ora che abbiamo visto la sintassi del protocollo possiamo 
cominciare a implementarlo. Quello che ancora non sap- 
piamo è come stabilire la connessione con il server e co- 
me mandare e ricevere dati da questo canale. 

Il device TCP: 

AmiTCP monta alla partenza un device logico di nome 
TCP:. Questo device è del tipo stream e assomiglia mol- 
tissimo alla console CON:, alla seriale SER: o a PIPE:. Co- 
me questi, anche TCP: accetta dei parametri che vanno 
scritti come se si trattasse di un path. Provate a scrivere 
per esempio in una Shell “list >CON:10/10/300/200/Pro- 
va/WAIT/CLOSE” e vedrete apparire una nuova finestra 
che riporta l’output del comando List. In pratica List è 
stato rediretto sul device logico CON:, le cui opzioni ap- 
paiono subito dopo “CON:”, separate dalla barra (“/”). In 
questo caso compaiono le coordinate in alto a sinistra 
(x=10, y=10), le dimensioni (x=300, y=200), il nome della 
finestra (“prova”), il comando che inibisce la chiusura au- 


1 < > Ld 


37 




□ 




tematica della finestra (“WAIT”) e quello che richiede il 
gadget di chiusura (“CLOSE”). 

In pratica tale finestra viene vista come un file sequenziale 
aperto in scrittura. TCP: funziona esattamente allo stesso 
modo, solo che cambiano i parametri, infatti la sintassi in 
questo caso è “TCP:nomehost/porta”. Per connettersi a un 
ipotetico server POP3 che si trova all’indirizzo immagina- 
rio di “mbox.provider.it” dovremo scrivere 
“TCP:mbox.provder.it/110”. L’indirizzo può essere espres- 
so anche nella forma numerica, oppure mancare del tutto 
(per esempio “TCP:1024”), nel quale caso AmiTCP prende 
come indirizzo quello locale. Anche il numero della porta 
può essere espresso con il nome del servizio al quale ci si 
vuole connettere (“pop 3”), l’unica prerogativa è che si trat- 
ti di un servizio riportato nel file “AmiTCP:db/services”. 

Un esperimento utile da fare è quello di lanciare AmiTCP, 
aprire due Shell e scrivere nella prima: 

type TCP: 127 

e nella seconda: 

copy * TCP: localhost/127 

A questo punto potete scrivere nella seconda Shell qual- 
siasi cosa per poi vederla apparire nella prima appena 
premete Return. Cosa è successo ?. Nella prima Shell ab- 
biamo detto di visualizzare tutto quello che arriva alla por- 
ta 127 dell’ host locale, mentre nella seconda abbiamo 
scritto di copiare tutto quello che viene battuto nella porta 
127 del localhost. In questo modo è semplicissimo imple- 
mentare uno spartano chat a due con un vostro amico 
mentre navigate per Internet. 

Per fare questa prova è necessario che AmiTCP sia in fun- 
zione e che TCP: sia montato. Se volete fare delle prove 
con AmiTCP senza dovervi per forza collegare al vostro 
provider potete fare una copia dello script 
“AmiTCP :bin/startnet” (chiamandolo per esempio “local- 
net”) ed eliminare le righe relative alla configurazione 
deH’interfaccia. Ecco quello che dovrebbe rimanere: 

echo 

echo login: vostralogin 
AmiTCP :bin/login -f vostralogin 
AmiTCP : bin/ urna sk 022 
AmiTCP : AmiTCP 
WaitForPort AMITCP 

; Configure loop-back device 
AmiTCP :bin/ifconfig loO localhost 

setenv HOSTNAME ' AmiTCP: bin /host name" 

Assign TCP: Exists > NIL: 

IF Warn 


Mount TCP: from AmiTCP : devs/Inet-Mountlist 
Endlf 

ARexx 

Con ARexx è molto semplice aprire un device logico co- 
me se si trattasse di un file, senza dover andare a scomo- 
dare complicate librerie e compilatori. 

Su disco si può trovare l’ implementazione di un semplice 
client POP3 che si collega con il provider e si fa dire se 
c’è posta o meno. Per lanciarlo aprite una Shell e digita- 
te: 

rx getpopstat server vostralogin password 

dove server è l’indirizzo del server POP3 e gli altri due 
parametri sono il nome utente e la password con cui sie- 
te registrati presso il server. Il programma vi mostrerà il 
messaggio di saluto del server e, se tutto va bene, le sta- 
tistiche sulla vostra mailbox. 

Come si può notare osservando il listato, la connessione 
viene stabilita aprendo TCP: come un normale file. Sarà 
infatti il device logico a preoccuparsi di ricavare l’indiriz- 
zo dell’host ed effettuare la connessione alla porta speci- 
ficata. 

Appena collegati aspettiamo il saluto del server con il co- 
mando READLNO che fa proprio al caso nostro visto che 
ritorna solo quando incontra un carattere di fine linea, 
ovvero ci restituisce un’intera riga. 

Per spedire invece dei comandi al server usiamo WRI- 
TELN( ), che spedisce la stringa indicata ponendo in co- 
da il carattere di fine linea. Come si può notare, inseria- 
mo manualmente alla fine di ogni riga il carattere CR per 
rispettare la sequenza CRLF. 

Se volete fare degli esperimenti o espandere ulteriormen- 
te il programma senza usare il vero server POP 3, potete 
sostituire l’apertura di TCP: con l’apertura di una CON: 
(come indicato prima) cosi facendo, potrete simulare voi 
il server ingannando il vostro programma client. Una vol- 
ta che siete sicuri deH’implementazione, potete ripristina- 
re TCP: e fare la prova “dal vivo”. 

Conclusioni 

Ora che abbiamo visto il funzionamento base di Internet, 
un tipico protocollo client-server e come implementare, 
usando ARexx o il C, un semplice client, vi invitiamo a 
continuare lo studio delle altre numerose funzioni dispo- 
nibili nella libreria bsdsocket. library. La nostra trattazione 
ha avuto infatti lo scopo di suscitare curiosità nei nume- 
rosi programmatori Amiga e di fornire le prime fonda- 
mentali informazioni. Sta a voi proseguire il cammino. A 


< >A 


38 



□e 


□ 


trans i 


Texture mapping e Amiga 


Ottimizzazioni (parte IV) 


Alberto Longo 

Nella puntata precedente abbiamo studiato la procedura 
generica di texture mapping, sia da un punto di vista teo- 
rico che dal punto di vista un po’ più pratico. Tale proce- 
dura è in grado di generare una texture mapping pratica- 
mente perfetta, a meno di errori di approssimazione e di 
precisione. Purtroppo, la necessità di eseguire due istru- 
zioni di divisione per pixel ci toglie la possibilità di utiliz- 
zare tale procedura sulla maggior parte delle macchine. 

In questo articolo analizzeremo alcune possibili ottimiz- 
zazioni applicabili al free direction texture mapping, oltre 
alle ottimizzazioni che sono il risultato implicito di alcune 
limitazioni cui è stato fatto cenno nell’apertura del primo 
di questa serie di articoli. 

Ottimizzazioni del free direction texture mapping 

La strada più seguita nell’ottimizzare la procedura generi- 
ca di texture mapping, prevede l’uso di un qualche tipo 
di approssimazione. Questo significa che il risultato finale 
non sarà esattamente identico a quello della procedura 
generica, ma solo sufficientemente simile, e dipenderà 
strettamente dal tipo di prestazioni velocistiche che inten- 
diamo ottenere. 

Ricordiamo che, se il poligono viene tracciato per righe, 
il calcolo della coordinata u (e, in maniera analoga, della 
coordinata v) è una funzione dell’indice di colonna r. 


u = cl / c3 


dove: 


cl = p + r*Ha 
c3 = q + r*Hc 


e dove i valori di p e q sono assegnati all’esterno del ci- 
clo per r, per cui possiamo scrivere: 

u(r) = (p + r*Ha) / (q + r*Hc) 


Ora, invece di calcolare esattamente u(r) per ogni r, pos- 
siamo calcolare la funzione u' (r) costruita in modo tale 
da essere approssimativamente uguale a u(r) e in modo 
da essere calcolata molto più velocemente. La prima idea 
è quella di utilizzare una semplice funzione lineare: 

u' (r) = A + B*r 

Questo metodo viene chiamato “texture mapping bilinea- 
re”, in quanto la funzione utilizzata è lineare e i valori da 
approssimare sono due e, per utilizzarlo, è necessario 
calcolare u(r) nel punto iniziale e finale di ogni scanline: 

ul - u(first_col) 

u2 = u(last_col) 

Per semplicità supponiamo che la funzione u' (r) sia defi- 
nita da 0 a Qast_col - first_col ), invece che da fmt_col a 
last_col In questo modo, per calcolare i coefficienti A e 
B della funzione U' (r), dovremo risolvere il sistema: 

u' (0) = ul 

u'(last_col - first_col) = u2 
ottenendo il seguente risultato: 

a = ul 

B = (u2 - ul) / (last_col - first_col) 

Siccome r varia con passo costante, la funzione u'(r) 
può essere come al solito calcolata in maniera incremen- 
tale. La differenza tra u' (r+1) e u'frjè pari a B, quindi 
indipendente da r, mentre u ' (0) = A, per cui risulta suffi- 
ciente inizializzare la variabile u con il valore di A (ovve- 
ro ul ), e a ogni ciclo sommare B a u. Traduciamo tutto 
in pseudo linguaggio (si noti che abbiamo volutamente 
tralasciato ogni tipo di ottimizzazione, per evitare confu- 
sione): 


for s = first_row to last_row 
cl = first_col*Ha + Va*s + Oa 
c2 = first col*Hb + Vb*s + Ob 


]< > A 


39 




□e 


c3 = f irst_col*Hc + Vc*s + Oc 
len = last_col - first_col 

; Calcola i due valori di u(r) e v(r) 
ul = 256 * cl / c3 

vi = 256 * c2 / c3 

u2 = 256 * (len * Ha + cl) / (len * He + c3) 

v2 = 256 * {len * Hb + c2) / (len * He + c3) 

; Calcola i coefficienti del polinomio 
Au = ul 
Bv - vi 

Bu = (u2 - ul) / len 
Bv - (v2 -vi) / len 

u = Au 
v = Av 

for r = first_col to last_col 

WritePixel(r+160, s+100, texturef v] [u] ) 
u += Bu 
v += Bv 
endfor 
endfor 

Come si può notare, la fase. di inizializzazione del ciclo 
per r è diventata più complessa, a tutto vantaggio del ci- 
clo stesso che, essendo il più interno, viene eseguito il 
maggior numero di volte. 

L’eliminazione di due istruzioni di divisione ha portato 
un notevole aumento di velocità, affiancato purtroppo, 
come era lecito aspettarsi, da una notevole distorsione 
prospettica, dovuta alla grossolana approssimazione rag- 
giunta da una semplice funzione lineare. 

Utilizzando come funzione di approssimazione un poli- 
nomio di secondo grado, è possibile ottenere una mag- 
giore precisione e una distorsione prospettica di minore 
entità. Si parla in questo caso di “texture mapping biqua- 
dratico” e la funzione approssimante risulta essere del ti- 
po: 

u" (r) = A + B*r + C*r A 2 

Per calcolare i coefficienti A, B e C è questa volta neces- 
sario calcolare tre valori di u(r)\ 

ul = u(first_col) 
u2 = u(last_col) 

u3 = u((first_col + last_col)/2) 

Come si può notare, u3 è calcolato nel punto medio del 
segmento last_col - firstjcol. Sempre supponendo che la 
funzione u" (r) sia definita da 0 a ( last_col -first_col), do- 
vremo risolvere il sistema: 

u " ( 0 ) = ul 


u"(last_col - first_col) = u2 
u"((last_col - first_col) /2 ) = u3 

Come era lecito aspettarsi, questa volta il risultato è un 
po’ più complesso: 

len = lastcol - first_col 
K = 2 * (ul + u2 - 2*u3 ) 

A = ul 

B = ( u2 - ul - K) / len 
C = K / len"2 

Anche in questo caso la funzione u" (r) può essere calco- 
lata in maniera incrementale, ma non tanto semplicemen- 
te quanto nel caso precendente. Se infatti proviamo a 
calcolare la differenza u''(r+l ) - u" (r), otteniamo un ri- 
sultato dipendente da r: 

u" (r+l) - u" (r ) = 2*C*r + C + B - g(r) 

La soluzione consiste nel calcolare incrementalmente an- 
che la funzione g(r) appena ricavata. In questo caso, in- 
fatti, la differenza tra g(r+l) e g(r), risulta essere indipen- 
dente da r. 

g<r+l) - g(r ) = 2*C 

Riassumendo, per il calcolo incrementale del polinomio 
di secondo grado u"(r 9, è necessario inizializzare la va- 
riabile u con u" (0) = A = ul e le due variabili stepl e 
step2 rispettivamente con g(0) = C + B e con 2*C. A ogni 
ciclo, bisognerà poi effettuare le somme: u += stepl e 
stepl += step2 . 

Vediamo il tutto in pseudo linguaggio: 

for s = first_row to last_row 
cl = first_col*Ha + Va*s + Oa 

c2 = first_col*Hb + Vb*s + Ob 

c3 = first_col*Hc + Vc*s + Oc 

len = last_col - first_col 

; Calcola i tre valori di u(r) e v(r) 
ul = 256 * cl / c3 

vi - 256 * c2 / c3 

u2 = 256 * (len * Ha + cl) / (len * He + c3) 

v2 = 256 * (len * Hb + c2 ) / (len * He + c3) 

u3 = 256 * ( ( len/2 ) *Ha + cl) / ((len/2)*Hc + c3) 

v3 = 256 * {( len/2 )*Hb + c2 ) / (( len/2 )*Hc + c3) 

; Calcola i coefficienti e gli step 

; relativi a u 

Ku = 2 * (ul + u2 - 2*u3) 

Au - ul 

Bu = (u2 - ul - K) / len 
Cu = K / len A 2 


] < >A 


40 




□o 


ustepl = Bu + Cu 
ustep2 = Cu + Cu 

; Calcola i coefficienti e gli step 

; relativi a v 

Kv = 2 * (vi + v2 - 2*v3) 

Av = vi 

Bv = (v2 - vi - K) / len 
Cv = K / len'2 
vstepl = Bv + Cv 
vstep2 = Cv + Cv 
u = Au 
v = Av 

for r = first_col to last_col 

WritePixel(r+160 , s+100 , texture [v] [u] ) 
u += ustepl 
ustepl += ustep2 
v += vstepl 
vstep2 += vstep2 
endfor 
endf or 



Come si può notare, sia in questo pezzo di codice che 
nel precedente, tutte le operazioni effettuate sulla variabi- 
le u sono state estese alla variabile v senza alcuna modi- 
fica sostanziale. 

A questo punto, esaminiamo quali sono i risultati che si 
ottengono con le tre implementazioni studiate finora. In 
figura 1 è possibile osservare un poligono di forma qua- 
drata ottenuto con la procedura di texture mapping per- 
fetto (quella con due divisioni per pixel). Nelle figure 2 e 
3 è invece possibile osservare i risultati ottenuti rispetti- 
vamente con la procedura di texture mapping bilineare e 



Fig. 1 - Texture Fig. 2 - Texture Fig. 3 - Texture 
mapping perfetto, mapping bilineare. mapping biquadratico. 


Fig. 4 - Confronto tra i grafici delle funzioni u(r), u'(r) 
e u "(r). 

chiaramente che la funzione u' (r) non approssima bene 
u(r), compito che riesce un po’ meglio, ma non in ma- 
niera soddisfacente, a u" (r). 

Come è possibile fare di meglio? Una naturale estensione 
del discorso fatto finora ci porterebbe ad aumentare il 
grado del polinomio utilizzato per l’approssimazione, 
operazione che ci permetterebbe di ottenere una distor- 
sione prospettica notevolmente minore e, quindi, un ri- 
sultato finale decisamente soddisfacente. Il problema è 
purtroppo rappresentato dalla maggiore quantità di cal- 
coli necessari, soprattutto nella fase di inizializzazione del 
ciclo per r, per cui potrebbe essere più conveniente 
esplorare altre possibilità. 

Eseguendo alcuni esperimenti con le due approssimazio- 
ni appena presentate, si nota che la distorsione aumenta 
quando i poligoni da tracciare sono di grandi dimensioni 
e posizionati in modo da formare un angolo acuto con la 
direzione dello sguardo dell’osservatore. Questa osserva- 
zione suggerisce l’idea di migliorare la qualità dell’ap- 
prossimazione semplicemente suddividendo i poligoni 
più grandi in poligoni più piccoli. Per i poligoni di mino- 
ri dimensioni, infatti, la qualità dell’approssimazione è 
sempre più elevata. 


con quella di texture mapping biquadratico. La differenza 
di qualità salta subito all’occhio ed è inutile fare ulteriori 
commenti. 

Passiamo ora a esaminare la figura 4, molto interessante 
dal punto di vista teorico, in quanto propone il confronto 
tra i grafici delle funzioni u(r\ u' (r) e u" (r). Si nota 


La suddivisione in poligoni più piccoli deve essere effet- 
tuata “al volo”, cioè durante l’esecuzione del programma, 
perché necessaria solo per i poligoni di grosse dimensio- 
ni e che si trovano ad angoli, per così dire, poco felici. 
Inoltre, precalcolare le suddivisioni significherebbe au- 
mentare di molto il numero di poligoni da gestire, ruota- 
re e proiettare, situazione da evitare decisamente. 


1 < >A 


41 







□ B 


□ 


trans 


Una seconda e probabilmente migliore possibilità , consi- 
ste nel suddividere i trattini di pixel, calcolati tramite 
l’operazione di scan conversion descritta nella puntata 
precedente, invece che i poligoni. In questo modo, il cal- 
colo dei coefficienti dei polinomi utilizzati per T approssi- 
mazione, viene effettuato due o più volte per ogni tratti- 
no di pixel, riducendo l’errore e aumentando la qualità 
della resa finale. 

Per una spiegazione dal punto di vista analitico, si osser- 
vi la figura 5, che propone il confronto tra i grafici delle 
funzioni u(r), u' (r) e u"(r), nel caso in cui il trattino di 
pixel venga diviso in tre parti. Si nota chiaramente che la 
maggiore qualità dell’approssimazione è dovuta al fatto 
che i tre tratti del grafico di u(r) hanno una curvatura mi- 
nore. All’aumentare del numero di suddivisioni, la curva- 
tura di ogni tratto diminuisce sempre più e le funzioni 
a ' (r) e u"(r) approssimano sempre meglio u(r ). Ovvia- 
mente, la cosa più saggia da fare è utilizzare un numero 
di suddivisioni non troppo elevato (per evitare sostanzio- 
se perdite di velocità), ma tale che la qualità dell’appros- 
simazione sia soddisfacente. 

Un fattore da tenere in debita considerazione è il modo 
in cui suddividere i trattini. Suddividendo semplicemente 



Fig. 5 - Confronto tra i grafici delle funzioni u(r), u ' (r) e 
u "(r) con tre suddivisioni . 


in mezzi o in quarti, alcune suddivisioni risulteranno più 
lunghe di altre e, di conseguenza, la qualità dell’approssi- 
mazione sarà differente. Si può evitare questo facendo in 
modo che la maggior parte delle suddivisioni abbia la 
stessa lunghezza in pixel. Esaminiamo un’implementazio- 
ne in pseudo linguaggio (al solito, non ottimizzata) che 
utilizza l’approssimazione bilineare applicata a suddivi- 


sioni lunghe al massimo 32 pixel. La versione che utilizza 
l’approssimazione biquadratica è altrettanto semplice da 
realizzare, ed è lasciata per esercizio. 

; divlen = num. pixel massimo di ogni suddivisione 

;divisions = num. suddivisioni 

;remain = num. pixel dell'ultima suddivisione, 

; se minore di divlen 

divlen = 32 

for s = first_row to last_row 
cl = first_col*Ha + Va*s + Oa 

c2 = f irst_col*Hb + Vb*s + Ob 

c3 = first_col*Hc + Vc*s + Oc 

len = last_col - first_col 
divisions = int(len / divlen) 
remain = len - divisions * divlen 
ul = 256 * cl / c3 
vi « 256 * c2 / c3 
r = first_col 

? Traccia tutte le suddivisioni di 
; lunghezza pari a divlen 
for dd ■ 1 to divisions 
cl += (Ha * divlen) 
c2 += (Hb * divlen) 
c3 += (He * divlen) 
u2 = 256 * cl / c3 
v2 = 256 * c2 / c3 
Bu = (u2 - ul) / divlen 
Bv = (v2 -vi) / divlen 
u = ul 

v = vi 

for k = r to r + divlen - 1 

WritePixel (k+160 , s+100 , texture [ v] [u] ) 
u += Bu 
v += Bv 
endfor 

r = k 
ul = u2 

vi = v2 

endfor 

; Traccia l'ultima suddivisione della riga 
if remain>0 

cl += (Ha * remain) 
c2 += (Hb * remain) 
c3 += (He * remain) 
u2 = 256 * cl / c3 
v2 = 256 * c2 / c3 
Bu = (u2 - ul) / remain 

Bv = (v2 - vi) / remain 

u = ul 
v = vi 

for k = r to r + remain - 1 


1<> A 


42 




trans 


□ B 


WritePixel (k+160, s+100, texture [v] [u] ) 
u += Bu 
v += Bv 
endfor 
endif 
endfor 


Le figure 6 e 7 mostrano chiaramente che i risultati otte- 
nibili con il metodo delle suddivisioni sono di qualità de- 
cisamente superiore e migliorano all’aumentare del nu- 
mero di suddivisioni. 

A questo punto, pensiamo di aver dato una buona pano- 
ramica delle più utilizzate routine di free direction textu- 



Fig. 6 - Texture mapping 

bilineare 

con suddivisioni. 


Fig. 7 - Texture mapping 
biquadratico 
con suddivisione. 


re mapping. Quando sarà il momento, potrete sperimen- 
tare con esse, confrontarne i risultati in termini di velo- 
cità e precisione e, infine, scegliere la più adatta ai vostri 
scopi. 

Purtroppo, come avrà modo di notare chi tradurrà in pra- 
tica le nozioni contenute in questa serie di articoli, nono- 
stante le ottimizzazioni, il free direction texture mapping 
è computazionalmente troppo esigente per essere imple- 
mentato su macchine di bassa o media potenza. Esiste 
però un’altra possibilità, che è argomento del prossimo 
paragrafo. 

Texture mapping con z costante 

Ogni poligono nello spazio è intersecato da un insieme, 
teoricamente infinito, di piani la cui equazione è del tipo 
z — h. Le eccezioni sono costituite da quei poligoni che 
appartengono a un piano la cui equazione è proprio del 
tipo z = k. L’intersezione tra il poligono e ognuno dei 
piani è un insieme di segmenti di retta tra di loro paralle- 


li e, scelto un segmento da tale insieme, ognuno dei 
punti da cui è composto ha la medesima coordinata z. 
Inoltre, come è ovvio che sia, la proiezione prospettica 
di tali segmenti fornisce un nuovo insieme di segmenti, 
sempre paralleli tra di loro. Chiameremo tali segmenti: 
“linee a z costante”. 

Questa osservazione porta alla conclusione che ogni po- 
ligono può essere attraversato secondo queste “linee a z 
costante”, qualunque sia la loro inclinazione, invece che 
orizzontalmente o verticalmente. In questo modo il valo- 
re di c3 = first_col*Hc + Vc*s + Oc , rimane costante per 
tutta la linea e non c’è più bisogno di eseguire due divi- 
sioni per pixel, ma solo due somme. 

A prima vista, potremmo dire di aver trovato la migliore 
soluzione per realizzare un free-direction texture map- 
ping realmente veloce ma, purtroppo, esistono alcuni 
problemi che impediscono una semplice implementazio- 
ne pratica di quello che abbiamo visto in teoria. 

Ciò nonostante, esistono due interessanti casi particolari 
del texture mapping con z costante, molto semplici da 
implementare e ampiamente utilizzati in videogiochi co- 
me Doom e Breathless. Mi riferisco a pareti e pavimenti 
(e ovviamente, soffitti). 

Facendo in modo che gli unici poligoni da tracciare ap- 
partengano a piani di equazione y = k (pavimenti e soffit- 
ti) o a piani perpendicolari a essi (pareti), e facendo in 
modo che la direzione dello sguardo dell’osservatore 
possa ruotare solo intorno all’asse Y, saremo certi che 
tutte le “linee a z costante” risulteranno essere solo oriz- 
zontali o verticali. Il risultato di tali limitazioni è rappre- 
sentato da loop di texture mapping davvero veloci e to- 
talmente esenti da errori di prospettiva (a meno delle ap- 
prossimazioni introdotte dall’uso dei numeri in virgola 
fissa). 

Per pavimenti e soffitti, He vale sempre zero, per cui 
conviene effettuare il tracciamento e la scan conversion 
per righe. Vediamo un esempio in pseudo codice: 

for s = first_row to last_row 
cl = first_col*Ha + Va*s + Oa 
c2 = first_col*Hb + Vb*s + Ob 
c3 = Ve* s + Oc 

u = 256 * cl / c3 

v = 256 * c2 / c3 

Bu = 256 * Ha / c3 

Bv = 256 * Hb / c3 

for r = first_col to last_col 

WritePixel(r+160 , s+100, texture[v] [u] ) 
u += Bu 

v += Bv 

endfor 

[segue a pag. 50] 


1 < >A 


43 





n 


f 1 

O 

u 



Lo standard AmigaCD 


Il cd. device visto da vicino (parte III) 


FABRIZIO Farenga (f.farenga@agora.stm.it) 


Riprendiamo il discorso sul cd. device a partire dai co- 
mandi Change che servono a ottenere semplici informa- 
zioni di rapido consumo; si tratta di CD_CHANGESTATE 
e CD_CHANGENUM. 

CD_CHANGESTATE informa in maniera diretta della pre- 
senza di un CD leggibile, che sia esso solamente musica- 
le o dotato anche di traccia dati (ossia contenente del 
software). In pratica non si tratta altro che di un sistema 
per avere in maniera immediata la stessa informazione 
che fornisce il bit TOC del campo STATUS della struttura 
CDInfo. Basta mettere nel campo io_Command della 
struttura di I/O che utilizziamo per colloquiare con il 
cd. device il codice del comando e chiamare DoIO( ). Su- 
bito dopo, nel campo io_Actual della ormai famosa strut- 
tura di I/O, troveremo 0 per indicare che nel drive è in- 
serito un CD valido. Qualunque altro valore significa che 
non c’è alcun disco nel drive o che comunque non si 
tratta né di un CD Audio, né di un CD-ROM: 

io->io_Command = C D_CH ANGE S TATE ; 

DoIO ((struct IORequest *) io); 

if ( io->io_Actual“0 ) 

printf ("C'è un CD nel drive.\n M ); 

CD_CHANGENUM aiuta a determinare se il CD contenu- 
to nel lettore è stato sostituito dopo l’ultimo accesso. Per 
la natura delle diverse implementazioni possibili, il valore 
che questo comando fornisce come risposta (sempre nel 
campo io_actual della struttura di I/O) non è necessaria- 
mente l’esatto numero di volte che abbiamo aperto e ri- 
chiuso il cassetto del drive (teniamo presente che per il 
cd. device, aprire il cassetto equivale a cambiare disco), 
ma il numero di “tick” (1 tick = *2 secondi) che sono tra- 
scorsi senza che un CD valido fosse presente aH’interno 
del lettore. Comunque, lo ripetiamo volentieri, il metodo 
esatto di rilevazione del cambio di CD può variare da im- 
plementazione a implementazione; un metodo comun- 
que sicuro per sapere che se il CD è effettivamente stato 


sostituito è il seguente: 

a) Quando siamo sicuri che un CD valido sia nel drive, 
eseguiamo il comando CD_CHANGENUM e memorizzia- 
mo il valore io_Actual. 

b) Prima di ogni successivo accesso al CD, eseguiamo 
nuovamente il comando CD_CHANGENUM e confrontia- 
molo con quello memorizzato precedentemente. Se i due 
valori coincidono, significa che il CD è ancora al suo po- 
sto. In caso contrario (cioè se i due valori NON sono 
uguali, non importa di quanto differiscano) c’è il rischio 
che il CD sia stato rimosso o sostituito. 

Conviene a questo punto accertarsi bene della situazione 
prima di qualunque altro accesso via dos. library e segna- 
lare il problema all’utente: 

int num; 

//Preserva il valore corrente del cambio-disco 
Ìo->io_Command = CD_CHANGENUM; 

DoIO ((struct IORequest *) io); 
num=io->io_Actual ; 

//Attende la pressione di un tasto 
getch( ) ; 

//Rileva il valore del cambio disco 
io->io_Command = CD_CHANGENUM; 

DoIO ((struct IORequest *) io); 

//Confronta con il valore precedente 
if ( num! =io->io_Actual ) 

printf ("È cambiato il CD nel drive.\n"); 

Configuriamo il CD-ROM 

Oltre che ricavare informazioni dal lettore di CD, è possi- 
bile anche impostare a piacimento una serie di parametri 
per mezzo del comando CD_CONFIG, che agisce inter- 
pretando una serie di Tag inseriti in un array indicato nel 
campo io_Data della struttura di I/O. 

Il suo uso quindi è semplice: basta decidere quali dei 
possibili parametri vogliamo impostare/modificare e inse- 
rirli uno dopo l’altro in un array di tipo Tagltem (vedi file 

2 


1 < > 


44 


□o 


□ 


trans 


di include utility/tagitem.h). I Tag ammessi dal comando 
CD_CONFIG sono i seguenti: 

TAGCD_PLAYSPEED: imposta la velocità di accesso in fa- 
se di riproduzione audio (normalmente 75 frame/s, ossia 
150 kb/s). 

TAGCD_READSPEED: imposta la velocità di lettura dei 
CD-ROM durante i normali accessi (dos. library). 

TAGCD_READXLSPEED: imposta la velocità di accesso 
nelle letture che avvengono per mezzo del comando 
READXL (per la riproduzione di animazioni CDXL). 

TAGCD_SECTORSIZE: permette l’impostazione della lun- 
ghezza dei settori del CD-ROM. Normalmente è uguale a 
2048 byte. Esistono tre tipi di settori sui CD-ROM. Settori 
mode 1 (2048 byte), settori mode 2 form 1 (2048 byte), e 
settori mode 2 forni 2 (2328 byte). Il mode 2 form 1 è 
praticamente uguale al mode 1 , mentre il mode 2 form 2 
non contiene le informazioni per la correzione d’errore 
negli accessi al CD-ROM. Per leggere CD-ROM che utiliz- 
zano quest’ultima modalità di memorizzazione dei dati, la 
lunghezza dei settori deve quindi essere impostata a 2328 
byte. Quali e quanti CD utilizzino effettivamente questa 
modalità rimane comunque un mistero. 

TAGCD_XLECC: permette l’attivazione o la disattivazione 
della correzione di errore delle letture di tipo XL (coman- 
do READXL). Questa funzione può essere implementata 
sia via hardware, sia via software (dipende dal lettore di 
CD in uso) e in quest’ultimo caso, potrebbe appesantire 
eccessivamente la CPU nei sistemi meno potenti. In caso 
serva una buona disponibilità di tempo macchina durante 
le letture di animazioni CDXL (per esempio per la gene- 
razione di effetti in multitasking) potrebbe essere utile di- 
sabilitare la correzione d’errore ECC. 

TAGCD_EJECTRESET: attiva o disattiva la modalità di au- 
to-reset di Amiga nel caso si rimuova il CD-ROM dal let- 
tore, ne abbiamo già parlato alcuni paragrafi più indietro. 

Proviamo ora ad azzerare l’ auto-reset e a impostare la ve- 
locità di lettura a 150 frame/s (300 kb/s). 

//Struttura IO Request 
struct IOStdReq *io; 

//Prepara l'array Tagltem 
struct Tagltem ConfigList[] = { 

{ TAGCD_READSPEED , 150}, 

{ TAGCD_E JECTRESET , 1}, 

{ TAG_END , 0} 

}; 

//Compila la struttura di I/O 
io->io_Command = CD_CONFIG; 
io->io_Data = ( APTR) &Conf igList ; 
io->io_Length = 0; 

DoIO {(struct IORequest *)io); 


L’impiego principale del comando CD_CONFIG si verifi- 
ca comunque in congiunzione con il comando CD_INFO 
che, lo ricordiamo, tra le sue numerose informazioni, re- 
stituisce la massima velocità consentita dal lettore di CD. 
È ovviamente consigliato che il parametro READSPEED 
sia sempre uguale a MAX_SPEED. Questo può essere ga- 
rantito da un frammento di codice di questo tipo: 

//Struttura IO Request 
struct IOStdReq *io; 

//Prepara l'array Tagltem 
struct Tagltem Conf igList [] = { 

{0 , 0 }, 

{ TAG_END , 0} 

}; 

//Struttura CDInfo 
struct CDInfo ci; 

//Esegue la lettura dello status del CD-ROM 
io->io_Command = CD_INFO; 
io->io_Data = &ci; 

io->io_Length = sizeof ( struct CDInfo); 

DoIO ((struct IORequest *)io); 

//Modifica la TagList 

Conf igList [ 0 ] .ti_Tag = TAGCD_READSPEED ; 

Conf igList [ 0 ] .ti_Data = ci.MaxSpeed 
//Esegue l'impostazione del lettore di CD 
io->io_Command = CD_CONFIG; 
io->io_Data = (APTR) SConf igList ; 
io->io_Length = 0 ; 

DoIO ((struct IORequest *)io); 

In base a quello che abbiamo detto finora, ormai possia- 
mo sapere tutto (o quasi) del CD-ROM che è stato inseri- 
to nel lettore. Non resta quindi che accedere ai dati che 
contiene per mezzo di comuni chiamate alle funzioni 
della dos. library. 

Una delle caratteristiche che distinguono il CD-ROM dagli 
altri dispositivi di memorizzazione di massa, removibili e 
non, è la possibilità di contenere, oltre al software, una o 
più tracce audio, che a scelta possono essere riprodotte 
dal computer in maniera del tutto slegata dal resto del si- 
stema. In realtà Amiga si limita a ordinare al lettore di CD 
di riprodurre la traccia selezionata, sarà poi l’elettronica 
di quest’ultimo che si occuperà di inviare in uscita il se- 
gnale audio senza alcun apporto dei Chip Custom di 
Amiga (ma solo di un banale circuito di miscelazione). 

Come è intuibile, la dos. library non permette alcuna ge- 
stione delle tracce audio: questa è delegata interamente 
al cd.de vice. 

La gestione delle tracce audio 

Tre sono i comandi fondamentali che sovrintendono alla 
riproduzione delle tracce audio: CD_PLAYTRACK, 
CD_PAUSE e CD_SEARCH. Questi assicurano una gestio- 
ne efficace ed essenziale del lettore di CD, offrendo in 


1 < >A 


45 




Trans Action 


□ B 


pratica le stesse funzioni disponibili con un comune im- 
pianto Hi-Fi. 

Il più importante è quello denominato CD_PLAYTRACK, 
che avvia la riproduzione della traccia audio specificata: 
il suo funzionamento è estremamente semplice: basta in- 
dicare nel campo io_Offset della struttura I/O Request, 
che utilizziamo per colloquiare con il cd. device, la traccia 
da cui iniziare la riproduzione e nel campo io_Length il 
numero di tracce consecutive che vogliamo ascoltare. 
Ovviamente nel campo io_Command deve essere impo- 
stato il codice CD_PLAYTRACK (definito, come di con- 
sueto, in devices/cd.h), mentre il campo io_Data deve 
essere posto a 0. 

Il numero di traccia da cui iniziare la riproduzione deve 
essere compreso tra I (per la prima traccia) e il numero 
dell’ultima traccia audio presente sul Compact Disc in 
uso. Il valore non è valido. Nel caso si tratti di un CD- 
ROM misto, ossia con una traccia dati (la prima) e una o 
più tracce audio, come nel caso del CD che veniva alle- 
gato in bundle con la maggior parte dei CD32 distribuiti 
in Italia, il numero di traccia audio da cui iniziare la ri- 
produzione è obbligatoriamente la 2. Si può far riferi- 
mento alla TOC (la tavola dei contenuti del CD di cui 
parleremo tra poco) per conoscere il numero e la posi- 
zione delle varie tracce. 

Richiedere la riproduzione della traccia 0 (che non esi- 
ste!) o di una superiore al numero totale di quelle dispo- 
nibili è illegale, così come ordinare la riproduzione di 0 
tracce (il minimo è 1). Normalmente, comunque, il 
cd. device dovrebbe tentare ugualmente di inviare il co- 
mando all’elettronica del lettore, il quale ignorerà sempli- 
cemente l’inconsueta richiesta. 

struct IOStdReq *io; 

/* Ordina la riproduzione di una 
traccia a partire dalla numero 2.*/ 
io->io_Command = CD__PLAYTRACK ; 
io->io_Of f set - 2; /* Inizio */ 

io->io_Length =1; /* Durata */ 

io->io_Data = NULL; 

SendIO( (struct IORequest * ) io ) ; 

CD_PLAYTRACK è il classico comando da utilizzare in 
maniera asincrona e, quindi, per mezzo della funzione 
SendIO( ), visto che se usato in maniera diretta (sincro- 
na), tramite DoIO( ), il processo rimane congelato fino a 
quando tutte le tracce audio specificate non sono state 
completamente riprodotte. È ovvio che nella maggioran- 
za delle applicazioni questo è inaccettabile visto che, per 
esempio, nel caso di un software che permetta l’ascolto 
dei CD, una funzione di stop o di cambio traccia deve 
essere sempre a disposizione dell’utente. L’uso asincrono 
del comando permette invece un maggior controllo su di 
esso, visto che in qualunque momento possiamo imparti- 


re nei confronti della I/O Request un AbortIO( ) che in- 
terrompe immediatamente la riproduzione della traccia 
audio, o qualunque altro comando competente a interfe- 
rire con la riproduzione. 

Di contro, come anche specifica chiaramente il Rom Ker- 
nel Manual, la gestione di richieste di I/O asincrone non 
è banale, se non altro perché non è possibile riciclare 
una struttura IOStdReq utilizzata da una funzione Sen- 
dIO( ) prima che il comando impartito al device non sia 
stato completamente assolto. Il classico errore è “dimenti- 
carsi” che una struttura di I/O è associata a un comando 
CD_PLAYTRACK che è in corso e utilizzare la stessa per 
impartire un comando CD _PAUSE, per sospendere tem- 
poraneamente la riproduzione audio, o per qualsiasi altro 
motivo. Il rischio è quello di perdere completamente il 
controllo del comando impartito precedentemente 
(CD_PLAYTRACK nel nostro caso) e di non poterlo più 
abortire. Una delle soluzioni possibili è quella di copiare 
la I/O Request inizializzata dalla funzione OpenDevice, 
in un’altra struttura I/O gemella, prima utilizzarla per col- 
loquiare con il device. 

Un altro comando a cui abbiamo appena accennato è 
CD_PAUSE, che interagisce direttamente con la modalità 
di riproduzione impostata da CD_PLAYTRACK. Grazie a 
esso infatti, possiamo porre il lettore di CD in fase di 
pausa quando sta riproducendo una traccia audio; essa 
può essere disattivata in qualsiasi momento, permettendo 
così di procedere dallo stesso punto esatto in cui era sta- 
to interrotto l’ascolto. 

Se la modalità di pausa viene impostata quando il lettore 
non sta riproducendo alcuna traccia audio e in seguito 
viene utilizzato il comando CD_PLAYTRACK, il laser si 
posizionerà all’inizio della traccia prescelta, ma la ripro- 
duzione non avrà luogo fino a quando il modo pausa 
non sarà stato disattivato. 

Il funzionamento di CD_PAUSE è banale e basta operare 
solamente sul campo io_Length della IORequest per sce- 
gliere se si desidera attivare o disabilitare la modalità di 
pausa: 1 la attiva, 0 la rimuove. 

Gli altri due campi io_Data e io_Offset devono semplice- 
mente essere impostati a 0, mentre io_Command deve 
essere uguale al codice di CD_PAUSE (devices/cd.h). 

Il terzo e ultimo comando fondamentale è il CD_SEAR- 
CH, il quale offre le due tipiche funzioni di avanzamento 
veloce (Fast Forward) e di riavvolgimento rapido “Fast 
Reverse”. Ovviamente il loro uso, come in tutti i lettori di 
Compact Disc musicali, non è legato alla necessità di po- 
sizionarsi in un determinato punto del CD, o di ritornare 

[segue a pag. 50 ] 


< > A 


46 




□ 


iTrans Action i 


□ O 


Amiga E 


L’assembler in linea (parte XIII) 


Vincenzo Gervasi 


Sebbene il compilatore EC non offra un grande livello 
di ottimizzazione (che richiederebbe un sistema di ben 
altre dimensioni), i programmi in Amiga E sono in ge- 
nere piuttosto efficienti, sia in termini di memoria che di 
velocità di esecuzione; ciò è dovuto in gran parte al 
progetto stesso del linguaggio, che è pensato sin 
dall’inizio per un’implementazione efficiente su Amiga e 
AmigaOS. 

Nonostante ciò, come recita un vecchio adagio della 
programmazione, nessun programma è mai troppo velo- 
ce e, a volte, può essere necessario ricorrere a un lin- 
guaggio di livello più basso, come l’assembler. La solu- 
zione adottata dalla maggior parte degli altri linguaggi 
richiede la scrittura separata di funzioni in assembler, la 
loro traduzione a opera di un assemblatore (che possia- 
mo considerare come un compilatore ridotto ai minimi 
termini) e l’inclusione di tale codice nell’eseguibile fina- 
le durante la fase di collegamento (linking). Indubbia- 
mente, questo metodo funziona, ma non è certo como- 
dissimo e noi siamo ormai abituati ad aspettarci ben al- 
tro dal nostro linguaggio preferito. 

Il linguaggio assembler 

Non è certo questa la sede per una trattazione approfon- 
dita del linguaggio assembler e delle problematiche a es- 
so relative; in bibliografia sono invece indicati alcuni testi 
di riferimento. Per i nostri scopi basterà dire che scriven- 
do codice in assembler si lavora a diretto contatto con 
l’hardware della macchina e, quindi, ogni errore, per 
quanto lieve, può essere causa di disastrosi crash di siste- 
ma (leggasi: guru a volontà). Il modello di programma- 
zione in assembler è piuttosto semplice: la serie Motorola 
68000 dispone di 16 registri a 32 bit, otto dei quali (indi- 
cati con D0-D7) sono dedicati a contenere dei dati, men- 
tre i restanti otto (A0-A7) sono dedicati a contenere indi- 
rizzi in memoria (puntatori). Le istruzioni principali ri- 
guardano lo spostamento di dati e indirizzi fra registri e 


registri, fra registri e memoria (istruzioni delia famiglia 
MOVE) e sono inoltre presenti istruzioni aritmetiche (co- 
me ADD), logiche e di controllo del flusso (salti, chiama- 
te a subroutine, ecc.), più un certo numero di istruzioni 
speciali per il controllo del microprocessore. 

L’indicazione di una posizione in memoria può essere 
data in diversi modi, i cosiddetti modi d’indi vizzamente, 
che stabiliscono meccanismi più o meno complessi per il 
calcolo di un indirizzo. Fra i più semplici, l’indirizzamen- 
to assoluto , che fornisce direttamente l’indirizzo (per 
esempio $DFF180), quello indiretto , che fa riferimento al 
contenuto di un registro, per esempio (Al), e quello in- 
dicizzato , in cui l’indirizzo è ottenuto sommando una co- 
stante al contenuto di un registro, per esempio $0C(A5) 
indica “l’attuale contenuto di A5 più 12”. Un registro par- 
ticolare, detto PC (Program Counter, ovvero contatore di 
programma), contiene sempre l’indirizzo in memoria 
dell’istruzione in esecuzione e può essere usato in alcuni 
modi di indirizzamento per fare riferimento ai dati in ma- 
niera relativa alla posizione del codice in memoria (per 
esempio, l’espressione -10(PC) indica “l’indirizzo della 
presente istruzione meno 10”). 

Il problema degli indirizzamenti è particolarmente impor- 
tante quando si scrivono routine in assembler per altri 
linguaggi, in quanto, per fare riferimento alle variabili del 
linguaggio ad alto livello la parte in assembler deve spes- 
so usare delle cautele particolari; come vedremo, invece, 
Amiga E facilita grandemente questo compito già in fase 
di traduzione del codice. 

L’assembler in E 

Per usare un’istruzione assembler all’interno di un pro- 
gramma E occorre... semplicemente scriverla. Tutte le 
istruzioni assembler vengono infatti riconosciute come 
parole chiave di E, esattamente come WHILE o IF, e se- 
guono le stesse regole dei normali comandi (in partico- 
lare, devono essere scritte interamente in maiuscolo). 
Anche i nomi dei registri devono essere indicati in maiu- 
scolo, mentre (ricordiamolo) i nomi di variabili e proce- 


K >\A 


47 


□ 


trans 


□ 


dure di E devono avere l’iniziale minuscola e i nomi del- 
le funzioni di libreria devono avere l’iniziale maiuscola e 
la seconda lettera minuscola. A parte ciò, e fatte salve 
pochissime eccezioni che discuteremo fra breve, la sin- 
tassi dell’assembler segue quella standard definita da 
Motorola e implementata in pressoché tutti gli assembla- 
tori per Amiga. 

È possibile fare riferimento a elementi “ad alto livello” di 
E direttamente nel codice assembler: il nome di una va- 
riabile, per esempio, verrà tradotto automaticamente 
nell’ indirizzamento corretto (in questo caso, in modo in- 
dicizzato); allo stesso modo, il nome di una procedura, 
di una costante o di una etichetta verranno trasformati 
dal nostro EC in indirizzamenti assembler validi: una co- 
modità non da poco. 

Ecco, per esempio, una semplice routine assembler che 
conta il numero di parole (in realtà, conta il numero di 
spazi) in una stringa: 

PROC numparole { s : PTR TO CHAR) 


MOVEQ . L 

#1 , DO 

MOVE . L 

s , AO 

MOVE . B 

( AO ) + , DI 

BEQ.S 

fine 

CMP.B 

#" M ,D1 

BNE.S 

1 

ADDQ.L 

#1 , DO 

BRA.S 

1 


fine: 

ENDPROC DO 

Descrivere il funzionamento di numparole( ) è piuttosto 
semplice: dopo la dichiarazione di PROC, le prime due 
righe inizializzano DO ale pongono in AO l’indirizzo 
della stringa contenuto in s. Dopo di ciò, si entra in un 
ciclo identificato dall’etichetta / in cui, a ogni passo, si 
preleva un carattere della stringa ponendolo in DI e si 
avanza di un byte il puntatore AO. Se il byte prelevato 
era 0 (che indica la fine delia stringa), si salta all’etichetta 
fine , altrimenti si confronta il carattere in esame con lo 
spazio (#" "); se tale confronto dà esito positivo, viene in- 
crementato il contatore di spazi tenuto in DO e, in ogni 
caso, si torna ad /. All’uscita dal ciclo, si ritorna il valore 
corrente di DO (cioè, il numero di parole) al chiamante. 
Possiamo convincerci del funzionamento della routine 
con una main( ) di questo tipo: 

PROC main ( ) 

DEF s : PTR TO CHAR 

s:='Ecco una prova di stringa' 

WriteF ( ' "\s" : \d parole, \n ' , s , numparole( s ) ) 
ENDPROC 

In realtà, la routine considera anche una stringa vuota 
come composta da una parola, ma ci accontenteremo. 


È particolarmente istruttivo esaminare il codice effettiva- 
mente prodotto dal compilatore a fronte del codice sor- 
gente di numparole( ): 


numparole: 

link 

a5,#0 


moveq 

#1 ,d0 


move a. 1 

8(a5) ,a0 

1: 

move . b 

( aO ) + ,dl 


beq. s 

fine 


empi . b 

#$20, di 


bne . s 

1 


addq . 1 

#1 , dO 


bra. s 

1 

fine: 

unlk 

rts 

a5 


Le istruzioni link e unlk che troviamo all’inizio e alla fi- 
ne del codice fanno parte delle convenzioni standard di 
E per la chiamata di procedura (anche se sono in que- 
sto caso perfettamente inutili), e l’rts finale che consente 
il ritorno al chiamante è l’equivalente assembler di END- 
PROC. Il resto del codice segue fedelmente il sorgente, 
a eccezione della linea MOVE.L s,AO in cui il riferimento 
a s è stato tradotto con l’indirizzamento indicizzato 
8(a5), e della CMP.B #" ",D1 in cui l’espressione #" " è 
stata tradotta con l’equivalente numerico del carattere 
spazio (ASCII 32, ovvero $20). 

Nell’esempio precedente, abbiamo scritto l’intera PROC 
in assembler, ma ciò non è necessario e, anzi, i risultati 
migliori si ottengono da una (prudente!) combinazione 
di E e assembler. Ecco un esempio in cui si fa uso di 
questa tecnica: 

DEF i : REG , r :REG 
DEF pow[ 32 ]: ARRAY OF LONG 
MOVEQ.L #0,r 
FOR i :=0 TO 31 
pow[ i] s=r 
BSET i,r 
ENDFOR 

Questo frammento di codice riempe l’array poto con se- 
quenze crescenti di bit posti a 1 (0, 1, 3, 7, 15...); notate 
come vengano mescolate liberamente istruzioni assem- 
bler (MOVEQ e BSET) con istruzioni di E (FOR, asse- 
gnamento). 

Un elemento importante che concorre a questa libertà è 
l’uso della dichiarazione REG per i ed r. Questo specifi- 
catore (che sintatticamente precede il tipo vero e pro- 
prio, che però nel nostro esempio è omesso) indica al 
compilatore che le variabili (LONG) i ed r devono esse- 
re tenute nei registri del microprocessore e non in me- 
moria come avviene usualmente. Dopo questa dichiara- 
zione, i ed r saranno veri e propri sinonimi per due re- 
gistri (non sappiamo quali, ma ciò è ininfluente) e po- 


< > A 


48 




Trans Action 


□n 


tranno essere usate come variabili di E e come registri 
dell’ assembler senza alcuna limitazione, fatta eccezione 
per l’impossibilità di ottenere l’indirizzo di una variabile 
REG tramite l’operatore {} (ovviamente: i registri non 
hanno indirizzo in memoria). Nella versione attuale E 
consente fino a cinque variabili dichiarate REG in una 
procedura, che andranno a occupare i registri D3-D7; è 
bene quindi non usare questi registri esplicitamente se 
si fa uso di variabili REG e limitarsi a usare D0-D2 come 
registri d’appoggio (temporanei). La stessa precauzione 
andrà applicata nel caso il programma venga compilato 
con le ottimizzazioni attivate: in questa situazione, infat- 
ti, EC valuta quali sono le variabili più usate per ogni 
procedura e le dichiara come REG di sua iniziativa. 

La possibilità di mescolare E e assembler viene tipica- 
mente usata per esprimere in assembler operazioni non 
disponibili nativamente in E (come la BSET dell’esempio 
precedente), oppure per esprimere in E operazioni che 
sarebbero più complesse in assembler (come il FOR che 
abbiamo visto o, meglio ancora, una chiamata a WriteF( ) 
o a altre funzioni di libreria). Un uso accorto di questa 
tecnica può ridurre di molto il tempo di esecuzione di 
programmi orientati all’elaborazione dati (per esempio, 
programmi di calcolo numerico, elaborazione di imma- 
gini, simulatori e simili), senza aumentare in maniera 
sensibile la complessità del loro sviluppo, che anzi può 
procedere per via incrementale: in una prima fase, si 
scrive in E l’intero codice e poi si sostituiscono man ma- 
no le parti più "pesanti" con codice assembler. 

L’ambiente di esecuzione 

Il codice assembler all’interno di un programma E deve 
rispettare alcune convenzioni se vuole convivere pacifi- 
camente con il codice generato in maniera autonoma da 
EC. La prima, e più importante, di queste convenzioni 
riguarda l’uso dei registri. EC riserva due registri, A4 e 
A3, come puntatori alla zona di memoria dedicata, ri- 
spettivamente, alle variabili globali e locali; tutti i riferi- 
menti a variabili vengono tradotti come indirizzamenti 
indicizzati rispetto a questi registri. Inutile dire che il va- 
lore di questi registri non deve assolutamente essere 
modificato, a meno che non ci si ricordi di salvarlo per 
poi ripristinarlo, e che, in tal caso, non è possibile fare 
alcun riferimento alle variabili di E prima del ripristino. 
Come misura precauzionale, EC segnala con un messag- 
gio d’avvertimento l’uso di questi registri nel codice as- 
sembler. 

La seconda convenzione riguarda il valore di ritorno 
delle procedure, che deve essere memorizzato in DO e 
che, di converso, deve essere reperito in DO dopo l’in- 
vocazione di una procedura; nel caso di valori di ritorno 
multipli, il secondo e terzo risultato verranno posti ri- 
spettivamente in DI e D2. 

Inoltre, è buona norma fare in modo che le proprie rou- 


tine in assembler rispettino le convenzioni standard di 
Amiga: in ogni funzione, i registri DO, DI, AO e Al pos- 
sono essere usati liberamente, mentre tutti gli altri devo- 
no mantenere il loro valore originale (che, eventual- 
mente, può essere salvato all’ingresso con l’istruzione 
MOVEM.L D2-D7/A2-A6,-(A7) e ripristinato subito prima 
dell’uscita con MOVEM.L (A7)+,D2-D7/A2-Aó). In realtà, 
la versione attuale di EC richiede soltanto il salvataggio 
di D3, D4, D5, D6 e D7, che potrebbero essere usati dal 
chiamante per delle variabili REG, ma il rispetto della 
convenzione più generale ci metterà al riparo da sgradi- 
te sorprese, qualora il chiamante dovesse fare uso a sua 
volta di codice assembler. Va infine ricordato che ogni 
PROC che dichiari variabili REG provvede implicitamen- 
te al salvataggio sullo stack dei registri assegnati a tali 
variabili e al loro ripristino prima dell’uscita. 

Per la chiamata di funzioni esterne, occorre tenere pre- 
sente che tutti i riferimenti a etichette e a procedure del 
programma E vengono tradotti come indirizzamenti re- 
lativi al PC, per cui non è possibile riferire per nome 
oggetti che si trovino oltre i 32 kilobyte dall’istruzione 
che li riferisce; si può ovviare a questo inconveniente 
caricando l’indirizzo dell’oggetto in un registro e usando 
l’ indirizzamento indiretto. Per quanto riguarda le funzio- 
ni di libreria, invece, valgono le usuali convenzioni di 
AmigaOS, che richiedono un salto indiretto tramite il re- 
gistro Aó. Per esempio, una chiamata alla funzione di si- 
stema ForbÌd( ) potrà essere codificata in questo modo: 

MOVE . L execbase,A6 

JSR Forbid(A6) 

Le direttive 

Oltre alle istruzioni assembler classiche, E mette a di- 
sposizione del programmatore anche un certo numero 
di direttive , principalmente destinate alla creazione di 
"aree dati" in memoria inizializzate staticamente. 

Le direttive più comuni sono senz’altro CHAR, INT e 
LONG che riservano in memoria, rispettivamente, 1, 2 o 
4 byte per ogni valore indicato. Per esempio: 

fibo: INT 1,1,2,3,5,8,13,21 

riserva un totale di otto interi (16 byte), inizializzati ai 
valori indicati; l’etichetta fibo punterà al primo di questi 
valori. Come caso particolare, la direttiva CHAR accetta 
anche una stringa come argomento, che viene interpre- 
tata come la sequenza di codici ASCII dei caratteri che 
la compongono. Combinando opportunamente le tre di- 
rettive, è anche possibile creare in memoria istanze ini- 
zializzate di strutture dati, come in: 

LONG 2,4; CHAR " z " ; LONG 3 

In questi casi, EC applica le stesse regole di allineamen- 


!<>A 


49 



trans 


□o 


to ( padding ) che vengono usate per gli OBJECT: nel 
nostro esempio, verrà inserito un byte aggiuntivo (di va- 
lore 0) dopo la “z” in modo che la LONG successiva sia 
a un indirizzo pari. 

Per inserire quantità di dati più voluminose, si può usa- 
re la direttiva INCIBIN che inserisce nell’eseguibile una 


copia esatta del file indicato. Per esempio: 

icon: INCBIN ' IconaStd . inf o ' 

Questa direttiva si rivela particolarmente utile per l’inse- 
rimento di dati grafici o sonori (ma, in tal caso, dovrà 
essere cura del programma copiarli in memoria chip) o 
di grosse tabelle precalcolate. ▲ 


[segue da pag. 431 

endfor 

Per quanto riguarda le pareti, non è He a essere pari a 
zero, ma Ve. Questo significa che, per far sì che c3 sia 
costante durante tutto il ciclo più interno, bisogna effet- 
tuare tracciamento e scan conversion per colonne. Inol- 
tre, avendo posto la limitazione per cui l’osservatore può 
ruotare lo sguardo solo intorno all’asse Y, anche Va è ze- 
ro per cui, durante il ciclo più interno, oltre a c3, anche 
cl è costante. Possiamo quindi concludere che anche u è 
costante nel ciclo più interno e che avremo bisogno di 
modificare solo v. Il risultato è un ciclo di texture map- 
ping estremamente veloce, come è possibile osservare 
nel seguente esempio in pseudo codice: 

for r = first_col to last_col 
cl = Ha*r + Oa 

c2 = Hb*r + Vb*first_row + Ob 
c3 = Hc*r + Oc 

u = 256 * cl / c3 
v = 256 * c2 / c3 
Bv - 256 * Hb / c3 

for s = first row to last row 


WritePixel (r+160 , s+100 , texture [v] [u] ) 
v += Bv 
endfor 
endfor 

Le limitazioni introdotte per utilizzare cicli di texture 
mapping così semplici, potrebbero sembrare eccessive. 
In realtà, osservando gli innumerevoli videogiochi che ne 
fanno uso, si nota facilmente che la resa finale è di otti- 
ma qualità e che il peso di tali limitazioni si fa sentire 
ben poco. 

Con quest’ultimo esempio abbiamo terminato la carrellata 
di routine di texture mapping. Ci preme sottolineare che 
negli esempi riportati sono quasi inesistenti le ottimizza- 
zioni a livello di codice, in quanto si presume che chiun- 
que legga questi articoli sia in grado di effettuarle da so- 
lo. D’altra parte, nel secondo articolo di questa serie 
(pubblicato sul numero 77 di Amiga Magazine), sono ri- 
portati una serie di importanti suggerimenti relativi all’ot- 
timizzazione di cicli di texture mapping in linguaggio as- 
sembly, perfettamente applicabili ai casi appena visti. È 
poi quasi inutile ripetere che, per motivi di velocità, non 
è conveniente usare numeri in virgola mobile ma esclusi- 
vamente numeri in virgola fissa. A 


[segue da pag. 46] 

all’inizio dello stesso (come avveniva invece con le au- 
diocassette), ma bensì a quella di superare una sezione 
di una traccia che non interessa, o di ritornare indietro in 
maniera parziale. Normalmente questi comandi vengono 
gestiti direttamente dall’utente del software, che decide di 
avanzare velocemente o di tornare indietro, all’interno di 
una traccia, in maniera manuale. Per un posizionamento 
preciso all’ interno del CD, non necessariamente all’inizio 
di una traccia specifica, vengono infatti utilizzati altri co- 
mandi, ben più potenti e precisi, di cui parleremo più 
avanti. 

Tornando al comando CD_SEARCH, le sue modalità di 
funzionamento, impostabili come di consueto nel campo 
io_Length della struttura di I/O sono tre, alle quali equi- 
valgono altrettanti valori numerici definiti nel file di in- 
clude devices/cd.h: CDMODE__NORMAL, CDMODE_ 
FFWD e CDMODE_FREV. Inviando al cd. device un co- 
mando CD_PLAYTRACK e subito dopo un CD„SEARCH, 
con una delle impostazioni desiderate e il campo io_Data 
e quello io_Offset nulli, si otterranno i seguenti prevedi- 
bili risultati: 


CDMODE_FFWD - la riproduzione continua in maniera 
accelerata fino alla fine della traccia. 

CDMODE_FREV - la riproduzione “inverte la rotta” e tor- 
na indietro fino all’inizio della traccia. 

CDMODE_NORMAL - interrompe il funzionamento di 
CDMODE_FFWD o di CDMODE_FREV, e fa riprendere la 
normale riproduzione della traccia. 

Il comando di avanzamento e quello di riavvolgimento 
possono anche essere passati al cd. device prima che sia 
effettivamente impartito un CD_PLAYTRACK. Nel caso di 
CDMODE_FFWD, la riproduzione inizierà immediata- 
mente in modalità di avanzamento veloce, mentre nel ca- 
so di CDMODE_FREV, la riproduzione avrà inizio dalla 
fine della traccia specificata e procederà a ritroso fino 
all’inizio della stessa. 

È ovvio che se le tracce specificate tramite il comando 
CD_PLAYTRACK sono più d’una (e necessariamente con- 
tigue) i comandi di avanzamento e riavvolgimento coin- 
volgono l’intero range di tracce selezionato. ▲ 


ì< >A 


50 



RENO PORTABIE CD-ROM PLAYER 


E. C. Klamm 


Un lettore di CD-ROM portatile 



U no dei problemi cui pos- 
sono andare incontro gli 
utenti di device SCSI, in 
particolare quelli del 1200 
(con lo Squirrei) e quelli del 
3000 -ma analogo problema 
hanno gli utilizzatori di note- 
book-, è l’alloggiamento delle 
periferiche: magneto-ottici, 
streamer e lettori di CD-ROM. 

La soluzione più economica è 
costituita dall’adattamento di 
un case tower per PC, ma è 
operazione non facile a realiz- 
zarsi e può procurare altri 
problemi di ingombro e posi- 
zionamento; l’adozione di ap- 
positi case SCSI è più ele- 
gante, ma costosa. 

A tutto ciò i produttori hanno 
tentato di rimediare offrendo 
in qualche caso prodotti 
completi di case magari di- 
segnato con un minimo di 
stile. Il successo dello Zip, 
come periferica SCSI, è do- 
vuto anche alla bella semplicità del suo 
case. 

Pure nel campo dei lettori di CD-ROM si 
sono visti tentativi in tal senso, come 
quello di cui parliamo in questo articolo, 
dovuto alla statunitense MediaVision. Si 
tratta di un lettore SCSI di CD-ROM, a 


CARATTERISTICHE 

PlCPlfllflTE 

CD-ROM 

Transfer rate: 306 kb/s 
Tempo di accesso medio: 180 ms 
Memoria interna: 64 kb 

Compatibile: Photo CD multisessione, CD-ROM, 
CD Audio 

Audio 

Gamma dinamica: >60 db 
Rapporto segnale rumore: >60 db 
Distorsione armonica: <1% 

Separazione canali: >60 db (1 kHz) 


doppia velocità, con 180 ms di ac- 
cesso medio, che può funzionare sia in 
collegamento a un computer dotato di 
porta SCSI, sia come lettore di CD audio 
portatile. 

la confezione e il manuale 

Il lettore arriva in un’accattivante scatola 
in formato valigetta che contiene il lettore 
con l’interfaccia SCSI removibile, l’alimen- 
tatore, una cuffia stereo di buona fattura, 
una graziosa borsetta in spugna antiurto 
che si può portare alla cintura o a tracol- 
la, un cavo audio, un cavo SCSI, due ma- 
nuali, cartoline varie di registrazione e 
due dischi: uno per PC e uno per Macin- 
tosh (per Amiga non serve, grazie alla 
sua meravigliosa architettura). 

I manuali sono in tre lingue: tedesco, 
francese e spagnolo; sfortunatamente, 
manca sia l’italiano che l’inglese. Com- 
paiono comunque illustrazioni che do- 
vrebbero aiutare a capirne il funziona- 
mento. Il manuale contiene anche le spe- 
cifiche della piedinatura SCSI. 

Installazione 

Reno è composto sostanzialmente da 


due elementi: il lettore e l'inter- 
faccia SCSI. Ciascuno di essi 
è inserito in un sottile case di 
plastica grigia (3,2 cm di al- 
tezza) disegnato con partico- 
lare cura ed eleganza, 
il lettore è dotato di vano per 
quattro pile AA (o accumula- 
tore, non fornito), display di- 
gitale, tasti per apertura, 
play/pause, stop, forward e 
reverse, ghiera per il volume 
della cuffia, uscita cuffia e ta- 
sto di “hold” che blocca lo 
sportello e tutti i tasti (utile per 
evitare avvii o aperture acci- 
dentali durante il trasporto o il 
funzionamento). 

Le dimensioni del solo lettore 
sono pari a 15,5x3,2x15 cm e 
sono quindi in linea con altri let- 
tori di CD audio portatili. Il peso 
è molto limitato. 

L’inserimento del CD-ROM av- 
viene sollevando il coperchio 
superiore del lettore, dopo aver 
premuto il pulsante Open. L’au- 
tonomia di funzionamento con le 
pile è limitata: 90 minuti dichiarati. Il di- 
splay a cristalli liquidi avverte non solo 
del numero di traccia (e del tempo tra- 
scorso dall’inizio della sua esecuzione), 
ma anche dello stato della batteria e di e- 
ventuali altri condizioni in cui si trova il let- 
tore. Sul retro compare un connettore per 
l’alimentatore separato fornito con il Re- 
no: fortunatamente è del tipo a doppio 
cavo, di ingresso e di uscita, e non con 
spina incorporata, ma, come al solito, è 
privo di pulsante di accensione. 

Il secondo componente del Reno contie- 
ne l’interfaccia SCSI. Le due parti si inca- 
strano perfettamente l’una nell’altra, gra- 
zie a un connettore custom, formando un 
insieme armonico profondo 26 cm. 

Sul retro dell’unità compaiono due porte 
SCS12 ad alta densità é un selettore cir- 
colare per il numero di unità SCSI (0-7). 
Sul fianco sinistro compare il connettore 
per l’alimentatore che alimenta sia l’inter- 
faccia che il lettore, una volta che 
quest’ultimo vi sia connesso alla prima. 
Sullo stesso fianco compare un’uscita au- 
dio minijack pensata per il collegamento 
fisso a unità HiFi o a eventuali casse am- 


N° 80/LUGUO/ AGOSTO 1 9 96 AMIGA MAGAZINE 5 1 




Le dimensioni del lettore sono in linea con quelle di altri lettori 
di CD audio portatili 


plificate. Mediante l’apposito 
pulsante, si può sollevare il 
coperchio superiore dell'In- 
terfaccia SCSI per accedere 
al vano pile (otto pile AA o 
accumulatore, non fornito) 
per l’alimentazione dell’Inter- 
faccia: le pile servono, evi- 
dentemente, per l’uso del 
lettore con i notebook. L’au- 
tonomia dichiarata è di qua- 
si 2 ore (110 minuti). Nello 
stesso vano sono accessibili 
due switch: il primo riguarda 
la terminazione SCSI (che è 
abilitata di default), il secon- 
do il Term Power che per- 
mette, per esempio, di ali- 
mentare interfacce SCSI per 
la porta parallela dei com- 
patibili. 

Per l’installazione basta as- 
semblare i due pezzi del Reno, collegare 
l’alimentatore e il cavo SCSI a una delle 
due porte del Reno e alla porta a 25 poli 
(tipo Macintosh, come quella del 3000) 
dell’interfaccia SCSI del computer. Reno 
funziona anche con lo Squirrel per 1200: 
non abbiamo potuto verificarne diretta- 
mente Il funzionamento, ma ce l’ha assi- 
curato l’importatore che lo vende anche 
in bundle con tale interfaccia, assieme a 
un apposito adattatore per il connettore 


SCSI. 

A sistema spento, i due pezzi del Reno 
possono essere disgiunti con molta sem- 
plicità agendo su un pulsante mascherato 
dal logo Media Vision. A questo modo si 
potrà lasciare l’interfaccia SCSI sempre 
collegata al computer (e ail’HiFi) e tra- 
sportare e usare altrove il lettore di CD 
Audio con l’alimentatore. 

Per terminare l’installazione, si dovrà usa- 
re un file System (come quello presente 
nel 3.1 o uno dei tanti Shareware 
o commerciali) creando un’ap- 
posita Mountlist. Per quello del 
3.1, basta modificare l’icona da 
Workbench, inserendo semplice- 
mente il numero di unità SCSI e il 
nome del device (default 
scsi. device) fra i Parametri (Tool 
Type). Reno è pronto per funzio- 
nare: se si desidera che il CD- 
ROM sia attivato a ogni reset del 
sistema, l’icona andrà spostata 
da Storage/DosDrivers a Work- 
bench : Devs/Dos D r i ve rs . 

Le prove 

Nelle prove come lettore SCSI, 
Reno si è comportato come un 
normale lettore a doppia velo- 
cità, con un transfer rate di 306 
kb/s sul 3000, esattamente la ci- 
fra dichiarata dal costruttore. Il 
tempo di accesso medio, pari a 
180 ms, è decisamente basso se 
paragonato a quello dei normali 
lettori di CD audio e lo colloca in 
posizione media fra i lettori di 
CD-ROM. Il buffer interno, tutta- 
via, è piuttosto piccolo (64 kb in- 
vece dei canonici 256 kb dei 


CD-ROM attuali) forse per limi- 
tare il consumo delle batterie e 
aumentare l’autonomia. L’im- 
pressione suscitata dall’uso co- 
munque è quella di un lettore 
veloce e rapido nelle risposte 
anche se non fulminante nel 
trasferimento dei dati. 
L’interfaccia supporta i coman- 
di linked, i trasferimenti sincroni 
e i comandi audio per il volume 
destro e sinistro tipici dello 
standard SCSI2. Non è però in 
grado di trasferire i dati audio 
come dati binari sul bus SCSI, 
almeno con i programmi Sha- 
reware che abbiamo usato per 
le prove. 

Ovviamente è compatibile con i 
Photo-CD multisessione e ab- 
biamo usato senza problemi 
anche gold disk con tracce da- 
ti e tracce audio mescolate. 

L’uscita audio appare di discreta qualità: 
sia quella in cuffia, sia quella amplificata. 
L’unico difetto riscontrato è una certa ru- 
morosità, dovuta alla rotazione del disco 
e al movimento della testina durante la ri- 
cerca di una traccia: potrebbe anche trat- 
tarsi di un difetto dell’esemplare in prova. 
Ottima invece la reazione ai sobbalzi e ai 
movimenti: il lettore poi funziona in qual- 
siasi posizione, anche capovolto. Il ma- 
nuale comunque consiglia di usarlo solo 
fermo e in piano e conviene attenersi a 
queste indicazioni. 

Fra l’altro, il lettore ferma automaticamen- 
te il disco dopo un certo periodo di inatti- 
vità, per economizzare i consumi. Questo 
effetto si può ottenere anche manualmen- 
te agendo due volte sul pulsante di Stop. 

Collusioni 

Se siete alla ricerca del lettore più econo- 
mico sul mercato o di quello più veloce, 
Reno non fa per voi. Se l’aspetto esterno 
del lettore non potrebbe riguardarvi di 
meno, se i lettori di CD audio abbondano 
oltre misura a casa vostra, probabilmente 
Reno non fa per voi. Se invece siete alla 
ricerca di qualcosa di piacevole a vedersi 
e progettato con cura, che non ingombri 
più di tanto la scrivania, che sia trasporta- 
bile facilmente, che funga anche da letto- 
re di CD audio trasportabile, che non sia 
il primo modello taiwanese disponibile, al- 
lora l’acquisto di Reno andrebbe preso in 
seria considerazione: è bello, funzionale, 
molto curato nella realizzazione. Fra l’altro 
il suo prezzo non è particolarmente eleva- 
to, se paragonato a quello di un normale 
lettore di CD-ROM SCSI con case esterno 
autoalimentato. A 


§CHEDA PRODOTTO 

Nome: 

>• • -J- ■ U-C: -, 6 •' r.jS#* « ' V.é ~ ->SèDk 

Produttore: 

Distribuito da: 

Tramarlo Computer, via Guari Dx 25e, 

3Z044 NHh U44? 

Prezzo: 

Giudizio: 

ottimo 

Configurazione richiesta: 
porta SCSI ., y . 

Pro: 

design, portabilità, funzionamento a pile e come 
lettore di CD audio portatile, controllo di SCSI ID, 
terminazione e Term Power, comandi audio e display 
a cristalli liquidi, borsa per il trasporto, cuffia, software 

pr Macintosh e PC doppia uscita audio per cuffia 

" 


.V.-V 

Contro: 

autonomia limitata, doppia velocità, manuale 
né italiano né inglese, rumorosità . 

Configurazione della prova: 




52 Amiga Magazine n°8o/luguo/agostoi99ó 


SOFTWARE 


AMIATLAS PRO 2.0 


I l panorama Shareware Ami- 
ga è sempre stato ricco e 

interessante, ma di questi 
tempi ha raggiunto un livello 

tale che alcuni programmi so- 

no in grado dì competere con 
eventuali concorrenti commer- 
ciali. È sicuramente il caso di A- 
miAtlas Pro, un programma che 
permette di calcolare itinerari 
stradali, di visualizzarli su una 
cartina e persino di stamparli. 

Sul disco allegato alla rivista tro- 
verete una versione dimostrativa 
del programma con interfaccia 
in italiano realizzata apposita- 
mente da Amiga Magazine per i 
propri lettori, in accordo con l’au- 
tore. Su queste pagine troverete 
anche un’offerta di registrazione 
particolarmente interessante. Ci 
sembra superfluo sollecitare i lettori alla 
registrazione: dovrebbe ormai essere evi- 
dente a tutti che lo Shareware sta soste- 
nendo in questi mesi il mercato Amiga 
con prodotti eccellenti e a prezzi decisa- 
mente ridotti, se paragonati a quelli di un 
programma commerciale. 

Installazione 

La versione registrata di AmiAtlas viene 
fornita su due dischi che contengono il 
programma standard di installazione: 
grazie a esso sarà molto semplice co- 
piarne il contenuto su hard disk. Il pro- 
gramma in teoria funziona a partire dalla 
versione 1.2, noi comunque l’abbiamo te- 
stato solo sotto 2.1 e 3.1. 

Oltre al programma viene fornita la map- 
pa italiana, mentre le mappe degli altri 


E.C. Klamm 


Viaggiare col mouse 



i 


ne della mappa stessa (da 150 kb a 1 
Mb).Ogni mappa aggiuntiva è dotata di 
un proprio script di installazione. Per ora 

10 script è in tedesco, ma l’autore sta la- 
vorando alla realizzazione di script di in- 
stallazione in inglese. Comunque l’instal- 
lazione è piuttosto semplice e può anche 
essere effettuata a mano, copiando il 
contenuto delle due directory delle map- 
pe (prima quella normale e poi quella con 
suffisso 2.0) in un’unica directory di pro- 
pria scelta. Eventualmente si dovrà anche 
copiare il contenuto delle altre directory 
relative agli stati confinanti nelle rispettive 
directory delle altre mappe presenti nel 
sistema: contengono i file .share che sta- 
biliscono i punti in comune fra le diverse 
mappe. 

11 manuale in tedesco è molto articolato 




(300 kb), non così quello in in- 
glese e in italiano che si ridu- 
ce a una sorta di elenco di tut- 
te le funzioni disponibili e che 
funge anche da help in linea 
accessibile via menu. Il pro- 
gramma e l’help in linea sono 
ora localizzati anche in Italiano 
grazie ad Amiga Magazine. 


La visualizzazione 
dei dati 

Il programma visualizza le 

f mappe mostrando città, stra- 

de, confini, mari, laghi, isole e 
rt fiumi (manca l’orografia). 

I Questo rende l’aspetto delle 

r cartine piuttosto gradevole. Il 

numero di colori e il tipo di 
schermo possono essere mo- 
dificati dall’utente. Con otto 
colori si ottiene un buon refresh e pochi li- 
miti sui colori; con 16 si ha una maggiore 
varietà cromatica: se ne consiglia l’uso 
sotto AGA. È anche possìbile cambiare 
l’aspect ratio per evitare le distorsioni do- 
vute a schermi con i pixel non quadrati. A 
ogni elemento della mappa, inoltre, può 
essere associato un font scelto dall’uten- 
te. 

Le varie funzioni del programma possono 
essere attivate mediante menu a tendina, 
combinazioni di tasti o icone presenti nel- 
la barra superiore. Quest’ultima può es- 
sere nascosta per aumentare l’area visibi- 
le. 

Si possono caricare più cartine contem- 
poraneamente: in tal caso ognuna appa- 
rirà in una finestra diversa; si possono an- 
che collegare due o più cartine diverse fi- 


paesi possono essere acquistate sepa- 
ratamente, anche in momenti diversi. I 
paesi disponibili sono Germania, Bel- 
gio, Benelux, Francia, Spagna e Porto- 
gallo, Austria, Gran Bretagna e Irlanda, 
Cecoslovacchia, Svezia e Norvegia, Po- 
lonia, Ungheria, Svizzera e Danimarca. 
Altre mappe sono in preparazione. 
L’occupazione dell’hard disk dipende in 
larga misura dalle mappe installate. 
Con la sola mappa dell’Italia l’occupa- 
zione è inferiore a 1 Mb. Ogni mappa 
aggiuntiva occupa una quantità variabi- 
le di spazio su disco che dipende dalle 
dimensioni dello stato e dalla precisio- 



no a formarne una sola, che poi po- 
trà essere salvata come un’unica 
mappa. I limiti di questa operazione 
di collegamento sono determinati 
solamente dalla memoria disponibi- 
le. 

La quantità di dettagli visibili può 
essere modificata aumentando o 
diminuendo il numero di città o di 
strade. Si possono visualizzare o 
meno i nomi delle strade e far ap- 
parire le scritte trasparenti o meno. 

La laguna di Venezia 
secondo AmiAtlas. 


N° 80/LUGUO/ AGOSTO 1 996 AMIGA MAGAZINE 5 3 





Sullo sfondo le mappe collegate di Italia , Francia, 
Svizzera e Benelux, sulla destra 
la mappa austriaca isolata . 


Molto utile la funzione Auto che la- 
scia decidere al programma, in fun- 
zione dell’ingrandimento adottato, la 
quantità di strade e di nomi da visua- 
lizzare. È possibile anche escludere 
dalla visualizzazione gli elementi 
geografici e del reticolo di meridiani 
e paralleli, a sua volta totalmente 
configurabile. 

Le varie località del programma sono 
classificate in dieci diversi livelli che 
vanno dalla capitale all’uscita auto- 
stradale, all’autogrill: ogni livello può 
essere visualizzato indipendente- 
mente dagli altri mediante l’apposito 
requester. Le strade sono classifica- 
te in sei livelli diversi. 

Il programma è in grado anche di visua- 
lizzare dati aggiuntivi come informazioni 
turistiche, alberghi, parchi, sigle automo- 
bilistiche. Tali informazioni comunque o 
sono in tedesco oppure esistono solo per 
poche cartine, come quella della Germa- 
nia, per cui sono in realtà poco utili qui in 
Italia. 

Per aumentare o diminuire l’ingrandimen- 
to esistono diverse possibilità: la più im- 
mediata e comoda consiste nel selezio- 
nare con il mouse l’area che interessa: 
questa occuperà tutta la finestra; esistono 
poi gadget, menu e combinazioni di tasti 
che permettono di aumentare o diminuire 
l’ingrandimento a piacere. 


Un gadget permette di visualizzare l’elen- 
co di tutte le città conosciute in ordine al- 
fabetico: selezionando uno di questi no- 
mi, si potrà poi visualizzarla, modificarne 
le caratteristiche o rimuoverla dal databa- 
se. 

Un’altra icona consente di effettuare la ri- 
cerca di una località nei database. Qui, 
come in tutti i casi analoghi, si può inseri- 
re solo un nome parziale e il programma 
mostrerà l’elenco delle città corrispon- 
denti per la scelta finale: veramente molto 
comodo, specie per le grandi città cui 
corrispondono molte entrate e uscite au- 
tostradali, oppure nel caso non si ricordi 
esattamente il nome di una città. Una vol- 
ta scelta la città, il programma visualiz- 


zerà la zona che la comprende, 
zoommando su di essa: la città scelta 
apparirà in colore per distinguerla im- 
mediatamente sulla cartina. 

Se la mappa contiene i dati geografici 
relativi alle regioni (non è il caso della 
cartina italiana), si può anche richie- 
dere la visualizzazione di una regione 
indicandone il nome. È invece sem- 
pre possibile far ricordare al program- 
ma l’area attualmente visualizzata cui 
ritornare in seguito (si può anche sce- 
gliere un area di default che verrà vi- 
sualizzata alla partenza del program- 
ma). La parte visualizzata della carta 
può essere stampata anche a colori 
utilizzando una scala a piacere, a patto 
però che la scala scelta non faccia de- 
bordare la stampa oltre i limiti del foglio. 
Una seconda opzione permette di far 
scegliere al programma la scala adegua- 
ta in funzione delle dimensioni del foglio 
di stampa (ma abbiamo avuto qualche 
problema nella nostra configurazione: la 
stampa debordava di un paio di millimetri 
l’area stampabile del foglio se si sceglie- 
va l’orientamento verticale). L’ultima pos- 
sibilità consiste nello stampare tutta la 
mappa su più fogli, come un poster: l’u- 
tente può scegliere anche manualmente il 
numero di pagine per lato. 

La stampa non avviene in background, 
ma appare comunque molto veloce: i 


Geographical Information Systems a Amifltlas 


GIS (Geographical Information Sy- 
stem) è la sigla usata per definire 
un'intera classe di programmi capaci di organizza- 
re, analizzare e rappresentare informazioni di di- 
verso tipo, ponendole in relazione in un contesto 
di tipo geografico. Un GIS è comparabile a un 
CAD, in quanto entrambi sono chiamati a gestire 
informazioni in un contesto spaziale, sebbene la 
natura delle informazioni, la scala degli spazi e il ti- 
po di analisi richiesta sono molto spesso profonda- 
mente diversi. Le informazioni gestite da un GIS 
comprendono il più delle volte aspetti geografico- 
geologici del territorio (come per esempio l'alti- 
metria e le caratteristiche del suolo), oppure aspet- 
ti più strettamente geografici come la densità di 
popolazione di una città o la struttura della rete di 
trasporti dell'area in questione. 

I US (Land-Use Information Systems) possono es- 
sere intesi come dei GIS creati per usi specifici, con 
il vantaggio di 1) sviluppare in modo più ap- 
profondito le capacità di analisi dei problemi per 
cui sono stati realizzati e 2) calibrare la richiesta di 
dati alle analisi specifiche che si vogliono operare. 

II maggiore svantaggio dei LIS è costituito dalla 
perdita di versatilità nell'analisi dei dati: la gamma 
di usi va decisa a priori e non è adattabile successi- 
vamente. Considerare i US solamente come GIS 
particolari non è appropriato, perché le due classi 
differiscono sia per i tipi di dati gestiti, sia per il ti- 
po di operazioni coinvolte e sia, infine, per gli usi 
per i quali vengono impiegati. I programmi che a- 
nalizzano le dinamiche dei trasporti sono comune- 


Marco Ruocco 


mente dei LIS capaci di leggere dati relativi alla re- 
te stradale e alle caratteristiche topografiche in cui 
questa rete si sviluppa, restituendo informazioni ri- 
guardo lunghezza della rete, comparazione della 
densità dei nodi di traffico in diverse aree e così 
via. Non sarà possibile per esempio conoscere 
quanti tipi diversi di vegetazione si possono incon- 
trare lungo una particolare strada, ma questo non 
è generalmente il tipo di informazione alla quale 
l'amministrazione dei trasporti è interessata. 
AmiAtlas si avvicina al concetto di US, poiché è ca- 
pace di effettuare analisi su un contesto spaziale; 
in particolare è in grado di determinare la distanza 
tra due città in funzione delle vie di trasporto che 
le collegano. 

A ben vedere non si tratta propriamente di un US, 
ma bensì di un programma database capace di 
rappresentare i dati in maniera spaziale, senza ave- 
re alcuna conoscenza di questi spazi se non a livel- 
lo di interfaccia. In altre parole, potete immaginare 
che la mappa d'Italia che state esplorando sia co- 
stituita in memoria da una lista di nomi di città e 
da una lista di strade determinate da città di par- 
tenza, d'arrivo, e dalle caratteristiche relative (au- 
tostrada, strada statale, ecc.). Il motivo per cui le 
città sono disposte sulla mappa così come nella 
realtà è dovuto solamente all'interfaccia del pro- 
gramma, che salva assieme ad ogni città una cop- 
pia di coordinate di schermo (scalate e ridotte con 
ingrandimento o spostamento, ma comunque 


non definite come posizione su una 
mappa). Non si tratta solo di una 
sottigliezza teorica: questo aspetto infatti spiega 
perché quando definiamo una nuova città cliccan- 
do sulla mappa, nello stabilire le vie di trasporto 
con cui questa è coliegata agli altri centri urbani 
viene sempre richiesto di specificare la distanza in 
kilometri con la città vicina, che AmiAtlas non è in 
grado di calcolare autonomamente. Il concetto di 
distanza tra due punti è una cosa che percepiamo 
intuitivamente su schermo, ma non è il modo con 
cui i dati sono conservati. D'altra parte, la distanza 
stradale fra due città può essere ben diversa da 
quella "in linea d'aria", per la presenza di curve e 
tornanti. Per cui il programma richiede l'effettiva 
distanza stradale invece di calcolarla in modo au- 
tonomo. 

Le limitazioni dovute a tutto questo sono quindi 
minime e, giustamente, AmiAtlas calibra la com- 
plessità del modello su cui è basato alla effettiva u- 
tilità che da esso può essere tratta. I parametri del 
database presi in considerazione, infatti, sono mol- 
ti e molto sofisticati, soprattutto nella definizione 
delle caratteristiche di strade e città. La completa 
modificabilità della mappa così come di tutti i pa- 
rametri del database è interessantissima, soprattut- 
to perché AmiAtlas potrebbe evolversi come pro- 
gramma geografico ipertestuale, capace per esem- 
pio di organizzare testi e immagini relativi a ogni 
città (un diario di viaggio?). Ma già così com'è 
consente di soddisfare tutte le esigenze di ogni 
buon viaggiatore. 



tempi di calcolo sono praticamente nulli, 
la velocità di stampa dipende essenzial- 
mente dalla stampante e dal driver. 
AmiAtlas non è solo un programma capa- 
ce di visualizzare mappe preesistenti, 
permette infatti di aggiungere o modifica- 
re qualsiasi dettaglio (selezionando con il 
mouse una strada o una località) e di 
crearne di nuove partendo da una carta 
vuota. Sfortunatamente, non esistono fun- 
zioni che permettono di importare dati da 
database geografici di pubblico dominio, 
né è stato reso pubblico il formato usato 
da! programma. La modifica delle map- 
pe, se non altro, può essere utile per ag- 
giungere particolari a una zona che ci in- 
teressa particolarmente. Peccato non sia 
possibile aggiungere alberghi o parchi a 
una mappa. 

Il livello di dettaglio e di precisione delle 
mappe varia molto da un paese all’altro, 
La migliore è la cartina tedesca. Ottima 
anche quella del Belgio e buone quelle 
della Francia e della Spagna. Il livello del- 
la cartina italiana non è dei più elevati, c’è 
qualche non piccola dimenticanza, spe- 
cie sui particolari geografici (mancano il 
lago d’Iseo e praticamente tutti i fiumi), 
mentre le distanze stradali non sembrano 
le più precise possibili; nel complesso co- 
munque i dati appaiono adeguati allo 
scopo cui sono destinati. 

La ricerca dell'itinerario 

Lo scopo principale del programma è 
quello di calcolare il percorso ideale fra 
due località, Questo percorso può essere 


S 


CHEDA PRODOTTO 


Nome: 

AmiAtlas Pro 2.0 (programma Shareware) 

, •' ' „ , . ■ 

Produttore; 

Software Development, Andreas Regul, Steinweg 6, 
61462 Kònigstein, Germany 

Prezzo: 

con la cartina italiana 50 marchi tedeschi, ogni mappa 
aggiuntiva 30 marchi, più 1 0 marchi tedeschi di spese 
fisse 

Giudizio; 

quasi ottimo 

Configurazione richiesta: 

hard disk, 2 Mb RAM, Kickstart e Workbench 1 .2 o 

superiore 


Pro ; 

facilità d'uso, ampia disponibilità di cartine, 
uso limitato delle risorse, alta configurabilità 

Contro: 

documentazione limitata, incompatibilità 
con database geografici di pubblico dominio 

llSiii 

Configurazione della pro¥a; 

A3 000 



Un'ottasione da non perdere 

Grazie a un accordo in esclusiva tra Amiga Magazine e l’autore di AmiAtlas, fino al 30 settembre 1996, i lettori 
di Amiga Magazine possono registrarsi ad AmiAtlas Pro 2.0, usufruendo di particolari condizioni di favore. Per 
usufruire dell’offerta, ci si rechi presso un ufficio postale e si effettui un vaglia postale internazionale in marchi 
tedeschi indirizzato a: 

Andreas Regul, Steinweg 6, D-61462 Kònigstein, Germany 

si compili inoltre questo modulo in tutte le sue parti e lo si spedisca entro il 30 settembre 1996 in busta chiu- 
sa (con una copia della ricevuta del vaglia postale) allo stesso indirizzo. 


Spett. Andreas Regul, spedisca direttamente al mio indirizzo: 

(barrare una o più caselle e calcolare il totale) 

□ AmiAtlas Pro V2.0 versione completa 

con mappa dell’Italia 40 marchi invece di 50 

□ Bundie 1: AmiAtlas Pro 2.0 versione completa con mappe di Italia, Svizzera, 

Austria e Germania 70 marchi invece di 140 

□ Bundie 2: AmiAtlas Pro 2.0 versione completa con mappe di Italia, Svizzera, 

Austria, Germania, Francia, Spagna e Portogallo 110 marchi invece di 200 

Altre eventuali mappe (30 marchi l’una) 

□ Germania □ Spagna/Portogallo □ Belgio 

□ Ungheria QBenelux □ Francia 

□ Norvegia/Svezia □Austria □Cecoslovacchia 

□ Svizzera □ Danimarca □ Gran bretagna/l rlanda , 

Totale mappe aggiuntive marchi 

□ Mappa tedesca speciale 45 marchi tedeschi 

Per un totale di marchi tedeschi 

+ Spese di spedizione fisse +10 marchi tedeschi 


Totale inviato mediante vaglia postale marchi tedeschi 



calcolato in base a tre criteri diversi: velo- 
cità, distanza e facilità. Il percorso più 
breve viene calcolato, ovviamente, som- 
mando le lunghezze delle strade che 
congiungono le città di partenza e desti- 


nazione. Quello più facile tiene conto del 
numero di cambiamenti di strada e tenta 
di minimizzarlo. Quello più veloce dipen- 
de da alcuni parametri scelti dall’utente: 
di ogni tipo di strada, infatti, l’utente può 


N° 80/LUGUO/AGOSTO 1 99Ó AMIGA Ma GAZI NE 5 5 




La mappa della Svizzera contiene anche 
il database delle sigle automobilistiche. 



Qui si impostano alcuni parametri 
importanti, come il consumo 
e il costo del carburante. 

decidere la velocità media in km/h e la 
priorità; quest’ultima può servire a e- 
scludere, per esempio, l'utilizzo delle 
autostrade anche quando si calcola il 
percorso più veloce. Il programma è an- 
che in grado di escludere dal calcolo 
strade in cui è segnalata la presenza di 
code. A tale scopo, prima di calcolare 
l’itinerario, l’utente dovrà modificare le 
strade interessate abilitando il parame- 
tro che indica la presenza di code. 

Il programma calcola anche il costo del 
viaggio: a tal scopo si dovrà indicare il 
consumo medio della propria autovettu- 
ra e il costo del carburante. Non è inve- 
ce previsto il costo autostradale. 

Per selezionare la città di partenza e 
quella dì arrivo esìstono due modi: il pri- 
mo consiste nello scegliere entrambe le 
città sulla cartina, il secondo inserendo i 
nomi negli appositi gadget stringa del 
requester. Il programma ricorda even- 
tuali città scelte in precedenza come 
partenza o destinazione e permette di 
selezionarle mediante un comodo menu 
popup. si può anche indicare l’ora di 


partenza o di arrivo (di default sono a 
0 e nel primo caso il programma per- 
mette di visualizzare le durate del viag- 
gio). È anche possibile scegliere delle 
città intermedie in cui fare scalo e que- 
sto permette di programmare viaggi 
anche molto complessi. Non è possibi- 
le scegliere la stessa città come par- 
tenza e arrivo (per esempio Milano-Mi- 
lano via Roma-Taranto-Rimini), ma è 
facile superare l’impasse scegliendo 
due località molto vicine (per esempio 
Milano-Milano Liguria) o creandone u- 
na al volo per la bisogna. Una volta 
configurato il requester per il calcolo 
dell'Itinerario, è bene salvarne il conte- 
nuto su disco perché il programma 
non ricorda l’impostazione preceden- 
te, una volta calcolato il viaggio, ma 
può caricare una configurazione da di- 
sco. Altro piccolo difetto è costituito 
dalle limitate possibilità di editing 
dell’elenco delle tappe intermedie: in 
realtà non è possibile modificarne l’or- 
dine o aggiungerne di nuove in una 
posizione intermedia, se non cancel- 
landole tutte e reinserendo da capo 

Ci accingiamo a calcolare il percorso 
Roma-Parigi via Marsiglia, 
che già appare sullo sfondo... 


tutti i dati. Molto utile invece è la già citata 
funzione di ricerca automatica del nome 
delle città che viene attivata automatica- 
mente appena si inserisce un nome in u- 
no dei gadget strìnga della partenza, 
dell’arrivo o delle tappe intermedie. Il cal- 
colo del percorso è abbastanza rapido, 
specie se si cerca il percorso più veloce; 
il tempio impiegato dipende dalla lun- 
ghezza del percorso e dalla quantità di 
particolari presenti nella mappa, ma si 
mantiene sempre entro limiti più che ac- 
cettabili, almeno su un 3000. 

Una volta terminati i calcoli, viene mostra- 
ta una tabella che elenca una grande 
quantità di dati configurabili dall’utente. Si 
va dai centri toccati, alle strade, alle loro 
lunghezze, al tempo trascorso, ai chilo- 
metri percorsi e quelli mancanti all’arrivo. 
Vengono inoltre visualizzati chilometri e 
tempo totale, consumi, costi e percentua- 
le di percorso svolto in autostrada. La ta- 
bella può essere salvata su file ASCII, 
stampata, oppure visualizzata sulla map- 
pa. In quest’ultimo caso, il programma a- 
datterà automaticamente l’ingrandimento 
per mostrare a video tutto il percorso. Tut- 
te le tabelle calcolate durante una 
sessione di lavoro rimangono in 
memoria ed è possibile visualizzare 
sulla cartina più percorsi contempo- 
raneamente. 


sES'-F'rrifiFiFinsiirefj 



i Tifw « percorso 


Partenza 

tjjlWiPSl Arrivo 

Otta di partBAz» 

IMM 

Otódfsrrtwi 


' VI* 

1 

I Vf-v. i I 

.mmmm 



...il viaggio richiederà 16 ore e 35 minuti 
e costerà 130.000 lire, usando una vettura 
a gas, ovviamente. 



Contlusioni 

AmiAtlas è un ottimo programma. 
Veloce, funzionale, flessibile, alta- 
mente configurabile, graficamente 
accattivante, usa le risorse hardwa- 
re con intelligenza ed è pratica- 
mente privo di bug: a noi è andato 
in guru solo al momento del colle- 
gamento di più mappe, quando ab- 
biamo tentato di salvare la nuova 
mappa su disco subito dopo la sua 
creazione (basta rispondere negati- 
vamente al requester che appare al 
termine dell’operazione di collega- 
mento e salvare la nuova mappa in 
un secondo momento, per aggirare 
del tutto il problema). Grazie all’e- 
norme numero di cartine disponibi- 
li, il programma è particolarmente 
utile per la pianificazione di viaggi 
all’estero e per la ricerca di località 
geografiche. Grazie alle possibilità 
di editing, può anche essere usato 
per creare manualmente piccole 
cartine da usare per gli scopi più 
vari (presentazioni, didattica, illu- 
strazioni di testi): peccato non pos- 
sa salvare file IFF, ma un grab dello 
schermo dovrebbe risolvere il pro- 
blema. ▲ 





s 


WORDWORTH 5 



Il word processor 


D a anni Amiga attendeva 
un word processor capa- 
ce di supportare l'italiano 
e dotato di funzioni avanzate 
come gestione capitoli, note a 
piè di pagina, indici, tabelle e 
così via. WordWorth 4SE, recen- 
sito sul numero 77 di Amiga Ma- 
gazine, offriva solo una parte 
delle funzioni desiderate, men- 
tre Final Writer 4, recensito sullo 
stesso numero, si avvicinava 
maggiormente all’obiettivo, ma 
aveva il triste difetto di non sup- 
portare l'italiano. WordWorth 5, 
non solo integra molte delle fun- 
zioni presenti in Final Writer 4, 
ma addirittura le supera, offren- 
do anche il supporto per la lin- 
gua italiana. Proprio per que- 
sti motivi si propone come il 
miglior word processor per A- 
miga, specie nel nostro pae- 
se. 

Questa recensione focalizzerà 
l’attenzione sulle differenze e- 
sistenti rispetto alla versione 4SE del pro- 
gramma. Il prodotto ci è giunto con ma- 
nuale, help in linea, vocabolario e inter- 
faccia in inglese. Non è disponibile per o- 
ra una versione in italiano (anche se non 
è affatto esclusa per il futuro), ma l’utente, 
come ora vedremo, può sicuramente fare 
già qualcosa per avvicinare WW5 alla 
propria lingua. Intanto, su Aminet è ap- 
parso un file con i catalog in italiano, i 
quali possono essere aggiunti al pro- 
gramma, una volta installato. Il file si chia- 
ma Wordworth5_ITA.Iha ed è stato realiz- 
zato di propria iniziativa da Giovanni Ad- 
dabbo (gaddabbo@imar.net). 

Oltre ai catalog per la localizzazione 
dell'Interfaccia del programma, l’archivio 
contiene anche l’help in linea compieta- 
mente tradotto: si tratta di quasi 240 kb di 
testo. Un lavoro veramente titanico e rea- 
lizzato con arte, per il quale l’autore ri- 
chiede solo qualche lettera o email. 

Per il vocabolario ( thesaurus ), la sillaba- 
zione (hyphenation) e il controllo lessicale 
( spelling checker) in italiano, si possono 
usare quelli forniti con WordWorth4SE in i- 
taliano (o con una precedente versione 
del programma) basta indicare fra le Set- 
tings alla voce Speli (Dictionary e Thesau- 


rus) la stessa directory usata dalla 
versione 4SE italiana per recuperare an- 
che il vocabolario utente eventualmente 
già creato. L’ideale quindi è fare un up- 
grade dalla versione 4SE contenuta nel 
CD-ROM Personal Suite di Cloanto. Pec- 
cato che per ora non sia previsto uno 
sconto per gli utenti della versione 4SE, 
almeno in Italia. 

Manuale e installazione 

Il manuale, in inglese, è un piccolo capo- 
lavoro grafico-editoriale: 250 pagine di te- 
sti, immagini, disegni, schemi e didasca- 
lie stampate in bianco e nero ad altissima 
qualità. Molti aspetti del programma sono 
illustrati da sequenze di immagini con di- 
dascalie esplicative. La prima parte costi- 
tuisce una presentazione delle caratteri- 
stiche più significative del programma, la 
seconda funge da tutorial su configura- 
zione e uso del programma; la terza, infi- 
ne, descrive sistematicamente i menu. 
Completano il manuale varie appendici e 
un indice analitico. Il manuale è abba- 
stanza completo, anche se per alcuni a- 
spetti si sente la necessità di qualche 
spiegazione aggiuntiva; in particolare, ri- 
sulta alle volte difficile la ricerca di qual- 


che specifica informazione, 
perché alcune compaiono solo 
fra i tutorial e l’indice analitico, 
da parte sua, lascia alquanto a 
desiderare per organizzazione 
e precisione. Alle volte risulta 
più facile trovare quello che si 
cerca nell’help in linea, il quale 
in alcuni passaggi risulta an- 
che più preciso del manuale. 
Un file readme su disco com- 
pleta la documentazione. 

Il programma è composto da 
quattro dischi più tre di font 
Compugraphic. L’Installer 
standard permette l'installa- 
zione del programma su hard 
disk o su floppy e chiede 
all’utente il modello di stam- 
pante posseduto per installa- 
re il driver AmigaDOS corri- 
spondente (l’elenco è molto 
lungo, ma non compaiono i 
modelli più recenti come la 
Stylus Color), la presenza e- 
ventuale di una scheda grafi- 
ca e la presenza o meno sul sistema di 
TurboCalc (con i cui file, WW5 è compati- 
bile, come vedremo). Una volta installato, 
è possibile aggiungere un’altra stampan- 
te, mediante un secondo script per l’In- 
staller. L’installazione dei font avviene 
mediante un secondo script posto sul 
primo dei tre dischi di font. A noi tale o- 
perazione ha creato uno strano problema 
con il programma di decompressione for- 
nito. Il programma, una volta reso resi- 
dente, non funzionava come faceva lo 
script: modificando manualmente 
quest’ultimo abbiamo aggirato l’ostacolo. 
Probabilmente l’incompatibilità era dovu- 
ta a qualche particolare della nostra con- 
figurazione. 

L’aspetto esteriore del programma non è 
cambiato affatto rispetto alla versione 
precedente. Le novità, quindi sono più 
sostanziali che apparenti e andranno cer- 
cate nei vari requester e nei menu. 

Stili, paragrafi e formattazione 

La gestione dei “fogli stile” è stata miglio- 
rata. Il programma distingue tra fogli di 
stile applicati a un paragrafo, che com- 
prendono le opzioni per paragrafi, tabula- 
zioni ed eventualmente font, e applicati al 


N° 80/LUG LIO/ AGOSTO 1996 AMIGA MAGAZINE 57 




SOFTWARE 


testo, che comprendono solo le 
opzioni realtive al font; ora è pos- 
sibile caricare gli stili da un altro 
documento e generarne uno che 
modifica solo parzialmente uno 
preesistente, creando così una 
sorta di ereditarietà fra gli stili. Li- 
na volta creato, è possibile appli- 
care al testo solo certe caratteri- 
stiche dello stile, mediante oppor- 
tune combinazioni di tasti. Un 
nuovo gadget a forma di pipetta, 
presente sulla barra superiore, 
permette di copiare lo stile diret- 
tamente da! testo e di “iniettarlo” 
in un’altro paragrafo. 

Si possono usare font bitmap, 
Compugraphic, TrueType (solo 
con 68020 o superiore), Adobe e 
font della stampante (rese a video 
con un font equivalente, scelto 
automaticamente dal program- 
ma). Per usare font vettoriali non 
Compugraphic occorrono 4 Mb di 
RAM. 

Il sottolineato ora può essere 
semplice o doppio. Apice e pedi- 
ce prevedono la riduzione auto- 
matica del corpo del font, defini- 
bile dall’utente, come valore per- 
centuale. 

Compaiono il modo Small Caps 
(maiuscoletto) le cui dimensioni 
sono definibili dall’utente sempre 
con un valore percentuale che in- 
dica la riduzione del corpo del 
font, e Strikethrough, che permet- 
te di stampare scritte barrate. Lo 
Small Caps è accessibile attraver- 
so il nuovo gadget “K” posto sulla 
barra superiore. 

È possibile modificare l’ampiezza 
orizzontale del font con un valore 
percentuale compreso tra 25% e 
999% e imprimergli un’inclinazio- 
ne compresa tra -45° e +45°. 

Per l’altezza delle linee si può 
scegliere un valore custom da e- 
sprimere in punti. 

La nuova opzione Bullet Point, ac- 
cessibile anche attraverso un’ico- 
na, permette di creare elenchi in- 
dentati e introdotti da un carattere 
(punto, asterisco...) definibile 
dall’utente anche per quanto ri- 
guarda il font. 

L’icona Hanging Indent permette 
di indentare un paragrafo, a e- 
sclusione della prima linea, men- 
tre altre due icone permettono di 
spostare un intero paragrafo a 
destra o a sinistra di un tab. Sono 
funzioni, queste, che potevano 



Il Librarian. 



I requester per la configurazione delle note. 



essere realizzate anche in prece- 
denza, agendo sugli appositi campi 
del requester dei paragrafi, ora 
però risultano molto più comode da 
utilizzare. 

Fra le opzioni relative all’intero do- 
cumento, oltre alla disposizione 
normale, su pagine affiancate e su 
pagina doppia, è disponibile l’op- 
zione Landscape che stampa le pa- 
gine ruotate di 90°. 

Editing 

A livello di funzioni di editing del 
documento va segnalata l’introdu- 
zione di segnalibro ( Bookmark ), 
con nomi definibili dall’utente, e la 
possibilità, mediante la funzione Go 
To, di spostarsi a una pagina, a un 
segnalibro o alla porzione di testo 
che contiene una determinata nota. 

Il copia e incolla del testo ora è 
compatibile con la clipboard di si- 
stema e questo permette un rapido 
interscambio di dati con altri pro- 
grammi. Peccato non si possano 
ancora scambiare immagini: il co- 
pia e incolla degli oggetti è infatti 
possibile, ma gestito internamente 
dal programma. 

Il Librarian è un nuovo strumento di 
editing che permette di creare una 
collezione di frasi le quali appaiono 
poi in una lista da cui possono es- 
sere selezionate con il mouse per 
l’inserimento nel testo. Possono 
contenere qualsiasi carattere spe- 
ciale, fra cui quello di fine para- 
grafo: è quindi possibile preparare 
singole frasi ricorrenti oppure interi 
paragrafi, come il proprio indirizzo 
o l’intestazione di una lettera con la 
data sempre aggiornata. È stato an- 
che aggiunto uno screen blanker e 
Playtime, l’edizione WordWorth del 
gioco del 15; Speech invece usa la 
sintesi vocale interna di Amiga, pre- 
sente fino al 2.0, ma utilizzabile an- 
che sotto 3.0, per leggere una pa- 
rola o un testo. 

Note 

Una delle novità più importanti è la 
gestione delle note, che possono 
essere stampate a fine documento 
oppure a piè di pagina. Non si trat- 
ta soltanto di una miglioria estetica: 
nei testi scientifici, come si sa, co- 
stituiscono un obbligo; inoltre, la lo- 
ro gestione manuale è particolar- 
mente difficoltosa e, quindi, un sup- 
porto per l’automatizzazione della 
loro creazione e del loro manteni- 


58 Amiga Magazine n°8o/luguo/agostoi99ó 







SOFTWARE 


mento non può che risultare 
particolarmente gradito. Si noti 
che WordWorth 5 è uno dei po- 
chi se non l’unico word proces- 
sor per Amiga in commercio ca- 
pace di gestire note a piè di pa- 
gina. 

Per creare una nota bisogna de- 
cidere il punto dì inserzione e 
attivare l’apposita voce di menu. 
Il requester relativo permette di 
scrivere una nuova nota (o mo- 
dificarne una esistente) median- 
te un gadget stringa. Questo si- 
gnifica che la nota non può ave- 
re dimensione eccessive, anche 
perché l’editing sarebbe, in que- 
sto caso, molto faticoso. Nel te- 
sto verrà inserito automatica- 
mente il numero corrispondente. 
Cancellando questo numero nel 
testo, verrà cancellata automati- 
camente anche la nota associa- 
ta; mentre inserendo una nuova 
nota, anche intermedia, tutta la 
numerazione verrà adeguata. 

Lo stile delle note può essere 
definito indipendentemente da 
quello del testo; fra il testo e le 
note a piè di pagina si può inse- 
rire una linea le cui caratteristi- 
che sono modificabili quasi si 
trattasse di un oggetto di tipo li- 
nea. Il numero di nota iniziale 
può essere definito dall’utente e 
ciò può servire nel caso si spez- 
zi un lungo testo su più docu- 
menti. Le operazioni di copia, 
taglia e incolla su porzioni di te- 
sto che includono note, sfortu- 
natamente, fanno perdere le no- 
te stesse. La gestione delle no- 
te, pertanto, rimane ancora un 
po’ limitata. 

Tabelle 

Un’altra importante novità, che 
facilita enormemente la creazio- 
ne di lettere commerciali e testi 
scientifici o relazioni, è costituita 
daH’implementazione di un nuo- 
vo oggetto: le tabelle. Si tratta di 
griglie che possono contenere 
testi e dati numerici incolonnati. 
Ogni riga o colonna è segnalata 
da un filo (editabile per spesso- 
re e colore) che può essere 
spostato con il mouse diretta- 
mente sul foglio. Le caselle pos- 
sono contenere più righe di te- 
sto e ognuna può essere for- 
mattata indipendente dalle altre. 
Il numero di colonne e di righe, 



Sulla sinistra una tabella importata da TurboCalc : 
i font possono essere modificati casetta per casella, 
A destra i requester per la creazione e la modifica 
delle tabelle. 



Il requester di destra permette (Inserimento 
di una parola o di una frase nelVindice analitico , 
quello di sinistra permette di modificarne l’aspetto. 



Ecco un esempio di indice analitico di WW5 
creato automaticamente. 


al momento della creazione della ta- 
bella, è determinato dalle tabulazioni 
e dall’interlinea. Le tabelle sono tratta- 
te alla stregua degli altri oggetti e, co- 
me questi, possono essere spostate, 
ridimensionate e modificate. I dati già 
inseriti non vanno persi anche se si ri- 
duce il numero di righe o colonne o si 
inseriscono colonne o righe nuove in 
un punto interno alla tabella. I dati in 
eccedenza non vengono mostrati a 
video, ma sono pronti a riapparire nel 
momento in cui si aumenteranno le di- 
mensioni della tabella o si cancelle- 
ranno righe o colonne. 

I dati possono anche essere importati 
direttamente da un foglio TurboCalc, 
con cui però non c’è compatibilità per 
le date, che andranno perciò perdute. 
È possibile importare i dati prima an- 
cora di creare una tabella: in tal caso 
il programma crea la tabella automati- 
camente. Tuttavia, se il foglio supera 
certe dimensioni, WW5 tronca i dati 
sia orizzontalmente che verticalmente 
senza avvertire l’utente. È bene, quin- 
di, creare prima la tabella con le di- 
mensioni volute e poi caricare i dati 
da un foglio TurboCalc. 

WW5 è in grado, inoltre, di inserire in 
una casella il risultato dei calcoli effet- 
tuati sulle caselle soprastanti o a sini- 
stra; si tratta delle operazioni di som- 
ma, media, minimo e massimo. L’im- 
plementazione delle tabelle ci è sem- 
brata, in definitiva, efficace e soprat- 
tutto molto facile da usare. 

Inditi 

Altra novità rispetto alla versione 4SE 
è costituita dalla possibilità di genera- 
re vari tipi di elenchi, da una parte Ta- 
ble of Contents (Sommario) e liste ge- 
neriche, dall’altra un Index (Indice A- 
nalitico) ordinato in ordine alfabetico. 
Tutti vanno generati indicando al pro- 
gramma il testo (parola o frase) che 
dovrà comparire nell’elenco. Una gra- 
ve lacuna dell’interfaccia per la crea- 
zione delle liste è l'impossibilità di 
cancellare una lista o un elemento 
creati in precedenza. 

Le liste prevedono la possibilità di uti- 
lizzare vari livelli, che si traducono in 
linee rientrate al momento della crea- 
zione della lista. La lista viene creata 
nel punto in cui si trova il cursore, o- 
gni volta che si accede all’apposita 
opzione di menu: WW5, quindi, non 
prevede, come fa invece Final Writer, 
sezioni separate per gli indici. Si può 
decidedere il titolo, lo stile associato a 
titolo e testo, il numero di livelli da 


N° 80/LUGUO/AGOSTO 1 996 AMIGA MAGATINE 5 9 






SOFTWARE 


stampare e i caratteri da usare per far 
rientrare ogni livello (di solito si tratta di 
spazi). 

L’indice analitico permette invece di crea- 
re una lista alfabetica di nomi: in questo 
caso sono disponibili solo tre livelli. Di o- 
gni nome, se richiesto, VWV5 può effettua- 
re la ricerca in tutto il testo, riportando i 
numeri di pagina in cui compare. Even- 
tuali pagine consecutive possono essere 
accorpate (es. 1-3 invece di 1, 2, 3). Ca- 
rattere divisorio, indentazione e stile pos- 


possibilità di tagliare un’immagine 
e anche quella di posizionarla sot- 
to il testo. 

Esiste un nuovo modo di collega- 
mento fra il testo e l'immagine, si 
chiama Hot Link: consente di ag- 
giornare in tempo reale l’immagine 
presente nel documento ogni volta 
che si modifica il file sorgente, per 
esempio con un programma grafi- 
co esterno. 



sono essere definiti dall’utente. Usando 
come carattere divisorio fra la parola e il 
numero di pagina tabulazioni riempite di 
punti o altro, si possono creare indici ben 
allineati. Peccato che il programma non 
ricordi le varie opzioni utilizzate per la 
creazione dell’indice: si dovrà introdurle 
di nuovo ogni volta. 

Oggetti grafia 

Il supporto per gli oggetti grafici è stato 
migliorato sotto molti aspetti. Per quanto 
riguarda le immagini, ora è possibile an- 
che caricare immagini a 24 bit (convertite 
a 256 colori) e i formati BMP, PCX, UFF, 
IMG, GIF oltre ai formati vettoriali CGM, 
GEM ed EPS (questo richiede hard disk e 
3 Mb di memoria). Si sente la mancanza 
del supporto per i formati JPEG e FAXX e 
per i datatype. La capacità di rappresen- 
tare le immagini a colori non sembra fun- 
zionare con tutti i formati: alcune vengono 
rappresentate a due colori. Permane l’im- 


Stampa 

La stampa può avvenire totalmente in 
modo PostScript, in modo grafico, oppu- 
re, se la pagina contiene solo testo, usan- 
do eventuali font presenti nella stampan- 
te. Con le LaserJet, è anche possibile 
downlodare nella stampante i font Com- 
pugraphic usati a video, in modo da velo- 
cizzare le operazioni di stampa. Anche 
questo può avvenire solo con le pagine 
puramente testuali, comunque WW5 è in 
grado di stabilire se in una pagina esiste 
della grafica e tornare automaticamente 
in modo grafico se necessario. Abbiamo 
provato a usare i font della stampante 
Stylus 800: VWV5 riconosce tutti i 15 font 
della Stylus, che vengono diligentemente 
elencati nella lista per la scelta del font 
(anche quelli vettoriali ESCP2) e i corpi 
relativi, ma sfortunatamente usa solo due 
font per rappresentarli a video. Con il dri- 
ver AmigaDOS scelto automaticamente 
dal programma di installazione, con quel- 
lo di TurboPrint e con quello di Stu- 
dio si ottengono comunque i risultati 
voluti. Anche se non si possiede una 
stampante PostScript, ricordiamo, è 
possibile stampare il documento in 
tale formato in un file e includervi, se 
necessario, i font per l’eventuale 
stampa presso un Service. Fra le op- 
zioni di stampa, si segnala la presen- 
za di un nuovo gadget per la stampa 
in background. Il Merge può utilizza- 
re database in formato WordWorth e 
Datastore, Digita MaiIShot Plus, CSV 
(SuperBase, TurboCalc e altri), DIF 
oppure scegliendo manualmente il 
carattere di fine campo e di fine re- 
cord. 

Input e output 

Il salvataggio dei file può avvenire in 
nuovi formati: RTF (Rich Text Format) 
e Word Perfect 5.1. 

Si possono inoltre caricare file anche 
nei formati Final Copy e Final Writer, 
RTF, WordPerfect e poi Microsoft 
Word, Works, Wordstar e Write. Per 
tutti questi formati viene assicurata 
compatibilità a livello di testi e di stili, 


Il Wizard evidenziato in primo piano 
ha creato interattivamente 
il template che si vede sullo sfondo. 

non di immagini o font. Le nostre prove 
con file Word 6 sono state però molto de- 
ludenti a differenza di quelle con i file Fi- 
nal Writer. 

È stata infine introdotta un’opzione di sal- 
vataggio automatico dopo un numero di 
minuti definibili dall’utente. 

ARexx 

Il supporto ARexx è stato migliorato con 
l'aggiunta di numerose funzioni e di un’in- 
terfaccia che elenca in una lista i pro- 
grammi preferiti dall’utente. Vengono inol- 
tre forniti particolari programmi ARexx, 
accessibili attraverso la voce di menu Wi- 
zard, che da una parte fungono da tuto- 
rial, dall’altra permettono di creare inte- 
rattivamente documenti come pagine 
WWW, lettere, ordini, mail merge. È pos- 
sibile scrivere nuovi Wizard, conoscendo 
ARexx, ovviamente. 

Conclusioni 

WW5 è un word processor capace di 
soddisfare le esigenze della maggior par- 
te degli utenti. Le carenze sono ormai 
piuttosto limitate: manca la possibilità di 
dividere il documento in capitoli, utile per 
gestire manoscritti di una certa mole; 
manca la gestione automatica della bi- 
bliografia e dell’indice delle illustrazioni; 
manca il supporto per la creazione di for- 
mule matematiche; la possibilità di di- 
sporre sulla pagina figure irregolari; la ca- 
pacità di gestire immagini a 24 bit senza 
ridurle a 256 colori, di mettere le immagi- 
ni sullo sfondo del testo e di usare i da- 
tatype. Il programma è abbastanza velo- 
ce, molto stabile e praticamente privo di 
bug: abbiamo solo riscontrato in certi ca- 
si la tendenza a non seguire perfettamen- 
te i contorni di un’immagine dai contorni 
circolari. Il supporto per l’italiano (alle 
condizioni spiegate all’inizio) ne fa un 
prodotto unico nel suo genere e gli fa su- 
perare d’un balzo il confronto con il suo 
diretto concorrente: Final Writer IV. A 


CHEDA DRODGTTO 


Nome: 

WordWorth 5 

Produttore: 

Digita 

importato da: 

CATMU snc, via G. Di Vittorio 22, 1 0023 Chieri (TO), 
tei. /fax 011-941 5237, Internet soiotre^mbox.vol. it 


Prezzo: 

L. 205.000 

Giudizio: 

ottimo 

Configurazione richiesta: 

Kickstart 2.04, 3 Mb di RAM, hard disk o due floppy 

Pro: 

buona documentazione, indici, note a piè di pagina, 
tabelle, può stampare con i font defla stampante, 
carica testi in vari formati 


Contro: 

documentazione in inglese, limiti nella gestione 

di note e indici, manca supporto per creazione 
formule matematiche, non si può dividere il testo 
in capitoli, non stampa a 1 6 milioni di colori 
e non supporta i datatype 


Configurazione della pr©¥a: 
A3000, Kickstart 3. 1 



FAMILY CONNECTIONS 


Marco Ruocco 


Genealogie su Amiga 



F amily Connections, della 
statunitense Legendary 
Design Technologies, è un 
programma database apposi- 
tamente pensato per organiz- 
zare, conservare e recuperare, 
attraverso diversi metodi di rap- 
presentazione, le informazioni 
genealogiche relative a gruppi 
familiari e rapporti di discenden- 
za. Si tratta di un database o- 
rientato a un uso specifico, che 
in gergo viene definito con il ter- 
mine "canned", cioè inscatolato e 
pronto per essere usato senza 
dover operare alcuna progetta- 
zione da parte dell'utente. 

A differenza di tutti i database 
non relazionali, nei quali comune- 
mente non possono essere defi- 
niti ordinamenti o rapporti di su- 
bordinazione tra le varie unità di 
dati (i record) che sommati com- 
pongono l'insieme gestito dal da- 
tabase, Family Connections è in 
grado di organizzare le varie en- 
tità singole, nel nostro caso le sin- 
gole persone con le relative informazioni, 
in modo da costituire un vero e proprio al- 
bero genealogico. Il fatto importante è 
che ciò non viene solamente usato come 
modo per visualizzare i dati, ma costitui- 
sce la loro struttura organizzativa, utilizza- 
ta sia nell'Inserimento dei dati come nelle 
diverse rappresentazioni. 

Confezione, manuale 
e installazione 

Il software è distribuito su un floppy, che 
contiene il programma, un database di e- 
sempio e alcune utility per effettuare sem- 
plici operazioni sui file genealogici non 
implementate nel programma principale: 
per esempio ottenere liste abbreviate dei 
componenti della famiglia o effettuare or- 
dinamenti alfabetici. Il manuale è costitui- 
to da circa 30 pagine scritte in inglese e 
contenute in un raccoglitore ad anelli. 
Vengono spiegate le varie possibilità of- 
ferte dal programma in modo sufficiente- 
mente chiaro, facendo uso di esempi e di 
immagini. Il programma non è complesso 
e la logica di funzionamento la si com- 
prende davvero molto in fretta. Per alcune 
parti, invece, come per la definizione dei 


suffissi (come "#?") da usarsi nelle ricer- 
che o la configurazione della stampante 
in modo "landscape", viene suggerita co- 
me lettura di riferimento il Rom Kernel Ma- 
nual 2.0 di AmigaDos, che non è certo il 
testo più diffuso tra gli utenti medi Amiga 
- probabilmente si tratta di una manovra 
di promozione culturale, infatti basta a 
questo proposito il manuale dell'Amiga- 
DOS. Le ultime pagine offrono esempi dei 
diversi modi di stampa dei dati, anche se 
non è stato fatto un grande sforzo per 
presentare casi particolarmente significa- 
tivi: mancano per esempio casi di gradi 
multipli di discendenza. 

Loglio di funzionamento 

Family Connections è un database che 
non usa un tradizionale approccio gerar- 
chico per strutturare sottoforma di albero 
genealogico i vari elementi di una fami- 
glia. Come spiega il manuale, visto che 
qualche volta le persone non riescono a 
stringere e mantenere rapporti familiari 
semplici e stabili, un tale tipo di approc- 
cio avrebbe impedito di gestire matrimoni 
multipli o tra parenti più o meno remoti. 
Family Connections utilizza invece un da- 


tabase di tipo network, che 
permette cioè di collegare 
persone tra loro per mezzo di 
una rete {network) di relazioni, 
strutturata tutta su uno stesso 
livello logico e in ogni momen- 
to modificabile senza dover 
stravolgere tutto il resto. Que- 
sto si traduce nel fatto che le 
informazioni relative alle per- 
sone (nome, data e luogo di 
nascita, situazione coniugale, 
ecc.) vengono considerate in- 
dipendenti dai rapporti di pa- 
rentela. Prima cioè si defini- 
scono le caratteristiche di, 
poniamo, cinque persone di 
un nucleo familiare; in un se- 
condo tempo possiamo lega- 
re due di esse con una rela- 
zione coniugale (decidendo 
marito e moglie) e i restanti 
tre con una relazione filiale 
alla coppia di genitori. Nelle 
informazioni legate a ciascun 
figlio devono essere ripetuti i 
nomi di entrambi i genitori, dal momento 
che tali persone non vengono considerati 
a priori figli della coppia. In questo modo, 
in caso di divorzi e successivi secondi 
matrimoni, i figli del primo matrimonio ri- 
mangono legati logicamente ai primi ge- 
nitori e noi potremo sostituire il primo le- 
game coniugale con quello instauratosi 
più recentemente. Ci possono quindi es- 
sere figli di persone non attualmente spo- 
sate. Con un database gerarchico, i figli 
del primo matrimonio avrebbero cessato 
di essere figli dei genitori naturali, perché 
la gerarchia sarebbe cambiata senza la- 
sciare più nulla di quella precedente. 

Programma 

L'interfaccia grafica a finestre non è parti- 
colarmente sofisticata. Nella finestra (non 
dimensionabile) viene rappresentata una 
sola persona alla volta e, al di sotto di es- 
sa, viene riportato l'elenco di tutte le per- 
sone con le quali sussiste un rapporto di 
parentela, specificato in dettaglio a lato. 
L'aggiunta di persone nel database viene 
eseguita richiamando una seconda fine- 
stra, nella quale possono essere inseriti 
nome, data di nascita/morte, luogo di na- 
scita, nome dei genitori (determina stato 


N° 80/LUGUO/ AGOSTO 1 99Ó AMIGA MAGAZINE 6 1 



SOFTWARE 


i Fanti y ConaetUons, £1995 E. ti, Ereene and legendary Pesign Technologies, Ine, 


La finestra per modificare 
i dati di una persona. 


filiale), stato civile. È inoltre 
possibile collegare a ogni 
persona un file di testo, ca- 
ratterizzato da una determi- 
nata formattazione, in cui in- 
cludere eventuali informa- 
zioni aggiuntive. Per i matri- 
moni, una seconda finestra 
viene aperta per inserire il 
nome degli sposi e la data 
e il luogo delle nozze. 

Le date e i nomi devono es- 
sere inseriti esattamente nel 
formato richiesto, pena l'in- 
comprensione da parte del 
programma. La tastiera va u- 
sata praticamente per ogni o- 
perazione: sia ricercare nel 
database una data persona 
(non è possibile scorrere tra i 
record, ma occorre o il nu- 
mero di identificazione o par- 
te del nome ricercato), sia in- 
serire nuovi dati che hanno 
parti in comune con quelli 
già inseriti. 

Family Connections fornisce 
diversi tipi di rapporti relativi 
ai dati presenti nel databa- 
se. L'Ahnentafel Report con- 


Personl Sanfróe, Miti Carter 
lift Mate: 1119 Bar 12 infeste: 1993 
Uvìng: Yes Barilai statosi Siali* 
Sìrtfepiace: IMwfc, lacku&ods, Bisery USI 
Pres. toc.: BMaak, IHsery 

fattori Satpto, Junior Stopsea 
Bottoni CoVj Bartto finn 
Srsttorl SatMe, -imito Stopson II 


3 *m 19 


»: « 
85*1 7 
SexI Hate 


II: 19 

tote: 1996 

ter 11 
Spouse | 

Ha» |Saflpl*» Mito Carter j 

Sex 0|- Hat* | 

Barilai stati» 0j Sito t* 


frate «rf trónfi 1 1919 Bar 12 

| Unito 01 Yes 


Iole, liete | 1993 im 19 

Hate f« 

Las» 1 

fiat* af feirU Jtedaftk, latlaeMs, Hisery 8SI j 

Ucatiw JHMsak, Bìsery | 

fattor {Sanale, Jmróto S mpson | 


Nottor |(ey. Bar t ha tea 

1 


0* | 

JÈSLl 

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di selezione delle informazioni messe a 
disposizione (un requester numerico 
con il numero di generazioni da consi- 
derare non avrebbe generato grossi 
problemi di implementazione). 

Conclusioni 

Family Connections è un programma ri- 
volto esclusivamente a organizzare 
informazioni di tipo genealogico. Que- 
sta specializzazione, in un certo senso, 
lo salva dalla concorrenza di molti data- 
base PD presenti su Aminet che vanta- 

II rapporto chiamato *. Pedigree ” 
riporta gli antenati fino 
alla terza generazione. 




CHEDA PRODOTTO 


Nome: 

Family Connections 

Produttore: 

Legendary Design Technologies 

Distribuito da: 

Euro Digital Equipment, via Dogali 25, 26013 Crema 
(CR), tei. 0373-86023, fax/bbs 0373-86966 

Prezzo: 

L. 99.000 

Giudizio: 

discreto 

Configurazione richiesta: 

WB 2.04 é superiore, I Mb di RAM 

Pro: 

modello di tipo network capace di gestire matrimoni 
multipli e tra parenti, discreto manuale, disponibilità 
di report e note supplementari, implementazione 
formato gedcom 

Contro: 

interfaccia lacunosa e poco pratica, 
configurabilità limitata, alcuni bug, 
lingua inglese 


; rwnyw q*rt bt ina? re, »em«ì uristtaa 


Jìfrtf tltot Sitoit,’ toma Cbristi» 
late 9f ctort creatisn JbI 4 


I 


2 $»?le t Jwier Sinpsso- 

toritl IHJ Fel 14 
PUtf iftotoak, iac toaafe, Htserv m 
Barri 1979 Jm 1 
Piate JtoèaÉ, Bisroy 

Piate! 


’ ìSS’dtlg'W 

Ptace:He*mk, tottoomls, lUserv USD 

Place: 

Ile*: 

Piate: 


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! j? 4rf ! 

Place: 

Itedl 

Piate: 


I 5 Sere: 
l Piace; 
I Dìe4: 
1 Piate: 


i 


3 (ey, Bartka few 

I far»; 19M Bar 13 
I PUte:ffo*mli, Sattowfc, Bisery OS# 

I ile#; 
l Piate: 


tiene tutti gli antenati, da 
parte di genitori, cono- 
sciuti e riguardanti una 
data persona. Il Pedigree 
limita l'Ahnentafel a tre 
generazioni passate (e usa una 
rappresentazione ad albero ge- 
nealogico per sottolineare i vari 
rami familiari), mentre Descen- 
dancy riporta figli e nipoti fino a 
tre generazioni in avanti. L'intero 
albero genealogico può essere 
esportato in formato standard 
Gedcom, leggibile da altri pro- 
grammi analoghi, oppure rap- 
presentato in forma testuale e 
integrale. 

I vari rapporti possono essere 
indirizzati a schermo, verso un 
file ASCII o direttamente su 
stampante. Per motivi non chia- 
riti la rappresentazione a scher- 
mo nel nostro caso non ha fun- 
zionato. La configurabilità dei 
rapporti è piuttosto limitata, so- 
prattutto per le deboli possibilità 


$ 3 ! 

Bar: 

Hm?: 

Otti: 

PUce; 


? 

i toro: 
I Hat*: 

!&1i 


8 

I toro 
1 f!«t 

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1 » 

1 toro 
ì Place 

1 Place 
I Diro 
1 Place 

I 

II 

1 «ero 
1 Place 
l Diro 
I Place 

12 

I toro 
1 Place 
I Baro 

1 Diro 
I Place 
1 

13 

I toro 
1 Place 
I Diro 
1 Piace 

14 

1 toro 
! Place 
1 Baro 


15 

1 toro]d 
: i<Ì3Hvl| 


no maggiore cura nell'interfaccia e possi- 
bilità operative più flessibili, proprio per- 
ché la maggior parte di essi è inadatta a 
gestire alberi genealogici. Esistono data- 
base genealogici anche nel PD, ma nei 
loro confronti Family Connections ha, se 
non altro, un manuale stampato e il sup- 
porto tecnico agli utenti, fattori che deter- 
minano il costo del pacchetto. 

Il programma, è in grado di gestire strut- 
ture familiari anche particolarmente com- 
plesse, grazie all'impiego del modello di 
tipo network nonostante alcune lacune 
che ne limitano l'immediatezza d'uso e la 
visibilità complessiva del database, fa so- 
stanzialmente quel che dice di fare . Quel 
che lascia perplessi sono i bug che ab- 
biamo riscontrato nell'uso del programma 
e che impediscono per esempio l'output 
di report su schermo nel caso si installi il 
programma su hard disk. ▲ 


62 Amiga Magazine n° so/luguo/agosto i 990 




CD-ROM 


5 OUNDS 

From Cyberspace 


HC ounds from Cyberspace - Amiga 
W Trance Collection Voi. 1" è il nome 
di un CD audio pubblicato dalla La Mer- 
maid Technologies. Tutte le tracce (17 in 
tutto per un totale di 57 minuti) sono state 
realizzate a partire da brani realizzate su 
Amiga da compositori diversi, alcuni ap- 
partenenti a famosi gruppi di democoder 
(Kefrens, Anarchy, Spaceballs, ecc.), altri 
indipendenti, celati dietro nomi in codice 
(JB, D.J.Leo, ecc.). 

Le composizioni appartengono tutte allo 
stesso genere disco-trance-techno-osses- 


sivo (batteria onnipresente, strumenti vari 
sintetizzati e distorti, campionamenti vo- 
cali di frasi topiche). 

La selezione effettuata è stata sicuramen- 
te adeguata: alcune tracce si distinguono 
per una certa originalità nella composizio- 
ne (non ci sono moduli con solo 4 battute 
ripetute ciclicamente, nonostante il gene- 
re si presti a questo genere di cose) e per 
la qualità di alcune melodie portanti (spe- 
cialmente Back on track di KTN degli 
Extlnce e Checknobankh di Laxity dei Ke- 
frens). Dal punto di vista tecnico, la regi- 


Marco e Sergio Ruocco 


strazione è stata effettuata riversando di- 
rettamente su CD i vari moduli suonati da 
Amiga senza operare alcuna modifica, se 
non la fusione dei due canali stereo in un 
unico canale mono (per ovviare al proble- 
ma della forte separazione tra gli strumen- 
ti assegnati a canali diversi). 

Di conseguenza i moduli su CD sono limi- 
tati nella precisione sonora dai campioni 
originari a 8 bit (comunque di buona qua- 
lità) e nel complesso sono leggermente 
inferiori come qualità audio rispetto ai cor- 
rispondenti moduli quando riprodotti con 
Amiga. 

Produttore: Mermaid Technologies, v.le 

Campania 29, Milano, tei. 02-70128166 

Giudizio: sufficiente 

Pro: buona selezione di moduli musicali 

Contro: qualità inferiore al normale audio 

Amiga 


Marco e Sergio Ruocco 


l'uRRICAN 

L a Factor Five, software house produttri- 
ce della serie Turrican, uno dei migliori 
arcade mai apparsi su Amiga, ha pubbli- 
cato da tempo (ma a molti può essere 
sfuggito) la raccolta delle colonne sonore 
realizzate da Chris Flulsbeck, chiamata, 
appunto, Turrican soundtrack". 

Il CD contiene quasi 70 minuti di musica 
suddivisi in 16 tracce, la maggior parte 
tratte dal terzo episodio della serie, più 
alcune del secondo e del primo episodio 
della serie Turrican. Le varie composizio- 
ni, rimaste invariate nella struttura, rap- 
presentano pietre miliari della musica su 
computer, e sono paragonabili per qua- 
lità e complessità a quelle dei più famosi 
musicisti new-age (Jarre, Oldfield, ecc.). 
Tra tutte segnaliamo le grandiose The 
Great Bath, Bionic Action e Freedom. 



Anche dal punto di vista tecnico la qua- 
lità è veramente eccellente: tutti i temi so- 
no stati suonati con un expander midi, 
sostituendo ai campioni a 8 bit dei moduli 
originari Amiga altri a 16 bit di qualità CD, 
e il conseguente aumento di pulizia e 
profondità sonora è evidente e notevolis- 
simo. 

Oltre a Turrican" Factor 5 ha prodotto al- 
tri tre CD musicali: "Shades", "To be on 
top" e infine uno con la colonne sonora di 
Apydia, tutti a 28 marchi tedeschi. 

Questi sono gli indirizzi della Factor5 
(Turrican) e dello stesso Hulsbeck: 

Factor 5 - Entertainment Software, Egge- 


P ochi sono gli utenti Amiga che non 
hanno mai ammirato un'opera di Eric 
Schwartz. Le sue animazioni sono famo- 
sissime e anche molto diffuse. È molto fa- 
cile trovare le sue opere tra le più famose 
collezioni di file per Amiga (Aminet per e- 
sempio). La scomodità, comunque, di do- 


brecht, Engel & Schmidt GbR, Julìan Eg- 
gebrecht, Managing Director, Wilhelm- 
Mauser Str.47, 50827 Koln, Germany, Tel 
+49-221-9584120, fax +49-221-9584121, 
CompuServe 100111 ,621 
Chris Hulsbeck, Sound Director, KAIKO 
Software GmbH, Wilhelm Leuschner Platz 
8, 63225 Langen, tei. +49-6103-52365/ 
28435, fax +49-6103-24816, 

Produttore: Factor 5 
Giudizio: ottimo 

Pro: musica di grande qualità, esecuzio- 
ne superiore a quella originale 
Contro: nulla di rilevante 


ver cercare tra vari CD e decomprimere 
grossi archivi per poter visionare un'ani- 
mazione è un'ostacolo che ha impedito a 
molti di vedere molte delle più belle opere 
di Eric Schwartz. 

La cura con cui è stato preparato questo 
CD appare evidente anche all'utente me- 


Carlo Santagostino 


Éric Schwartz 
Production CD 
Archive 


N° 80/LUGUO/AGOSTO 1996 AMIGA MAGAZINE 63 


CD-ROM 



no attento, già prima di inserire il CD 
nel lettore si può ammirare la stu- 
penda serigrafia, una delle migliori 
che abbiamo mai visto. 
L'organizzazione dei file sul CD è ot- 
tima, è possibile visionare tutte le o- 
pere, immagini o animazioni, diretta- 


Schwartz, più una raccolta di pro- 
grammi per visualizzare ed elaborare 
animazioni e immagini, per Amiga o 
per altre piattaforme (MS-DOS, Win- 
dows, AtariST, Unix, ecc.) e, infine, 
una selezione di immagini e anima- 


zioni dì Eric Schwartz precedentemente ri- 
lasciate, tre nuove lunghe animazioni 
create appositamente, molte animazioni 
precedentemente non rilasciate, dozzine 
di immagini inedite, alcuni oggetti tridi- 
mensionali in formato Imagine, Lightwave 
e Sculpt, una raccolta di Icone e sfondi 
per il Workbench, sempre di Eric 


mente da Workbench ed è, inoltre, 
possibile modificare i tool di default 
grazie a uno script di installazione 
che prevede anche la lingua italia- 
na. In alcuni casi si possono presentare 
dei problemi nel visualizzare animazioni 
particolarmente vecchie, quelle realiz- 
zate con Movie Setter, per esempio. È 
necessario, quindi, utilizzare le prefe- 
renze per il Workbench presenti sul CD, 
nelle tre versioni per 2.0, 2.1 e 3.0/3. 1, 
già pronte all'uso con un semplice click 
sull'icona. 

Per ogni animazione è presente un do- 
cumento che ne spiega brevemente le ca- 
ratteristiche salienti, la storia e gli eventua- 
li problemi che si possono avere nell'ese- 
cuzione (per esempio può capitare che, 
se si utilizzano Amiga AGA, si debba sele- 
zionare al boot la modalità ECS). 

Il contenuto è quanto di meglio si possa 
desiderare. Il CD raccoglie tutte le anima- 


zioni di altri artisti, forse unico neo del 
CD, data la scarsa qualità delle me- 
desime (è facile comunque sfigurare 
a confronto della bravura di 
Schwartz). Inoltre tutte le opere sono 
presenti anche in forma compressa, 
per un eventuale utilizzo del CD Onli- 
ne in una BBS. 

Un prodotto imperdibile per i collezioni- 
sti e gli ammiratori delle opere di Eric 
Schwartz e molto interessante anche 
per gli appassionati dell'animazione al 
computer, che possono trarre sicura- 
mente spunti e tecniche interessantissi- 
me nell'esaminare le opere di un anima- 
tore così esperto. 


Produttore: Amiga Library Services 
Prezzo: L. 50.000 circa 
Giudizio: ottimo 

Pro: animazioni direttamente eseguibili 
da CDROM e comodità nell'avere tutte le 
opere raccolte su di un unico CD 
Contro: deludente la raccolta di opere di 
altri autori 


World - Info 95 


S u CD-ROM non esistono solo raccolte 
di materiale PD, ma anche opere di 
consultazione interattive. World-lnfo '95, il 
più recente CD dell'editore tedesco 
Shatztruhe, è appunto un atlante enciclo- 
pedico che segue la celebre e apprezza- 
ta impostazione del vecchio World Vista 
Atlas per CDTV (oggi disponibile solo nel- 
la raccolta Ten on Ten di Almathera, re- 
censita sul numero 71). I 612 Mb di dati 
del contenuto sono equamente divisi tra 


la versione in lingua inglese e quella par- 
zialmente in tedesco; il CD è stato maste- 
rizzato il 13 maggio dell'anno scorso con 
il programma PD mkisofs di Fred Fish e 
quindi è leggìbile su qualsiasi sistema o- 
perativo, incluso Linux. 

Grazie al formato HTML (quello di WWW), 
il CD si consulta con qualsiasi browser In- 
ternet (non incluso sul CD), che è un col- 
laudato sistema di navigazione iperme- 
diale. 


Paolo Canali 


Attraverso pratici menu tematici si posso- 
no raggiungere rapidamente informazioni 
e dati su ogni nazione della Terra, assem- 
blate partendo da fonti di pubblico domi- 
nio (e quindi senza problemi di copyright 
per le riproduzioni). 

Le informazioni statistiche, geografiche, 
sociali e politiche provengono da un cele- 
bre file di testo PD reperibile su Internet; 
quelle sui diritti umani da un interessante 
rapporto di un'organizzazione indipen- 
dente. Le tantissime fotografie sembrano 
invece provenire da album delle vacanze: 
la qualità è dignitosa, ma mancano ap- 
profondimenti sul soggetto dello scatto (li- 
quidato in un paio di righe) e nulla è di- 
sponibile per i paesi meno celebri, come 
molti di quelli africani. Le cartine geografi- 


64 Amiga Magazine n° so/luguo/agosto i 990 




CD-ROM 


che sono ben fatte, ma come in tutte 
le raccolte di questo tipo, la loro sca- 
la è troppo alta per fare ricerche ap- 
profondite. Gli inni nazionali sono di- 
sponibili solo per poche nazioni. 
Anche in virtù del prezzo contenuto, 
Word-Info '95 è senz'altro un prodot- 
to degno di attenzione, soprattutto 
per chi deve fare ricerche non molto 
approfondite o ha solo pochi minuti 
di tempo per trovare qualche dato, 
immagine e cartina per allestire pre- 
sentazioni. Purtroppo il CD eredita 



dal predecessore World Vista le due 
pecche più grandi: non è in italiano e 
non approfondisce a sufficienza gli a- 
spetti culturali, storici e sociali. Per ora, 
le alternative su carta stampata sono 
ancora preferibili. 

Produttore: Shatztruhe 
Prezzo: L. 32.000 
Giudizio: discreto 
Pro: formato standard 
Contro: non in Italiano, approfondi- 
mento scarso, immagini non eccezionali 


Euroscene 2 


A ppena strappato dalle mani 
del distributore l'attesissimo 
seguito del best-seller di Almathe- 
ra, ci siamo precipitati sul più vici- 
no lettore di CD-ROM per verifica- 
re se fosse all'altezza delle aspet- 
tative: abbiamo trovato una rassi- 
curante conferma. 

Per chi ha la passione di racco- 
gliere, collezionare e ammirare le 
coloratissime dimostrazioni grafi- 
co-sonore dei gruppi che formano 
la "scena" Amiga non c'è bisogno 
di spendere altre parole su Euro- 
scene 2: se già non era in cima 
alla lista dei CD da comprare, po- 
tete tranquillamente aggiungerlo 
ora. 

A beneficio di chi non segue assidua- 
mente questa forma di divertimento pas- 
sivo, precisiamo che Euroscene 2 porta 
la data del 2 novembre 1995 e contiene 
652 Mb di file esclusivamente in formato 
compresso con DMS, ZOOM o LHA, al 
90% previsti per funzionare con Al 200. 
Una buona parte funziona anche su 
A4000 e CD32 espanso con SX-1, SX 32 
o schede simili, mentre sui sistemi senza 
chipset AGA, resta utilizzabile la sola se- 
zione dei moduli sonori e qualche music- 
demo. 

Come al solito la maggioranza dei demo 
è di tipo autoboot (devono essere de- 
compressi e poi fatti partire da dischetto), 
ma quelli installabili su hard disk comin- 
ciano a non essere più una rarità. La di- 
rectory Special contiene un campionario 
di 28 tra megademo, musicdemo e disk- 
mag lanciabili direttamente da CD. 

Le altre directory contengono i moduli 
classificati per autore (i gruppi rappre- 



sentati sono 224), i demo (312 gruppi), i 
diskmag (15 raccolte), le immagini stati- 
che (132 autori), il materiale presentato 
alle competition per Amiga dei principali 
Party (9, tenuti tra il 1994 e il 1995). La 
sovrapposizione con Euroscene 1 (recen- 
sito sul numero 66) è modesta, mentre 
con Aminet è più accentua- 
ta, ma ancora accettabile. 

Sono forniti i principali pro- 
grammi per la gestione dei 
file compressi, dei moduli 
sonori e delle immagini; la 
raccolta è completata da u- 
na utilissima lista in formato 
ASCII di tutto il materiale e 
da una guida ipertestuale 
al contenuto in formato A- 
migaguide. 

La qualità della raccolta è 
visibilmente migliorata ri- 
spetto al primo Euroscene, 
ma restano alcuni fastidiosi 
difetti. Il più evidente è che 


Paolo Canali 


i nomi dei file sono stati mutilati secondo 
le convenzioni MS-DOS: come dimostra- 
no altri CD-ROM (fra cui World-lnfo), ciò 
non è affatto indispensabile per garantire 
la leggibilità su qualsiasi compu- 
ter. 

La decisione di comprimere tutto 
privilegia chi ha accesso a un let- 
tore CD solo su una macchina 
MS-DOS e i gestori di BBS, ma u- 
na sistemazione in forma decom- 
pressa su CD doppio sarebbe 
stata più interessante per i pos- 
sessori di A1200 privi di scheda 
acceleratrice. Per concludere, il 
file System ISO9660 ha piccole 
incongruenze che causano errori 
di lettura con alcuni file System 
(nel nostro caso AsimCDFS) e 
qualche file corrotto: ma niente di 
grave. 

Editore: Almathera 
Prezzo: L. 28.500 
Giudizio: ottimo 

Pro: materiale abbondantissimo e ben 
catalogato 

Contro: tutto compresso; nomi dei file 
abbreviati; difetti di lettura 



N° 80/LUGUO/ AGOSTO 1 996 AMIGA MAGATINE 6 5 





CD-ROM 


WorkbenchAdd-on Volume 


Paolo Canali 


L a tedesca Schatztruhe ci ha abituato a 
produzioni di buona qualità e questa 
raccolta di materiale PD, datata 12 luglio 
1995, non fa eccezione. Il contenuto pro- 
viene, come al solito, dal circuito pubbli- 
co dominio e Shareware, ma rispetto ad 

n i. 9 a Horkbench 487, 336 nenoria grafica 1,615.248 altra nenor i a 


| Workbench„ftM>,OH VcL 1 pieno ai tlB P 


"W' sonno' 


MGDULES 


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REflDKE.fiUlDE 


Workbt(tchJDO_ON Voi, 


altre raccolte simili è stata fatta un'opera 
di selezione e classificazione del 
materiale che privilegia la qualità 
piuttosto che la quantità. Altro valo- 
re aggiunto di questo CD è il libretto 
di 24 pagine con i coupon che per- 
mettono la registrazione a prezzo ri- 
dotto ai software Shareware più utili e 
famosi: mediamente, il risparmio è di 10 
marchi per titolo. 

La maggior parte del software è in ingle- 
se, ma per alcuni programmi è disponibi- 
le la localizzazione in italiano e tedesco; 
ovviamente quasi tutto esige almeno la 
versione 2.04 del sistema operativo. 

Il materiale non è comunque poco: 130 
Mb di archivi compressi, replicati in forma 
preinstallata e pronta all'uso sui restanti 
530 Mb di capacità del supporto. Gli ar- 
gomenti sono adatti a tutte le esigenze: 
programmi di comunicazione e connetti- 



immn eoMuriì-f 


BLIZZARD 1230 IV £. 420.000 

RAM GVP 1 e 4 MByte telefonare 

RAM per acceleratore eia 1ó MB £. 295.000 

Acceleratore MTEC 42 MHz 030+882 £. 380.000 

Acceleratore MTEC 28 MHz 030+882 £. 250.000 

KIT PCMCIA CD ROM Al 200 completo 
di CAM. c SOFTWARE £. 260.000 


AMIG A 
e PC 


vità In- 
ternet, strumenti di 
sviluppo software, utilità per 
gestione dei dischi, giochi, grafica, u- 
tilità per la gestione del sistema e dei te- 
sti. 

Come bonus, Schatztruhe fornisce due 
pacchetti commerciali della sua linea a 
basso costo (scarsamente utili in Italia) e 
un nutrito assaggio del CD "Da capo" 
(moduli, campioni sonori e programmi 
musicali anche MIDI). 

Infine, la splendida installazione dell'emu- 
latore Macintosh ShapeShifter in versione 
Shareware comprende anche una parti- 
zione Macintosh su file da 50 Mb, per ini- 
ziare subito a lavorare nell'ambiente Ap- 
ple (dove sarebbe meglio avere almeno 
un Al 200 con 4 Mb di Fast RAM). 
Completano il tutto una guida al contenu- 
to in formato AmigaGuide con descrizio- 
ne dei programmi e uno script di asse- 
gnamenti; sono supportati gli ambienti 
MUI e MagicWB. 

WB Add-on volume 1 contiene molto di 
ciò che serve a chi vuol fare uso non ludi- 
co del suo Amiga, ma senza complicarsi 
troppo la vita con installazioni non sem- 
pre intuitive. Ricorda da vicino alcuni CD 
di Fred Fish, ma è più internazionale, me- 
no ricco e meno dedicato a settori speci- 
fici. 


SCSI per Acceleratore MTEC 
CD-ROM RENO portatile SCSI 
Acceleratori OóO per Al 200/A3/A4000 
CD-ROM dì ogni genere 


£, 190.000 
£. 365.000 
telefonare 
da £. 25.000 


Pronto magazzino Coprocesson, PHASE 5, M-tea GVP 
Removibili SYQUEST IOMEGA ZIP Masterizzatoti eco. 

Tel. e Fax 0442/411447 Ce!. 0336 / 754878 


Produttore: Schatztruhe 
Prezzo: L.50.000 circa 
Giudizio: molto buono 
Pro: buona scelta e organizzazione del 
contenuto; offerte speciali per la registra- 
zione Shareware. 

Contro: software un po' datato 

I CD-ROM sono disponibili presso vari im- 
portatori come CATMU e DB-Line. A 


FOGLI ELETTRONICI 



Romano Tenca 


interessi e quella che corrisponde al 
capitale, nonché il debito residuo. 
Prepariamoci quindi a creare una ta- 
bella che contiene quattro colonne. 
Nella prima colonna inseriremo un 
numero che indica la rata: in AIO 
porremo 0 e in All la formula 
=A10+1 . 










■■■■■Hi 









■■K&L 




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bhhihlj 


BHHMHHMflELJ 

WtU 




| 




— — w 

——E) 


1^— —1 


U no dei prodotti finanziari più usati 
dagli italiani è il mutuo. Utilizzato 
spesso per comprare la casa, a 
fronte di una garanzia ipotecaria, è anche 
una delle forme di prestito più complessa 
da calcolare. La forma utilizzata è spesso 
quella del mutuo scalare a tasso variabi- 
le, in cui il tasso di interesse varia anno 
per anno in funzione dell’inflazione. Il fo- 
glio che presenteremo calcola le rate di 
un mutuo scalare a tasso fìsso, non sarà 
particolarmente difficile, una volta in pos- 
sesso delle formule adeguate, inserire la 
variazione del tasso. 

La caratteristica più importante di un mu- 
tuo scalare sta nel fatto che la rata è co- 
stante nel tempo: ogni rata comprende 
sia una quota interessi, sia una quota ca- 
pitale, che man mano estingue l’ammon- 
tare complessivo del debito (capitale o 
debito residuo). La rata fissa comprende 
quindi due quote che variano anno per 
anno. La quota di interessi va calcolata e- 
sattamente sul debito residuo, mentre la 
quota capitale è costituita dalla differenza 
fra gli interessi e l’ammontare della rata. Il 
cuore del foglio è dunque la formula che 
permette di calcolare la rata annuale. Tur- 
boCalc non possiede una funzione appo- 
sita, a differenza di quanto avviene in Fi- 
nalCalc, che contiene una funzione che 
permette di calcolare la rata annuale in 
base aH’ammontare del capitale, il nume- 
ro di rate (ovvero periodi, di solito anni) e 
l’interesse per periodo. 

Prima di arrivare alla formula, stabiliamo 
le celle che useremo per le nostre variabi- 
li. La prima (B3) è destinata a contenere il 
capitale che chiederemo in prestito, la se- 
conda (B4) è l'interesse del periodo (l’an- 
no, per esempio), la terza (B5) è il nume- 
ro di periodi e quindi rate con cui si dovrà 
ripianare il debito. Ovviamente è possibile 
usare i semestri invece dell’anno, aggiu- 
stando di conseguenza l’interesse (che 
dovrà essere semestrale) e il numero di 
rate (di semestri). 

La formula che calcola la rata da mettere 
in B7 è la seguente: 

=B3*B4* ( 1+B4 ) A B5/ < ( 1+B4 ) A B5-1 ) 

Una volta trovata la rata, sarà semplice 
calcolarne la quota che corrisponde agli 


La quarta colonna (D) la destiniamo 
al debito residuo: nella prima riga (DIO) 
inseriremo la formula =$B$3; infatti, all’ini- 
zio, il debito residuo è il capitale preso in 
prestito. L’anno successivo (DII), il debi- 
to residuo si calcola sottraendo al debito 
residuo dell’anno precedente (DIO) la 
quota capitale della rata corrente (C11). 
Nella riga successiva (DII), quindi, met- 
tiamo la formula: 

=IF(D10-C11<0;0;D10-C11 ) 

La funzione IF() significa: “se il primo pa- 
rametro è soddisfatto, restituisci il secon- 
do parametro, altrimenti il terzo”. Qui la u- 
siamo per azzerare il conto: può darsi in- 
fatti che le varie operazioni di sottrazione 
conducano a un risultato leggermente di- 
verso da 0 (dì qualche decimale sola- 
mente): a questo modo ci assicuriamo di 
raggiungere realmente lo 0. 

La seconda (B) colonna conterrà la quota 
interessi, cioè la parte della rata che ri- 
guarda gli interessi sul debito: la si calco- 
la semplicemente moltiplicando gli inte- 
ressi (B4) per il debito residuo; cosi in 
B11 inseriremo: 

=D10*$B$4 

La terza colonna (C1 1 ) serve a mostrare 
la quota capitale, ovvero la parte della ra- 
ta che serve a restituire il prestito effettua- 
to. Per ottenerla basta sottrarre la quota 
interessi alla rata: ($B$7-B11). Siccome 
noi vogliamo costruire una tabella che 
possa contenere mutui di qualsiasi durata 
(5, 10, 20 rate) dobbiamo premunirci con- 
tro l’azzeramento del debito, introducen- 
do un controllo mediante la funzione IF() 
sul debito residuo: 

=IF(D10>0; $B$7-B11; 0 ) 

Che significa: “se DIO (debito residuo) è 
maggiore di 0, calcola la differenza, altri- 
menti restituisci 0”. 


A questo punto abbiamo finito la nostra ri- 
ga 11 e possiamo quindi selezionarla tut- 
ta (Al 1 :D1 1 ), estenderla con il mouse (o 
con la combinazione Shift+freccia curso- 
re) fino a D30 (o più in basso ancora) e 
poi premere la combinazione di tasti Ami- 
ga+H per creare 20 righe simili a questa. 
Nell’ultima riga potremo inserire dei totali. 
In B31 potremo calcolare la quantità com- 
plessiva degli interessi pagati: 

=SOMMA(B11:B30) 

e poi estendere tale formula anche nella 
colonna di destra (selezione delle due 
celle e poi Amiga+K), per calcolare il de- 
bito pagato (che dovrà essere pari al de- 
bito iniziale). Nella colonna D potremo in- 
serire la somma di B31 e C31 che indica 
il costo totale del mutuo (di solito la cifra 
fa veramente impressione...). 

Ora possiamo mettere a punto il formato 
dei dati (per le cifre si dovrà scegliere il 
formato numerico 0,000), i bordi, i colori, i 
font, la larghezza delle colonne e così via. 
Una volta salvato il foglio (Amiga+S), mo- 
dificando il capitale, il numero di rate e la 
percentuale di interessi, si potrà vedere, 
in tempo reale, il piano dei pagamenti. Se 
il mutuo fosse a pagamento semestrale, 
basta usare come numero di rate quello 
dei semestri e dimezzare l’interesse an- 
nuale. 

Si potrebbe migliorare il foglio usando le 
date invece dei numeri per esprimere i 
periodi, indicando nel contempo la loro 
durata in mesi e calcolare il costo mensile 
del mutuo (rata/numero di mesi). Si po- 
trebbe anche tenere conto delle spese 
fisse aggiunte dagli operatori bancari. 

Per calcolare un mutuo a tasso variabile, 
si dovrà prevedere un campo per il tasso 
di ogni periodo e calcolare la rata basan- 
dosi sul capitale residuo e sul numero di 
rate che rimangono alla scadenza. ▲ 


N° 80/LUGUO/ AGOSTO 1 996 AMIGA MAGAZINE 67 



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IL TECNICO RISPONDE 


Paolo Canali 


Luisa Belloni ha acquistato all’inizio 
dell’anno un A1200 in sostituzione del 
precedente A600 e teme che faccia parte 
del primo lotto prodotto da Amiga Tech- 
nologies con floppy drive difettoso nel cir- 
cuito di segnalazione del cambio di di- 
schetto, che causa l’interruzione dei 
“trackloader” di molti giochi. Secondo 
Luisa l’ipotesi sembra verificata dal man- 
cato caricamento della maggior parte dei 
giochi anche AGA; tuttavia il laboratorio in 
cui ha portato I A1 200 per la sostituzione 
del drive con uno di vecchio tipo (come 
da noi suggerito sul numero 76) non ha 
ottenuto risultati positivi neanche effet- 
tuando ulteriori sostituzioni. 

È stato confermato che il problema al 
floppy drive dei primi A1200 di Amiga Te- 
chnologies dipende dalla mancata gene- 
razione del segnale / RDY (filo numero 34 
del cavo piatto) da parte della loro sche- 
da di controllo. Questo segnale generato 
dal floppy indica all’Amiga che il motore 
ha raggiunto la velocità di regime e passa 
al livello logico zero qualche millisecondo 
dopo che il programma di controllo del 
floppy fa partire il motore portando /MTRO 
e /SELO al livello logico zero. Non viene u- 
sato dalla trackdisk. device, ma è docu- 
mentato sull’Hardware Manual e quindi 
perfettamente legale. I programmi che 
malfunzionano per questo motivo (es: X- 
copy) possono facilmente essere corretti 
con una patch, sostituendo alle istruzioni 
per l’attesa di /RDY basso (bit 5 della por- 
ta A del CIA A) un loop di circa mezzo se- 
condo. 

Una soluzione rapida al problema, suffi- 
ciente a sbloccare la maggioranza dei 
giochi, consiste nel saldare un diodo tipo 
1N4148 tra i piedini 34 e 16 dei pettine 
del floppy interno con la fascia nera (o 
quella gialla più larga) rivolta verso il pie- 
dino 16. Per non rovinare i contatti del 
connettore, consigliamo di estrarre la 
motherboard dall’Amiga e saldare il diodo 
sulla faccia inferiore. La numerazione dei 
piedini del pettine è fatta in modo che tutti 
i contatti pari sono su una fila, mentre tutti 
i dispari sono collegati a massa e forma- 
no l’altra fila. 


Una soluzione più completa è stata pro- 
posta su Aminet da Christian Sauer; non 
è lo schema più semplice possibile, ma 
ha i pregi di essere stato sperimentato 
con successo da moltissimi amighisti e di 
utilizzare componenti reperibili ovunque. 
L’uscita della porta NÓR contenuta nel 
chip SN74LS02 passa allo stato logico al- 
to solo quando entrambi gli ingressi, pre- 
levati dal pettine del floppy interno (pin 16 
e pin 10), si trovano allo stato basso. Il 
condensatore e la resistenza rallentano la 
propagazione di questo cambiamento di 
stato verso la porta contenuta nel chip 
CD4093, che è usata per squadrare il se- 
gnale, invertire lo stato logico e adattare i 
livelli di tensione a quelli CMOS richiesti 
da Amiga. Il diodo serve per scaricare 


immediatamente il condensatore appena 
/MTRO o /SELO ritornano allo stato alto, 
mentre la resistenza variabile andrà rego- 
lata in modo da ottenere il minimo tempo 
di caricamento del gioco che non provo- 
ca errori o blocchi di sistema. Nello sche- 
ma elettrico Christian Sauer ha dimentica- 
to i collegamenti di alimentazione dei due 
chip: i piedini 7 sono la massa, mentre la 
tensione di +5 V va applicata ai piedini 
14; gli altri piedini si possono lasciare non 
collegati. 

L’uscita /RDY andrà collegata al pin 34 
del pettine interno o al pin 1 del connetto- 
re floppy esterno. 

Se in futuro il floppy drive dovesse essere 
sostituito con un modello ad alta densità, 
il circuito dev’essere rimosso perché ini- 


Controller SCSI GVP e Guru -ROM 


Sergio Ruocco 


Alberto Coruzzi possiede un A4000/030 con un 
controller SCSI GVP IMPACT A2000-2B, fonte di 
incompatibilita con la scheda Picasso (durante il 
boot l'uscita video della scheda viene "disabilita- 
ta") e di problemi nel partizionamento/formatta- 
zione degli hard disk e con dispositivi esterni co- 
me i SyQuest. 

Chiede: 1) perché Commodore non ha messo 
un'interfaccia SCSI sugli A4000; 2) se per miglio- 
rare la situazione sia possibile installare le Guru- 
ROM; 3) se convenga installare un nuovo chip 
SCSI (è installato un WD33C93); 4) se convenga 
piuttosto sostituire il controller con uno piu mo- 
derno, come Oktagon o RapidFire. 

1) Riguardo alla scelta dell'IDE, all'uscita 
del!'A4000, Dave Haynie affermò ufficiosamente 
"Secondo loro [i dirigenti Commodore] la SCSI 
costava troppo; in effetti una SCSI decente sareb- 
be costata alcuni dollari, mentre la circuiteria per 
l'IDE era quasi gratis". Una lussuosa SCSI-II Fast 
DMA era prevista solo per il successivo 
A4000Tower, poi prodotto in serie solo da Amiga 
Technologies. 

2) Le Guru-ROM di Ralph Babel sono dedicate so- 
lo ai controller GVP SERIES II e loro derivazioni, 
come le FaastROM per acceleratrici Combo e G- 
FORCE e non sono utilizzabili con i vecchi Impact 


(alias GVP Series I). I Series I furono forse i primi 
controller di GVP, progettati ancor prima che 
Commodore definisse e pubblicasse alcuni stan- 
dard chiave ($CSI_Direct, RDB, ecc.) per l'intera- 
zione tra software come HDToolBox e RDPrep 
con i controller, gli hard disk e le periferiche SCSI, 
removibili compresi e, come altri controller poco 
compatibili, in questi casi creano non pochi pro- 
blemi. 

3) Come spiegato più volte da Paolo Canali, sosti- 
tuire il chip con una versione più recente può au- 
mentare la compatibilita con cablaggi imperfetti, 
periferiche poco ortodosse, o risvegliare quelle 
"catatoniche". 

4) Come ipotizza lo stesso lettore, il Series I è pro- 
prio un "reperto della preistoria" e come ogni re- 
siduato informatico, i rattoppi necessari per farlo 
"funzionare" su e con sistemi più moderni sono, a 
meno di considerarli un piacevole passatempo, 
solo una perdita di tempo e, soprattutto, una fon- 
te inesauribile di grattacapi e fastidiosi inconve- 
nienti. 

I "recuperi impossibili" sono antieconomici quan- 
do per poche lire, e molto meno tempo, si posso- 
no acquistare accessori (magari usati) più potenti, 
più veloci e soprattutto più moderni e compatibi- 
li, come sono appunto quelli citati da Alberto. 


70 Amiga Magazine n° 80/luglio/agostoi996 



IL TECNICO RISPONDE 


DI 


DI = 1N4148 
PI : 25 KOhn 
CI : 22 mF/ 16 V 
Gl : 74LS02 
G2 : 4093 



_MTR0 is Fin 16 of thè internai floppyconnector 
_SEL0 is Pin 10 of thè internai floppyconnector 
_RDY is Pin 1 of thè external floppyconnector' 
GND is Pin 1 of thè inernal floppyconnector 
V r , r , is Pin 12 of thè external floppyconnector 


Il circuito per risolvere i problemi di compatibilità dei primi Al 200 prodotti da AT. 


birebbe la trasmissione del drive ID al 
boot. 

Se i giochi si bloccano durante il carica- 
mento non è necessariamente colpa del 
floppy drive difettoso; purtroppo la de- 
scrizione poco accurata non permette u- 
na conferma sicura della diagnosi fatta 
da Luisa, che comunque può essere fa- 
cilmente verificata eseguendo l'utility 
“A1200FDtest" contenuta nel file 
A1200fdfix.lha di Aminet. 

È noto che la maggioranza dei giochi 
non-AGA di qualche anno fa non funzio- 
na su Al 200, soprattutto per precise 
scelte dei programmatori e delle case e- 
ditrici del software, che generalmente mi- 
ravano a ridurre il tempo destinato alle 
prove di compatibilità e a creare le pre- 
messe per una futura massiccia campa- 
gna di rinnovamento del parco software, 
trainata dal nuovo hardware. 

Molti di questi giochi però possono esse- 
re recuperati, sia grazie alle patch realiz- 
zate da gruppi di "coders", sia con pro- 
grammi come Degrader e il caricatore di 
Kickstart 1.3 (reperibili su Aminet e nel 
“mercato sommerso’ 1 ); a volte può basta- 
re la rimozione dell’intro inserita dallo 
sprotettore. Anche i giochi AGA possono 
dare problemi, soprattutto quando sono 


stati procurati per vie traverse o illegali, 
senza controlli di qualità, e non con un re- 
golare acquisto. 

Altre volte il malfunzionamento del gioco 
dipende dalla presenza di una scheda 
acceleratrice, che altera il funzionamento 
dell’A1200 base principalmente in tre mo- 
di: 

1) l’accesso “asincrono” alla Chip RAM, 
tipico delle schede ad alte prestazioni, in- 


troduce ritardi e irregolarità nel refresh 
grafico. 

2) la presenza di Fast RAM (anche auto- 
configurante) al di fuori della zona auto- 
config Zorro II richiede la corretta gestio- 
ne del byte più significativo dei registri in- 
dirizzi della CPU, che non tutti i giochi 
possono garantire. Spesso infatti i “co- 
der” non prestano attenzione a questo 
dettaglio o usano il byte extra per ottimiz- 


Per finire, ricordiamo che è possibile collegare il SyQuest a catene SCSI fa- 
centi capo a due computer diversi, come chiede Alberto, purché ID, jumper 
e terminatori siano impostati correttamente e i file System dei due computer 
non agiscano sulla stessa partizione nella stessa sessione di lavoro. L'argo- 
mento è stato trattato con dovizia di particolari sul numero 58. 

Antonino Tripodi ha acquistato le nuove Guru-ROM per il suo GVP IMPACT 
A500-HD8+ Series II; anche se il manuale (in versione tedesca nella confezio- 
ne) non menziona questo modello, ha tentato comunque l'installazione, ma 
con scarso successo. Non solo l'ingombro delle ROM impedisce l'installazio- 
ne corretta dell'hard disk, un Quantum 730S che è stato sistemato in "modo 
precario", ma all'accensione Amiga 500 mostra schermo nero e led hard disk 
acceso fisso; inserendo il floppy del Workbench e resettando lo schermo, arri- 
va al grigio, ma si blocca sempre con il led dell'hard disk acceso. Il boot av- 
viene solo da floppy accendendo l'Amiga con il Workbench ne! drive e, in o- 
gni caso, l'hard disk risulta gestito dai gvpscsi.device: indicando il device del- 
le Guru-ROM "omniscsi.device" nei tooltype di ExpertPrep e HDToolBox, 
l'hard disk non viene visto de! tutto. Infine, un CD-ROM SCSI Sony 75S colle- 
gato esternamente blocca il bus SCSI se non si tolgono i terminatori 
dall'hard disk interno, e/o si installa un terminatore passivo sul CD-ROM: il 
Signor Tripodi si chiede quale sia l'impostazione corretta e se si possa lasciare 
spenta una periferica SCSi esterna. 

Secondo le specifiche SCSI, vanno terminate esclusivamente le due unità agli 
estremi del bus SCSI , quindi quando il CD-ROM è scollegato, l'hard disk inter- 
no va terminato e, quando il CD-ROM è collegato, si devono levare i termi- 
natori dall'hard disk e installarli sul CD-ROM. 

Per esperienza personale i GVP Series II, a differenza degli A2091 e A590, se 
la catena è corta, sono piu tolleranti sulle terminazioni scorrette e si dovreb- 
bero poter usare entrambe le periferiche prive di terminatori senza causare 
danni. A meno che non rallenti o blocchi il boot, fattore questo di solito ri- 
mediabile con HDToolBox o programmi analoghi, una periferica esterna può 
rimanere spenta. Per quanto riguarda il manuale delle Guru-ROM, l'edizione 
inglese allegata al pacchetto non solo è disponibile sin dal luglio del 1995, 


ma comprende anche le specifiche per il controller IMPACT A500-HD8+ di 
GVP posseduto dal signor Tripodi, che viene associato ai modelli GVP Series 
Il HC+8 per A2/3/4000, elencati anche nella versione tedesca. Se il rivendito- 
re italiano non fosse d'aiuto, è bene contattare direttamente il produttore te- 
desco chiedendo, dietro eventuale restituzione dell'originale tedesco, l'invio 
di quello in inglese. Ribadiamo che il manuale delle Guru-ROM è una lettura 
indispensabile per lo sfruttamento corretto del prodotto. 

Può capitare che i segnali su alcune schede Series II a due strati (riconoscibili 
dalle piste del lato opposto chiaramente visibili controluce) siano troppo "ru- 
morosi", soprattutto in presenza di RAM installata. I sintomi si manifestano al 
boot, con blocchi o requester di sistema "Unexpected Selection"; il tipo di 
scheda che potrebbe essere affetta da questo difetto è siglata "Part no. 
50001 4 Rev.1 " e "A2000-HC+8 SERIES II REV I". 

Anche se il manuale cita schede per A2000, dagli indizi raccolti questo po- 
trebbe essere proprio il Suo caso: il consiglio fornito è quello di impostare il 
jumper J2 sulle posizioni 1 -2 e chiudere J1 1, ma, se con ]2 impostato su 2-3 e 
con la vecchia ROM GVP andava tutto bene e i problemi sono emersi con le 
Guru-ROM, allora si chiuda ]1 1 e si lasci J2 a 2-3. J1 1 non è presente su tutte 
le schede. 

Infine, l'hard disk Quantum 730S pare non sia il meglio in fatto di conformità 
allo standard SCSI e potrebbe anche essere questa la fonte di tutti i proble- 
mi; provi a collegare un altro hard disk con le Guru-ROM installate. 

Nel dubbio, è nostra opinione che, con il crollo dei prezzi dell'hardware, 
convenga di gran lunga comprare un nuovo hard disk (oggi se ne costruisco- 
no di spessore ridotto e, quindi, in grado di convivere con le Guru-ROM) e 
relegare l'unità sospetta a compiti non critici, o abbinarla a un altro control- 
ler. Per quanto riguarda il device SCSI, sul nostro sistema (un A40G0 con 
GVP SCSI SERIES II), anche con le Guru-ROM installate, i diagnostici elencano 
un task "gvpscsi.device" e non l'"omniscsi.device". D'altra parte le utility co- 
me SCSIMounter e i programmi di backup trovano e pilotano i device SCSI 
solo attraverso il driver "omniscsi.device" e la catena del "gvpscsi.device" è 
sempre vuota. 


N° 80/LUGLIO/AGOSTO 1996 AMIGA MAGAZINE 71 



IL TECNICO RISPONDE 


zazioni particolari. Un problema simile è 
posto da quei programmi che insistono a 
esigere un banco di RAM locato a 
OxOCOOOOOO, tipico di A500, ma normal- 
mente non supportato dalle espansioni di 
Fast RAM per Al 200. 

3) Le cache e le istruzioni privilegiate dei 
processori più evoluti sono diverse da 
quelle del 68020. Un programma automo- 
dificante o che lavora in modo superviso- 
re ha buone possibilità di malfunzionare. 
Oltre a questi meccanismi principali, le 
schede acceleratrici influiscono sul com- 
portamento del codice in altri modi più 
sottili, ma che difficilmente hanno impor- 
tanza per la compatibilità con i giochi (es: 
il funzionamento dell’istruzione test_and_ 
set e la gestione degli accessi a indirizzi 
inesistenti). 

Stheda SCSI Nexus 
Matteo Pedani vorrebbe collegare un 
lettore CD Toshiba o Apple al suo control- 
ler SCSI Nexus, attualmente usato per pi- 
lotare l’hard disk. La presenza sul bus 
della nuova periferica è correttamente ri- 
levata dai programmi diagnostici, ma il fi- 
lesystem ISO9660 non si installa e i CD- 
ROM restano illeggibili, mentre il grab di- 
gitale delle tracce audio malfunziona. 
Purtroppo questo comportamento è nor- 
male, in quanto la nexus. device contenu- 
ta nella ROM del controller non supporta i 
CD-ROM e la maggior parte dei supporti 
magneto-ottici (ma può essere usata per 
pilotare gli streamer). Advanced Storage 
System ha chiuso i battenti anni fa e, 
quindi, non è possibile ottenere un ag- 
giornamento del firmware. 

Matteo potrebbe provare a utilizzare il file- 
system AmiCDROM (prelevabile su Ami- 
net) con le opzioni di compatibilità abilita- 
te, come spiegato nella sua documenta- 
zione. Tuttavia, con la versione di Nexus- 
SCSI. device a nostra disposizione non 
siamo comunque riusciti a far funzionare 
alcun CD-ROM. 

Masterizzazione CD-ROM 

Ormai in quasi tutte le città c’è almeno un 
negozio di computer in grado di trasferire 
su un CD-ROM “gold" il contenuto 
dell’hard disk a prezzi convenienti (50- 
100.000 lire), ma Silvano Vicol ci fa no- 
tare che difficilmente si può ottenere il ri- 
versamento quando i dati risiedono su- un 
hard disk IDE formattato con partizioni A- 
miga: la risposta più comune dei Service 
è che il trasferimento è impossibile per 
“motivi tecnici". 

In realtà programmi per creare CD Gold 
che funzionano su Amiga esistono da an- 
ni; sul numero 72 abbiamo anche recensì- 


RIPARATORI AMIGA 


Per aggiornare la li- 
sta contiamo sulle se- 
gnalazioni dei lettori: 
sono preferite comu- 
nicazioni dirette da 
parte del centro assi- 
stenza (anche via fax allo 02-66034238, specificando AMICA MAGAZINE, Censimento 
Riparatori) che esplicitino se la riparazione è sempre garantita o se effettuata solo limita- 
tamente alle parti disponibili, ma sono consentite indicazioni indirette, da parte di utenti 
che hanno ottenuto una riparazione di recente (specificare la data). Non ci interessano 
segnalazioni di disservizi, vogliamo indicazioni da chi è stato pienamente soddisfatto. Chi 
non trova il nome della propria attività nella lista o ha notato degli errori, non esiti a co- 
municarcelo. 


CENSIMENTO DEI RIPARATORI AMIGA 

1 Nome 

Telefono 

Località 

Data 

Segnalai. Disp. ricambi 1 

Alacran 

070-287238 

Cagliari 

3/96 

diretta 

discreta 

Assi coop. 

02-4222106 

Milano 

1/96 

diretta 

parziale 

CATME 

02-48302947 

Milano 

2/96 

indiretta 

parziale 

Computeam 

091-6817000 

Palermo 

1/96 

diretta 

- 

Computers Maint 

0881/619846 

Foggia 

5/96 

diretta 

discreta 

Computer Service 

081-7879102 

Napoli 

12/95 

diretta 

buona 

DB-Line 

0332-768000 

Biandronno (VA) 

12/95 

diretta 

buona 

Elettrotei 

06-6632321 

Roma 

11/95 

indiretta 

buona 

GLV Elettronica 

050-562035 

Pisa 

9/95 

indiretta 

parziale 

Marraqhini Claudio 

0575-904377 

Arezzo 

2/96 

diretta 

parziale 

Nordica Elettronica 

059-230148 

Modena 

1/96 

indiretta 

buona 

Paolieri Elettronica 

055-4361720 

Firenze 

9/95 

diretta 

parziale 

Ravezzi Angelo 

0541-373686 

Rimini 

1/96 

diretta 

buona 

Rocchi Elettronica 

0586/893402 

Livorno 

6/96 

diretta 

buona 

Tecnicomp 

06-5412939 

Roma 

1/96 

diretta 

- 

1 laboratori elencati NON devono essere considerati né ufficialmente raccomandati 
da Amiga Magazine, né gli unici in grado di effettuare riparazioni. Amiga Magazine 
non assume alcuna responsabilità per errori od omissioni; i dati pubblicati sono frut- 
to di segnalazioni NON verificate. 


to MasterISO, distribuito da Euro Digital 
Equipment. Recentemente il suo prezzo è 
stato drasticamente ridotto, per allinearlo 
a quello degli analoghi (ma meno versati- 
li) prodotti per IBM compatibili. 

In attesa che aumenti il numero di negozi 
attrezzati per “masterizzare” i CD-ROM 
direttamente da Amiga, si può aggirare 
l’ostacolo della compatibilità DOS in vari 
modi. 

La soluzione è semplice quando si pos- 
siede un controller SCSI ed è possibile ot- 
tenere in prestito un hard disk SCSI di ap- 
poggio già formattato con il computer 
MS-DOS del negozio o uno streamer a 
nastro (possibilmente DAT oppure 8 mm). 
Un prima via consiste nel realizzare l’im- 
magine ISO9660 dell’hard disk da maste- 


rizzare (SCSI o IDE) sotto forma di file sul 
disco di appoggio, acceduto da Amiga 
grazie a CrossDOS. L’ultima versione 
commerciale di CrossDOS, distribuita da 
Consultron, è fornita di comode procedu- 
re automatiche di installazione anche su 
dischi AT-BUS ed è veloce quanto i file 
System Amiga nativi; ma già quella di se- 
rie con il Workbench 3.0 e 3.1 supporta la 
maggior parte dei tipi di formattazione u- 
sati dai controller per PC IBM. Per creare 
l'immagine si possono usare MasterISO di 
AsimWare Innovations oppure mkisofs, di- 
stribuito sui CD di Fred Fish e nelle distri- 
buzioni del sistema operativo Linux. 
Purtroppo non tutti i software per realizza- 
re CD in ambiente DOS/Windows accetta- 
no le immagini ISO9660 standard: se pos- 


72 Amiga Magatine n° 8o/luglio/agostoi99ó 



IL TECNICO RISPONDE 


sibile, è meglio prendere accordi per una 
prova preliminare di pochi megabyte. 

Se invece è disponibile uno streamer a 
nastro, ma non ['hard disk MS-DOS, con- 
viene realizzare un backup dei dati con 
l'utility di pubblico dominio TAR, come già 
spiegato sul numero 56. Se il PC collega- 
to al masterizzatore opera in ambiente 
Windows ‘95 e usa software dell’ultima 
generazione, sarà possibile ripristinare i 
file sull’hard disk di appoggio de! PC con- 
servando i nomi originali e, quindi, creare 
un CD compatibile con Amiga. Possono 
dare problemi solo le limitazioni sui nomi 
dei file di Windows ‘95: per esempio non 
possono contenere simboli di punto e vir- 
gola e punti multipli, mentre la gestione di 
lettere maiuscole e minuscole è differen- 
te. File che non seguono le convenzioni 
Windows ‘95 potrebbero non essere recu- 
perati dal nastro al momento del restore. 
Ricordiamo infine che HDtoolbox non è in 
grado di conoscere il tipo di interfaccia u- 
tilizzato dall’hard disk, salvo che in casi 
particolari. Anche se il device software 
che controlla l’interfaccia si chiama 
scsi. device, non vuol dire che i dischi sia- 
no SCSI: normalmente su Al 200, A600 e 
A4000 l’hard disk ha interfaccia IDE AT- 
BUS. 

Progetti hardware 

Interfacce di I/O e progetti di un fotometro 
e un termometro sono stati pubblicati 
tempo fa nelle pagine di Transaction (nu- 
meri 61-70) e, per la gioia degli appassio- 
nati di elettronica, negli ultimi mesi hanno 
fatto la loro comparsa su Aminet parecchi 
progetti interessanti basati su Amiga. 
Amigatemp.lha contiene il software di ge- 
stione e il semplicissimo schema di un 
doppio termometro digitale basato su 
sensore NTC (a bassa precisione) o digi- 
tale (non facilmente reperibile in Italia). La 
costruzione è molto semplice, adatta ai 
principianti. 

È apparso anche un nuovo progetto di 
scheda I/O, che pilota persino motori; il fi- 
le porta il poco fantasioso nome In-Out- 
Board.lha . 

Di sicuro interesse è la nuova edizione 
del progetto per collegare una tastiera da 
PC compatibile aH’Amiga: pckeyboar- 
dhack.lha, realizzato da Charles Da Co- 
sta. Rispetto alla precedente versione, 
apparsa oltre un anno fa, la costruzione 
è enormemente facilitata dalla presenza 
di un file pronto da scaricare nel pro- 
grammatore di EPROM e dal disegno 
del circuito stampato. Il progetto è molto 
interessante anche perché utilizza solo 
circuiti integrati facilissimi da trovare nel- 
le schede di recupero: un 74LS373, una 


EPROM 2732 e un microcontroller 8051 AH. 

Il joypad 

Massimo Campanale chiede che va- 
lore deve avere il potenziometro da usare 
nel joypad che vuole costruirsi ispirando- 
si alla piedinatura della porta joystick 
pubblicata sul numero 75. Il funziona- 
mento dei joypad CD32 ha incuriosito an- 
che altri lettori, che vorrebbero adattare 
all’Amiga i joypad già in loro possesso. 

Se ci si accontenta di emulare il funzio- 
namento del normale joystick non ci sono 
particolari problemi da risolvere, visto 
che tutti i joypad in commercio usano 
semplici pulsanti. Per il collegamento ad 
Amiga l’elettronica originale deve essere 
rimossa e, poi, uno dei due contatti di 
ciascun pulsante di direzione o di fuoco 
andrà collegato al corrispondente piedi- 
no della porta joystick. Infine, tutti i con- 
tatti rimasti liberi andranno collegati in- 
sieme e portati al piedino di massa. In 
questo modo è possibile utilizzare tutti i 
giochi comandabili da joystick, ma po- 
chissimi sono in grado dì riconoscere la 
pressione del secondo e terzo pulsante 
tire. Alcuni suggerimenti per risolvere il 
problema sono già stati dati nei numeri 
scorsi della rivista a proposito dei joy- 
stick a due pulsanti di fuoco. 

Il joypad CD32 vero e proprio invece uti- 
lizza uno shift register a 8 bit contornato 
da un po’ di logica per inviare all’Amiga 
le informazioni sullo stato dei vari pulsan- 
ti codificandole in un flusso di dati seriali 
sulla linea FIREO e, quindi, il gioco deve 
essere scritto appositamente per suppor- 
tare questa periferica. I joypad delle con- 
sole più recenti utilizzano un protocollo di 
comunicazione completamente diverso 
(più simile a quello usato dai mouse se- 
riali), perciò non si possono convertire fa- 
cilmente in joypad CD32. 

Nessun joypad contiene potenziometri, 
che sono prerogativa delle paddle e dei 
joystick per PC. 

CD e Al 200 

Gianfranco Maffei non è riuscito a far 
coesistere sul suo Al 200 un lettore CD- 
ROM Creative con l’hard disk IBM 
H3171-A2 : quando entrambe le periferi- 
che sono collegate, l’Amiga non riesce 
ad accedere all’hard disk, mentre colle- 
gando il solo lettore appare uno schermo 
rosso o celeste all’accensione, senza 
che il boot prosegua. 

L’hard disk H3171-A2 è un modello affi- 
dabile che non dovrebbe dare problemi. 
Inserendo un ponticello sul primo jumper 
(il più vicino ai chip) è configurato come 
master o hard disk singolo, mentre rimuo- 


vendolo è configurato come slave. Tutti 
gli altri jumper devono essere lasciati 
vuoti, quindi nessun jumper deve essere 
spostato quando si aggiunge il lettore 
CD, che andrà configurato come slave. 
Purtroppo Gianfranco non ci ha detto il 
modello di lettore Creative che sta usan- 
do, ma su quelli attualmente in commer- 
cio sono presenti solo tre jumper: quello 
marchiato CS deve essere sempre vuoto, 
mentre il ponticello dovrà essere spostato 
dalla posizione di fabbrica (sul jumper 
marchiato MA) all’adiacente jumper mar- 
chiato SL, che normalmente è quello cen- 
trale. 

I sintomi fanno pensare che il lettore ac- 
quistato da Gianfranco non sia in stan- 
dard Atapi, ma un antiquato modello fuori 
standard a singola o doppia velocità che 
Creative vendeva con le sue schede so- 
nore per PC compatibili. L’unica scheda 
per Amiga in grado di pilotare questo tipo 
di CD è il controller Tandem, inseribile in 
qualsiasi slot Zorro 2. Era compatibile con 
questi CD-ROM anche il primo modello 
dello stesso prodotto nella versione per la 
porta PCMCIA del 1200, recensito sul nu- 
mero 56 di AM (l’ultima versione, recensi- 
ta sul numero 76 è in standard Atapi e 
non dovrebbe avere mantenuto la com- 
patibilità). 

Videoregistrazione 
Federico Di Stefano ci chiede come 
si fa a videoregistrare le immagini prodot- 
te da Al 200, visto che i molti tentativi ef- 
fettuati col suo videoregistratore Toshiba 
V509-T non hanno avuto esito positivo. 
Ricordiamo a chi ci vuole scrivere per ri- 
solvere problemi di interfacciamento con 
apparecchiature video, di allegare sem- 
pre fotocopie del manuale che illustrino le 
connessioni, come ha fatto Federico. A 
causa della varietà di modelli in commer- 
cio, ciò è indispensabile per ottenere una 
risposta completa alle domande. 

Innanzi tutto, quando si collega, attraver- 
so la presa SCART (euroconnettore), una 
qualsiasi fonte audio/video al videoregi- 
stratore, bisogna anche commutarlo in 
modo A/V. Normalmente si fa con il tele- 
comando del videoregistratore, selezio- 
nando il canale indicato di solito come 
"0”, “AUX”, “EXT” o “A/V”. Quando il vi- 
deoregistratore funziona in questa moda- 
lità, staccando il cavo che proviene 
dall’antenna e sintonizzando il TV sul ca- 
nale del videoregistratore non si deve ve- 
dere la “nebbia”, ma uno schermo nero. 

A questo punto non resta che collegare 
Amiga alla presa SCART del videoregi- 
stratore ad apparecchi spenti. Il cavo 
SCART normalmente usato per il collega- 


N° 80/LUGUO/AGOSTO 1 996 AMIGA MAGATINE 73 


IL TECNICO RISPONDE 


mento al TV di solito non va bene, perché 
la porta a 23 piedini (COMP) di Amiga 
porta segnali non adatti alla grande mag- 
gioranza dei videoregistratori. Per prele- 
vare l'uscita video RCA dell’AI 200 c’è bi- 
sogno di un cavetto con connettore 
SCART da un lato e terna di RCA dall’al- 
tro, del tipo per INGRESSO video. Per e- 
sempio, va bene l’adattatore fornito di se- 
rie con la console Playstation, ma non i 
cavi da SCART a RCA che si usavano per 
i vecchi videoregistratori senza presa 
SCART. Nel dubbio, si può prendere un 
cavo SCART universale a sei connettori e 
fare qualche prova. 

Mentre si registra, il monitor, genlock o TV 
devono sempre restare collegati alla por- 
ta video a 23 pin di Amiga, per evitare 
che alla registrazione si sovrappongano 
alonature e momentanee sparizioni del 
colore dovute alla saturazione del chip 
encoder PAL. Infatti, se il convertitore D/A 
non pilota un monitor RGB (a livello elettri- 
co è assimilabile a una resistenza da 75 
Q collegata tra ciascuno dei segnali R, G 
e B e la massa), restando senza carico, 
eroga una tensione di ampiezza doppia 
del normale che satura l’encoder. 

Guru 

Giancarlo Landi chiede come mai se 
spegne l’A600 per due o tre secondi e lo 
riaccende subito dopo, a volte il compu- 
ter non parte, ma segnala un errore di si- 
stema. Ciò dipende dal comportamento 
del Kickstart, che al reset dell’Amiga non 
azzera brutalmente la memoria RAM (co- 
me fanno gli altri computer), ma controlla 
alcune locazioni per cercare di capire se 
le strutture fondamentali del sistema ope- 
rativo sono ancora integre: se è così, evi- 
ta di cancellarle e prosegue nell’inizializ- 
zazione del sistema. In questo modo al 
termine del boot è possibile recuperare 
dalla memoria lavori interrotti da errori o 
eseguire programmi resistenti al reset. 
Spegnendo e riaccendendo l’Amiga entro 
pochi secondi, la maggioranza delle celle 
di memoria conserva tranquillamente il 
proprio contenuto (occorre quasi un mi- 
nuto perché si cancellino del tutto), quindi 
normalmente le strutture fondamentali del 
sistema operativo non vengono rigenerate 
dal boot. Può capitare però che il conte- 
nuto di qualche cella sia leggermente 
corrotto e il Kickstart, tratto in inganno dal 
rapido test iniziale, appena vi accede, va- 
da in crash e ciò è del tutto normale. 

Overdock 

Cristiano Milani chiede precisazioni 
suH’overclock dei chip custom accennato 
sul numero 76: sostituendo il quarzo da 


circa 28 MHz originale con uno da 33 
MHz spera di diminuire il flicker dei modi 
interallacciati senza interferire troppo con 
il funzionamento del sistema. Purtroppo, 
un aumento dì 5 MHz è già sufficiente per 
perdere l’uso di floppy drive e porta seria- 
le, oltre che a distoreere la riproduzione 
audio di alcuni giochi e a far perdere i 
sincronismi alla maggioranza dei TV e 
monitor PAL. Il flicker diminuisce legger- 
mente, ma per una soluzione reale al pro- 
blema c’è bisogno di un monitor multi- 
scan e di una scheda video. 

Tavoletta grafita 

I driver necessari al funzionamento dei 
mouse seriali per PC si trovano nella rac- 
colta Aminet, e ne abbiamo parlato diffu- 
samente sul numero 72. Come richiesto 
da Carlo Laurie, dovrebbero funzionare 
anche con l’innovativo trackpad ALPS Gli- 
depoint (versione PS2/seriale), una mini 
tavoletta grafica che sostituisce il mouse 
ed è disponibile in molte versioni, per Ma- 
cintosh e per PC Intel; un pacchetto com- 
pleto per l’uso con Amiga è commercializ- 
zato da Tramarin Computer (via Quari Dx 
25e, 37044 Cologna Veneta (VR), tel./fax 
0442-411447). 

I PC IBM compatibili usano in genere per 
la porta seriale RS232C un connettore i- 
dentico a quello del mouse Amiga, ma 
con segnali totalmente diversi. Non si de- 
ve mai tentare di coi legare un mouse PC 
alla porta mouse dell’Amiga (e viceversa): 
si rischia di danneggiare gravemente sia 
il mouse che il computer. Per usare il Gli- 
depoint, bisogna invece usare l’adattatore 
da PS/2 a nove poli in dotazione, e inserir- 
lo su un adattatore RS232 da 9 a 25 poli 
reperibile in qualsiasi negozio di compu- 
ter. 

Espansioni interne per 4500+ 
Guglielmo Noya possiede un A500 
che aveva fatto espandere internamente 
a 1 Mb di Chip RAM, inserendo diretta- 
mente i chip di memoria nelle piazzole li- 
bere della motherboard. Poiché il rivendi- 
tore l’aveva assicurato della perfetta com- 
patibilità con l’A500+, Guglielmo ha poi 
acquistato la rara espansione di memoria 
da 1 Mb Commodore per A500+ che, in- 
serendosi nel vano sotto il computer, lo 
porta a 2 Mb di memoria totale, ma senza 
riuscire a installarla con successo. 

Come spiegato qualche anno fa sulle pa- 
gine di questa rubrica, l’inserzione dei 
chip di memoria sulla motherboard delle 
revisioni di A500 che lo permettevano e- 
saurisce le possibilità di espansione inter- 
na della RAM, a meno di costruire com- 
plessi circuiti come il progetto Rascal re- 


peribile su Aminet. Infatti il chip FatAgnus 
di quegli Amiga indirizza un massimo di 1 
Mb di RAM, mentre le espansioni interne 
da 2 Mb (es: Hardital Insider 2) collidono 
con i chip extra, essendo previste per 
funzionare su Amiga non manomessi. 
L’A500+, oltre al Denise ECS (al posto del 
Denise dei normali A500) contiene una 
nuova versione di FatAgnus che indirizza 
2 Mb di RAM: uno è già presente di serie, 
mentre l’altro si può aggiungere appunto 
usando la speciale espansione Commo- 
dore, ed è configurabile anche come 
Chip RAM. 

Visto che l’Amiga di Guglielmo è un nor- 
male A500 e non un A500+, non è possi- 
bile usare l’espansione che ha erronea- 
mente acquistato. L’unico modo per inse- 
rirla richiederebbe l’acquisto del FatA- 
gnus 8375 e una pesante operazione di 
rifacimento delle piste, con un costo su- 
periore al valore deH’A500+ intero. ▲ 


Domande 
al tecnico 

• Avete dei problemi che non riuscite a ri- 
solvere o delle semplici curiosità? Per ottene- 
re una risposta su queste colonne, scrivete a: 


AMIGA MAGAZINE 


Il Tecnico Risponde 

via M. Gorky, 69 
20092 CiniselloB. (MI) 

Oppure inviate un fax allo; 

02-66034238 

Oppure ancora via Internet a; 

ami 3 ama 3 @iol.it (redazione e indirizzo 
principale per comunicare con Amisa Ma- 
sazine) 

paolo.canali@iol.it (ing. Paolo Canali) 

Se volete risposte precise dovete fornire 
dati precisi; descrivete completamente la 
configurazione del vostro sistema, possibil- 
mente allegando i risultati di programmi co- 
me "Syslnfo". 

Ricordiamo che la raccolta completa (indi- 
cizzata cronologicamente e per argomento 
in formato ipertestuale AmigaGuide e html) 
di tutti gli articoli trattati su questa rubrica è 
offerta in omaggio a tutti coloro che si ab- 
bonano ad Amiga Magazine. 


74 Amiga Magazine n° 8o/luguo/agostoi99ó 



fi o w 


I GtQCHt PII Nili 


N el numero 76 di AM abbiamo parlato di Nemac4 , un gioco 
in texture mapping e visuale in soggettiva dalle eccellenti 
caratteristiche tecniche. Non abbiamo però sottolineato a suffi- 
cienza che tale gioco non era un demo di un titolo commerciale 
di prossima uscita, ma bensì la riduzione PD di un gioco com- 
pleto e acquistabile sotto forma di Shareware. La visibilità di 
questo aspetto è veramente bassa anche persino all'interno dei 
credits del gioco, al punto che l'involontario equivoco ha coin- 
volto anche la maggior parte degli utenti della versione PD. Il ri- 
sultato è che gli autori Martin Schlott, Oliver Groth e Stefan Hein- 
sen, studenti di computing science in un'università tedesca, co- 
me già ricordavamo nello scorso numero, hanno ricevuto un 
bassissimo numero di registrazioni, nemmeno adeguato a ripa- 
gare i costi di produzione. Si prospetta anche per loro la migra- 
zione verso un'altra piattaforma: il loro prossimo progetto ancora 
nella prima fase di sviluppo è infatti un gioco strategico per PC 
che ricalca la dinamica di Command&Conquer. Le possibilità di 
averne anche una versione Amiga sono limitate, ma non del tut- 
to assenti. In ogni caso non si tratterebbe di un semplice por- 
ting, ma solo della realizzazione delle routine di interfacciamen- 
to all'architettura Amiga del codice, che verrà sviluppato in ma- 
niera indipendente dal sistema su cui verrà fatto girare. 

Per quanto riguarda Nemac4, verrà probabilmente prodotta una 
versione CD che includerà una migliore presentazione grafica 
con nuove animazioni e apporterà alcune migliorie al codice del 

program- 
ma. Discu- 
tendo delle 
possibilità 
di distribui- 
re Nemac4 
in bundle 
con l’Ami- 
ga Walker, 
siamo ve- 
nuti a co- 
noscenza 
della catti- 


la mappa in sovraimpressione riporta 
fedelmente l’ambiente circostante. 
L’atmosfera resa dai grandi stanzoni 
colonnati in penombra è eccezionale. 
(640x256) 


Questa zona della base è meglio illuminata 
e rende più banali le proporzioni 
A rassicurarci ulteriormente ci sono, 
bene in vista, le bocche da fuoco della 
nostra macchina da guerra. ( 640x256) 




va con- 
dotta di 
Amiga 
Techno- 
logies nel 
supporta- 
re il loro 
lavoro, 
che dap- 
prima ha incoraggiato il supporto degli i-glasses alllnterno di 
Nemac4 e, in un secondo tempo, si è disinteressata dei risultati 
raggiunti quando essi erano disponibili nel momento giusto (per 
esempio nelle fiere tedesche o nella decisione del bundle Magic 
Pack). Tutto ciò non toglie che l’esperienza maturata su Amiga 
rimanga sempre pronta a essere applicata non appena ci sarà 
la svolta che tutti stiamo sperando. 

Per quanto riguarda la versione completa di Nemac4, essa vie- 
ne distribuita in otto dischi, contenenti buone animazioni di pre- 
sentazione e molti nuovi livelli. I primi quattro livelli già presenti 
nella versione PD sono stati bilanciati meglio e resi più giocabili. 
Il gioco è essenzialmente d’azione con l'usuale dinamica di tro- 
vare chiavi per aprire passaggi successivi. La sensazione di 
combattimento è molto buona, grazie agli effetti deH'armamento 
pesante di cui disponiamo che permette l’uso simultaneo di più 
bocche da fuoco (granate, mitragliatrice, cannone al plasma). 
La mappa automatica in sovraimpressione permette inoltre un 
facile orientamento nel dungeon. I principali difetti sono dovuti 
talvolta alla scelta degli abbinamenti delle texture, o al compor- 
tamento prevedibile di alcuni nemici. La nuova versione 1 .006 
supporta il sistema CyberGraphX (oltre che le schede Picasso II 
e Graffiti e i chipset AGA e ECS), corregge alcuni bug soprattut- 
to nella gestione della grafica e apporta migliorie nel sistema di 
controllo permettendo nuovi movimenti. Per funzionare è richie- 
sto solamente un A1200 con 2 Mb anche se qualsiasi configura- 
zione troverà definizione e dettaglio adeguato alla potenza (fino 
a 1x1 in 800x600 e oltre), anche se i problemi con il 68060 di cui 
abbiamo parlato in passato non sono stati ancora del tutto risol- 
ti. Nemac4 non solo funziona perfettamente in multitasking, ma 

è uno dei pochi giochi 
capaci di funzionare su 
sistema Draco (un A- 
miga senza chip cu- 
stom, equipaggiato 
con scheda grafica). 
Prezzo di Nemac4: 50 
marchi tedeschi più 10 
di spese di spedizione. 
L'indirizzo per regi- 
strarsi a Nemac 4 è: 

Martin Schlott 

Ludwig-Thoma-Str 35 

93051 Regensburg - Germany 



Marco Ruocco 




Nel numero scorso abbiamo menzionato Fabio Bizzetti come 
uno dei più promettenti sviluppatori italiani di videogiochi per 
Amiga. Il suo Virtual Karting, recensito a suo tempo su AM, non 
ha riscosso forse il successo sperato, anche se gli ha dato 
l’occasione di finalizzare l'esperienza maturata nella program- 
mazione del texture mapping su Amiga e di porre nuove basi 
da cui condurre progetti più ambiziosi. 

Il progetto su cui attualmente sta lavorando è Vi rtual Rally 
la cui uscita è prevista per l'estate. Si tratta di un gioco di rally 
automobilistico che ha come caratteristica maggiore una grafi- 
ca in texture mapping impressionante e dall'estrema sofistica- 
zione tecnica. 

Gli algoritmi implementati sono interamente originali, nel senso 
che non si basano su tecniche di texture mapping tradizionali 
e affermate. L’ambiente viene calcolato con un sistema di spri- 
te tridimensionali che consentono il tracciamento con texture 
anche di superfici irregolari, l’applicazione di environment 
mapping (la superficie di oggetti come i vetri dei palazzi attor- 
no al tracciato riflettono l’ambiente circostante) e delle riflessio- 
ni (come per esempio le auto riflesse sulla superficie dell’ac- 
qua). 

Questi effetti sono ottenuti nelle console odierne via hardware, 
ed è sorprendente che possano essere implementate via 
software con successo e senza compromettere troppo la velo- 
cità di esecuzione (promessa come molto alta). 

Le dimensioni dei pixel possono variare fra 1x1 o 2x2 pixel, 
mentre le dimensioni di schermo possono variare fino a un 
massimo di 320x200. La definizione viene migliorata attraverso 
una procedura di antialiasing che utilizza metodi di mip-map- 
ping. Questa tecnica consiste nel conservare in memoria copie 
precalcolate in diverse dimensioni delle texture da applicare: 
quando viene richiesto il tracciamento di una texture, l’algorit- 
mo si occupa di interpolare le due texture, quella immediata- 
mente più grande e quella immediatamente più piccola, ope- 
rando una sorta di media tra le caratteristiche delle due. Que- 
sto consente di non incorrere nella perdita dì definizione che è 
inevitabile se si ricorre a semplici ingrandimenti di pixel. 

Lo svantaggio dell'approccio grafico usato nel gioco sono le ri- 
chieste di memoria: per visualizzare uno schermo 320x200 1x1 
sono richiesti 4 Mb di memoria (meno, con dimensioni ridotte). 
Il gioco è progettato per funzionare su qualsiasi Amiga, A500 
compreso, sfruttando nel caso degli Amiga più lenti tutte le 
possibilità di parallelismo tra processore e blitter. La struttura 
modulare del programma consente di configurare liberamente 
non solo le caratteristiche di output video (con supporto di 
schede grafiche), ma anche i modelli di movimento delle auto- 
mobili. Anziché sviluppare in proprio musiche da abbinare al 
gioco, verrà data la possibilità di ascoltare i moduli preferiti 
dall’ambiente PD. 

Non c’è dubbio che le tecniche scelte siano assolutamente ori- 
ginali e, se le promesse verranno mantenute (un demo del gio- 
co dovrebbe essere disponibile tra breve), Virtual Rally vanterà 
una qualità grafica mai vista in precedenza. Il problema degli 


approcci innovativi è però che le risorse di tempo richieste per 
implementare ciascun aspetto del programma sono realmente 
proibitive, soprattutto considerando che Bizzetti sviluppa il gio- 
co senza altri collaboratori-programmatori. 

Intraprendere progetti di questo tipo è una prova di reale pas- 
sione verso il proprio lavoro e una ricerca ammirevole di eccel- 
lenza che non bada ad alcun tipo di mediazione rispetto all’im- 
pegno richiesto o alla, seppur legittima e necessaria, conve- 
nienza economica. Il dubbio che verrà chiarito solo all’uscita 
del gioco è se tale dedizione verso l’eccellenza tecnica sia bi- 
lanciata da un analogo interesse verso l’effettiva qualità del 
gioco nel suo complesso. Aspetti fondamentali come coinvol- 
gimento, divertimento e longevità, molte volte erroneamente 
considerati accessori di secondaria importanza che solamente 
modificano l’impressione data dalla qualità grafica, richiedono 
uno studio pari se non superiore per serietà rispetto alla stessa 
ricerca tecnica. Se Virtual Racing soddisferà anche queste esi- 
genze sarà una delle più gradite novità dell’anno per i video- 
giocatori Amiga. 

Per finire qualche suggerimento su come passare le notti esti- 
ve se non avete la fortuna di andare in villeggiatura. Dungeon 
Master li è un gioco di ruolo dall'approccio tradizionale e 
dalla formula affermata: è infatti il seguito del primo RPG in vi- 
suale in soggettiva, che, all’epoca (sei anni fa), strabiliò l’intero 
ambiente videoludico per il suo concept rivoluzionario, oltre 
che per le sue esosissime richieste hardware (richiedeva “ben” 
1 Mb di RAM...). 

Siamo ancora a guidare un gruppo di eroi in un dungeon (que- 
sta volta con sezioni all’aperto), con avanzamento a scatti e ro- 
tazioni di 90°. Migliorie come mappa automatica e innovazioni 
quali negozi di armi ed equipaggiamento aggiornano una for- 
mula rimasta per il resto invariata in pregi e difetti. Se vi piac- 
ciono i corridoi bui e gli incantesimi con cui disintegrare ame- 
be giganti e malvagi goblin e una buona dose di indovinelli da 
risolvere, il tutto in un’atmosfera coinvolgente, DM II è il titolo 
che fa per voi, a patto che possediate un 1200 (pressoché ob- 
bligatoria la presenza di Fast RAM). 

Per un’esperienza di azione e combattimento potete provare 
Coala per Al 200, simulatore militare nel quale siamo chiamati 
a pilotare un elicottero da combattimento in uno scenario di 
guerra totale. La simulazione è di tipo arcade, ed è studiata 
per la massima immediatezza di gioco e per consentire al gio- 
catore di concentrarsi sulla parte più immediata di riconosci- 
mento del nemico e scelta del metodo migliore per distrugger- 
lo. Anche se non è un simulatore militare globale (alla Armour 
Geddon per intenderci), la relativa profondità, offerta dalle mis- 
sioni e dallo scenario limitato ma coerente, rende il tutto una 
bella esperienza di gioco. La grafica 3D, anche se presenta li- 
vello di dettaglio variabile e qualche buona idea come la pos- 
sibilità di ruotare la visuale dall’Interno della cabina, è piuttosto 
spoglia, diciamo essenziale. 

Consigliato un Amiga veloce per godere almeno di un rapido 
aggiornamento del vìdeo. Buone vacanze! A 


a cura di Carlo Santagostino e Roberto Attìas 


AmiAtlas Demo# Andreas Regul 

“...la cartina, buttala!’’. Questo è ciò che 
probabilmente direbbe un famoso “atto- 
re teatrale” spesso comparso in televi- 
sione se si trovasse di fronte a questo 
programma. AmiAtlas infatti è un pro- 
gramma che, grazie ai dati topografici e 
stradali in esso contenuti, è in grado di 
visualizzare la cartina dell’Italia e di tutte 
le strade principali che collegano le va- 
rie località. Ma AmiAtlas fa molto di più: 
date due località impostate dall’utente il 
programma è in grado di calcolare il 
percorso migliore (più veloce, più corto 
o più semplice, a seconda delle prefe- 
renze), visualizzandolo sia graficamente 
che mediante indicazioni testuali e for- 
nendo anche dati sulla distanza, il tem- 
po necessario a una certa velocità me- 
dia e il costo (basato sulla benzina con- 
sumata). 

AmiAtlas richiede un Amiga con hard di- 
sk, 2 Mb di RAM e, almeno, la versione 
1 .2 del sistema operativo. Si può usare 
lo script Installer per installare il pro- 
gramma. 

Una volta lanciato, il programma mostra 
un requester che scompare dopo alcuni 
secondi: questa, oltre all’impossibilità di 
calcolare più di tre percorsi, di salvare 
mappe modificate e di modificare alcuni 
parametri, è la limitazione imposta dal 
programmatore in questa versione di- 
mostrativa dei programma. 

Chi desidera registrarsi può farlo utiliz- 
zando il tagliando allegato a questo nu- 
mero di Amiga Magazine che compare 
a pag. 53. 

Una volta scomparso il requester, pos- 
siamo cominciare a esplorare le poten- 
zialità del programma. Per ingrandire u- 
na porzione della cartina italiana possia- 
mo selezionarla col mouse in modo ana- 
logo a come si farebbe per tracciare un 
rettangolo in un qualunque programma 
grafico, Ingrandimenti maggiori o minori 
della zona visualizzata possono essere 
ottenuti premendo i pulsanti contrasse- 
gnati con una lente contenente rispetti- 
vamente + e La barra contenente 
questi pulsanti permette di accedere a 
molte funzionalità del programma, per lo 
più corrispondenti a voci di menu. 

Un semplice click del pulsante sinistro 
del mouse fornisce informazioni su stra- 
de o città sul quale è posizionato il pun- 
tatore, consentendo anche la modifica 
dei dati (che però non saranno salvati 
nella versione non registrata del pro- 
gramma). 

Se desiderassimo visualizzare una città 
o una strada di cui sappiamo il nome, 
possiamo scegliere la corrispondente 
voce del menu Ricerca. Le voci di que- 


sto menu relative a regioni, parchi, tar- 
ghe auto, turismo e hotel non produco- 
no risultati in quanto le informazioni cor- 
rispondenti non sono disponibili nella 
mappa italiana. 

Per calcolare il tragitto tra due località 
selezioniamo il tipo di percorso deside- 
rato (veloce, breve o facile) nel menu 
Percorso e, quindi, scegliamo la voce 
Calcola di questo menu. Una volta indi- 
cate la città di partenza, quella di arrivo 
ed eventuali tappe intermedie, premia- 
mo il pulsante Calcola: dopo una breve 
computazione il programma mostrerà la 
finestra con le indicazioni testuali sul 
percorso da seguire. Scegliendo una 
voce tra Strade, Strade/Tappe Interme- 
die e Tutte Le Città possiamo rispettiva- 
mente visualizzare le sole indicazioni sui 
cambi di strada, tutte le tappe stradali e 
tutte le città attraversate. Premendo il 
pulsante Mostra viene invece visualizza- 
to il percorso sulla cartina. 

Scegliendo la voce Calcola Con del me- 
nu Percorso possiamo indicare le città 
di partenza e arrivo direttamente con il 


puntatore del mouse. 

Se siamo interessati a visualizzare solo 
un certo tipo di informazioni, possiamo 
sbizzarrirci modificando i parametri mo- 
strati alla selezione della voce Dettagli 
Mappa del menu Config. Tramite le voci 
di questo menu sarebbe anche possibi- 
le impostare la velocità media, i consu- 
mi di carburante e il suo costo, ma que- 
ste opportunità sono disabilitate nella 
versione demo del programma. 

Specìfiche dei p.mgmtivuui 

• Tipo: Shareware , vedere modulo di registra- 
zione nell’articolo su AmiAtlas a pagina 53 • 
Configurazione minima: Kickstart 1.2 , 2 Mb 
RAM (testato da AM solo su 2.1 e 3.0) • Instal- 
lazione: Mediante installer standard 


Graph 3D • Wilhem Noeker 

Grapn 3D è una utility che traccia a vi- 
deo grafici tridimensionali di funzioni i 
cui dati sono tabulati in appositi file. Il 
programma funziona a partire dalla ver- 
sione 1 .3 del sistema operativo e si in- 



gni programma su disco viene fornito in formato compresso. Per scompattarlo basta selezionarne l'i- 
cona: si aprirà una finestra che chiederà il nome della directory destinazione. Si dovrà indicare, per e- 
sempio, Work:, RAM:, DF1 : oppure ancora Work:prova/ o RAM:T/. L’importante è ricordare di inserire i 
due punti o la barra finale a seconda dei casi. Inserito il nome, si dovrà premere i! tasto Return. 

Ciò potrà avvenire sia facendo il boot da dischetto, sia facendo il boot dal proprio disco di Workbench. In 

quest’ultimo caso è necessario solo la presenza del file IconX in C:, che dovrebbe esistere di default, essendo parte 
integrante del sistema operativo. Se così non fosse, recuperatelo dal vostro disco originale del Workbench. 

Se volete decomprimere l’articolo sotto un sistema operativo , dovrete scompattare a mano l'ar- 

chivio. 

Se decidete di decomprimere l’archivio in RAM:, assicuratevi di avere abbastanza memoria per l’archivo non com- 
presso e il programma di decompressione che può richiedere più di 250 kb di memoria libera. 

Tutte le istruzioni relative all’installazione contenute in queste pagine si riferiscono ai file già decompressi nel modo 
indicato. 

È consigliabile provare i programmi solo dopo avere terminato l’installazione, facendo il boot dal proprio disco di 
Workbench, perché spesso i programmi richiedono librerie e device non presenti sul dischetto. 

Può accadere che alcuni file di testo o in formato non possano essere caricati, perché il sistema ricer- 
ca il programma sotto 2.0 o il programma AmigaGuide sotto 3.0. In casi come questi basta selezionare 

l’icona dei documento da Workbench, attivare l’opzione di menu Informazioni (Info) e inserire nel campo Programma 
Associato (Default Tool) il nome del programma che si ha a disposizione (AmigaGuide sotto 2.0 e Multiview sotto 
3.0). 

Un modo per risolvere definitivamente il problema è creare da Shell un link file a questo modo: 

Sotto 3.0: 

CD Workbench:Utilities 
MakeLink AmigaGuide Multiview 

Sotto 2.0 (ammesso che AmigaGuide stia in Utilities): 

CD Workbench:Utilities 
MakeLink Multiview AmigaGuide 

Si tenga presente infine che alcuni file in formato AmigaGuide scritti per MultiView non possono essere letti da Ami- 
gaGuide sotto 2.0. In tal caso si possono leggere i file indicando nel Programma Associato (Default Tool) il nome e 
l’eventuale path del comando More. 

Altro problema potrebbe insorgere con i programmi che usano : assicuratevi che sia presente nella direc- 

tory C del vostro disco di Workbench:. In caso contrario cercatene una copia (è apparso anche in alcuni dischetti di 
AM in passato) e copiatela in Workbench:C. Per installare i programmi che usano Nnstaller è necessario fare il boot 
dal proprio disco di sistema. 



stalla trasportando la directory Graph3D 
nel cassetto desiderato. 

Eseguendo un doppio click sull'icona, il 
programma visualizza immediatamente 
un grafico di esempio. Agendo sulle due 
barre di scorrimento poste ai lati della fi- 
nestra possiamo spostare il punto di vi- 
suale del grafico a piacimento, mentre 
scegliendo una delle prime quattro voci 
del menu Display otteniamo un diverso 
tipo di rappresentazione della superfi- 
cie. 

Nello stesso menu troviamo la possibilità 
di impostare dimensione e passo 
dell'asse Z oltre ai rapporti tra le dimen- 
sioni degli assi (Dimensions/Enter). E 
possibile far calcolare al programma i 
valori ottimali di questi dati (Dimen- 
sions/find Best), memorizzare una con- 
figurazione (Dimensions/Snapshot) e 
quindi recuperarla (Dimensionslrecall). 
La voce Corridors determina la dimen- 
sione dei "corridoi" lungo i quali sono 
tracciati i blocchi che compongono il 
grafico, mentre Fancy Text abilita o di- 
sabilita la visualizzazione delle scritte 
perpendicolarmente agli assi. 

Nel menu Data sono presenti voci per lo 
scambio degli assi (Swap)e la riflessione 
lungo le righe (Mirrar Rows) o le colonne 
(Mirrar Columns) dei dati. Le funzioni as- 
sociate alle ultime due voci del menu in- 
vece fanno terminare il programma. 

Per poter sfruttare questo programma 
dovremo creare dei file di dati persona- 
lizzati. Il formato dei file di dati è abba- 
stanza semplice: all'interno della direc- 
tory Data potete trovarne numerosi e- 
sempi (si consiglia di esaminare il file 
LibHistory.3D). 

Nella directory Graph3D sono inclusi i 
sorgenti in Pascal del programma e di 
una piccola utility per la generazione au- 
tomatica di un file dati a partire dalla 
funzione da tabulare. 

• Tipo: FreeWare • Configurazione minima: 

Kickstart 1.3 (testato da AM solo su 2.1 e 3.0) • 
Installazione: Trasportare la directory Graph3D 
nel cassetto desiderato. 


Protracker • TEC Design 

ProTracker è un sofisticatissimo pro- 
gramma per la creazione di moduli mu- 
sicali, campionamento di suoni e crea- 
zione di strumenti. 

Il programma si installa mediante l'In- 
staller standard; quest'ultimo copia alcu- 
ni file di configurazione e il manuale in li- 
nea nella directory S:, mentre il pro- 
gramma principale viene posto in una 


directory a scelta. Prima di lanciare il 
programma vi consigliamo un reboot 
della macchina per rendere attivo l'as- 
segnamento inserito dall'lnstaller nel file 
s:user-startup. 

Una volta lanciato il programma possia- 
mo caricare un modulo di esempio co- 
me segue: premiamo il pulsante Dl- 
SKOP posto nella parte centrale supe- 
riore dello schermo e, quindi, spostia- 
moci nella directory in cui abbiamo in- 
stallato il programma: qui selezioniamo 
la directry Modules e il file Arabia2.mod 
ivi contenuto. Per ascoltare il brano pre- 
miamo il tasto Play. 

Nel dischetto non sono forniti strumenti 
o suoni campionati, ma se conoscete 
questo genere di programmi potete fare 
qualche esperimento sfruttando gli stru- 
menti incapsulati nel brano di esempio. 
Data la complessità di questo program- 
ma, rimandiamo ulteriori informazioni al 
tutorial che verrà pubblicato sul prossi- 
mo numero di Amiga Magazine. 

• Tipo: Freeware • Configurazione minima 

Kickstart 1.3 • Installazione: mediante Installer 
standard 


DateCheck # Gerbert Nuijen 

Chi usa sistemi di gestione della posta 
elettronica o fa uso di programmi per la 
generazione di progetti come Make, sa 
bene quanto pericoloso possa essere 
un valore errato dell'orologio di sistema. 
DateCheck è una piccola utility che, lan- 
ciata al boot, cerca di verificare even- 
tuali problemi di questo genere, 

Per l'installazione consigliamo di copiare 
il comando DateCheck in una directory 
nel path (per esempio C:) e inserire nel 
file s:user-startupla seguente linea: 

Datecheck -x Sys:prefs/time 

Al primo boot, il programma genererà i I 
file s de sav contenente la data di quel 
momento A ogni boot successivo la 
data attuale e quella salvata nel file ver- 
ranno confrontate e, In caso vi sia una 
differenza maggiore di sette giorni, o la 
data precedente risulti essere successi- 
va a quella attuale, il programma 
Sys prefs/time verrà lanciato automati- 
camente consentendoci di ripristinare il 
valore corretto II limite di sette giorni 
può essere variato inserendo nella Irnea 
del comando il parametro -dN dove N è 
un numero tra 0 e 999 

• Tipo: MailWare, inviare una cartol-nmll'auto- 


re • Configurazione minima: Kickstart 2.0 • In- 
stallazione: copiare il comando in C: e aggiun- 
gere la linea "Datecheck -x Sys:prefs/time" nel 
file s:user-startup 


FmsDisk • Dave Jones 

Esistono situazioni in cui è utile poter si- 
mulare un floppy disk su un hard disk. 
Una di queste si presenta quando si 
scarica da qualche BBS un archivio in 
formato DMS: per installare il program- 
ma è necessario estrarre i file DMS su 
dischetti e, quindi, da questi eseguire 
l'installazione, copiando in pratica nuo- 
vamente tutti i file sull'hard disk. 

FMS è un file System che consente di 
creare uno o più dischi in tutto e per tut- 
to utilizzabili come floppy, ma il cui con- 
tenuto andrà a risiedere in una directory 
dell'hard disk. 

Per installare il programma procedete 
come segue: 

- copiate la versione di device corri- 
spondente al processore del vostro Ami- 
ga (fmsdisk68020.device per chi pos- 
siede 1200, 3000, 4000) dalla directory 
FmsDisk/Devs alla directory DEVS: rino- 
minandola come FmsDisk.device; 

- eseguite il comando "Assign FMS: 
<dir>" dove <dir> è la directory 
dell'hard disk che conterrà i dati del de- 
vice; 

- accodate il testo del file F msDisk/Devs/ 
Mountlistal file DEVS:Mountlist; 

- eseguite da Shell il comando "Mount 
FFO:"; 

- eseguite il comando "sys:system/For- 
mat drive FFO: name Empty Nolcons 
FFS". 

A questo punto potete usare il device 
FFO: come un comune dischetto. Se de- 
siderate utilizzare più unità di questo ti- 
po, è sufficiente aggiungere al file 
DEVS:Mountilist ulteriori elementi dello 
stesso tipo presente nel file 
FmsDisk/Devs/Mountlist avendo cura di 
modificare il nome (es. FF1,FF2...) e il 
numero di unità (campo Unit). 

• Tipo: GiftWare (l'autore accetta regali come 
ricompensa) • Configurazione minima: Kick- 
start 2.0 • Installazione: vedi sopra 


Reai Drag • SiuortMonteith 

RealDragè una commodity che sempli- 
fica l'operazione di spostamento delle fi- 
nestre. Una volta lanciato il programma 
mediante doppio click sull'icona, per 


78 Amiga Magazine n° so/luglo/ agosti 



spostare una finestra centrandola alla 
posizione del puntatore è sufficiente 
premere il tasto Control e il pulsante si- 
nistro del mouse. La finestra può anche 
essere trascinata premendo la medesi- 
ma combinazione col puntatore all'inter- 
no della finestra e spostando il mouse 
mantenendo la pressione dei tasti. 
Naturalmente i tasti che attivano il pro- 
gramma possono essere ridefiniti sele- 
zionando l'icona, premendo la combina- 
zione di tasti Amiga Destro + I e modifi- 
cando il campo Qualifier. 

RealDrag richiede la versione 2.0 del si- 
stema operativo e può essere controlla- 
to mediante la commodity di sistema Ex- 
change. Per fermare il programma si 
può anche lanciarlo due volte. 

• Tipo: Public Domain * Configurazione mini- 
ma: Kickstart 2.0 * Installazione: copiare Real- 
Drag nel cassetto WBStartup 


GetSize • Paul Schifferer 

GetSize è un comando utilizzabile da 
Shell a partire dalla versione 2.0 del si- 
stema operativo. Se lanciato con la se- 
guente sintassi 

GetSize <directory> 

Il comando visualizza il numero di byte 
occupati dai file contenuti in <directory> 
e nelle sottodirectory, oltre al loro nume- 
ro Esistono alcune opzioni specificabili 
dopo il nome della directory da esami- 
nare 

COUNT non viene mostrato il numero di 
byte complessivo ma solo quello dei file 
e delle directory, 

DIRS In congiunzione con COUNT, mo- 
stra solo le directory, 

FILES in congiunzione con COUNT, 
mostra solo i file, 

TERSE produce un output particolar- 
mente stringato, utile per l'uso del co- 
mando all'Interno di script, 

VERBOSE produce un output più detta- 
gliato 

• Tipo: Giftware (Inware un dono all'autore) • 
Configurazione minima: Kickstart 2.0 * Installa- 
zione: copiare GetSize in una directory del path 

(p.e C:) 


FontView # Steve Banham 

FontView è una utility che permette di vi- 
sualizzare un font e tutte le informazioni 
associate su qualsiasi schermo. Il pro- 


gramma richiede la versione 2.0 del si- 
stema operativo e la reqtools. library 
V38.1248 o superiore. 

Una volta lanciato, FontView mostra una 
finestra nella cui parte superiore sinistra 
possiamo impostare il font che vogliamo 
esaminare e la directory che lo contiene 
(per default sys:fonts). 

Per visualizzare una scritta d'esempio col 
font scelto premiamo View Font Sample. 
Mediante i checkmark posti nella parte 
superiore destra della finestra possiamo 
anche scegliere lo stile della scritta 
(Plain, Italie, Bold, Underlined). Alcune 
informazioni sulla struttura del font ven- 
gono mostrate sejezionando il gadget 
Font Information. E possibile saltare da 
uno schermo a un altro con New Screen. 


• Tipo: Shareware * Configurazione minima: 
Kickstart 2.0 * Installazione: copiare FontView 
nel cassetto desiderato • FIE DI SUPPORTO: 
reqtools.libraryV38. 1248 o superiore in LIBS: 


Switch # John Haubrich 

Se siete abituati a lavorare con più 
schermi e finestre aperte, apprezzerete 
questa utile commodity. Una volta lancia- 
to da Workbench, Switch rimane nasco- 
sto in attesa della pressione di una parti- 
colare combinazione di tasti (Alt sinistro 
+ ESC di default); quando ciò avviene, 
sullo schermo attuale viene aperta una fi- 
nestra nella quale sono indicati tutti gli 
schermi e le finestre correntemente aper- 
te. Se l'utente seleziona una delle voci in- 
dicate, la finestra o lo schermo corri- 
spondente vengono immediatamente 
portati in superficie, In caso si sia premu- 
ta la combinazione di tasti per errore, è 
sufficiente deselezionare la finestra di 
Switch (selezionandone una qualsiasi al- 
tra) perché questa si chiuda automatica- 
mente. Il programa richiede la versione 
3.0 del sistema operativo (e non la 2.04 
come afferma la documentazione); è in 
grado anche di spostare schermi di tipo 
Autoscroll o Superbitmap in modo da vi- 
sualizzare la finestra scelta. 

Per l'installazione è sufficiente trasporta- 
re l'icona di Switch nella directory desi- 
derata (WBStartup se desiderate avere il 
programma attivo a ogni lancio) ed even- 
tualmente scegliere una combinazione di 
tasti di attivazione diversa da quella di 
deiault mediante i ToolType dell'icona. 

* Tipo: Freeware * Configurazione minima: 
Kickstart 3.0 * Installazione: copiare Switch in 
un cassetto a piacere o in WBStartup per atti- 
varlo a ogni boot 


Performer • Allan Odgaard 

Performer sostituisce il requester che si 
apre normalmente sul Workbench, 
quando si preme la combinazione di ta- 
sti Amiga+E, con uno dall'analoga fun- 
zione, cioè lanciare un programma in 
modo Shell, ma che funziona molto me- 
glio per i seguenti motivi: non blocca il 
Workbench e ricorda il path usato dal 
Workbench; il gadget stringa è unlAppl- 
con e pertanto è possibile trascinare 
un'icona che rappresenta un file su di 
esso affinché il suo nome appaia entro 
la stringa; ricorda i comandi già eseguiti 
(usare i tasti freccia su e giù); se si pre- 
me Alt+Return il comando non viene e- 
seguito. Un'altra particolarità sta nel fat- 
to che il programma esegue il contenuto 
del file S:Performer-StartUp prima del 
comando impartito. Questo permette di 
personalizzare l'ambiente della Shell pri- 
ma di lanciare qualsiasi programma; 
viene fornito un file d'esempio utile so- 
prattutto agli utenti avanzati: potete fa- 
cilmente modificarlo con un text editor. 
Per l'installazione, copiare il file Perfor- 
mer in una directory del path, per esem- 
pio C:; copiare poi S/Performer-StartUp 
in S:; infine aggiungere alla S:User-Star- 
tup il comando: 

Run oNIL: Performer 


• Tipo: Freeware • Configurazione minima: 

Kickstart 3.0 


ExpName • Richard Korber 

Expname è una libreria condivisa che 
permette di individuare tutti i dati che i- 
dentificano una scheda di espansione 
presente In uno slot Zorro di Amiga 
Per l'installazione basta copiare libs/ex- 
pname library e libs/boards library in 
LIBS e ListExp in una directory del path 
(p e C ) A questo punto il comando Li- 
stExp visualizzerà in una Shell tutti i dati 
relativi alle schede presenti nel sistema 
Il programma è soprattutto utile ai pro- 
grammatori che potranno usare tale li- 
breria nei propri sorgenti 

• Tipo: FreeWare • Installazione: copiare 
llbs/expname library e libs/boards library In 
LIBS e ListExp /n una directory del path (pe 

C') 

L'icona Transaction permette di decom- 
primere alcuni file d'esempio relativi 
all'articolo su TCP/IPdi Transaction . 


N" 80/UJGIJO/AGO5TO 1996 AMIGA MAGAZINE 79 



ELENCO INSERZIONISTI 


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tìrcrte Ciù^DiaSfl. A-vign*. Wl 
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e CD-PO^ Ne- KIL per H& r 
Cp-ROM pflf coflugure inuma 
~artE ir HD 3^5' uu eCT*fprtfrù 
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Cùfdrdildr GVP Imponi II £U- 
ne.tìhHD KWbeSMbRWa 
hO’i^ SrC-iun'rt . ~aifr.jik rihai c: 
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£?~f. n. ■"■■v.Jifl. rn.irk.alii. mul 
u: vento- à L 13Q-.D00 W VE- 
i!KOa?4Ì 

Tarassi 3-?. d*p «Wtìwfta 
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rdlu .H;h- FV rlv- 

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^U, 3? CrdU Mrtfiin«al Th 

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i ... i m -a i ititi a<^ p i wr LW h Irnag nn 
=e- nb le GMSffiTETfl 

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a.riim.iJio-p d lihalaimno L 
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wndn I.SM.gOO SjiA&rlD, iH. 
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bJSIui-a a lanpo - *. iicre-erfi 

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sla~<u'd * d- _ w y^Tamn SU --b L 
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V-F^n pngflM t cgjtc inofflhno 
n lìeimia L 4S.0-X-. enra-de' Pe- 
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Venda, o ùi-iTtìn, giochi e 
pro>g j amm> p^i Amiga F» U^F- 
tuiMumi! " a: a In. ara O^Cd 
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Liainc-ea L. 20Ù OCU |hal!abiij 
Nyi r r. - - nrlN cr v^ AT API “ai> 
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genn^D lEtin -□'nSefn d mac--a 

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Prega pasoessan ri c^nlaKarmi 
n E40E=*£i AmgflHU Aiugfkfl, -i£ù 
C emiurda al Cd'-s^Id 20. 00114 
hU^u- 

AmlgaLpra-S-PC ù&'& a kllii 
ujdi ulnnlì li n, mKsagqc'. h:- na 
ZlBrafcEi^Wiaz-ff'flfc T^1u^r■^^ 
2* ori uSR2i.fi. Pu pj 14 CD 
ROM pur Am^i u PC-'A'iKj^ws. 
àiT^ihl Gii Lma s Ce-tgandnl 
E^li^M- pfrlKi 8 (tìkKi A p'ru 
calngarecnla lasDam m«sagg-d 
aS^tCt- TuI 001-5703-32.34 ù- 

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Se ib> r Sardep-a ^eg-al 
iquuira InfleSiTu- 5^rii-i0 Am ca 
Oub c d k^iesma rtnBod.Tifi A 
Lil u'nw 1 OTn^j Ma:- - .Viziare 
+3"oocnljpu: i-ei?j^I± Naiu-c-u 
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ihuderadlLDlg. 

DM1 pug'B'Ni-B PP JtAnim 
ùtr riddai , binali Oa efelide :u 
Amiga Tu^O-jrE O^E al«3 
3903 B325rn e ehcdirr CI Ange 
la- Dhìptiici olà ECfPiHo >6 bc^I- 
Ud 

Caroto WWhmill Aieign 
dalla, mia cilfa Mos^in-a' p#^ 
Kflntìtì idEE CNfim^u Andrai 
dloDX^U? 1 


W SQ'HJCwO/*f<Sli5 *MIO* MUin* fll 




I 



□ COMPRO 

r 

□ VENDO 

c 

VARIE 


IL TAGLIANDO E UTILIZZÀBILE 
PER UN SOLO PRODOHO 
USARE MASSIMO 20 PAROLE 
NON Sf ACCETTANO FOTOCOPIE 
0 FOGLI ALLEGATI AL TAGLIANDO. 
SCRIVERE IN STAMPATELLO 


i\ N°80 


LUGLIO/AGOSTO 
19 9 6 


TESTO INSERZIONE 


INDIRIZZO PRIVATO 


NOME 

COGNOME 


J I L_i . 


L 


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KDUlHlStm . N il i 

Mtaziti . ... 


*□ i[ 


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FATTI CONOSCERE DA sii 


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DI INTERESSE NELLE 

MmaBdi 


TITOLO DI STUDIO: 

□ Licenza elementare 

□ Diploma medie inferiori 
H Dipi orna medie superiori 

□ Corso di studi parauniversitario 

□ Laurea 

PROFESSIONE: 

3 Studente 
3 Operaio 
3 Impiegato 
3 Dirigente 

3 Libero professionista 
fi Imprenditore 
fi Commerciante 

□ Artigiano 

□ Insegnante 


COMPUTER UTILIZZATO 
ABITUALMENTE: 

3 500 
CI 500 Plus 
3 600 
3 1000 

n 1200 
□ 2000 
n 3000 

□ 4000/030 

□ 4000/040 

□ CDTV 

□ CD32 


POSSIEDI ALTRI COMPUTER? 
QUALI? 


QUALI DELLE SEGUENTI PERIFERICHE POSSIEDI: 

□ Stampante aghi 3 SyQuest 

fi Stampante getto inchiostro 3 Magneto-ottico 


□ Stampante laser 
3 Modem lento 

3 Modem veloce 
3 Monitor 
3 Monitor VGA 
fi Monitor multìscan 

□ Hard disk SCSI 

□ Hard disk IDE 

□ Floptìcal 


□ Tape streamer 

G Digitalizzatore audio 

□ Digitalizzatore video 

□ Genlock 

□ TBC 

□ janus 

□ Altro: 


PIEGARE 


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n e- n i hjr re +■+ : lC * C — . , x * c V / 

■fi 



>- ■ , _ _ ^ 1_ . L ■ - 

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QUALI ARGOMENTI VORRESTI 
VEDER TRATTATI PIU 1 AMPIAMENTE 
SU AMIGA MAGAZINE? 


TI PIACE LA VESTE GRAFICA 
DELLA TESTATA? 

□ Si n No 

□ Ecco come la modificherei: 


USI AMIGA PER: 

3 Giocare 

"1 Scaltre 

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3 IWg r^mmci re ir L 

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